Colletti bianchi: Charles Wright Mills
Nell'ottocento, i piccoli imprenditori, liberi dai vincoli ereditari dell'Europa feudale, intrapresero la marcia verso il capitalismo: sono dei proprietari di beni privati che dirigono attività economiche per un profitto privato. Era un'epoca di meraviglie, dove una parte cospicua della popolazione possedeva gli strumenti dell'attività economica che esercitava. I rapporti tra individui non erano di comando e obbedienza, ma di contrattazione: erano uomini indipendenti. Il potere politico divenne solo una intelaiatura protettiva di un sistema economico piuttosto stabile, guidato dalla mano invisibile del mercato. Persino gli strumenti della violenza, come quelli della produzione, erano ampiamente distribuiti.
Da proprietà a monopolio
A un certo punto, la proprietà democratica e gestita personalmente cedette il posto alla proprietà di classe. La concentrazione monopolistica pose fine all'unione di proprietà e lavoro come base della libertà fondamentale dell'uomo. All'epoca della competizione emerge il monopolio anonimo del big business: i piccoli imprenditori diventarono una sottoborghesia economicamente sensibile ai cicli di affari dominati dalle grandi burocrazie, che a stento riuscivano a dare lavoro ai componenti della famiglia.
Ma il vecchio imprenditore continua a esistere come finzione ideologica in una nazione di stipendiati, glorificato dai rappresentanti dell'opinione pubblica americana. L'unica concorrenza oggi è la concorrenza tra i complessi industriali che controllano la produzione e il pubblico dei consumatori, in una polarizzazione esasperata della popolazione. Questa ideologia serve a giustificare la posizione sociale ed economica degli uomini d'affari nella società.
Si è avuto il passaggio definitivo da una società di liberi imprenditori a un coordinamento sempre più burocratico di strutture occupazionali specializzate, dove il libero mercato non è più il principale meccanismo di coordinamento, sostituito da una più agile contrattazione ad alto livello fra i blocchi politici della grande industria.
I mondi dei colletti bianchi
Quattro quinti degli occupati lavorano per il 2% della popolazione, che detiene il possesso del 50% della proprietà privata. L'America è una nazione di prestatori d'opera. Il mercato del lavoro, e non più il possesso dei mezzi di sostentamento, permette all'individuo di:
- Avere un reddito
- Avere potere
- Avere prestigio
- Apprendere una specializzazione, e usarla
Avviene dunque lo spostamento da proprietà a non proprietà: la stratificazione sociale avviene sulla base della occupazione. Il ceto medio era prima rappresentato dal proprietario imprenditore, ora, a causa del processo di concentrazione della proprietà, la figura emergente è quella dello stipendiato inserito nei nuovi processi industriali che hanno favorito la nascita di nuove figure professionali.
In particolare, gli stipendiati si occupano sempre più di simboli: maneggiano carta, denaro e persone, invece di cose. Coordinano le persone che fabbricano cose, ma sono socialmente distanti da loro, contribuendo così in parte al grande processo di trasformazione in profitto di ciò che qualcun altro ha fatto. I loro ranghi aumentano perché:
- Aumenta la produttività grazie all'ausilio delle macchine
- Estendersi della distribuzione
- Aumentando la produzione aumenta la ricerca di mercati
- Sviluppo di attività di coordinamento
L'enorme sviluppo delle grandi società e delle amministrazioni federali ha bisogno di una estesa burocrazia che abbia il compito di pianificare, coordinare, amministrare le nuove routines operative: il tutto non è più affidato alla legge della domanda e dell'offerta, ma accuratamente calcolato. Come fonti di reddito, le occupazioni sono connesse con la posizione di status, in quanto conferiscono prestigio e implicano in varia misura potere su altre persone.
Occupano la stessa posizione degli operai – lavorano per conto di chi possiede i mezzi di produzione – ma si sentono superiori perché il loro reddito è più alto degli operai. Godono di prestigio per somiglianza con i vecchi imprenditori del vecchio ceto medio, o per riflesso della ditta dove lavorano, o per gli abiti da passeggio che indossano sul posto di lavoro, o perché hanno speso tempo per l'apprendimento delle specializzazioni che usano. I colletti bianchi esercitano un potere derivato: sono gli assistenti dell'autorità.
Il dirigente: un nuovo demiurgo
La burocrazia è una gerarchia di uffici, ciascuno dei quali ha un suo settore operativo e impiega un personale dotato di qualifiche specializzate. Ma la direzione di questi uffici non ha volto, è una autorità accentrata e insindacabile. I colletti bianchi, anche se riescono ad avere una certa autorità, non ne sono la fonte. Sono un anello di trasmissione in quella catena di comandi che unisce gli uomini che prendono le decisioni e quelli che producono cose.
Gente dotata di un ethos, un'arte. Centri di potere che non devono dare conto delle proprie decisioni a nessuno, tranne che agli azionisti, sempre in seguito alla grande ma progressiva scissione tra proprietà e controllo dei mezzi di produzione. Ed è questo il loro lavoro: decidere, pur senza averne le competenze specifiche, circondandosi di collaboratori. La burocrazia funziona fino a un certo punto, fino al livello dei quadri direttivi, dove avanzano i migliori e/o i più anziani. Ma a livello alto, ci sono le persone meno "burocratiche" che esistano.
A livelli più bassi: il caposquadra, nel ruolo cardine di cuscinetto tra proprietà e lavoratori, uno dei tipici colletti bianchi che deve vendere la propria personalità – i propri buoni rapporti con i lavoratori di cui egli è parte – per promuovere la disciplina e la fedeltà all'azienda. Le grosse società sono spesso una combinazione di forme burocratiche, patrimoniali e imprenditoriali di organizzazione. I burocrati agiscono in base all'autorità di cui sono investiti, e il loro potere si identifica con l'ufficio che occupano e deriva soltanto da questo (e fanno questo lavoro con tanto più zelo quanto più servendo l'azienda servono i propri interessi).
Mentre i vecchi imprenditori giungevano al successo fondando una nuova azienda e ingrandendola, i nuovi imprenditori seguono un percorso tortuoso. Passano all'interno delle burocrazie costituite ma anche da una burocrazia all'altra. Servire i potenti è...
-
Sociologia urbana - Appunti
-
Tesina di sociologia urbana
-
Sociologia urbana del turismo
-
Sociologia Urbana - Appunti