Sociologia della famiglia
La famiglia è l'unico ambito in cui sono di norma presenti i due generi (maschio e femmina) con diverse generazioni (trasmissione tra generazione). Un tratto fondamentale della cultura e della società è il tabù dell'incesto, basato sul fatto che non possono esserci rapporti tra fratelli della stessa generazione; tutto ciò è un passaggio fondamentale per il concetto di città.
Le nuove coppie devono fondarsi fuori dal nucleo familiare, formando delle relazioni al di fuori della famiglia per costruirne un'altra (si è obbligati ad uscire dalla propria famiglia per costruirsene un'altra), elemento fondante della società della civiltà. In tutte le società sono vietati i matrimoni tra parenti stretti. Gli unici rapporti sessuali nelle famiglie sono quelli tra i genitori.
Studi sulla famiglia
Gli studi sulla famiglia affrontano diverse tematiche:
- Strutture: oggetto di studio di antropologi e demografi che hanno rilevato strutture diverse all'interno delle società. I sociologi hanno avuto un interesse scarso per le strutture, il loro modello standard erano le famiglie con i figli. Il tema delle strutture è diventato rilevante quando le strutture delle famiglie iniziano a cambiare e diventano oggetto di trasformazione (ultimi anni '40/'50) + confronto culture diverse.
- Qual è il ruolo che i diversi soggetti svolgono all'interno della famiglia, ruoli familiari in termini di risorse: "che cosa e chi fa cosa" mutamenti nei ruoli. L'interesse diventa rilevante quando ci sono delle trasformazioni.
- In Italia il tema della famiglia è diventato importante negli ultimi dieci anni perché le famiglie sono oggetto di cambiamenti.
Fonti ed elementi per l'analisi
Fonti delle strutture: censimento e anagrafe.
- Il censimento è una fonte fondamentale, effettuato dal 1861 ogni 10 anni (fotografa una situazione in un certo periodo facendo il punto della situazione) in modo che lo Stato conosca precisamente la popolazione. Prima del 1861 queste informazioni erano contenute nei registri parrocchiali, quindi gestite dalla Chiesa.
- L'anagrafe nello stato moderno diventa obbligatoria e rappresenta un assetto rilevante per la popolazione. Le informazioni sono rilevate con cadenza decennale tramite il censimento, ma alcune in tempo reale attraverso gli uffici comunali dell'anagrafe, come nascite, decessi, cambi di residenze e matrimoni. Il Codice Civile prevede una sanzione se nascite, decessi o altri avvenimenti importanti non vengono registrati nei termini consentiti. Tali informazioni diventano rilevanti poiché accompagneranno un soggetto nel corso della sua vita, implicando anche i diritti e doveri che gli spetteranno. Con lo stato moderno, le persone acquisiscono diritti e doveri di cittadinanza legati all'età anagrafica, fondamentale nell'identità delle persone, per questo deve essere specificata la data di nascita di un soggetto che diventa un elemento politicamente rilevante.
Situazioni rilevanti
- Nascite: Oltre a informazioni basilari come sesso, luogo e data di nascita, vengono salvati dati come: Il bambino è nato vivo o morto? Nato all'interno del matrimonio o fuori? Quest’ultima è una distinzione importante, poiché nel primo caso al bambino vengono riconosciuti dei diritti che vengono a mancare nel secondo caso (nascita legittima o illegittima - processo di legittimazione successivo), inoltre la legittimità della nascita designa la condizione sociale del bambino e i suoi diritti ereditari.
- Decessi: I dati rilevati sono età, la causa di morte e sesso del defunto, fondamentale per lo Stato per avere un quadro specifico delle cause di morte.
- Matrimoni: Sono rilevati dal Comune (precedentemente solo dalla chiesa). Nello stato moderno, il matrimonio per avere validità giuridica deve essere celebrato in comune. Dal '29 si ha il matrimonio concordatario, che implica la registrazione automatica agli uffici dell'anagrafe anche nel caso di matrimonio religioso. Dagli anni '30 vengono rilevate informazioni riguardo l'età dei partner, lo stato civile, titolo di studio posseduto e il tipo di rito con cui è stato effettuato il matrimonio.
Evoluzione delle famiglie e contesto sociale
Diversi fattori incidono sulle strutture familiari, in particolare nascite e morti, ma anche:
- Le modalità di costituzione delle coppie, ovvero modello abitativo - residenziale. Ci sono contesti in cui le coppie adottano un modello neolocale (la coppia si costituisce da sola), e casi in cui la coppia vive con madre/padre di uno dei due, matrilocale o patrilocale.
- Anziani che vengono accolti nella famiglia dei figli.
- Accoglienza degli anziani in casa (solidarietà parentale, tra generazioni diverse e simili).
Situazione attuale delle famiglie
I nuclei più frequenti sono quelli costituiti da una persona sola, seguiti da quelli costituiti da due persone. Guardando alla popolazione la situazione è diversa, il 10% vive da solo. Nelle fonti Multiscopo non vengono prese in considerazione le convivenze, in quanto l'ISTAT per convivenza considera le persone che vivono nelle strutture.
| n° componenti | 1901 | 2010 |
|---|---|---|
| 1 | 8,8 % | 28,5 % |
| 2 | 15,9 % | 28,1 % |
| 3 | 16,1 % | 20,4 % |
| 4 | 15,4 % | 17,4 % |
| 5 | 13,8 % | 4,3 % |
| 6 o + | 30,0 % | 1,3 % |
| Totale | 100,0 % | 100,0 % |
Attualmente più della metà delle famiglie è composta da uno o due individui, mentre nel 1901 quasi la metà delle famiglie aveva al suo interno almeno cinque componenti. Si hanno dunque due mutamenti:
- Un aumento delle famiglie composte da una persona.
- Una diminuzione delle famiglie numerose.
La famiglia per definizione è un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Può essere costituita anche da una sola persona.
Fattori del cambiamento familiare
Quali sono i fattori che implicano questa trasformazione? Il cambiamento si nota maggiormente dopo gli anni '60 (tra gli anni '50/'60 le trasformazioni sono contenute). Alla base della riduzione delle famiglie numerose e incremento dei single, ci sono due processi demografici:
- Diminuzione del numero di figli per famiglia.
- Nuclearizzazione delle famiglie: passaggio dalle famiglie multiple/estese alle famiglie meno numerose.
Piramide dell'età
La piramide dell'età della popolazione residente in Italia per sesso e classe di età - valori percentuali al 10/6/1911 e al 1/1/2001:
La piramide del 1991 illustra una forma a piramide, determinata da un'alta natalità e una minore mortalità. La piramide del 2001 ha una forma non più a piramide, ovvero sotto e sopra si assottiglia e in mezzo è più largo, a causa di una riduzione della natalità e un miglioramento della speranza di vita.
Poco più di 100 anni fa il 25% della popolazione era costituito da bambini di 10 anni. La metà della popolazione aveva meno di 25 anni. Assistiamo a una diminuzione nel tempo di persone in età giovanile e a un incremento di anziani.
Elementi alla base del mutamento della struttura della popolazione
- Minore natalità
- Minore mortalità: dovuto al miglioramento delle terapie, differenze di genere.
- Aumento speranza di vita.
Prima transizione demografica: 1861-1961
Seconda transizione demografica: 1970-2010
Mortalità
Mutamento nella mortalità:
- Aumento speranza di vita
- Differenze di genere
- Rilievo patologie cardio-circolatorie, dell'apparato respiratorio e tumorali
- Ruolo delle condizioni di lavoro e degli stili di vita
Le patologie dell'apparato respiratorio e digerente diminuiscono grazie al miglioramento dei servizi igienici e del riscaldamento. Per quanto riguarda le patologie infettive e parassitarie, un ruolo forte l'ha avuto l'introduzione dei vaccini, che incidono su queste patologie autoimmunizzanti. C'è un mutamento della medicina, quindi si hanno diversi tipi di vaccino (del vaiolo, della difterite) e nello stesso tempo diventa obbligatorio per i bambini. Si ha una forte diminuzione della mortalità infantile.
Un'altra patologia del '900 è la malaria, molto diffusa soprattutto in Italia. Il principio individuato per questa patologia è il Chinino, distribuito gratuitamente e comporta un miglioramento della diagnosi e della cura. Nel momento in cui la vaccinazione diventa obbligatoria, la mortalità diminuisce.
Ruolo delle strutture sanitarie
Verso la fine '800 vengono istituite le strutture sanitarie pubbliche che prima erano private e nella grande maggioranza gestite da figure religiose. Viene prevista la possibilità per i poveri di essere curati gratuitamente tramite il medico condotto. Il ruolo delle strutture sanitarie sostituisce quello delle strutture pubbliche. Primo grande mutamento fine '800 inizio '900: ha alla base il pilastro medico e quello delle politiche pubbliche sanitarie. A questo si accompagna l'inizio del miglioramento delle condizioni di vita, che fa sì che la mortalità assuma un peso minore rispetto al passato.
La vaccinazione per i bambini diventa obbligatoria, a prescindere dalla scelta dei genitori perché è un obbligo di legge. Alla fine dell'800 si apre un dibattito perché secondo alcuni questa legislazione ridimensiona il ruolo dei genitori, perché riduce il potere decisionale dei genitori relativo alla possibilità di vaccinare o meno i figli. Questa legge, inoltre, tutela i bambini deboli ed entra nel merito del rapporto tra le generazioni, poiché ridimensiona il potere decisionale dei genitori rispetto ai bambini. L'elemento alla base è che i bambini hanno il diritto e il dovere di essere vaccinati, quindi non è una decisione dei genitori. Inoltre, si pensa che la salute dei bambini sia un bene fondamentale da tutelare, a prescindere dal fatto che i genitori siano o meno attenti a tale aspetto.
C'è una riduzione costante della mortalità dell'apparato circolatorio (infettive, respiratorie e dell'apparato digerente) fino agli anni '40 e poi si ha un crollo tra gli anni '40 e gli anni '50 e poi tra gli anni '50 e gli anni '70. Questa diminuzione avviene grazie alla penicillina, che abbatte le mortalità legate ad alcune patologie. Quindi si modifica il nesso tra mortalità e patologia. Alcune patologie che erano letali rimangono ma non sono più letali, quindi viene a cadere la loro letalità, nello stesso tempo alcune patologie che erano legate a condizioni di vita particolarmente problematiche diventano meno diffuse, in quanto le condizioni di vita migliorano e la loro mortalità diminuisce (tubercolosi). Ci sono due aspetti dal punto di vista della sociologia della medicina: alcune patologie diventano meno presente perché migliorano le condizioni di vita a cui queste patologie erano legate, nello stesso tempo alcune patologie che erano letali lo sono in misura minore. Alla base di ciò ci sono dei fattori di tipo sociale e di tipo medico.
Tassi di sopravvivenza
La storia delle coorti, generazioni di persone. Coorte costituita da soggetti per i quali si è rilevato un evento rilevante per tutti. La coorte viene usata specificamente per nati, ad esempio la corte per nati nel 1922, 1978. Seguiamo la corte di questi nati e vediamo nel corso del tempo quanti ne rimangono.
Tassi di sopravvivenza uomini:
| Età | 1899-1902 | 1921-1922 | 1930-1932 | 1950-1952 | 1960-1962 | 1970-1972 | 1981 | 1991 | 2001 | 2007 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 0 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 | 1,000 |
| 10 | 68,8 | 77 | 81,7 | 91,2 | 94,4 | 96,3 | 98,1 | 98,8 | 99,4 | 99,5 |
| 20 | 66,2 | 74,5 | 79,7 | 90,2 | 93,6 | 95,6 | 97,5 | 98,3 | 99 | 99,2 |
| 30 | 61,8 | 70,1 | 76,3 | 88,7 | 92,3 | 94,5 | 96,5 | 97,1 | 98,1 | 98,5 |
| 40 | 57,6 | 66,1 | 72,4 | 86,5 | 90,4 | 92,9 | 95,2 | 95,7 | 97 | 97,6 |
| 50 | 51,9 | 60,8 | 66,9 | 81,9 | 86,6 | 88,9 | 91,8 | 93,0 | 94,9 | 95,9 |
| 60 | 43,2 | 52 | 57,7 | 71,9 | 76,8 | 79,4 | 82,3 | 86 | 89,6 | 91,3 |
| 70 | 28,3 | 36,4 | 41,2 | 53,7 | 57,4 | 59,7 | 63,1 | 69,1 | 76,8 | 80,3 |
| 80 | 13,1 | 16,7 | 23,8 | 28,6 | 29,0 | 32,1 | 40,1 | 49,8 | 55,7 | |
| 90 | 5 | 9 | 17 | 26 | 46 | 49 | 54 | 96 | 14,7 | 18,2 |
La coorte dei nati nel 1900: a 10 anni erano ancora in vita il 70% delle persone. A 50 anni la coorte si dimezza e i sopravvissuti sono circa la metà dei nati. A 70 anni sono in vita meno del 30% e a 80 anni meno del 10%, mentre a 90 anni quasi nessuno.
La coorte dei nati del 1920: per arrivare a 2/3 non bastano solo 10 anni ma si arriva a 30 anni. Il tasso di sopravvivenza aumenta. La probabilità che un nato arrivi a 10 anni è del 77% e che arrivi a 40 è del 66%.
Negli anni '30 la coorte si dimezza non più a 50 ma a 60 anni.
Negli anni '50, confrontati con inizio secolo, si vede che si arriva a 10 anni il 90% dei nati. Perché la coorte si dimezzi, bisogna arrivare a 70 anni. Man mano che passano gli anni, diminuiscono i componenti delle coorti ma molto lentamente rispetto al passato.
Distinzione del secolo scorso in due grandi periodi
- Il primo, nel quale si ridimensiona la mortalità infantile e adulta.
- Il secondo, nel quale si modifica la possibilità degli anziani di diventare grandi anziani.
Mentre alla fine dell'800 i tassi di sopravvivenza maschili e femminili sono simili, a partire dal '900 si rileva un divario tra speranza di vita maschile e femminile, che ha conseguenze rilevanti sulla popolazione. Le donne vivono più a lungo degli uomini, hanno maggiore probabilità di diventare anziane. Divario che si accentua negli ultimi decenni.
Cause del divario tra uomini e donne
Per quanto riguarda le donne, si ridimensiona una causa specifica di mortalità, legata al parto o ai molteplici allattamenti in una situazione di sottoalimentazione. Alla fine dell'800 venne introdotto il parto cesareo, inizialmente però di aiuto solo per i nascituri. Alla base della riduzione della mortalità durante il parto ci sono: condizioni di miglioramento delle condizioni di vita delle donne e mutamenti del progresso medico (cliniche ginecologiche). Per quel che concerne gli uomini, nel '900 erano esposti a condizioni di lavoro nocive (lavori sporchi e faticosi), che li espongono a rischi di patologie. Sempre nel '900, gli uomini fanno propri alcuni stili di vita che comportano maggior esposizione al rischio di mortalità (esempio fumano molto e consumano molto alcool).
Natalità e grandi mutamenti
Nati 1861-2008. Un altro elemento di grande mutamento riguarda la natalità, il numero di nati. Ci sono delle oscillazioni durante il periodo bellico. Abbiamo una riduzione nel periodo della prima e della seconda guerra mondiale e una ripresa nel periodo post bellico negli anni '70.
Distinzione del secolo scorso in tre grandi periodi
- Periodo in cui c'è una riduzione contenuta (inizio '900-anni '50).
- Uno in cui c'è una riduzione accelerata (che va dagli anni '60-'90).
- Infine uno in cui avviene un assestamento su valori molto bassi.
Dal punto di vista demografico che cosa è alla base del cambiamento nel primo periodo? Un mutamento che va dagli anni '50-'70 e un aumento di bambini con un alto grado di ordine di genitura (= ordine di nascita dei bambini). Dal punto di vista demografico alla base del mutamento del primo periodo (inizio 900 fino agli anni 60) c'è una riduzione dei bambini nati con un alto ordine di genitura (ordine di nascita dei figli, primo-secondo-terzo), dato rilevato dagli anni 30.
Nati legittimi per ordine di genitura
Fino agli anni '50 diminuiscono le persone che non hanno figli, ovvero il primo periodo di transizione è caratterizzato dal fatto che:
- Diminuisce la percentuale di chi non diventa genitore.
- Aumenta di poco quella di chi ha 1 o 2 figli.
- Diminuisce il numero di chi ne ha tanti. Il risultato è il processo di natalità lento e contenuto.
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