Statistica 1 (B/C) lezione del 12 novembre 2020
Da oggi inizieremo un nuovo argomento, quello della probabilità (che non fa parte della seconda prova in itinere).
Cenni di calcolo delle probabilità – Variabili casuali
Definizioni ed eventi
In statistica descrittiva si hanno serie e seriazioni dei dati osservati. Nella teoria della probabilità si vogliono ricavare modelli teorici per l'universo/popolazione dai quali vengono generati i nostri dati. La statistica descrittiva studia le mutabili/variabili statistiche che sono caratterizzate da frequenze casuali, mentre la teoria della probabilità studia le mutabili/variabili che sono caratterizzate da probabilità.
Come definire la probabilità? In generale, per parlare di probabilità si deve pensare ad un esperimento aleatorio, cioè ad un esperimento i cui risultati sono “casuali”.
- Approccio deterministico: è quello per cui l’esperimento ammette un unico risultato certo.
- Approccio probabilistico: l’esperimento ammette almeno due risultati e vi è incertezza su quale si realizzerà (aleatorio = dati casuali), ad esempio il lancio di un dado.
Si parla di probabilità quando siamo in un approccio probabilistico. Per descrivere le manifestazioni di un esperimento parleremo di eventi (tutti i possibili risultati di un esperimento).
Probabilità: è la misura del presentarsi di un evento. Obiettivo: costruire modelli teorici che permettano di calcolare la probabilità di tutti gli eventi sperimentabili.
Gli eventi
Possono essere tranquillamente considerati come gli insiemi in matematica; distinguiamo tre tipologie diverse di eventi:
- Eventi elementari: risultati (manifestazioni) possibili del fenomeno aleatorio, e1, e2, ..., ei, A1, A2, ..., Ai.
- Eventi generici: insiemi o famiglie di eventi elementari, Ω.
- Classi o famiglie di eventi S(Ω): insiemi di insiemi (eventi) ottenuti con operazioni algebriche su altri eventi.
Ω è lo spazio degli eventi elementari, insieme di tutti possibili eventi particolari eventi elementari dell’esperimento. ∅ è l'evento impossibile (es. il lancio del dado da come risultato 50 = è impossibile).
Evento certo: spazio degli eventi elementari (Ω), cioè spazio di tutti i possibili risultati.
Relazioni tra eventi
- Uguaglianza A = B: A e B contengono gli stessi elementi.
- Inclusione A ⊆ B: A è contenuto in B, cioè gli elementi di A sono anche di B (ma non necessariamente viceversa).
- Contenimento A ⊇ B: A contiene B, gli elementi di B sono anche elementi di A.
- Disgiunzione (mutua esclusione) A ∩ B = ∅: A e B non hanno elementi in comune.
Operazioni elementari
- Unione A ∪ B: A1, A2, ..., Ai i cui elementi appartengono ad A1 oppure ad A2.
- Intersezione A ∩ B: A1, A2, ..., Ai i cui elementi appartengono sia ad A1 che ad A2.
- Differenza A - B: A1, A2, ..., Ai i cui elementi appartengono ad A1 ma non ad A2.
- Complemento ς: Ω - A, sono tutti gli elementi di Ω che non appartengono ad A.
Funzione di probabilità
Una volta definiti gli oggetti del calcolo delle probabilità (eventi), bisogna definire la funzione di probabilità, funzione P che permette di calcolare la probabilità di un evento generico A ∈ S(Ω).
Abbiamo bisogno di 3 “ingredienti” per definire P(A):
- Assiomi del calcolo delle probabilità.
- Regole per assegnare la probabilità agli eventi elementari.
- Regola per il calcolo della probabilità.
Assiomi del calcolo delle probabilità
Ω = spazio degli eventi elementari (finito). La funzione P(A) soddisfa i seguenti assiomi:
- Una probabilità di un qualsiasi evento A deve essere ≥ 0.
- La probabilità di Ω deve essere = 1.
- Il più importante: Assioma dell’additività della probabilità: ci dice che la probabilità dell’unione di tutti gli Ai è uguale alla sommatoria delle probabilità dei singoli eventi se, sono disgiunti.
Raccomandazione: non confondere i simboli delle operazioni che si possono fare sugli eventi, dai simboli delle operazioni che si fanno sui numeri.