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CLASSIFICAZIONE IN BASE AI SISTEMI ENERGETICI

Anaerobico alattacido (< 10”) -> tuffi; sollevamento pesi; lancio disco,

 martello e giav.; 100m -> ATP-PC

Anaerobico lattacido (10”-40”) -> 200-400m; ciclismo velocità; salto in

 lungo e in alto; pattinaggio velocità -> ATP PC – GLICOLISI ANAEROBICA

Aerobico anaerobico massivo (40”-5’) -> 400h, canoa 800m

 Aerobico (>4’) Maratona, marcia, canottaggio, ciclismo pattinaggio fondo

 -> METABOLISMO OSSIDATIVO

Aerobico anaerobico alternato (Calcio, rugby, Lotta, Judo) - ALTERNATO

VELOCITA’

In Atletica ma non solo, Possiamo trovare anche:

•Pattinaggio di Velocità

•Ciclismo su Pista

Similitudini:

•200m lanciati ciclismo: 9”3

•100m corsa: 9”58

•500m ciclismo (F): 32”11

•500m pattinaggio velocità: 34”03

•1km da fermo ciclismo: 56”

•Gara Velocità a squadre ciclismo: 41”

•1km pattinaggio velocità 1’06”

•400m atletica: 44”

Gare di Velocità in Atletica:

•100

•200

•400

•Staffetta 4x100

•Staffetta 4x400

Tecnica di Corsa:

La corsa è una successione di balzi alternati, quindi un gesto ciclico che si può

scomporre in 2 elementi principali:

•Il Passo di Corsa: Movimenti compresi fra l’appoggio dei 2 arti inferiori

(dx-sx); ampiezza del passo è la distanza che intercorre fra l’appoggio dei

2 piedi, mentre la frequenza è il numero di passi eseguiti nell’unità di

tempo.

•La Falcata: E’ l’insieme di movimenti che l’atleta compie fra il primo

appoggio e il secondo dello stesso arto inferiore (dx-dx); la falcata si

identifica con il ciclo completo del movimento dell’arto.

Si distinguono FASE DI APPOGGIO e FASE DI VOLO

Fase di Appoggio:

•Piegamento Ammortizzazione

•Sostegno

•Raddrizzamento estensione

La rilevanza che assume la fase di contatto risiede nel fatto che da tutto

ciò che in essa avviene dipende l’efficacia dell’impulso che accelera il

corpo dell’atleta ed il suo lineare procedere e che tutto ciò che si verifica

nella fase aerea ne è diretta conseguenza.

Ammortizzazione:

•Ha inizio con la presa di contatto del piede al suolo e termina nel

momento in cui le ginocchia si trovano pari alla stessa altezza e la

proiezione verticale del baricentro dell’atleta cade sulla parte metatarsale

del piede. Il bacino si sposta in avanti di circa 30-40cm ed i migliori

sprinter impiegano 26-34 millesimi circa.

•Questa fase favorisce lo sviluppo delle forze per mantenere costante

l’attività ciclica degli

• “STIFNESS” del complesso muscolo tendineo degli estensori determinerà

la grandezza degli effetti dei propulsori.

Sostegno:

•Spostamento del punto fisso di appoggio dal metatarso alle dita con un

sollevamento del tallone

•Estensione dell’arto avviene quando il femore si trova sulla verticale cioè

quando nel suo prosieguo potrà spingere il bacino in un avanzamento

orizzontale

•Senza la fase di Sostegno, non fosse presente, il bacino riceverebbe una

spinta verticale esagerata che provocherebbe una parabola troppo ampia.

Estensione:

•In questa fase viene favorita la riaccelerazione

•L’Estensione del ginocchio non è mai completa ma si arresta in torno ai

168-172°

Spostamento del CdG:

Il centro di massa si sposta, sul piano verticale tra il punto più basso

(Ammortizzazione) ed il punto più alto (fase centrale della parabola)

dovrebbe aggirarsi intorno ai 4-5cm.

RAPIDITA’ E VELOCITA’:

Rapidità: Capacità di effettuare un gesto singolo nel minor tempo

possibile: coinvolgimento pressoché esclusivo del sistema nervoso (natura

delle fibre), gesto di natura aciclica.

Velocità: risultato dell’interazione di diversi fattori (fra cui la rapidità)

La Velocità fa riferimento alla reiterazione ciclica del movimento rapido nel

tempo.

VELOCITA’:

Dipende dalla frequenza e dall’ampiezza dei movimenti

Reiterazione ciclica dei movimenti nel tempo dipende da:

•Capacità e potenza dei diversi processi energetici

•Capacità di reazione rapida ad un comando

•Capacità di accelerare il corpo nello spazio (Forza max e Forza esplosiva)

•Capacità di esprimere la Forza in tempi brevi e di usare la reazione

elastica (F veloce e F elastica)

•Alternare fasi di maggiore e minor tensione per ritardare insorgenza della

fatica

•Capacità di coordinazione dei movimenti

•Tecnica elevata e corretta

•Evitare di far scadere la tecnica esecutiva con insorgenza fatica.

Modello di Prestazione Velocità:

•Fase di partenza

•Fase di accelerazione

•Fase di Mantenimento della Velocità

•Tempo di reazione:

•120 a 200ms circa

•Contribuisce al risultato di gara in percentuale tanto maggiore quanto è

breve la distanza.

•Accelerazione (30-50m sui 100m)

•Massima velocità: 12m/s U e 10,9m/s D sul tratto 50-60m dei 100m

•Picchi di velocità si raggiungono fra i 45-55m (per i 100m)

I presupposti per un buon velocista sono principalmente 2:

-Punto di vista meccanico:

•Miglior compromesso fra ampiezza e frequenza del passo, miglior

rapporto fra parametro spaziale e temporale della corsa.

-Punto di vista neurologico:

•Distribuzione ottimale dello sforzo. Non necessariamente bisogna

raggiungere la massima velocità possibile all’inizio altrimenti si ha una

decelerazione troppo marcata al termine ella corsa.

Fattori limitanti e distribuzione dello sforzo:

•100 m: Carattere nervoso

•200 e 400m: limitazione dei meccanismi di erogazione di energia

anaerobica

Partenza dai blocchi:

•Arco pollice indice direzione di corsa

•Ginocchio sfiora il piano passante per le spalle

•Angolo al ginocchio di 92-105° anteriore e 115-138° posteriore

•Spalle avanzano

•Al comando “VIA” il piede posteriore si stacca dal blocco

•I piedi, nei primi 4-5 appoggi prenderanno contatto con il suolo dietro al

bacino per ridurre fase di ammortizzazione

•Busto deve rimanere inclinato

Errori dalla partenza dei blocchi:

•Si raggiunge la posizione “pronti” troppo rapidamente

•Eccessiva verticalizzazione del busto all’uscita dai blocchi

•I piedi non aderiscono completamente ai piani inclinati.

Accelerazione:

•La vera propulsione avviene con l’estensione dell’arto che si trova avanti

che passa da un piegamento di circa 90-100°

•Ruolo della Forza esplosiva

•Aumentando la velocità si riducono i tempi di spinta ed aumenta quella di

volo, il tronco si verticalizza ed il passo si apre

•Dopo 20-25 metri corretto assetto di corsa

•Errore molto frequente: alzarsi troppo rapidamente, frequenza troppo

elevata dei passi (parametro temporale) a discapito di una ampiezza dei

passi (parametro spaziale)

Fase lanciata:

•Diminuzione dei tempi di appoggio

•Aumento della frequenza e dell’ampiezza del passo (aumento della Forza

di tipo elastica)

•Forza esplosiva: importante prima parte di gare

•Forza reattivo elastica: mantenimento di picchi di velocità

Meccanismi Energetici:

-Accelerazione:

•Alattacido

•Glicolitico

-Fase di massima velocità

•Contributo dei fosfati ridotto

-Decelerazione:

•Glicolisi anaerobica

La maggior parte della CP (88% circa) demolita nei primi 40 m

A che età iniziare:

Verso i 12-13 anni si individua il momento in cui da una attività motoria generica

è consigliabile passare ad una attività più specifica (atletica in generale)

Verso i 16-17 anni si indirizza verso una disciplina specifica dell’atletica

400m

Le Qualità:

-Velocità:

-Forza: determina acquisizione e mantenimento della velocità

-Le espressioni che maggiormente influiscono sulle capacità di

accelerazione:

• Forza massima

• Esplosiva elastica

• Elastico riflessa

• Resistenza: ma resistenza specifica, mai corse di lunga durata.

Il 400centista può essere “lento” 400-800m o veloce: 200-400m

Età più indicata per l’avviamento e la specializzazione: 12-13 anni si passa da

una attività motoria generale ad una più specifica. Verso i 16/17 specializzazione

Caratteristiche dell’Atleta:

• I primi 50 metri il più velocemente possibile

• Cercare di mantenere l’andatura e correre nella maniera più

rilassata

Il successo nei 400m dipende non solo dalle abilità di sprinter dell’atleta ma

anche dalla sua capacità di utilizzare i sistemi energetici al meglio.

Capacità di mantenere integra la tecnica nonostante l’insorgenza della fatica.

-Resistenza alla velocità:

•Capacità che permette di mantenere costanti il più a lungo possibile

elevati livelli di velocità di corsa

•Energia dal processo alattacido

•Esercitazioni Brevi: 60-80m per 6-8 volte recuperi incompleti velocità di

corsa 93% del record dell’anno precedente.

Esercitazioni a partire dai 16 anni. Prima sono sufficienti le prove di

velocità

-Resistenza anaerobica LATTACIDA:

•Medi: 60-150m per un totale di 300-400m pause di 6-8min

•Lunghe: 150-300m per un totale di 400-600m pause di 8-10min

-Resistenza aerobica:

•Fino alla categoria allievi rimane una valida metodologia per

l’allenamento del sistema cardiovascolare in generale, mentre nelle fasce

d’età superiori rimane come forma di allenamento dagli 800m in su

-Potenza e capacità aerobica

•Potenza aerobica: corsa frazionata progressiva o variazioni di velocità.

Utilizzata anche dagli sprinter prima delle competizioni indoor

•Capacità aerobica corsa lunga continua.

-Resistenza per i 400m:

•Potenza aerobica: primo periodo preparatorio

•Resistenza veloce: 60/80/100m in serie e ripetizioni (93% del record sulle

distanze) con un volume totale di 1200-1600m

•Resistenza specifica o capacità lattacida: 100-600m divise in due sedute

settimanali Intensità 85% della massima sulle distanze corte e 80% per le

distanze più lunghe.

Volume 1800-2000m con pause di circa 6-8’

Serie in progressione o regressione (dalla più lunga alla più corta e

viceversa) per allenare anche il finale di gara.

Prove di corsa:

60/80/100m in velocità o corse progressive sugli 80m circa. Utile per

percepire l’uso della forza e della rapidità. Questi mezzi entrano nel

programma nei periodi di preparazione più specifica.

Pause complete per un recupero completo.

PATTINAGGIO VELOCITA’:

Maschile: ai Giochi Olimpici di Chamonix (1924)

Femminile: Squaw Valley 1960

Definito come sport di POTENZA nel quale si raggiungono nelle distanze più brevi

Velocità di 60km/h

E’ lo sport nel quale gli atleti raggiungono la Velocità massima senza l’ausilio di

mezzi meccanici

La Forza viene sfruttata al massimo nel Pattinaggio di Velocità assumendo la

tipica posizione accovacciata che permette di ridurre la resistenza dell’aria.

GARE A CRONOMETRO

Pista:

Ovale da 400m suddiviso in 3 corsie da apposite linee. La più interna utilizzata

per il riscaldamento le altre due per le gare.

Raggio di 25-26m

Si gareggia in due alla volta, uno parte internamente ed il secondo

esternamente, ed ogni giro, sul rettilineo opposto all’arrivo si cambiano corsia.

Posizione ideale:

• Il più “orizzontale possibile” vantaggio biomeccanico ma NON

fisiologico

-3 fasi distinte:

• Scivolata (Isometria),

• Spinta (Forza esplosiva)

• Fase di recupero

• Capacità di sostenere contrazioni isometriche degli arti inferiori e

del tronco.

-PARTENZA:

•Modalità tipo “corsa”

-SUCCESSIVE FASI:

• modalità maggiore di scivolamento con una potenza sviluppata in circa

200ms

•Angoli al ginocchio e tronco sono fondamentali nel determinare la

corretta posizione

•Angolo del tronco “ideale” da un punto di vista biomeccanico: 15°

tuttavia questo angolo si apre leggermente nelle distanze di sprint.

•Angolo del ginocchio durante la fase di scivolata circa 90°.

La posizione ideale da un punto di vista biomeccanico non è la più favorevole da

un punto di vista fisiologico. Ossigenazione ridotta ai muscoli degli AI comporta

una fatica prematura.

Infatti nel corso degli anni non si è aumentato il volume di lavoro proprio per via

di una posizione che è difficile da mantenere.

Pattini:

Hanno la lamina staccabile (in curva) e fu un modello di pattinato ideato da

ricercatori della facoltà di scienze motorie della Vrije Universiteit Amsterdam.

SHORT TRACK:

Pattinaggio di velocità su pista corta (interno pista da hockey 111,12m):

Curve molto più strette.

Entrano nel programma Olimpico a Calgary (1988) come sport

dimostrativo e a Lillehammer 1992 nel programma vero e proprio.

Non esistono corsie:

• CONTATTO FRA ATLETI

Come si gareggia:

• Si gareggia in 4 e solo i primi due passano il turno

• 6 per le gare più lunghe (batterie-semifinali e finali)

• Conta la vittoria e non i tempi ottenuti in gara (come nel pattinaggio

di velocità)

• Eliminazione diretta: vincere ogni prova eliminando i concorrenti. Si

corre contro avversario non contro il tempo.

Tecnica caratterizzata da una:

• Inclinazione fino a 30gradi

• Mano che tocca terra incurva,

• Ottimo scatto in fase di partenza

• Avversari da scartare senza collisioni

• TATTICA di gara si gareggia contro l’uomo

CICLISMO SU PISTA :

Gare veloci:

• 200 metri e il giro lanciato

• La velocità

• Il chilometro da fermo

• Il keirin

• La velocità a squadre

• La velocità in tandem

Gare che richiedono Forza esplosiva e massima velocità di punta.

Mezzofondo e Fondo:

• Gare ad inseguimento scratch (15 km U e 10km D)

Gare a squadre:

• Americana e gara a punti: doti tattiche e continui cambi di velocità.

La Pista: del velodromo è lunga qualche centinaio di metri ed è formata da due

rettilinei paralleli connessi da due curve di 180 gradi. La superficie è ovunque

piana, ma non orizzontale: presenta infatti una certa inclinazione verso l'interno,

particolarmente accentuata nelle curve, atta ad equilibrare la forza centrifuga

durante la loro percorrenza ad alta velocità.

La lunghezza può variare da 133 a 500 metri, purché un numero intero di giri o

mezzi giri dia un chilometro. Piste Olimpiche necessariamente 250m.

Bicicletta:

Una bicicletta da pista è un tipo di bicicletta a scatto fisso designata

specialmente per ciclismo su pista in un velodromo. A differenza delle biciclette

da corsa, usate per il ciclismo su strada, mancano di cambio e marce multiple

nonché dei freni, usano un singolo pignone fisso e nessun meccanismo a ruota

libera.

Non si può cambiare marcia (una sola corona ed un solo pignone), la scelta del

rapporto durante un evento è fondamentale. Un rapporto più corto permette di

sviluppare un'accelerazione maggiore, è perciò adatto negli scatti e nelle gare

con partenze da fermo. Un rapporto più lungo favorisce invece lo sviluppo di

velocità elevate.

RPM molto elevate rispetto a corse su strada e permette di sviluppare elevate

velocità anche con rapporti più corti.

Specialità:

•200m lanciato: il ciclista percorre circa 800 e gli ultimi 200 alla massima

velocità

•Serve poi per una prima classificazione della velocità individuale

•SPRINT e MATCH SPRINT: Due concorrenti (o due squadre) si contendono

su 3 giri di pista.

•Nel caso di squadra ogni ciclista (3 concorrenti) deve condurre un giro

completo.

•Vince la squadra il cui ultimo corridore arriva prima dell’ultimo corridore

della squadra avversaria.

•I 200m lanciati servono a decretare l’ordine di partenza (più veloce con il

più lento)

•Il corridore davanti ha maggiore visibilità del tracciato, chi è dietro

controlla avversario e sfrutta la scia anche se per superare deve passare

dalla parte superiore della pista.

Caratteristiche Atleti:

Ottime:

•Capacità lattacida

•Rapidità

•Forza rapida

Molto buone:

•Capacità alattacide

•Potenza lattacida

•Componenti tecniche specifiche

•Americana: Anche detta Madison, consiste in una corsa a punti in cui però si

affrontano squadre formate ciascuna da due ciclisti, i quali si alternano in gara

dandosi il cambio. La classifica finale viene stilata in base al numero di giri

completati da ciascuna squadra, e in secondo luogo al numero di punti ottenuti

negli sprint intermedi.

•Il km da fermo: Importante il giusto rapporto (considerando partenza da fermo e

necessità di sviluppare elevate velocità).

•Eliminazione diretta: Questa specialità, una delle più veloci del programma su

pista (si raggiungono i 70km/h), esalta la Forza esplosiva dei ciclisti, che nel

breve spazio di un minuto completano il percorso di gara nonostante la partenza

da fermi.

STAFFETTE ATLETICA LEGGERA:

Staffette Olimpiche:

• 4x100

• 4x400

Staf

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andreap01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sport individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Piacentini Maria Francesca.
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