Statistica per la ricerca sociale (04/10/2021)
Nelle scienze sociali la realtà può essere indagata in modo scientifico attraverso due
ricerche: quantitativa
Ricerca (o standard);
Ricerca qualitativa (non standard).
La ricerca quantitativa si divide in 4 fasi:
1. Il disegno della ricerca (progettazione)
Il ricercatore è chiamato a prendere un insieme di decisioni che avranno
conseguenze su tutte le successive fasi della ricerca. Dovrà definire
operativamente i concetti della ricerca; gli oggetti della ricerca (le unità di analisi
e di rilevazione); stabilire se effettuare una rilevazione totale o campionaria;
operativizzare i concetti per trasformali in caratteristiche rilevabili; costruire il
proprio strumento di rilevazione; prefigurare l’analisi dei dati.
2. La rilevazione dei dati
In questa fase, il ricercatore usa gli strumenti di rilevazione dei dati e avvia la fase
di “campo” della ricerca. Il prodotto finale sarà una raccolta di dati numerici
organizzati in forma di matrice, la cosiddetta matrice dei dati.
3. L’analisi dei dati
In questa fase si applicano gli strumenti propri della statistica, l’analisi statistica
riguarda proprio l’elaborazione dei dati che avviene dopo che gli stessi sono stati
raccolti.
4. La comunicazione e la diffusione dei risultati
Questa ultima fase prevede la restituzione al pubblico dei principali risultati
dell’analisi e le conclusioni a cui si è giunti.
Queste 4 fasi sono le fasi della ricerca sociale.
Fenomeno collettivo e fenomeno oggetto di studio
Un fenomeno collettivo è un fenomeno il cui studio richiede l’osservazione di una
pluralità di manifestazioni individuali.
Il fenomeno oggetto di studio è il fenomeno collettivo che si vuole studiare.
Es. il lavoro degli italiani, le abitudini di viaggio degli italiani
Unità statistica
L’unità statistica rappresenta l’elemento su cui vengono osservate le
caratteristiche oggetto delle analisi statistiche.
Nella ricerca sociale l’unità più diffusa è l’individuo.
L’unità statistica può essere semplice o composta.
Inoltre si distingue anche tra unità d’analisi e unità di raccolta. La prima è
l’oggetto sociale a cui si riferiscono le caratteristiche studiate, la seconda è quello
su cui queste vengono rilevate le caratteristiche oggetto di analisi.
L’individuo non è l’unica unità statistica, ce ne sono altre, come ad esempio
l’aggregato di individui. Questo si suddivide in aggregati con presenza
dell’elemento individuale, enti e aggregati territoriali.
Popolazione o collettivo statico
Un insieme di unità omogenee rispetto a una o più caratteristiche rappresenta una
popolazione o un collettivo statico. Le popolazioni in uso nella ricerca sociale
vengono contestualizzate sempre nel tempo e nello spazio.
Si distingue inoltre tra quelle popolazioni definibili in un unico istante di tempo
(collettivo di stato), e quelle definibili in un intervallo di tempo (collettivi in
movimento).
Classificazione delle ricerche sociali quantitative
Può essere:
1. diretta: se i dati sono espressamente raccolti presso la popolazione
oggetto di studio al fine di conoscere un determinato fenomeno
2. indiretta: se ci si rivolge ad una risorsa che ha già questi dati raccolti e
classificati.
Raccolta dei dati nella ricerca sociale- Fonti
Ricerca diretta
Realizzazione di una indagine statistica
I dati possono essere acquisiti tramite questionario, osservazione esperimento, social
media
Ricerca indiretta
Utilizzo dati già raccolti
Ovvero dati amministrativi
Censimenti e indagini ISTAT
Ricerche fatte da altri enti
L’indagine statistica tramite questionario
Con questo tipo di indagine le informazioni vengono raccolte intervistando le
persone
I dati riguardano solitamente fatti, comportamenti passati o futuri, idee
Lo strumento di rilevazione è il questionario
Può essere realizzata attraverso diverse tecniche:
Intervista personale (face to face)
Intervista telefonica
Intervista auto amministrata
Può essere rivolta a tutta la popolazione o ad una parte di essa (indagine
campionaria)
Il questionario
Un buono questionario deve essere costruito:
Rendendo il questionario quanto più breve possibile
Inserendo domande breve, semplici e chiare
Partendo da domande generiche per poi entrare nello specifico (tecnica
ad imbuto)
Utilizzando domande chiuse a scelta dicotomica o multipla
Utilizzando domande aperte solo quando è necessario
Inserendo domande di controllo
Strutturando il questionario a seconda del tipo di intervista
La tecnica d’indagine e di rilevazione
La scelta della tecnica più idonea è uno degli aspetti di maggiore importanza nella
pianificazione e nell’esecuzione di un’indagine.
CATI Computer Assisted Telephone Interview: Interviste telefoniche
realizzate mediante il supporto di un computer
CAPI Computer Assisted Personal Interview: Interviste faccia a faccia in cui
l’intervistatore somministra il questionario avvalendosi di un computer per la
registrazione delle risposte
PAPI Paper and Pen Interview: Tradizionali interviste faccia a faccia
realizzate mediante l’ausilio di un questionario cartaceo
CASI Computer Assisted Self-completed Interview: Il rispondente
completa da solo il questionario servendosi di un PC portatile che gli viene
fornito dall’ente promotore dell’indagine
CAWI Computer AssistedWeb Interview: Indagini on-line. Tale tecnica è
stata utilizzata per il15°Censimento Generale della Popolazione e delle
Abitazioni
Postali: questionario cartaceo o digitale inviato per e-mail
Indagini totali o parziali
Con riferimento al collettivo da esaminare, le rilevazioni statistiche si distinguono in:
Totali o globali: viene osservata l’intera popolazione oggetto di studio
Parziali o per campione: si osserva solo un sottoinsieme della popolazione,
tecnicamente definito campione.
Il censimento
È una rilevazione totale con le caratteristiche fondamentali di:
Universalità: è esteso a tutte le unità costituenti l’universo oggetto di studio
(popolazione)
Individualità: le informazioni vengono rilevate per tutti i componenti della
popolazione
Simultaneità: viene condotto in contemporanea su tutto il territorio interessato, le
notizie raccolte devono essere riferite ad un preciso istante (data del censimento)
Periodicità definita: in molti Paesi -fra i quali l’Italia -viene condotto ogni 10 anni
Indagine campionaria
L’indagine campionaria si rende necessaria quando:
•l’ampiezza della popolazione è elevata
•servono informazioni statistiche solo su una parte ben definita della popolazione
L’indagine campionaria si rende opportuna per:
•riduzione dei costi d’indagine
•tempestività rilascio informazione statistiche
•migliore qualità dei dati
Le fasi
1.Definizione degli obiettivi dell’indagine
Individuare le informazioni da ricercare sul fenomeno d’interesse; scegliere
popolazione, unità statistica, variabili; scegliere classificazioni, circoscrivere il
territorio con esattezza; definire periodo temporale di riferimento;
2.Disegno
Scegliere il tipo di indagine; decidere tra totale e campionaria; disegnare il
campione; estrarre le unità campionarie.
3.Rilevazione dei dati
Individuare l’unità di rilevazione; raccogliere l’informazione in modo neutrale;
lasciare una buona impressione per facilitare eventuali contatti futuri.
4.Revisione e validazione
Individuare le fonti di errore, analizzare i dati alla ricerca di errori; correggere gli
errori; validare i dati corretti
5.Elaborazione dei dati
Scegliere il metodo di analisi da utilizzare adatto al fenomeno osservato
Tipo di analisi statistiche:
Analisi descrittive;
Analisi inferenziali;
Analisi monovariate;
Analisi bivariate;
Analisi multidimensionali;
6.Presentazione e diffusione dei risultati
Sotto forma di grafici, tabelle, rapporti sintetici
Il dato
Si intende l’esito di un processo di rilevazione delle informazioni alla luce dell’apparato
metodologico di una disciplina. Per dato si intende il contenuto di una cella della
matrice dati e si chiama dato statistico.
Caratteristica (carattere o proprietà)
Si definisce carattere statistico la caratteristica oggetto di studio. Ogni carattere
può assumere più modalità.
Un carattere può assumere modalità differenti in corrispondenza delle diverse unità
statistiche del collettivo. Le modalità devono essere esaustive e non sovrapposte
Un carattere può essere:
Qualitativo o mutabile: se può essere indicato solo con espressioni verbali (es
sesso, colore occhi, tipo lavoro)
Quantitativo o variabile: se indicato mediante espressioni numeriche (es peso
età)
Le variabili
Il carattere qualitativo o mutabile ha una variabile qualitativa che può essere
sconnessa (“o questo o quello”) oppure ordinale (con un “grado)
Il carattere quantitativo o variabile ha una variabile quantitativa che può essere
discreta (con valori interi) oppure continua (con valori con la virgola).
Variabile genericamente indicata con X.
07/10/2021
Frequenza assoluta: il numero di volte che quella modalità viene osservata
nel collettivo.
C G P T G P T TIPO DI TABELLA: ELENCAZIONE
C P C G T G G
C T G P G C P
Passaggio da una elencazione a una distribuzione di frequenza
CANE 5 FREQUENZE
GATTO 7 ASSOLUTE
PAPPAGAL 5
LO
TARTARUG 4
A
TOTALE 21
Moda: la modalità con la frequenza più alta
Distribuzione bimodale: 2 mode
Differenza tra diagramma a barre e istogramma
Diagramma a barre: c’è distanza tra una barra e l’altra. Diagramma solo per
variabili qualitative e per quantitative sconnesse. C’è un salto.
Istogramma: solo per caratteri quantitativi continui. Non c’è spazio tra una barra
e l’altra. C’è un continuum di valori, copre tutto l’asse di valori.
Obiettivo di chi fa statistica: sintetizzare informazioni e rappresentarle in
modo chiaro.
Distribuzione unitaria può essere semplice e multipla.
Distribuzione unitaria semplice di un carattere l’elencazione delle modalità
osservate unità per unità nel collettivo preso in esame.
Distribuzione unitaria multipla di due o più caratteri l’elencazione delle
modalità osservate per i singoli caratteri unità per unità nel collettivo preso
in esame. frequenza assoluta
Frequenza relativa : totale
frequenza assoluta
Frequenza percentuale: ∗100
totale
ES.
M L L D M
D L L D D FREQUENZE
LICENZA 2 ASSOLUTE
MEDIA
DIPLOMA 4
LAUREA 4
TOTALE 10
FREQUENZA RELATIVA: 2/10=0,2 FREQUENZA
PERCENTUALE: 20%
FREQUENZA RELATIVA: 4/10=0,4 FREQUENZA
PERCENTUALE: 40%
11/10/2021
3 1 2 7 2 6 2
3 5 3 2 3 4 5
6 5 3 6 2 6 5
Numero Frequenz Frequenz Frequenz
di libri a a a
letti in un assoluta relativa percentu
anno ale
1 1 0,04 4%
2 5 0,24 24%
3 5 0,24 24%
4 1 0,04 4%
5 4 0,20 20%
6 4 0,20 20%
7 1 0,04 4%
Totale 21 1 100
Le frequenze semplici: frequenza assoluta semplice, frequenza relativa
semplice, frequenza percentuale semplice.
Numero Frequenz Frequenz Frequenz Frequenz Frequenz Frequenz
di libri a a a a a a
letti in un assoluta relativa percentu cumulata cumulata cumulata
anno ale assoluta relativa percentu
ale
1 1 0,04 4% 1 0,04 4%
2 5 0,24 24% 6 0,28 28%
3 5 0,24 24% 11 0,52 52%
4 1 0,04 4% 12 0,56 56%
5 4 0,20 20% 16 0,76 76%
6 4 0,20 20% 20 0,96 96%
7 1 0,04 4% 21 1 100%
Totale 21 1 100
Frequenze cumulate: frequenza cumulata assoluta, frequenza cumulata
relativa, frequenza cumulata percentuale.
Quante persone hanno letto Fino a ….. libri devo sommare, tutto il
precedente, cioè cumulare.
Quante persone leggono Almeno… libri bisogna contare dal numero in giù.
Come facciamo a distinguere le frequenze semplici da quelle cumulate: le
frequenze semplici vengono indicate con le lettere minuscole, mentre le
frequenze cumulate vengono indicate con le lettere maiuscole.
Utilizziamo le frequenze cumulate sia per le variabili quantitative, e per le variabili
qualitative ordinali, non vanno mai calcolate per le qualitative sconnesse.
Notazioni Assoluta
X Frequenz Frequenz Frequenz
a a a
assoluta relativa percentu
ale
x n f p
1 1 1 1
x n f p
2 2 2 2
x n f p
3 3 3 3
……. ……. ……. ……..
x n f p
j j j j
……. ……. ……. …….
x n f p
k k k k
TOTALE N 1 100
Notazioni Cumulata
X Frequenza assoluta Frequenza relativa Frequenza percentuale
=n =f =
x N F P p
1 1 1 1 1 1 1
=n +n =f + = +
x N F f P p p
2 2 1 2 2 1 2 2 1 2
=n + + =f + + = + +
x N n n F f f P p p p
3 3 1 2 3 3 1 2 3 3 1 2 3
……. ……. ……. ……..
=n +n +n + =f + + +… =p + + +…
x N … n F f f f P p p p
j j 1 2 3 j j 1 2 3 j j 1 2 3 j
……. ……. ……. …….
x N F P
k I grafici
Sono dei modi per rappresentare oltre alle tabelle la nostra informazione.
Ci sono vari tipi:
per le variabili qualitative: diagramma a torta (aerogramma); ogni fetta
corrisponde alla frequenza;
per le variabili qualitative e quantitative discrete: diagramma a colonne-
a barre- a nastri (ortogrammi);
per le variabili quantitative continue: istogramma.
L’istogramma dipende da quelle che sono le classi e da quella che è l’ampiezza
della classe.
La classe è la singola modalità. L’ampiezza della classe dipende dai valori che
intercorrono tra il limite inferiore e il limite superiore della classe. (29-10=19)
bisogna capire se gli estremi sono compresi.
Questo istogramma è a basi uguali, la base di ogni singola colonna è sempre la
stessa, data la stessa ampiezza. Non c’è salto da una colonna e l’altra.
Le basi sono differenti, perché le classi hanno ampiezza differente. se le classi
hanno ampiezza differente bisogna calcolare la densità di frequenza. Con il calcolo
della densità si va a calibrare la frequenza e l’ampiezza.
Densità= frequenza assoluta/ampiezza
Aggregazioni in classi
I- sta ad indicare una classe chiusa a sinistra, che include il valore estremo di
sinistra, ma non quello di destra
-I sta ad indicare una classe chiusa a destra, che include il valore estremo di
destra, ma non quello di sinistra
I-I sta ad indicare una classe chiusa che include sia il valore estremo a destra che
quello di sinistra
14/10/2021
Sintetizzare una distribuzione significa andare a descrivere la distribuzione
attraverso degli indici. Noi analizziamo i
valori centrali (o di tendenza centrale). Vanno ad individuare quello che è il
centro della nostra distribuzione. Una prima definizione statistica dei valori
centrali ci è data da Cauchy che li definisce come una qualsiasi modalità, o un
qualunque valore (nelle variabili quantitative), non inferiore al minimo e non
superiore al massimo della distribuzione che va sintetizzata. Si distinguono in:
valori centrali analitici (quelli che si ottengono con un calcolo), e non
analitici (quelli in cui non c’è bisogno del calcolo).
e i valori di disuguaglianza.
I valori centrali sono: moda, mediana, media
Quantili, decili, e percentili.
Non analitici Analitici
Moda
La moda è la modalità che presenta la massima frequenza.
La moda fornisce informazioni solo su una modalità del carattere.
La moda dipende solo dalle frequenze.
La moda acquista validità solo se vi è una netta prevalenza di una
modalità/intensità
La moda può essere calcolata su qualsiasi tipo di variabile (variabili
qualitative sconnesse/ordinate-variabili quantitative continue/discrete).
Esempi: La moda in questo caso è
antibiotico e non 200 (che è la
frequenza non la modalità).
La moda in questo caso è licenza
di scuola media inferiore.
La moda in questo caso è 40.
In questo caso non si parla di moda ma
di classe modale. La classe modale è
25-35. In questo caso visto che ci sono
ampiezze differenti si deve guardare la
densità.
Mediana
È il valore che divide la distribuzione in due parti uguali.
Es.
La prima cosa da fare è ordinare i dati dal valore più piccolo al valore più
grande:
26-26-28-29-30-32-60 nel caso di osservazioni dispari, la mediana è 29. (N+1/2) La
moda è 26.
26-26-28-29-30-31-32-60 nel caso di osservazioni pari, la mediana è 29,5. (N/2;
N/2+1 e fare la media) In questo caso si fa la media tra 29 e 30.
La mediana la si può calcolare per le qualitative ordinate e per le quantitative
discrete/continue. Non per le qualitative sconnesse.
La mediana in forma tabellare la possiamo calcolare guardando le frequenze
cumulate.
Esempi: La mediana in questo caso
è licenza di scuola media
inferiore. Deve contenere
almeno il 50% della
distribuzione.
La mediana in
questo caso è
40. La mediana in questo caso è
35-60.
Quando abbiamo le distribuzioni in classi parliamo di classe modale e classe
mediana. Quando abbiamo una variab
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