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1.1 Beccaria e la scuola classica ( deterrenza generale e speciale )

1.2 Teoria della scelta razionale ( O = P, F, U ) O = numero reati commessi da una xsona in un

dato momento. P = probabilità d'essere individuato e arrestato x un dato reato F = sanzione prevista

U = tutti i fattori di prima che possono influenzare la decisione La teoria della scelta razionale

applicata alla sociologia è un insieme di principi secondo i quali l'individuo pondera le proprie

scelte in base ad un computo autonomo tra costi e profitti delle conseguenze di tale scelta. La teoria

della scelta razionale ritenendo che c’è un prezzo per ogni cosa, afferma che l’azione umana sia

determinata dal perseguimento di interessi personali:

individui entrano in relazione solo quando capiscono che nell’interazione possono

1. gli

massimizzare l’utilità soggettiva

la cooperazione non è funzionale al sistema bensì all’individuo

2. c’è uno scambio tra agire individuale e contestoè l’approccio finale alla teoria

3. razionale, è

più generica.

Identificata con Cornish e Clarke, spiega la motivazione dell’aggressore a compiere l’atto criminale

come un tentativo di soddisfare bisogni ordinari. La razionalità è il processo decisionale con cui si

costi dell’azione e i benefici.La prospettiva non richiede una razionalità

stabiliscono i potenziali

completa, è più esatto dire che l’aggressore dimostra una razionalità limitata.I teorici della scelta

razionale dividono il processo decisionale in due diverse aree: le decisioni di coinvolgimento sono

quelle in cui si compie la scelta di venire coinvolti in un reato, continuare nel reato o ritirarsi da

esso. L’altra forma di processo decisionale, le decisioni di evento, sono quelle in cui si stabilisce la

tattica per compiere un atto criminale.Ciascuna forma di reato offre qualità strutturanti delle scelte

diverse in cui una combinazione di disponibilità e desiderabilità può attirare determinati individui in

determinati momenti. La prevenzione del crimine in base questo modello si fonda sulla riduzione

delle opportunità e della desiderabilità di reati specifici.

1.3 Teoria degli stili di vita Punto centrale è il rischio. Perché certi tipi di persone rischiano più

di altri di rimanere vittime di atti criminali; la risposta sta negli stili di vita che comportano tassi di

vittimizzazione diversi. Nello stile di vita sono incluse attività lavorative e quelle ricreative. Gli stili

di vita sono influenzati da tre elementi: i ruoli sociali, spesso i giovani sono vittimizzati; la

posizione nella struttura sociale in generale più alta è la posizione ricoperta e più bassi sono i rischi

di vittimizzazione; e la componente razionale che fa decidere quale tipo di comportamento sia

desiderabile , i giovani ad esempio scegliendo di intraprendere attività ad alto rischio aumento la

loro probabilità di essere vittimizzati.

1.4 e anomia. Il contributo di Durkheim ( sociologo Francese ) E' criminale un comportamento

che viene giudicato negativamente da parte dei membri di una collettività poiché viola le norme e i

valori di tale collettività, un atto può essere considerato deviante soltato facendo riferimento al

manifesta: non esistono comportamenti “intrinsecamente”

contesto sociale e culturale in cui si

devianti, ma comportamenti che sono giudicati tali poiché urtano l'insieme delle credenze e dei

sentimenti comuni alla media dei membri di una società. Criminalità e normale se non sorpassa certi

livelli, comporta il mantenimento della coesione sociale, ricorda alla società ciò che è lecito e

viceversa. La reazione della società non serve, se non solo secondariamente a correggere il

colpevole o intimidire i suoi possibili imitatori. La devianza non si verifica solo quando la società

funziona male, ma al contrario in dosi controllate può contribuire alla stabilità della vita sociale

poiché avvicina e concentra le coscienze oneste. Anormale società senza devianza, senza essa la

società non potrebbe progredire, il reato è un anticipazione della morale futura. ANOMIA E

DEVIANZA: l'aumento del tasso di devianza dovrà essere spiegato ricorrendo ad uno specifico

fatto sociale per Durkheim è la deregolamentazione ( anomia ) che avviene nella società quando i

legami si indeboliscono e la società stessa non è più in grado di regolare i sentimenti e le attività

degli individui. Durkheim sviluppa il concetto di anomia sul SUO STUDIO SUL SUICIDIO , egli

“ogni società, ad ogni momento

osserva che non esiste una società dove non si verifica il suicidio:

della sua storia, ha dunque una caratteristica attitudine al suicidio”. Due tipi di suicidio: a) egoistico

b) altruistico ed anomico.

a) Anomico: membri della società, maggiormente esposti quando il potere delle norme social, che

dovrebbero regolare la loro condotta individuale, si affievolisce. (b) eccessiva individualizzazione.

L'uomo ha bisogno di un'autorità morale che regoli la sua condotta e agisca da freno, quando questo

non avviene si cade in una condizione di anomia, essa spiega anche l'incremento del tasso di

criminalità.

1.2 Teoria del controllo sociale Hirschi (1969) facendo riferimento a Durkheim, afferma che

l'uomo seguirebbe solo i suoi interessi se non ci fosse la società a contenerlo, quando il legame

dell'individuo è assente o debole con la società il suo comportamento diventa deviante. Legamei

sociali caratterizzati da 4 elementi: a) attaccamento: cioè l'interiorizzazione delle norme sta

nell'attaccamento dell'individuo agli altri, più è legato + è improbabile che egli esegua un

comportamento deviante b) impegno: investimento di una persona in attività convenzionali c)

coinvolgimento tempo che una persona dedica alle diverse attività, più tempo occupa in attività

convenzionali meno tempo ha per deviare d) convinzione: che le norme sociali siano valide e

debbano essere rispettate

1.3 Scuola di Chicago: si denomina il gruppo di sociologi che opera agli inizi del XX sec., essi

studiano il paradigma ecologico e analizzano in modo approfondito lo sviluppo geografico e sociale

della città di Chicago. Uomini visti come “animali sociali” modellati dalla loro interdipendenza con

gli altri e dalla loro dipendenza dalle risorse dell'ambiente in cui vivono, analizzano inoltre il

processo di sviluppo della città, i diversi contenti sociali e culturali che la

caratterizzano.....DEVIANZA E DISORGANIZZAZIONE SOCIALE la città si allarga in modo

concentrico, seguendo un modello di sviluppo naturale basato su procssi di invasione e dominio.

ZONA 1 quartiere commerciale ( centro ) ZONA TRANSIZIONE attorno alla zona 1 dove si

trovano imprese commerciali e le “terre aride” cioè povertà, degradazione e malattia ecc. - ZONA 3

– –

operai specializzati cioè benestanti che lavorano nell'industria ZONA 4 classi più agiate ZONA

LAVORATORI PENDOLARI oltre ai confini della città. I processi continui di invasione e

assestamento suddividono la città in aree ben definite (naturali) con propria identità sociale, etnica e

culturale, queste aree respingo le unità incongrue ed attirano invece la parte di popolazione ad essa

appropriata (setacciamento della popolazione). Più ci si allontana dal centro più basso è il tasso di

criminalità, zona transizione la più criminosa a causa della disorganizzazione sociale della zona ed

il frequente ricambio dei residenti. Cambiamenti sociali come l'immigrazione. L'urbanizzazione,

l'industrializzazione e lo spostamento dalle campagne e città indebolisce le relazioni sociali

primarie impedendo alla comunità locale di effettuare un efficace controllo sui suoi membri.

“contagio sociale” processo in cui i devianti si concentrano in determinate zone della città (regioni

morali). Ogni area naturale ha il proprio complesso di usanze, opinioni, tenore di vita, tradizioni,

modo di pensare, sentimenti ed interessi

1.4 Teoria conflitto culturale il deviante non è un soggetto patologico, ma è un individuo che si

è conformato alle norme di condotta della prp cultura. Sellin ( autore di culture, conflict and crime,

1938 ) distindue due tipi di conflitto culturale: a) primario: quando le norme di una certa cultura

sono considerate devianti nell'ambito di un altra cultura b) secondario nell'ambito della stessa

cultura, quando i membri di una società definiscono normale e non criminale un comportamento

che altri membri della stessa società considerano deviante.

Chicago area project: iniziative che avevano lo scopo di riorganizzare i quartieri, furono realizzate

attività ricreative x i ragazzi, campagne di sensibilizzazione mirate a migliorare le condizioni di vita

ecc.

Seconso Sampson è fondamentale intervenire sulle condizioni che consentono di rafforzare i legami

sociali tra i membri di una stessa comunità, x esempio promuovendo attività ricreative x i giovani

gestite da comitati di adulti della comunità si consolidano le relazioni tra i membri appartenenti a

diverse generazioni della comunità stessa, sulla capacità di empowerment, sull ambiente fisico

riorganizzando gli spazi di vita dei membri della comunità con lo scopo di rendere più difendibile lo

spazio fisico da parte di tali membri. Se la devianza è il prodotto di un conflitto culturale, la xsona

che viola la legge non xcepisce la prp azione come deviante, ma la considera conforme alle norme

di condotta della prp cultura. Le politiche finalizzate ad affrontare il conflitto culturale devono

promuovere il processo di integrazione degli immigrati nelle società che gli xmettono di

interiorizzare le norme ed i valori. Processo di integrazione orientato da 3 logiche: 1) immigrazione

temporanea [l'integrazione dell'immigrato deve essere limitata poiché l'immigrazione è considerata

un fenomeno contingente, funzionale alle esigenze del mercato del lavoro] 2) logica

dell'assimilazione [promuove l'omologazione culturale dei nuovi arrivati affinchè si integrino nella

società ricevente “rendendosi indistinguibili dalla maggioranza della popolazione] 3) logica

pluralista [promuove le pratice multiculturali le quali implicano che i membri della società ricevente

accettino le differenze culturali e modifichino di conseguenza i propri comportamenti sociali e le

proprie istituzioni].

1.5 Merton riforma la teoria dell'anomia di Durkheim, secondo lui l'anomia non è una

condizione che mini la capacità di una società di regolare il comportamento degli individui come

sosteneva Durkheim ma, è una condizione della società in cui v'è contrasto tra l'enfasi che si

attribuisce alle mete culturalmente indotte dal sistema sociale e la scarsa importanza che si

riserva ai mezzi legittimi che devono essere utilizzare x raggiungerle, dato che le mete degli

individui sono indotte dal sistema culturale, la devianza scaturisce dall'esistenza di norme forti,

che entrano in contrasto con la struttura sociale. La teoria di Merton non è in grado di spiegare la

devianza collettiva. Per Merton l'anomia è una condizione in cui è presente la dissociazione fra le

mete e le norme prescritte culturalmente e le capacità strutturate socialmente dei membri del gruppo

di agire in modo conforme ad esse. 5 tipi di adattamento individuale: a) conformità b) innovazione c)

ritualismo d) rinuncia e) ribellione.

1.6 Cloward & Ohlin: come Merton ritenevano che l'origine della devianza fosse determinata

dalla tensione strutturale tra mete e mezzi e consideravano il comportamento deviante un

adattamento collettivo piuttosto che individual, appreso e consolidato all'interno del gruppo. Teoria

struttura illegittima delle opportunità e bande delinquenti: essi concordano con Cohen che la

devianza rappresenta una soluzione a problemi di adattamento determinati dalle tensioni e

frustrazioni profonde che vivono i giovani appartenenti alla classe inferiore nel tentativo di

conseguire scopi prescritti dalla cultura dominante in condizioni che impediscono il conseguimento

in modo legittimo. Essi sostengono che i giovani appartenenti ai quartieri urbani abitati dalla classe

inferiori (slums) non abbiano solo una struttura legittima da poter conseguire ma anche una struttura

illegittima delle opportunità, da qui si origina l'accesso differenziato alle opportunità illegittime. Al

soggetto che è pervenuto alla conclusione di non potercela fare con i mezzi legittimi non sia

ugualmente accessibile con quelli illegittimi. L'interesse è rivolto alle differenze socialmente

strutturate di accesso alle possibilità illegittime, tali differenze sono strettamente connesse al tipo

con il tipo di subcultura delinquenziale che si sviluppa. C&O ne esaminano tre: a) subcultura

criminale = banda in cui membri utilizzano mezzi illegali b) subcultura conflittuale = tipo di banda

in cui i membri ricorrono alla violenza x raggiungere un certo status c) subcultura astensionista =

tipo di banda in cui si consuma droga. Mezzi legittimi x arrivare al successo economico ke pxono

essere utilizzati dalla classe inferiore sono lo sport, scuola o lo spettacolo, strade che sono limitate,

se chiuse possono aumentare tensione e frustrazione che potrebbero farli ricorrere a vie illegittime.

Un sistema sociale che produce che produce gravi problemi di adattamento x coloro che occupano

uno status sociale particolare, può far emergere una sfida collettiva alla legittimità delle regole di

condotta convenzionali. Gli adattamenti collettivi avvengono quando si attribuisce alla società la

colpa del proprio insuccesso anziché a difetti personali. La banda dei pari costituisce un nuovo

mondo sociale in cui la legittimità della sua condotta delinquenziale viene fortemente rafforzata.

Due variabili per classificare le forme di organizzazione sociale degli slums che tendono a

promuovere subculture degli slums che tendono a promuovere subculture delinquenti distinte: a)

grado di integrazione fra trasgressori di diversi livelli d'età b) integrazione tra criminali e non.

Criminale adulto ed affermato è un modello da imitare dai membri giovani della subcultura. La

precarietà e l'instabilità della vita sociale producono sui giovani di queste zone forti pressioni verso

il comportamento violento, violenza che viene considerata l'unico strumento di cui si può disporre x


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monyk88

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e sociali
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher monyk88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Prina Franco.

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