Sistemi mediali e ICT
Prof. C. Cepernich
AA 2017/2018
Giovedì 28/09/17
L’impatto della digitalizzazione sul sistema dei media
Studio delle interconnessioni e delle interdipendenze tra i media: la gerarchizzazione dei
internet è una sorta di “scatolone” e “contenitore che
media è un retaggio del passato,
attraverso il linguaggio della digitalizzazione ha ridefinito tutte le funzioni dei media
tradizionali. (Non posso parlare di televisione senza parlare di web e viceversa es.
pensa al live Twitting).
digitalizzazione ha cambiato la natura di tutti gli strumenti “tradizionale”, non li ha
La
eliminati ha cambiato la natura (la televisione è nelle disponibilità informative del 96%
degli italiani).
l’intersezione
Qual è e le sovrapposizione laddove i media tradizionale incontrano la
loro dimensione digitale, è lì che nasce il surplus. È dalle sovrapposizione delle sfere
che nasce lo spazio su cui ragionare.
La natura ibrida dei diversi media produce ibridazioni di pratiche di consumo, di
produzione, come funzionano che effetti hanno. Cosa diventa il giornalismo quando
c’è di mezzo uno Smartphone (cambia il formato di un articolo ad esempio) cambia la
pratica del giornalismo in funzione dell’ibridazione con la digitalizzazione.
Le implicazioni di interconnessioni e interdipendenze: tutti media sono divenuti
dipendenti l’uno dall’altro al variare di qualche cosa online varia qualche cosa sulla
stampa e sulla tv e al variare di qualche cosa su quest’ultima cambia qualche cosa nel
web, e sono proprio queste variazioni interdipendenti ad essere interessanti, gli spazi
interstiziali (generati dalla digitalizzazione) sono interessanti, è lì che si trovano le
innovazioni.
Se io sono attento alla capacità dei social network di costruire socialità questo mi
porterà a ragionare a cosa posso fare sulla rete per azionare qualche cosa al di fuori della
rete.
C’è una differenza fondamentale tra disposizione/atteggiamento e comportamento:
come trasformo le disposizioni in comportamento? Quali variabili sociali
intervengono?
Proprio nella sovrapposizione tra l’utilizzo di internet e le sue potenzialità che mettono
in relazione la piattaforma mediale (quindi tecnologica) con qualche cosa che è
di comportamenti fuori dal circuito
offline (l’attivazione della comunicazione digitale).
Se il problema è come utilizzo l’online per attivare i comportamenti fuori dalla
dimensione online, se io sono un comunicatore devo dover condizionare qualche cosa
che avviene da un’altra parte. La funzione dei media è lavorare sugli atteggiamenti in
L’operazione
modo tale da rafforzarli e fare in modo che diventino comportamenti.
del conteggi dei like ha sicuramente il suo fascino ed interesse ed un risultato raggiunto
con l’obiettivo di mettere in
per la visibilità tuttavia bisogna lavorare sulla frontiera
relazione questi due livelli facendolo con 2 focus fondamentali:
1) produzione e consumo informativo
apparati che producono l’informazione
Produzione:
Consumo informativo: come viene e quanto viene consumato la tv, la radio, internet,
che tipo di consumo viene fatto
2) Comunicazione politica elettorale immaginando il contesto che è quello attuale,
reticolare. Ruolo e funzione che ha assunto per noi una qualsiasi piattaforma
più presente nei telefono
messaggistica. (l’app cellulari non sono i social ma le app di
messaggistica)
Facebook assomiglia sempre di più alla tv (sempre più broadcast) e la tv sempre più
a Facebook. L’uso che i politici e star che fano dei social è l’uso dell’ufficio stampa.
Es. Le ultime elezioni presidenziali in brasile Whatsapp ha avuto un ruolo molto
importante- si ridefiniscono le relazioni e poi anche le strategie di comunicazione.
Il Framework teorico del nostro lavoro è il concetto di ibridazione: le 4 questioni
fondamentali su cui ragionare, Chadwick segnala 4 coordinate:
1) Approccio olistico: dobbiamo guardare la situazione dei media sia in fase di
produzione che in quella di consumo come un insieme, non possiamo più contrapporre i
media, non ha senso diversificarli (ovvio che ognuno ha le sue specificità, però è vero
che distinguere la stampa dal web diviene impossibile se immaginiamo ad esempio la
ricerca americana che gran parte dell’informazione che circola nel web è prodotta dalla
stampa- la grande redazione di info è ancora la carta stampate- le testate giornalistiche).
Il fatto che “i giornali stiano morendo” è senso comune, il problema è che la carta
stampata è in calo di vendite ma non per questo i giornali stanno morendo, si pone il
problema di come l’informazione si possa sostenere se non vendo i giornali (entrata
principale). Sono sempre i giornalisti della Stampa di Corriere e di Repubblica che
producono i contenuti in massima parte. I giornali non sono affatto morti. Ecco
l’approccio olistico: i giornali sono ancora i grandi produttori di news e sono
fanno l’agenda.
ancora quelli che Ma non vendono i quotidiani. Per capire cosa
succede all’agenda non posso quindi separare cosa avviene su facebook o su le
E con la tv cosa c’entra?
pagine online dalla stampa. Per cercare di vendere copie il
«Corriere della sera» deve mettere ad esempio Gramellini in televisione (giornalista
dove c’è il 97% degli italiani). Tv-
star- rappresentazione della testata in televisione
stampa-Facebook. Twitter luogo della relazione tra giornalisti, politici, esperti ecc.
Cambiano le cornici di senso intorno a ciò che accade. l’ibridazione
2) Come Chadwick definisce il concetto di ibridazione? è il prodotto
delle logiche dei media tradizionali e
dell’integrazione quelli digitali.
Ibridazione è che ogni medium ha la sua logica (media logic), nel digitale i media
tradizionali entrano all’interno di un nuovo ambiente all’interno di questo
e
ambiente (digitale) ridefiniscono le loro logiche radicalmente.
Le logiche quando entrano in contatto con il digitale si ridefiniscono es. la tv ha una sua
logica con la digitalizzazione la tv deve fare i conti con internet e la tv con internet ha
logiche completamente differenti (sia nella fase produttiva che di consumo) della tv
stessa. Nella fase produttiva es. Tale a quale show è la cosa più Twittabile che ci sia, lo
spettatore a casa o apprezza tantissimo o la critica. Così come il festival di Sanremo.
La tv studia dei format in modo da farli essere “ingaggianti” come sui Social: il
meccanismo è molto influente anche sulla fase di preparazione (produzione), allora
possiamo dire ancora che la tv è la stessa? No!. La tv entra nel digitale e smette di
essere quella che era e quindi cambia il modo con cui produce quei format e cambiano
anche i modi in cui io fruisco di quei contenuti. Cambiano le modalità simboliche entro
le quali io interpreto “quel testo” programma. Vi è una ridefinizione di senso di quel
flusso (sullo schermo televisivo è la serietà, su twitter è la “presa in giro”). La diversa
natura di quei flussi è molto interessante, se io ascolto i leader che parlano in tv e leggo
contemporaneamente le reazioni e i commenti su twitter leggo due flussi differenti, due
storie differenti. “La tv entra in smoking nella digitalizzazione, per poi uscirne in
ciabatte” ma non p che non c’è più la tv cambia la logica (dalla formalità
all’informalità).
Anche quando la stampa cambia nel momento in cui entra nella digitalizzazione, con
tutte le implicazioni sociali. Es. il consumo le notizie singolarmente su Facebook (è un
intorno non c’è più nulla) nel giornale intorno al punto c’era una cornice di cose
punto
che me lo contestualizzavano, vi è una riduzione di complessità siderale.
ogni medium che entra nell’ecosistema digitale va
Tutto questo non è convergenza,
in interconnessione con gli altri e ridefinisce le sue logiche.
3) logiche significa: tecnologie, generi, norme, comportamenti di consumo, forme
organizzative (anche le organizzazioni più complesse si stanno ibridando es. movimento
5 stelle forma di ibridazione tra logiche organizzative del partito e quelle di internet),
quando parliamo di logica (rivedi definizione di Altheide Snow) di normatività della
media logic, la logica del mezzo è normativa. di un’intervista,
La mail è normativa, la televisione è nromativa es. durata di una battuta
è la logica del mezzo che comanda. Il giornalista sposta il microfono poiché applica
appunto la logica del mezzo.
Anche ad esempio la redazioni stessa è organizzata in una architettura della redazione
che soddisfa i criteri della logica. Ibridazione è persino sul livello organizzativo
L’impatto del digitale è visibile su tutti i livelli.
Es. campagna di Obama= la forza è stata quella di assegnare alla rete un ruolo
organizzativo più che comunicativo sapendo che il grosso della comunicazione passa
dalla tv e dalla stampa cos’è l’interstizio
4) attenzione a tutti quegli spazi interstiziali e liminari: = lo spazio
cos’è liminare?
che si crea dalla sovrapposizione delle cose, = qualche cosa del confine,
stare attenti a cosa di strategico che si può fare anche sul confine.
L’intuizione della campagna di Obama: sfruttare la funzione organizzativa della rete
invece di quella comunicativa. La campagna di Obama non si preoccupa più di
occupare lo spazio online.
Digitale è relazione: è la possibilità di mettere in relazione le persone le une alle altre.
È lo strumento che mi permette di mettere in relazione le persone. Il punto laddove si
incontrano la rete sociale con la rete sociale, utilizzare la rete tecnologica per fare
rete sociale (che è il grosso della questione) è la rete sociale che conta non la rete
tecnologica (questa è uno strumento).
Facebook era il posto da cui prendevano i dati per clusterizzare, in America è legale, da
noi assolutamente no.
Venerdì 29/09/17
“Clusterizzare” e “microtargettizzare”
Quando ragioniamo sul concetto di “cluster” (termine sociologico) significa che noi
dobbiamo individuare dei gruppi omogenei, delle porzioni di persione verso i quali
riferire la nostra comunicazione, un cluster è un gruppo di soggetti omogenei verso i
quali noi indirizziamo la nostra comunicazione.
Per una strategia di comunicazione (l’audience in generale non ti vuole sentire) la
nostra comunicazione è per principio rifiutata, per un comunicatore oggi il problema è
superare quel muro di disattenzione e di rifiuto. Erodere le barriere che stanno davanti
alla nostra comunicazione verso l’audience.
La comunicazione politica non è ascoltata perché è politica ( tasso di fiducia al 6%),
comunicazione pubblicitaria ( tutti la rifiutano) il principio di chi riceve oggi è erigere
delle barriere, la pratica fondamentale è togliere la pubblicità.
La digitalizzazione è quella cosa che consente di microtargetizzare sempre di più la
comunicazione perché più io sono in grado di incontrare il mio target cioè il mio cluster
e più è possibile che le barriere di rifiuto all’ingresso si abbassino
Es. se tu sei interessato al calcio è più probabile che se io parlo di calcio tu mi stai a
sentire, ma se te ha un rifiuto per la politica e per i politici è chiaro che se io continuo a
darti pubblicità politica sto sprecando risorse economiche e forze per nulla perché tanto
quel cluster antipolitico non risponderà alle mie sollecitazioni politiche, più parlo e più
mi odiano.
Il problema della comunicazione è rimobilitare le tue audience di riferimento. Se
quell’atteggiamento di disponibilità a non c’è…io non lo convinco. Il senso di
microtargettizare la comunicazione oggi (es. Amazon che ci consigli libri da leggere
sulla base di quelli che abbiamo comprato = profilazione, microtargetizzazione.
Più io sono in grado di arrivare in modo preciso alla persone disposte ad ascoltarmi più
è probabile che io riesco, il limite della comunicazione di massa aveva era questo lo
spreco, buttavo via un sacco di soldi per prender el’attenzioni di poche persone in
proporsione.
La comunicazione digitale permette di microtargettizare e quindi di comunicare a
persone più probabilmente interessate alla mia comunicazione, e il cluster è quel
gruppo di soggetti che in teoria dovrebbero avere una risposta alla sollecitazione
positiva perché sono simili (si tratta di gruppi omogenei).
Ad esmepio : sono grandi consumatori di Cocacola perché hanno messo like 100 volte,
condividono le proposte di fare video ecc e quindi più probabilmente disposto ad essere
sollecitato dalla mia comunicazione, nella quale gli ricordo che se ha sete “la Coca cola
esiste”.
Siamo nel campo degli atteggiamenti non dell’induzione di comportamenti. I
comportamenti così posso condizionarli, non assolutamente determinarli! La
decisione di acquisto o di voto è un momento nella vita di un soggetto che dipende da n.
variabili sociali (anche per il tempo meteorologico ecc) per cui non si può ricondurre ad
una sola variabile.
Non è l’atto comunicativo sia di voto o d’acquisto)
che fa il comportamento (che
più ci si avvicina ad una comunicazione di tipo digitale fondata su queste
caratteristiche e più si immagina che sia probabile/possibile incidere sul
trasformare l’atteggiamento
comportamento per cercare di in comportamento.
Poiché se io so che questi soggetti sono interessati a questo argomento allora posso
pensare che delle sollecitazioni possano essere utili a far sì che quel quel desiderio
diventi poi 80 cent di Cocacola.
Non vi è determinismo in questo!. Si passa così da un paradigma di comunicazione
di massa ad un paradigma di comunicazione digitale in cui è il soggetto singolo
l’oggetto di attenzione ( la singola persona con i propri interessi, disponibilità).
L’individuo riviene messo al centro di tutto. La comunicazione di massa perde
potenzialità.
Studiare la differenza che c’è tra effetti mediali di rafforzamento e di conversione
anni 30 40 50 e in avanti dicono che l’effetto di conversione è
Tutti gli studi degli
residuale, il grosso degli effetti di comunicazione è sempre di riattivazione delle
opinioni preesistenti e delle predisposizioni preesistenti (latenti).
Rafforzamento: degli atteggiamenti preesistenti evidenti o latenti
Conversione: è la persuasione, cambiare il proprio atteggiamento
Con i media di possono rafforzare gli atteggiamenti preesistenti ma l’effetto di
conversione è residuale. (Effetto di conversione disponibile nella misura del 6/8%)
Non è questione di convincere, non sono i media o strumento con cui puoi
probabilmente ottenere questo tipo di effetto.
La difficoltà di ottenere effetti di conversione è legata al fatto che i comportamenti
sono legati alla propria cultura personale, al proprio vissuto hanno una
dimensione valoriale.
Quello che si fa è rafforzare le predisposizioni esistenti (latenti) la comunicazione è una
grande capacità di rinforzo, la comunicazione si aggancia a quegli atteggiamenti
esistenti in probabilità di comportamenti.
Le predisposizione ci sono come agisco io per rinforzare, e il comunicatore come deve
agire? più lo strumento è complesso e più è difficile, ma la comunicazione è sempre in
divenire è sempre difficile.
Il punto di partenza di tutte le nostre riflessioni sono e persone, si parte da qua per
studiare la comunicazione, non si parte dai media non si parte dalla produzione ma dal
consumo, analizzare il consumo (analisi di scenario) consente di costruire una
comunicazione. Il primo punto è sapere con chi devi parlare (le persone), non si deve
partire dai mezzi.
La qualità dei comunicatore è il partire dal target di riferimento conoscendo il
profilo delle persone = questo è il lato strategico.
Il problema è che la strategia che non è la tattica: la prima ha bisogno di processi di
lungo periodo, significa studiare i dati vuole strumenti, intelligenza e know how, ci
vuole; la tattica è una cosa a di breve durata.
I 3 concetti fondamentali:
- il concetto di ibridazione da non contrapporre ma da differenziare dal concetto di
convergenza : convergenza mediale e tecnologica (Jenkins)
Convergenza e ibridazione si somigliano, i due termini non sono sovrapponibili, non
sono affatto la stessa cosa.
Nello scatolone digitale convergono: i media tradizionali
definisce per primo cos’è
Il concetto di convergenza: 1983 De Sola Pool la convergenza
(tecnologica); che la tecnologia consenta oggi di utilizzare radio e televisione
all’interno di un solo device, anziché doverne utilizzare due, questo è
CONVERGENZA.
Ibridazione : momento in cui questa cosa accade e le vecchie logiche la contatto con
nuove logiche generano 3 logiche
Ecco perché c’è stato il superamento del concetto di convergenza da parte di quello di
formati e linguaggi all’interno di
ibridazione perché oltre a esserci una confluenza di
singoli device, il concetto di ibridazione prende in considerazione le conseguenze di ciò.
Jenkins nel 2006 fa uscire il concetto di Cultura convergente e il merito è quello di
avere ri-attualizzato il concetto di convergenza, uscendo dalla sola dimensione
tecnologica, Jenkins dice “se c’è una c
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