Confronto tra Machiavelli e gli utopisti
Se Machiavelli invita all'immediatezza d'azione, gli utopisti sono favorevoli a gettare le basi per un invito ad un'azione futura, in quanto un'azione immediata sarebbe immatura. Il linguaggio utopista rispecchia questa "posticipazione"; è una lingua non diretta, travestita, le idee sono celate da racconti fantastici.
Se Machiavelli, con le sue opere, tende a smuovere le coscienze, gli utopisti non fanno riferimento a fatti reali, alle realtà istituzionali, ma tendono ad estraniare le loro idee dal contesto storico.
Tipologie di utopie
Le utopie possono essere:
- Utopie proiettate nel futuro: tendono a guardare verso società nuove. Da qui nasce lo spirito di razionalismo, fiducia nella ragione che è capace di produrre cambiamenti in visione di una società migliore, che gli utopisti auspicano. Questo spirito razional-scientifico è dato anche dal periodo storico segnato da nuove istituzioni e nuove scoperte geografiche, che offrono uno spunto per idee utopistiche. Il mito del "buon selvaggio" di Rousseau nasce proprio da questo "mondo nuovo", che cerca di offrire modelli alternativi che gli stessi utopisti vorrebbero, ma che celano sotto il loro linguaggio indiretto e sotto una certa auto-censura.
- Utopie retrospettive: tendono a guardare al passato, alla felicità del passato, cosa che gli utopisti del '500 non fanno. L'obiettivo utopista è l'interesse sui rapporti sociali, ma anche sulla "polis".
L'utopia è intesa, in conclusione, in un senso realistico; una vera riforma della società che non è realizzabile nell'immediatezza, è un messaggio reale che arriva però in "differita".
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