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Splancnocranio

Appunti di anatomia clinica sullo Splancnocranio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Familiari dell’università degli Studi de La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Seconda medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia clinica docente Prof. G. Familiari

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Da un punto di vista funzionale ci sono delle cavità comuni al neuro e allo

splancno:

1. Cavità orbitarie (orbite)

2. Cavità nasali e paranasali

3. Fossa infratemporale (parte inferiore del temporale, dietro allo

zigomo)

4. Fossa pterigopalatina

A livello neurochirurgico per una ricostruzione è importante comprendere quali sono

queste zone funzionali.

Orbita

Complessa struttura anatomica. Cavità non disposte in avanti ma con una certa

angolazione importantissime per la visione regolare. Partecipano nella sua

costruzione:

1. Il frontale che forma una cresta sul margine superiore (sopracciglio) e parte del

tetto dell’orbita

2. L’etmoide con la sua lamina papiracea forma una piccola parte della parete

mediale

3. L’osso lacrimale con il solco lacrimale (che aiuta a drenare le lacrime)

costituisce una parte della parete mediale

4. Sul fondo della piramide c’è lo sfenoide che possiede delle importanti fessure:

- Orbitaria superiore

- Orbitaria inferiore

5. La parete laterale è formata in parte dallo zigomatico

6. Parte del margine inferiore e mediale dal mascellare

Il margine dell’orbita è irregolare sia nella forma (non perfettamente tonda) sia nello

spessore (il sopracciglio è spesso, la parete mediale con la lamina papiracea

dell’etmoide è sottile). La forma a piramide è angolata in un certo modo; il margine

laterale è deviato di 45° gradi e consente di vedere in condizione normali una sola

immagine con due occhi.

Cavità nasali conche turbinati

Si notano i cornetti (o o – con mucosa di rivestimento) superiore,

medio e inferiore. Il superiore e il medio appartengono all’etmoide, mentre i

cornetti inferiori sono a sé. Delimitano i meati, spazi vuoti di drenaggio (lacrime,

emorragia, materiale purulento) e utili per un’eventuale endoscopia – si tende infatti a

seguire gli spazi anatomici.

Il seno mascellare è il seno più ampio e cresce con l’età, tanto che ampliandosi

scende quasi a toccare le arcate dentarie.

L’apertura piriforme porta le cavità nasali separate da un setto nasale più o

meno deviato. Per poterle vedere si farà una sezione coronale (o frontale). Il

pavimento della cavità nasale è il tetto della cavità orale. Il setto nasale si completa

con vomere, lamina perpendicolare dell’etmoide, piccola parte del mascellare

e piccola parte del palatino.

È una zona molto vascolarizzata.

Osso mascellare

Osso molto esteso ed irregolare, accoglie l’arcata superiore dentaria e

partecipa alla costituzione delle cavità orbitarie (pavimento dell’orbita) e alle pareti

mediali delle cavità nasali e tetto della cavità orale. Il mascellare non solo va a

determinare il viso armonico ma delimita cavità funzionali molto importanti e per

questo va evitata l’infezione al seno del mascellare. Il mascellare presenta una

protuberanza molto acuta che è la spina nasale del mascellare. La spina si può

rompere e la frattura è rara ma molto ostica da trattare e da diagnosticare. Forma

parte del palato duro insieme all’osso palatino e presenta un grande seno all’interno.

In parte posteriormente

articola con lo sfenoide

lasciando uno spazio, la fossa

pterigomascellare.

Le Fort:

1. Distacco dell’arcata

superiore

2. Frattura piramidale

3. Separazione craniofacciale

Zigomatico

Forma irregolare e un po’ tozza. Presenta un processo temporale dello zigomatico che

articola col processo zigomatico del temporale e un processo frontale. Presenta un

forame nutrizio per il passaggio di vasi sanguigni e costruisce il margine infraorbitale.

Le fratture dello zigomatico sono le più comuni dopo quelle del nasale, generalmente

unilaterali e sul destro: appiattimento dello zigomo (che fisiologicamente sporge)

unilaterale con un’asimmetria (un occhio appare calante e arrossato – congestione

dell’occhio).

Osso nasale

Da loro due dipende l’integrità del naso, apicalmente articola col frontale e

distalmente forma parte dell’apertura piriforme della cavità nasale.

La crescita del naso nelle donne completa dopo 15-16 anni, negli uomini 18-19 e

avviene tramite gli ormoni. Il naso è completato da diverse cartilagini: sotto le ossa

nasali ci sono le cartilagini del setto, le cartilagini laterali e grandi cartilagini alari,

cartilagini nasali accessorie e tessuto adiposo e fibroso che varia a seconda dell’etnia).

La crescita delle ossa nasali si completa ai 10 anni, dopo quest’età crescono cartilagini

e tessuti molli. La vera forma del naso che identifica ognuno di noi avviene dopo,

durante la pubertà, per la presenza degli ormoni. Ciò è utile anche per valutare la

crescita di un bambino. Nella frattura l’osso nasale perde l’asse.

Osso lacrimale

Osso piccolo, forma parte dell’orbita, presenta due protuberanze:

1. Cresta lacrimale anteriore

2. Cresta lacrimale posteriore

Queste creste formano il solco lacrimale che serve a drenare le lacrime, che drenano

nell’insieme della parte accessoria dell’occhio.

Osso palatino

Possiede una lamina orizzontale e due verticali (perpendicolari), unite ad angolo retto.

Presenta 3 processi:

1. Piramidale

2. Sfenoidale

3. Orbitario (piccolo e arriva all’orbita, poco

riportato)

La lamina orizzontale del palatino forma parte della

sezione posteriore del palato duro. La lamina

verticale forma parte delle pareti posterolaterali della

cavità nasale. Il processo orbitale fa parte della

parete mediale dell’orbita.

Dietro al palato duro c’è una porzione di palato molle

che non è fatta da ossa.

Labbro leporino e la palatoschisi: separazione

completa o incompleta delle ossa della faccia, in

particolare del palato del mascellare. Il problema non

è solo estetico, ma anche funzionale: ci possono

essere problemi di nutrizione e fonazione. Prima si

diagnostica prima si ripara.

Cornetto nasale inferiore

Unico cornetto che è un osso a sé stante, delimita il meato inferiore insieme al

pavimento delle cavità nasali/tetto della cavità orale e il meato medio insieme al

cornetto medio. Attraverso l’apertura piriforme si vedono questo e quello medio.

Funzionalmente si parla di unità ostio-meatale del naso: si parla di osso + cavità +

mucose. Il meato medio è la sede dove drenano i seni frontale, etmoidale e

mascellare. La mucosa che riveste i seni è sempre idratata che drena normalmente sui

meati (in particolare quello medio).

Vomere

Forma a punta di freccia, forma la parte inferiore del setto nasale (la parte superiore la

fa l’etmoide con la lamina perpendicolare) ed è completato anteriormente dalle

cartilagini nasali. Dall’apertura piriforme si vedono i cornetti e inferiormente c’è il

vomere. Possiede una lamina perpendicolare e due ali. Forma il setto nasale il vomere,

la lamina perpendicolare e

cartilagine quadrangolare anteriore.

Setto nasale

Parte anteriore: cartilaginea, Parte

posteriore: ossea.

Deviazione del setto nasale: la

deviazione è frequente, l’importante

è che non comporti un’ostruzione a

respirazione e fonazione. Cause

possibili: traumi, congeniti, etnia

(caucasici + predisposti).


PAGINE

10

PESO

3.04 MB

AUTORE

martiune

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiune di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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