Picchio: la lingua di C.M.
La lingua di C.M. è minuziosamente curata grazie all'appropriamento delle parlate ristrette, non era ancora meritato la sua definitiva promozione a lingua, anche con funzione liturgica. Ma di questa lingua non sappiamo molto. Essa poi divenne la lingua ufficiale della chiesa e dello stato bulgaro, e in questa seconda fase, in cui la lingua acquisì caratteristiche peculiari escape per legami di tratti meridionali bulgari e dipendenze dal greco, si può anche parlare di "antica difesa".
I tratti fonici della lingua includono la parlate locali, morfologia ricostruita sui codici del X-XI secolo, tratti sintattici, lessico ripresi dal greco. È una lingua scritta formale, che non rispecchia una parlata. Nel suo codice oltre il XII secolo si definisce più paleoslavo. La lingua dei codici oltre il XII secolo può essere definitivamente distinta come slavo ecclesiastico, con terminologia separata (serbo, bulgaro, russo...).
Su questa lingua si continuò a scrivere in Russia fino al '700. Dalla fine del '600 e per circa un secolo, in Russia ci fu un dibattito su quale lingua scegliere come modello per la lingua moderna tra la parlata russa e lo slavo ecclesiastico. Questo stesso dibattito avvenne in Serbia e Bulgaria nell'800.
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Definizioni di 'slavo'
Premium Appunto4,3/5 (3) -
Protoslavo e slavo comune
Premium Appunto3,3/5 (3) -
Nome slavo
Premium Appunto -
Verbo slavo
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