Sommario
Capitolo 1 – Che cos’è la sociologia .................................................................................................... 3
Il senso comune sociologico ............................................................................................................ 3
Qual è l’oggetto della sociologia? .................................................................................................... 3
Le origini .......................................................................................................................................... 3
Temi e dilemmi teorici: ordine, mutamento, conflitto, azione e struttura ....................................... 4
Teoria e ricerca empirica .................................................................................................................. 5
Capitolo 2 – La formazione della società moderna .............................................................................. 7
L’idea del mutamento ...................................................................................................................... 7
Le trasformazioni nella sfera economica: la nascita del capitalismo ............................................... 7
Le trasformazioni nella sfera politica: la nascita dello stato moderno ............................................. 8
La cultura della modernità ............................................................................................................. 10
Capitolo 3 - La trama del tessuto sociale .......................................................................................... 11
Azione, relazione, interazione sociale ............................................................................................ 11
I gruppi sociali e le loro proprietà .................................................................................................. 11
Norme, valori, istituzioni ............................................................................................................... 12
Potere e conflitto ............................................................................................................................ 13
Comportamento collettivo.............................................................................................................. 14
Le reti ............................................................................................................................................. 14
I gruppi organizzati ........................................................................................................................ 15
La razionalità organizzativa e i suoi limiti ..................................................................................... 16
Capitolo 4: Cultura, linguaggio e comunicazione .............................................................................. 18
Il concetto di cultura e il problema delle origini del linguaggio .................................................... 18
Le funzioni e le forme del linguaggio ............................................................................................ 18
La variabilità dei linguaggi umani ................................................................................................. 19
Tipi di linguaggio: privato, pubblico, orale e scritto ...................................................................... 20
Linguaggio, comunicazione e interazione sociale ......................................................................... 20
Le comunicazioni di massa ............................................................................................................ 21
Capitolo 5: Controllo sociale, devianza e criminalità ........................................................................ 23
Socializzazione e controllo sociale ................................................................................................ 23
Il concetto di devianza ................................................................................................................... 23
Lo studio della devianza ................................................................................................................ 24
Le teorie della criminalità .............................................................................................................. 24
Forme di criminalità ....................................................................................................................... 26
Gli autori dei reati e le loro caratteristiche ..................................................................................... 28
Devianza e sanzioni ....................................................................................................................... 29
Capitolo 6: La religione ..................................................................................................................... 30
Una premessa di metodo ................................................................................................................ 30
Sacro e profano .............................................................................................................................. 30
L’esperienza religiosa .................................................................................................................... 31
Tipi di religione .............................................................................................................................. 31
Movimenti e istituzioni religiose ................................................................................................... 32
Religione e struttura sociale ........................................................................................................... 34
Il processo di secolarizzazione ....................................................................................................... 34
Le interpretazioni sociologiche della religione .............................................................................. 35
Capitolo 7 – Stratificazione, classi sociali e mobilità ........................................................................ 36
Universalità della stratificazione sociale ........................................................................................ 36
Teorie della stratificazione ............................................................................................................. 36
Le classi nelle società moderne ...................................................................................................... 38
1 Proletarizzazione, deproletarizzazione e sviluppo della classe media impiegatizia ...................... 38
L’importanza delle classi sociali .................................................................................................... 39
La mobilità sociale ......................................................................................................................... 40
La mobilità sociale in Italia ............................................................................................................ 40
Tendenze nei paesi occidentali ...................................................................................................... 40
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Capitolo 1 – Che cos’è la sociologia
Il senso comune sociologico
Qual è l’oggetto della sociologia?
La sociologia è lo studio scientifico della società che quindi è l’oggetto di studio della sociologia.
Il concetto di società è usato in contesti molto diversi ed eterogenei. In che modo la sociologia si
differenzia dalle altre scienze sociali se i problemi di cui queste si occupano rientrano anche nel loro
campo di studio?
Soluzione gerarchica: (risale a Comte inizio 1800) assegna alla sociologia una posizione
privilegiata. Proprio perché nata per ultima la sociologia è destinata a completare il processo
evolutivo che ha condotto la conoscenza umana ad affrontare oggetti sempre più complessi e a
produrre sintesi sempre più ampie.
Soluzione residuale: (Runciman 1970) sostiene che rientra nel campo di studio della sociologia ciò
che non è - o non è ancora - oggetto di un’altra scienza sociale specializzata (critica: i conflitti tra le
discipline non identificano delle categorie di oggetti concreti ma piuttosto dei modi di guardare ai
loro molteplici aspetti).
Soluzione analitica o formale: (scuola tedesca che risale a Simmel inizio 1900) sociologia
definibile in base ad una prospettiva analitica che isoli le forme di associazione dissociandole dal
loro contenuto particolare (forme di subordinazione, concorrenza, competizione, ecc). La sociologia
diventa così la grammatica e la geometrica della società, l’analisi delle regole del gioco sociale
strutturato. definizione tautologica (cioè che contiene il termine che intende definire) la sociologia
Secondo una
è l’insieme delle ricerche di coloro che si riconoscono o vengono riconosciuti come sociologi.
Le origini
Si incomincia a parlare di sociologia nella cultura europea intorno alla metà del 19° secolo.
In primo luogo il dominio della scienza moderna si estende ai fatti sociali. Verso la fine del 18°
secolo incomincia a diffondersi la fiducia nella possibilità di estendere allo studio dell’uomo e della
società o cultura gli stessi principi del metodo scientifico.
In secondo luogo le scienze sociali sono un prodotto della rivoluzione industriale. La sociologia
nasce da un atteggiamento ambivalente nei confronti del tipo di società moderna che si stava
delineando.
In terzo luogo la rivoluzione francese segna uno spartiacque nella storia delle società europee.
La società emerge comune oggetto di studio quando i suoi fondamenti sono messi in discussione,
quando i suoi ordinamenti non appaiono più stabili, quando i suoi assetti non possono più essere
dati per scontati, quando cambiano i rapporti tra gruppi sociali e individui.
Padri fondatori: Herbert Spencer, Emile Durkheim, Ferdinand Tonnies, Max Weber, Georg Simmel,
Vilfredo Pareto.
3
Temi e dilemmi teorici: ordine, mutamento, conflitto, azione e struttura
Paradigmi scientifici quegli assunti di base di natura teorica e metodologica che incontrano il
consenso di una comunità di scienziati (scienza normale). Nelle fasi di rivoluzione scientifica
emerge un nuovo paradigma che se ha successo è destinato a sostituire quello precedente.
A differenza delle scienze naturali, nelle scienze sociali assistiamo ad una pluralità di paradigmi.
Il paradigma dell’ordine: una volta infranta la credenza nella sacralità della tradizione, Stato e
mercato appaiono come due risposte al problema dell’ordine sociale. Principali esponenti: Comte e
Spenser. L’ordine sociale deve trovare fondamento in qualche meccanismo o processo che operi
nella struttura interna dell’organismo sociale. Secondo il patto di suggestione di Hobbes l’individuo
accetta di essere sottomesso in quanto la società è dispensatrice di ordine. Smith aveva visto nel
mercato (o meglio nella mano invisibile del mercato) l’elemento connettivo tra individui e gruppi.
La società è concepita come un organismo le cui parti sono connesse tra loro da una rete di relazioni
di interdipendenza (modello organicistico). L’equilibrio dinamico è sottoposto ad un continuo
processo di evoluzione (Spenser). Il motore del processo è la competizione tra le specie e all’interno
di ciascuna di esse. La divisione del lavoro è diventato tema centrale della sociologia (Simmel). La
diversità estende e approfondisce relazioni di interdipendenza: la società è possibile perché non si
può fare a meno degli altri. Anche per Durkheim vi è un nesso profondo tra forme di divisione del
lavoro e forme della solidarietà sociale (problema dell’ordine). Tonnies vede invece l’avvento della
modernità con un misto di apprensione e di nostalgia per il passato: si passa dalle comunità (unità
del
organiche) alla società dove nulla viene fatto senza aspettarsi una contropartita (problema
mutamento).
Paradigma del conflitto: Per Marx in ogni società i rapporti sociali fondamentali sono quelli che si
instaurano nella sfera della produzione e distribuzione dei beni e servizi (fattori produttivi) che
servono alla società stessa per funzionare e riprodursi. Tali rapporti sono conflittuali. Il conflitto di
classe (lotta di classe) è la forza della storia (ne garantisce il mutamento). Ogni sistema sociale (o
come direbbe Marx sistema di produzione) produce nel suo seno le forze destinate a negarlo e alla
fine superarlo.
Per Weber il conflitto non si riduce alla lotta di classe ma dalla contrapposizione di interessi
economici che si riscontrano laddove si formano dei mercati (sfera di dimensione più ampia). Ogni
assetto istituzionale è solo provvisoriamente stabile: prima o poi a coloro che sono interessati al suo
mantenimento si contrapporranno altri gruppi interessati invece alla sua trasformazione.
Paradigma della struttura: parte dall’assunto che per spiegare i comportamenti umani bisogna
ricondurli alla coordinate sociali nelle quali si manifestano. Ogni uomo assume valori, credenze,
visioni del mondo, modi di pensare e abitudini che vigono nella società in cui è nato. Ciò non vuol
dire che l’individuo non sia libero di compiere delle scelte ma la sua libertà rimane confinata nei
limiti ristretti consentiti dalla struttura sociale. I modelli di spiegazione di Marx e Durkheim sono
classificabili nell’ambito di tale paradigma. Per Marx gli individui si comportano secondo le regole
della classe a cui appartengono. Per Durkheim non si può partire dal comportamento degli individui
o dalle loro motivazioni per arrivare alla società.
Discorso analogo per le teorie funzionalistiche (Durkheim): le parti sono spiegate in relazione alle
funzioni che svolgono per il tutto. Esempio la teoria dei ruoli: quando sono noti i ruoli che un
individuo svolge sappiamo già quali sono le costrizioni alle quali è sottoposto il suo
comportamento.
Concezione solistica del sociale in quanto concepisce la società come l’unità prioritaria di analisi e
gli individui come veicoli attraverso i quali la società si esprime.
4
Paradigma dell’azione: nasce in Germania e a Weber è attribuito il merito di averne posto i
fondamenti. Egli sostiene che per spiegare i fenomeni sociali è sempre necessario ricondurli ad
atteggiamenti, credenze e comportamenti individuali.
I fenomeni macroscopici devono essere ricondotti alle loro cause microscopiche
Per spiegare le azioni individuali è necessario tenere conto delle motivazioni (che danno un senso
all’azione).
L’individualismo metodologico indica che non si possono imputare azioni a entità astratte o ad
attori collettivi di cui si ipostatizza l’unità. Invece nella sociologia contemporanea si usa spesso
sostituire il concetto di attore collettivo con il concetto di agency per indicare un ente che agisce
attraverso gli individui ma è dotato di una propria volontà e capacità di azione indipendente dagli
individui che la esprimono.
Per quanto riguarda la razionalità esiste quella orientata verso uno scopo (ad esempio leccare il c…)
o verso un valore (etica).
L’uomo non è un essere razionale ma un essere capace di agire razionalmente.
Compatibilità tra i paradigmi: di fatto nella ricerca sociale empirica i due paradigmi
(struttura/azione) sono spesso utilizzati contemporaneamente. Esistono degli effetti non intenzionali
che mettono in luce come sia frequente il caso di azioni individuali che producono effetti diversi
alle intenzione degli attori o come da una molteplicità di azioni individuali si generino strutture
istituzionali che nessun attore aveva voluto intenzionalmente ma che alla fine costituiscono un
vincolo per gli attori stessi.
Teoria e ricerca empirica
Anche in sociologia teoria e ricerca empirica possono interagire tra loro in modo fecondo oppure
percorrere strade separate. Per interagire è necessario che i concetti siano trasformabili in una serie
di indicatori sulla base dei quali compiere delle operazioni di osservazione e quindi di misurazione.
La ricerca empirica è volta a verificare (o falsificare nel senso di Popper) un’ipotesi teorica, è
guidata dalla teoria (ricerche esplicative). In altri casi si parla di ricerche che hanno un intento
descrittivo.
prevalentemente esplorativo o
La statistica sociale conta su una lunga tradizione i cui inizi possono essere fatti risalire al 18°
secolo. Anche se la raccolta dei dati è promossa dalle autorità pubbliche per fini amministrativi essa
fornisce una massa crescente di informazioni di tipo sociografico.
Le ricerche su opinioni e atteggiamenti, che sono una parte rilevante della sociologia empirica,
hanno in genere un intento prevalentemente descrittivo.
Se il ricercatore si lascia guidare esclusivamente da ipotesi teoriche precostituite (ricerca
quantitativa) è probabile che trovi solo quello che cerca. Soprattutto nelle fasi esplorative è
serendipity di
auspicabile una maggiore apertura (ricerca qualitativa), lasciarsi sorprendere (la
Merton). La riflessione teorica subentra in una fase successiva quando si tratta di interpretare dati
altrimenti inspiegabili.
Lo specchietto che segue spiega le principali differenze:
Quantitativa Qualitativa
Metodo Induttivo Deduttivo
Strumenti Uso questionario Intervista
5
Dati Strutturati Non strutturati
Risultati Immediati Da decodificare
Tempi Relativamente brevi Lunghi
Fase Ricerca vera e propria Fase esplorativa
La teoria senza la ricerca empirica è vuota, ma la ricerca senza la teoria è cieca.
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Capitolo 2 – La formazione della società moderna
L’idea del mutamento
Vi sono nella storia delle epoche in cui gli esseri umani si trovano a vivere in un mondo che non è
molto diverso da quello in cui erano vissuti i loro padri e i loro nonni. I concetti di società statica e
di società dinamica sono evidentemente concetti relativi. Nessuna società è in sé statica o dinamica,
ci
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