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Sonno e Memoria Appunti scolastici Premium

Riassunto dell'argomento Sonno e Memoria trattato dalla prof Mandolesi durante il corso di Psicologia dello Sport basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Mandolesi dell’università degli Studi Parthenope - Uniparthenope. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sport docente Prof. L. Mandolesi

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PSICOLOGIA DELLO SPORT 21/04/2017

Sistema Motorio

Il sistema motorio è un sistema motivazionale,emozionale e

cognitivo, è cognitivo perché quando mi muovo nell’ambiente

pianifico il movimento, lo programmo e decido di farlo in base

alle condizioni ambientali. Il lobo frontale è diviso in tanti

pezzettini e tra questi è presente l’area 4 dove è presente la area

motoria primaria, vicino alla corteccia primaria troviamo la area

motoria secondaria chiamata area 6. Invece nel lobo parietale

troviamo l’area 3,1,2 definita area somato-sensitiva primaria,

inoltre troviamo anche un’area associativa definita corteccia

parietale posteriore che ha il compito di associare tutte le

informazioni e si chiama area 5,7. Nel lobo frontale troviamo

anche la corteccia prefrontale definita così perché si trova davanti

alla aree frontali. Conoscere queste aree è importante perché

ognuna ha una funzione diversa, per esempio l’area 4 spedisce i

comandi motori sui muscoli quindi è un’area esecutiva, ma la

corteccia parietale posteriore dice all’area 4 come fare il

movimento ed infine abbiamo la corteccia prefrontale che decide

quando fare il movimento. Infine l’area 6 riceve le informazioni

dalla corteccia parietale posteriore e dalla corteccia prefrontale,

le mette insieme e le invia alla corteccia motoria primaria che

deve elaborare una sola informazione. Tutte queste informazioni

sono influenzate dal nostro comportamento nei confronti

dell’ambiente.

Oltre queste aree abbiamo la corteccia visiva primaria che ci

permette di sapere cos’è quell’oggetto, come si prende e se mi

trovo nella posizione giusta per prenderlo (esempio: mangiare una

mela). Dalla corteccia visiva primaria (presente nel lobo

occipitale) si attiva un circuito e partono due vie: via del che cosa

(via bassa) e via del dove/come (via alta). La via di sotto (via del

che cosa) mi fa percepire l’oggetto, invece la via di sopra (via del

dove/come) ci fa capire dove sta l’oggetto nello spazio e come

prenderlo. Neuroni specchio

La via del dove/come è la via intrinsecamente più connessa

all’azione. Azione e percezione sono strettamente collegati perché

l’ azione modula la percezione perché in base a quello che vedo

faccio, ma a volte capita il contrario. In alcune situazioni l’azione

stessa determina la percezione, capita quando tolgo tutte le

afferenze visive ed uso il tatto, ma questi movimenti partono

dall’azione, dal movimento e dalla percezione. I neuroni specchio

si attivano sia quando eseguiamo un comportamento motorio

finalizzato ed anche quando lo osserviamo eseguire da altri o lo

immaginiamo. I comportamenti motori finalizzati sono atti motori

ed azione. Nell’area 6, un gruppo di Parma capitanato da Giacomo

Rizzolati, ha trovato un pezzettino chiamato f5 dove sono presenti

i neuroni specchio, cioè quei neuroni che rappresentano l’azione

osservata, ma i neuroni specchio non devono essere confusi con i

neuroni canonici (anch’essi presenti nell’f5). Entrambi sono

bimodali (caratteristica comune) cioè si attivano quando si esegue

un comportamento motorio ed anche quando lo si osserva, quindi

sono motori e sensoriali allo stesso tempo. Ma ci sono delle

differenze: i neuroni specchio si attivano quando lo stimolo visivo

è un comportamento motorio finalizzato, invece i neuroni

canonici si attivano quando lo stimolo motorio è un oggetto o un

movimento e tutto ciò che non è un comportamento motorio

finalizzato. Questa distinzione è fondamentale per organizzare un

allenamento mentale basato sull’osservazione, e serve a capire

quello che fanno gli altri e mi permette di decifrare le azioni e le

intenzioni dell’altro. Questo concetto è importante nello sport per

capire le intenzioni dell’altro e per anticiparlo nell’attività

sportiva. I neuroni specchio si attivano oltre ad un comportamento

motorio finalizzato ma deve essere anche un comportamento che

l’osservatore ha nel suo bagaglio motorio. Bisogna capire prima

chi si ha di fronte e se la persona è capace di eseguire quel gesto,

prima di insegnare un comportamento motorio. Un bravo istruttore

deve scomporre il movimento motorio in singoli movimenti

preliminari che mi permettono di arrivare al comportamento

motorio finalizzato. L’allenamento mentale non è solo un

apprendimento per osservazione (neuroni specchio) , ma anche un

apprendimento per immaginazione, esso può essere o di un

movimento o di un atto motorio. Quando parliamo di

immaginazione di un atto motorio ci riferiamo ad

un’immaginazione motoria (mental imagery) e il tipo di

allenamento che ne deriva si chiama allenamento ideomotorio.

Prima di far vedere un atto motorio bisogna capire se la persona

che abbiamo di fronte è attenta e motivata ad apprendere, un atto

motorio può essere mostrato anche attraverso un video, ma

l’importante è che non superi i cinque minuti di proiezione per

evitare che calino i processi attentivi. Gli atti motori vanno

mostrati ne in maniera lenta o veloce ma conforme alle possibilità

cognitive dell’atleta. Tutti gli atleti che vengono allenati devono

vedere la stessa azione e dalla stessa prospettiva.

Apprendimento e Memoria

Quando parliamo di apprendimento e memoria ci riferiamo ad un

processo mnesico che si divide in apprendimento e memoria.

L’apprendimento è una fase di acquisizione delle informazioni,

invece la memoria è la fase di immagazzinamento, elaborazione e

recupero. Queste fasi hanno dei correlati neuronali diversi, cioè

queste fasi seguenti hanno dei circuiti diversi. Tutte le specie

viventi sono capaci di effettuare un processo mnesico. Per

consolidare un informazione, nel nostro cervello abbiamo dei

meccanismi di plasticità celebrale che mette in comunicazione i

due neuroni e consente di scambiarsi le informazioni tra di loro e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yuri.luongo.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof Mandolesi Laura.

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