Unità 1
Sociologia
La sociologia è lo studio sistematico del comportamento sociale e dei gruppi
sociali.
È un neologismo coniato da Comte (1824, 1836): socius, societas + logos (discorso
su).
Nella realtà ci sono molti soggetti in relazione con la realtà esterna (individui e
ambiente) e da queste relazioni nascono i gruppi sociali.
I sociologi focalizzano l’attenzione su:
• Le caratteristiche e il ruolo delle relazioni sociali
• Come le relazioni sociali influenzano il comportamento
• Sulle ragioni e le dinamiche con le quali le società si sviluppano e cambiano
Sono quindi molto importanti i cambiamenti sociali radicali: la rivoluzione industriale,
la rivoluzione francese..
I livelli di analisi sono prevalentemente tre:
• Macrosociologia: studia i fenomeni in larga scala o intere civiltà
• Mesosociologia: studia i comportamenti e il ruolo dei corpi intermedi o della
società civile (sono le associazioni che si pongono tra individuo e società)
• Microsociologia: studia il comportamento individuale e le interazioni di piccola
scala
I requisiti di questi studi devono essere:
• Un approccio critico all’analisi della realtà sociale
• Che nasce dalla normale competenza sociale
• E si sviluppa grazie al rigore metodologico
Tutti abbiamo una competenza sociale, vale a dire la competenza psicologica,
relazionale e comunicativa, legata all'adeguata comprensione ed utilizzo, da un punto
di vista cognitivo, affettivo e funzionale, delle regole di interazione sociale. La nostra
competenza sociale però si deve sviluppare grazie al rigore metodologico e un
approccio critico alla realtà sociale.
La sociologia è una scienza sociale.
La conoscenza prodotta dai sociologi è superiore alla conoscenza di senso comune, i
modelli interpretativi che creano sono basati su evidente empiriche.
Ci sono essenzialmente due modelli di conoscenza:
• Sociale o di senso comune: comprende la normale competenza sociale e la
capacità di agire con efficacia
• La conoscenza scientifica: fondata sullo spirito critico e con lo scopo di offrire
interpretazioni attendibili dei fenomeni. È una conoscenza oggettiva.
Questi due modelli di conoscenza ci aiutano a comprendere la realtà sociale in vista di
spiegare, prevedere e modificare.
Procedimento
Perché si analizza un fenomeno sociale, che si qualifica nello spazio delle relazioni
sociali? Per rispondere a questi tre interrogativi:
• Cosa succede? Monitoraggio delle caratteristiche degli eventi e della loro
distribuzione (descrizione del fenomeno)
• Come succede? Esame dei processi generativi e di diffusione (analisi delle
dinamiche)
• Perché succede? Approfondimento delle motivazioni (studio delle cause)
È importante nella sociologia mantenere lo spirito critico mentre ci si relaziona
all’oggetto di studio. Bisogna evitare luoghi comuni, definizioni e spiegazioni ufficiali o
socialmente condivise. In questo modo si riesce a minimizzare l’incidenza degli errori
che possono incorrere nel processo di conoscenza.
Se non si mantiene uno spirito critico si potrebbe incorrere in errori comuni nelle
scienze sociali, che portano a tre spiegazioni:
• Errate: mancano di fondamento, si tratta di errori comuni e banali, facili da
riconoscere. Portano a una visione distorta del comportamento sociale.
• Parziali: sono legate alla mancanza di sensibilità verso la complessità dei
fenomeni sociali intimamente articolati o legati a una pluralità di causa (ha un
fondamento di verità ma non coglie la complessità del fenomeno)
• Valutative: si ricollegano alla presenza di un pregiudizio o di uno stereotipo,
quindi a un giudizio di valore, come ad esempio le opinioni politiche.
Il rigore dell’analisi di un fenomeno è supportata:
1) Dall’immaginazione sociologica
2) Dalla neutralità affettiva
Questi strumenti vengono utilizzati anche per correggere gli errori.
1) L’immaginazione sociologica è la capacità di prestare attenzione a tutti i fattori
che possono influenzare il fenomeno e censire tutto ciò che ha rilevanza in esso.
Bisogna inoltre fare attenzione alle diverse prospettive analitiche (o sensibilità)
che possono favorirne la comprensione. Bisogna imporsi di guardare il
fenomeno con una sensibilità diversa: ti documenti, ti immedesimi, dibatti, ti
confronti..
L’immaginazione sociologica dipende dalla propensione del ricercatore di essere
consapevole della relazione che intercorre tra l’individuo e la società, e vedere
la società di appartenenza come fosse estraneo ad essa e in tal modo superare i
suoi pregiudizi culturali.
2) La neutralità affettiva è la capacità di filtrare i condizionamenti esterni. Per Max
Weber è correlata alla consapevolezza che l’analisi scientifica coinvolge valori e
che questi valori orientano la visione del ricercatore, e all’abilità di separare
l’analisi dei fatti dal giudizio valoriale.
La neutralità affettiva non significa assenza di valori, bensì a-valutatività, un
rifiuto dei giudizi di valore, la distinzione tra il bene e il male. Non è neppure
sinonimo di politicamente corretto o socialmente desiderabile.
La sociologia può analizzare qualsiasi fenomeno. I principali temi indagati sono
rappresentati dalle diseguaglianze di razza, classe, genere, etnicità, dalla cultura di
massa e le culture giovanili, le religioni.. dal lavoro sociale e dalla criminologia..
La sociologia è l’unica disciplina che esplora il fenomeno indagato in modo olistico,
ovvero avendo attenzione alle influenze di tutte le dimensioni rilevanti, siano esse di
natura economica, politica, sociale e culturale.
Esistono differenti prospettive analitiche in sociologia.
• La prospettiva funzionalista: secondo la quale il mondo è un’entità stabile
ed in continua evoluzione.
• La prospettiva del conflitto: il mondo è composto da numerosi gruppi in
conflitto tra loro. Questi gruppi in conflitto hanno interessi legittimi antagonisti,
e la realtà sociale si genera da questi conflitti. Ad esempio i conflitti tra i
lavoratori e i padroni secondo Marx.
• La prospettiva interazionista: il mondo è generato dalle routine quotidiane.
Interpreta i comportamenti individuali o di piccolo gruppo prestando attenzione
a come le persone interpretano la realtà e agiscono, la nostra routine è infatti
influenzata da convenzioni, usi, costumi, regole non scritte..
La sociologia ha un forte impatto sulla società.
• La sociologia a supporto delle politiche, aiuta le istituzioni a definire migliori
decisioni governative e strategie regolative.
• La sociologia critica, valuta i risultati del sistema regolativo.
• La sociologia pubblica, supporta una migliore consapevolezza delle istanze
sociali, le azioni di lobby e l’emergere di movimenti sociali.
Sociologia economica
La sociologia economica studia la vita economica, in vista di comprendere i fenomeni
caratteristici, a mezzo della strumentazione analitico concettuale elaborata dalla
sociologia.
È lo studio dell’organizzazione sociale di un fenomeno economico. In particolare la
sociologia economica interpreta i fenomeni nel loro contesto sociale e culturale di
riferimento.
Ogni fenomeno è l’esito di un processo di costruzione sociale.
I sociologi differiscono nell’approccio teorico e nelle tecniche di indagine empirica ma i
loro studi prestano attenzione tanto ai processi quanto ai risultati, alle fonti di
efficienza come quelle di inefficienza, ai fattori che rendono liberi o costringono gli
attori.. esiste un’ambivalenza dei fenomeni che viene studiata in modo eguale.
La sociologia economica mette in discussione tre assunti chiave dell’analisi
economica:
• La sfera sociale è separata dall’economica
• Gli individui sono razionali, liberi e consapevoli dei loro bisogni
• L’aggregazione delle preferenze e dei comportamenti individuali è semplice e
non problematica ECONOMIA approccio SOCIOLOGIA approccio
neoclassico classico
Concezione Attività finalizzata Attività orientata alla
dell’economia all’allocazione di risorse scarse sopravvivenza
che possono essere utilizzate
per scopi alternativi
Azione economica Atomismo e utilitarismo: le L’azione economica è
azioni degli individui sono un’azione sociale: le
indipendenti e perseguono motivazioni utilitaristiche e
l’interesse personale non, sono influenzate dalla
cultura, dalle istituzioni e
dalla politica
Regole Mercati competitivi Mercati, istituzioni sociali,
corpi e strumenti politici
Metodo di indagine Metodo deduttivo: teoria Metodo induttivo: ricerca
caratterizzate da un’elevata empirica e approccio
generalizzabilità storico-comparativo, teorie
con una limitata
generalizzabilità
La sociologia economica quindi presta più attenzione ad aspetti che nell’analisi
economica sono lasciati in ombra: la cultura, le reti relazionali, le sensazioni, le
emozioni, le esperienze, la fiducia, le motivazioni non utilitaristiche..
L’azione economica è sempre plasmata da istituzioni radicate nella storia e da
strutture di rapporti sociali in cui gli attori economici sono immersi, così che la prima
non è spiegabile se non vengono chiamate in gioco le seconde.
Si sono succeduti molti tentativi di spiegare il funzionamento di un sistema economico
con fattori non economici, quali le istituzioni, il potere, la cultura. L’economica
neoclassica si basa sul paradigma dell’homo oeconomicus razionale, che agisce in un
mercato per massimizzare i propri interessi, orientandosi in base ai segnali di prezzo in
un contesto di informazione perfetta. Questi assunti consentono l’adozione di modelli
matematico-formali capaci di fornire dimostrazioni eleganti e semplici, ma che sono
irrealistiche e che trascurano fattori non economici che plasmano la logica d’azione
dell’homo oeconomicus.
La sociologia economica intesa in senso ampio invece è quel complesso di
filoni che, nell’analizzare il funzionamento di un sistema economico, rifiuta
quel paradigma e i relativi assunti, anche se non ha un proprio paradigma
dominante. L’idea comune a tutti i filoni che vi confluiscono è che l’azione
economica e l’azione sociale e politica sono inestricabilmente legate fra loro,
e il funzionamento dell’uno o dell’altro non può essere compreso senza tener
conto del ruolo svolto dagli altri.
A seguito di un’indagine sociologica economica possono quindi configurarsi
spiegazioni complementari o addirittura concorrenti a quelle degli economisti.
Gli argomenti di studio della sociologia economica sono molti, i più importanti sono:
• Povertà e sottosviluppo
• Cambiamenti organizzativi
• Il ruolo dello stato nell’economia
• Le strutture economiche
• I modelli di capitalismo
• Mercato del lavoro e occupazione
• Strumenti finanziari, fiducia e rischio..
Alcuni esempi di come la sociologia studia l’economia:
Il mercato. Domande di ricerca: come si forma e diffonde il modello capitalistico? In
quali condizioni tale modello può operare? Risposte: per gli economisti il capitalismo è
un modello efficiente per il mercato, i sociologi accettano l’efficienza, ma intuiscono
che serve anche un processo di accreditamento sociale del capitalismo stesso, le
persone devono legittimare il mercato e accettare che quella è la soluzione più
efficace.
Lo sviluppo economico. Domande di ricerca: quali fattori possono promuovere o
ostacolare lo sviluppo economico? Risposte: per gli economisti è l’efficienza del
mercato, per i sociologi è l’efficienza dinamica del mercato. Gli economisti inoltre
dicono che è importante l’innovazione tecnica, i sociologi l’imprenditorialità: cioè
l’abilità di introdurre nuovi prodotti, processi e metodi di produzione, di attivare nuove
relazioni o di entrare in nuovi mercati, la tendenza a confrontarsi con questo tipo di
problemi, il desiderio di affermazione e riconoscimento sociale..
L’origine della sociologia economica
1) Le origini (1890-1920)
2) La stagione di latenza (1920-1984)
3) La rinascita (1985-…)
Nel diciannovesimo secolo la sociologia non era articolata in veri e propri filoni di
studio. Molti sociologi classici però possono essere riconosciuti come “sociologi
economici”, con una sensibilità economica molto forte nei loro studi diretti.
Le origini
Molti sociologi classici infatti producono studi diretti ad analizzare il ruolo dei processi
economici nella definizione degli assetti della modernità. Questi studi riguardavano:
• Capitalismo e industrializzazione
• Urbanizzazione
• Sviluppo tecnologico
• Movimenti collettivi e rivoluzioni..
Attraverso lo studio di questi argomenti i sociologi classici prestano un’attenzione
particolare:
• Alla genesi delle economie moderne
• All’interazione tre economia e società
Soprattutto alla relazione tra istituzioni economiche e istituzioni sociali, come per
esempio Weber: lo spirito del capitalismo e l’etica protestante.
Il contributo dei sociologi classici mette a fuoco le specificità disciplinari, cioè
l’approccio e la strumentazione analitico - concettuale e fornisce inoltre un “serbatoio
di ipotesi” come la riflessione metodologica di Weber.
I classici erano molto più colpiti dalla crescente penetrazione del mercato in
tutte le sfere della vita umana, non solo quella economica, ma anche quella
politica e sociale. Il mercato veniva visto da questi autori come
un’istituzione giunta a permeare delle sue leggi anche ampie sfere della vita
sociale, sottraendo competenze e capacità regolativa alle norme prodotte
dallo stato e dalla comunità.
Esisteva una netta distinzione tra:
1) Scienze della natura, con l’obiettivo di riconoscere le leggi generali del creato
tramite spiegazioni nomo tetiche (fisica, chimica, matematica..)
2) Le scienze dello spirito, con il compito di analizzare i fenomeni storici nella loro
individualità tramite spiegazioni idiografiche (la sociologia!). Le spiegazioni
idiografiche richiedono che si presti molta attenzione alle regolarità
comportamentali, nascono dall’analisi delle motivazioni dei singoli soggetti.
La sociologia economica studia solo i fenomeni economicamente:
• Rilevanti, ovvero i fenomeni non economici che influenzano il comportamento
economico (come le istituzioni politiche o religiose)
• Condizionati, ossia le istituzioni economiche capaci di condizionare la vita
sociale
Nell’analisi dei fenomeni economici occorre distinguere quindi i giudizi:
1) Di fatto, associati alla conoscenza delle dinamiche reali e problemi oggettivi
2) Valore, conseguenti alla valutazione politica delle dinamiche reali, ovvero al
riconoscimento delle istanze sociali e alla formulazione di soluzioni
La stagione di latenza
Nella stagione di latenza:
1) Le trasformazioni economiche sociali del secondo dopoguerra stabilizzano gli
assetti societari
2) Avviene una ridefinizione dei confini tra sociologia e economia, teorizzata da
Parsons.
In particolare vi è una grande attenzione ad azioni e processi non strumentali e su
aspetti micro sociologici.
Si sviluppa la comparative political economy. Questo è il primo filone che si
concentra sull’analisi del ruolo delle istituzioni sociali e politiche nel
funzionamento (o disfunzionamento) del sistema economico e non viceversa,
come nei classici.
In molti paesi europei lo stato aveva ormai assunto un ruolo di notevole rilievo
nell’economia. Si espandono le politiche keynesiane, il welfare state, la crescita del
settore pubblico e di forme di economia mista. Si inizia a notare una crescente
importanza dello stato nella distribuzione di risorse economiche.
Il ruolo rilevante dello stato nella regolazione dell’economia era altamente
centralizzato, i risultati regolativi attesi e i risultati erano perseguiti intenzionalmente e
in modo aggregato da questi attori.
In questa visione gli attori erano in secondo piano. Le istituzioni politiche e sociali
configurano un particolare quadro regolativo delle attività economiche che, ponendo
vincoli o offrendo opportunità agli attori economici, finiscono con l’influenzarne le
scelte.
La rinascita
Nel 1985 Granovetter pubblica un paper al convegno dell’associazione americana di
sociologia. Questo paper è diventato una sorta di manifesto diretto al rilancio della
disciplina, sulla base di fondamenti almeno in parte rinnovati.
La nuova sociologia economica è definita più dall’approccio alle questioni (assunti e
metodo) che non dall’oggetto di studio. Viene anche introdotto il concetto di
radicamento, nel quale si spiega che gli equilibri economici sono radicati nel contesto
sociale.
Il comportamento e le istituzioni da analizzare sono così vincolati dai rapporti sociali in
atto che interpellarli come indipendenti sarebbe un grave errore.
Il nuovo paradigma sottolinea la rilevanza analitica del contesto sociale in cui è
radicata l’azione individuale.
La nuova disciplina è caratterizzata da due precetti chiave:
1) Gli equilibri economici sono radicati (embedded) nel contesto sociale
2) E sono istituiti attraverso regole formali ed informali, convenzioni e codici di
condotta e scambio, sistemi politici e forme di regolazione..
Il radicamento sociale
Secondo Granovetter il radicamento sociale degli attori e dei processi economici è
supportato, in primo luogo, dalle reti sociali (o network).
La rete sociale è la trama di relazio
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