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Sistemi informativi aziendali (appunti e schemi) Appunti scolastici Premium

Appunti di sistemi informativi aziendali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cantino dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Economia, del Corso di laurea magistrale in business administration. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sistemi informativi aziendali docente Prof. V. Cantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’impresa vive attraverso una serie continua di scambi con l’ambiente circostante, per cui è

fondamentale per l’impresa scambiare continuamente informazioni nei confronti dell’ambiente

esterno e dei diversi soggetti.

Le info che l’impresa comunica e scambia con l’esterno possono essere classificate in:

 

operative riguardano le informazioni relative allo svolgimento di una determinata

operazione tra l’impresa ed un preciso stakeholders

 

di indirizzo riguardano le informazioni relative a politiche del management

 riguardano le comunicazione dell’impresa nei confronti di tutti gli

istituzionali

stakeholders aziendali –

3) IL SISTEMA INFORMATIVO PROFILO ORGANIZZATIVO

L’impresa è:

 un insieme di elementi interrelati e coordinati per il raggiungimento di un determinato

punto di vista dell’approccio organizzativo)

obiettivo (

 un complesso unitario, in cui tutti gli elementi vengono coordinati per lo svolgimento di

un’attività economica

 un sistema, ed in quanto tale è dotato della caratteristica dell’ = dell’unità nella

UNITARIETÀ

molteplicità

 un sistema dinamico

L’impresa ha la caratteristica della scindibilità = cioè la suddivisione in sotto

insiemi via via meno complessi.

Tali sotto-insiemi, in quanto parti di un complesso unitario, sono dotati di

un’autonomia relativa

Le modalità di analisi dell’impresa sono diverse in base al punto di osservazione:

  significa analizzare l’impresa nel suo complesso e le relazioni che

punto di vista Esogeno

mantiene con l’ambiente esterno; per cui l’impresa è inserito all’interno dell’ampio sistema-

ambiente ed è essa stessa un sub-sistema

  significa analizzare l’impresa al suo interno scorporandola in

punto di vista Endogeno

sub-sistemi

La collocazione del Sistema Informativo Aziendale dipende

dalle modalità di approccio endogeno che si seguono.

 assume un ruolo diverso in base a come il

IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE

sistema impresa nel complesso viene analizzato:

a) per aree funzionali

b) per processi o combinazione di processi

c) nelle relazioni tra aree funzionali e processi

L’ANALISI per AREE FUNZIONALI

a)  sulle funzioni/aree funzionali = sull’insieme di operazioni di gestione attraverso le

è basata

quali il sistema impresa realizza il proprio scopo

 in un approccio sistematico di tipo funzionale si fa riferimento al management come

all’attività amministrativa

 i singoli obiettivi funzionali sono tra di loro coordinati al fine di poter raggiungere

l’obiettivo finale del sistema impresa

 i sotto-insieme che di solito vengono individuati sono:

 R&S

 Marketing

 Produzione e Logistica

 Finanza

 Organizzazione del personale

 Pianificazione strategica, Amministrazione e Controllo

 Sistema Informativo

 L’AREA FUNZIONALE SISTEMA INFORMATIVO

 

è un’area funzionale integrativa, trasversale a tutte le aree funzionali essa è a

supporto di tutte le altre aree funzionali

 costituisce la connessione indispensabile per le relazioni tra le diverse aree

funzionali, tra il sistema aziendale e l’ambiente esterno

 quest’area deve essere in grado di raccogliere i dati provenienti dalle aree funzionali,

elaborare i dati stessi e produrre info necessarie per permettere ai responsabilità delle

aree funzionali di prendere le decisioni richieste dall’attività aziendale

L’ANALISI PER PROCESSI

b)  approccio che consiste nello scomporre l’impresa in sotto-insiemi formati da processi e

combinazioni di processi

 processi = insieme di attività aventi un obiettivo comune

 = rappresentano l’insieme di più processi tra loro coordinati

combinazione di processi

 il contenuto e l’ampiezza dei processi dipendono dal tipo di obiettivo comune che si

individua in un processo

 Con l’analisi per sotto-insieme il sistema impresa viene scomposto in processi e

combinazione di processi viene quindi osservato in modo VERTICALE

 SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE

 Si identifica con il processo che supporta e gestisce

 

È possibile scomporlo in relazioni ai diversi processi aziendali da gestire viene

definito un preciso Sistema informativo per gestire il processo Ciclo Attivo, formato

dalle seguenti fasi:

L’ANALISI PER AREE FUNZIONALI E PER PROCESSI

c)  sono tra di loro complementari

 infatti i processi aziendali sono trasversali alle diverse aree funzionali

 

SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE è in grado di supportare le diverse aree

funzionali presenti nell’impresa, ma allo stesso tempo è anche a supporto ai diversi processi

aziendali che sono trasversali alle aree funzionali stesse

LE TIPOLOGIE DI SISTEMI INFORMATIVI:

 : a supporto delle altre aree funzionali

SISTEMI INFORMATIVI OPERATIVI  a supporto dei processi: SISTEMI LEGACY

 a supporto delle aree funzionali e dei processi:

SISTEMA INFORMATIVO INTEGRATO (ERP)

 : Executive Support Systems (ESS)

SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI  Decision Support Systems (DSS)

Dall’unione – –

dei profili di analisi cognitiva, gestionale ed organizzativa è possibile

identificare le tipologie dei sistemi informativi utilizzati dalle imprese.

Se ci poniamo tale domanda: “Qual è lo strumento necessario per produrre le informazioni di

cui necessita ogni soggetto/manager?” unisco quindi strumento e info che servono ed

ottengo le 2 principali tipologie di Sistemi Informativi: - Sistemi Operativi

- Sistemi Direzionali

OPERATIVO

SISTEMA INFORMATIVO

 Rappresenta un sotto-insieme del sistema informativo aziendale complessivo

  è quello di rilevare i dati che attengono alle attività primarie aziendali e di

OBIETTIVO

creare conoscenza alimentando la base di dati transazionale che viene gestita in modo

permanente dal sistema

 Esso supporta gli scambi informativi che vengono generati:

 all’interno di un qualunque processo operativo aziendale

 fra processi operativi di una stessa azienda

 fra processi operativi di aziende diverse

  

costituita da: Database in esso vengono memorizzati i diversi dati raccolti

STRUTTURA  Le attività da cui nascono le rilevazioni dei dati

 I volumi di operazioni da rilevare sono elevati, quindi i metodi sono tendenzialmente

standardizzati, ad elevato contenuto contenuto tecnico

 :

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 forniscono informazioni all’interno del sistema impresa in modo generale

 necessitano di procedure standard (in quanto gestiscono una notevole q.tà di dati)

 

comportano un elevato costo in caso di cambiamento questo perché ogni

cambiamento procedurale comporta molteplici modifiche nel sistema

 generano la necessità di numerosi programmi applicativi specifici all’interno delle

aree gestionali

 

Si suddivide in: Sistema info operativo a supporto delle aree funzionali

 Sistema info operativo per processi

 Sistema Info Operativo A SUPPROTO DELLE AREE FUNZIONALI

 

sono i sistemi più vecchi e più semplici si occupano di una sola area/settore

  la gestione di info quantitativamente rilevanti con cicli di registrazione

OBIETTIVO

giornaliera dei dati (Es. Contabilità generale, Sistema delle paghe)

 ARCHITETTURA:

ogni singolo applicativo rileva le operazioni che vengono salvati nei loro rispetti data

base/archivio ogni applicativo ha un suo determinato database

 Tra data base non si “parlano”, quindi si ragiona verticalmente e non si ha nessun

collegamento traversale massima affidabilità, zero efficienza

 

Questo sistema può causare delle discordanze e ripetizioni di dati portate dal fatto che tra

data base non si “parlano”

 LIMITI:

 difficoltà di riconciliazione dei dati, causando elevate perdite di tempo

 poco efficienti

 ripetizione dei dati

 per chi deve prendere decisioni le info sono pessime (perché arrivano tardi)

 :

CARATTERISTICHE

 dati dettaglianti

 procedure standard

 elevati costi di cambiamento (non solo economico, ma anche organizzativo)

 settorialità

 TIPOLOGIE:

 Sistema info per la R&S

 Sistema info per il Marketing

 Sistema info per la Produzione e Logistica

 Sistema info per la Finanza

 Sistema info per l’Organizzazione del personale

 Sistema info per l’Amministrazione e Controllo

 Sistema Info Operativo PER PROCESSI:

Tali sistemi sono in grado di analizzare trasversalmente i principali processi aziendali.

Si dividono in Sistemi Legacy

 Sistemi Integrati/ERP

DIFFERENZA TRA I 2 SISTEMI:

Sistemi Legacy non sono nati per gestire i processi, ma si trovano a far ciò per evoluzioni

successive; mentre gli ERP sono nascono nativi per gestire i processi

 SISTEMI LEGACY = interfacciato

 

Sistemi interfacciati perché nascono per ragionare in modo verticale, ma con

l’evoluzione tecnologica si sono introdotti i collegamenti/comunicazioni automatici tra i

database, eliminando l’intervento manuale.

 questi sistemi legacy non sono nati per gestire i processi operativi trasversali alle aree

funzionali, ma lo sono diventati per dare supporto a tali processi.

(da sistemi funzionali diventano sistemi interfacciati)

Esempio Come sono nati i sistemi Legacy?

Il magazzino è sotto l’area della produzione e logistica.

L’area di amministrazione e controllo per redigere il bilancio necessita di sapere il valore del magazzino.

In un piccola impresa può chiamare direttamente il magazziniere/responsabile del magazzino per saperlo;

mentre in un impresa di grande dimensioni ciò è più complicato.

Quindi per sapere questo valore si collegano periodicamente ed in modo automatico i 2 sistemi, copiano i

dati dal sistema magazzino al sistema contabilità.

Si ha quindi un passaggio dai sistemi funzionali (che riguardano solo il loro ambito) a sistemi che

gestioscono un processo (trasversali a più aree funzionali), questi ultimi detti sistemi legacy.

 DIFFERENZA TRA SISTEMA PER AREE FUNZIONALI E SISTEMA LECAGY:

quelli Legacy non devo riconciliare i dati, perché vengono copiati in automatico

 Copiare dati da un data base all’altro non risolve il problema della ripetizione dei dati

 PROBLEMATICHE:

 Ridondanza/Ripetizione dei dati

 data base non aggiornati in tempo reale

(la copiatura/aggiornamento dei dati avviene di notte oppure nei weekend quindi

non si ha un allineamento dei dati puntuale, ma a periodi)

 spesso essendoci troppi applicativi che comunicano tra loro la cosiddetta mappa

di sistemi informativi diventa delirante (come una macchia, un alveare)

Modello Legacy Modello Legacy

più vecchio più moderno

 –

SISTEMI INTEGRATI ERP = Enterprise Resource Planning

 DEFINIZIONI:

1) è uno strumento di erborazione, coordinamento ed integrazione dei flussi informativi

generati e/o utilizzati dalle diverse funzioni aziendali che sviluppano il processo

gestionale all’interno di un unico modello di controllo

= cioè l’ERP è un sistema che gestisce tutti i flussi/fasi del processo,

potendo vedere tutti i dettagli di ogni fase (verticalmente) oppure andare

direttamente dall’inizio alla fine (orizzontalmente).

Quindi questo sistema può avere: Visione complessiva di un processo

 Visione di ogni fase del processo

2) gli ERP sono soluzioni applicative = sono software concepite in modo da

su base aziendale l’insieme dei processi operativi ed amministrativi ed allo

integrare

stesso tempo le diverse aree funzionali attraverso i diversi moduli a presidio di ogni

area funzionale

3) gli ERP rappresentano le più recenti soluzioni globali di pacchetti software

applicativi, finalizzati ad integrare tutte le principali funzioni aziendali

 

Parola Chiave = gestione dei dati in modo univoco

INTEGRAZIONE

 le informazioni sono decentrate

 la realizzazione di questi sistemi permette una completa integrazione tra attività

caratterizzanti i processi interni all’impresa e le componenti esterne alla stessa

 CARATTERISTICHE:

 = gli ERP si basano sull’infrastruttura tecnologica

Architettura tecnologica

CLIENT-SERVER, che consente di realizzare una gestione distribuita dei

processi di elaborazione delle informazioni. Il carico di lavoro connesso alle

diverse operazioni svolte dal sistema nel suo complesso si presenta suddiviso tra

il Server ed uno o più Client (personal computer).

Le elaborazione dei dati sono decentrati, mentre la gestione dei dati da parte delle

diverse unità organizzative è centralizzata.

 Integrazione informatica = si intende la standardizzazione delle modalità di

definizione dei dati e di armonizzazione della loro struttura e del loro contenuto,

ottenuta attraverso uno schema concettuale comune, trasversale ed accettato da

tutte le sorgenti. Pone rimedio al problema di frammentazione dei dati.

 Modularità dell’applicazione = gli ERP sono composti da sotto-insiemi

applicativi, ognuno dei quali è posto a presidio di aree funzionali operative

specifiche.

Ogni modulo gestisce funzionalità autonome.

La caratteristica della modularità fa aumentare le potenzialità di innovazione del

sistema ed assicura ampi gradi di libertà in sede di implementazione operativa, in

quanto consente di scegliere le funzionalità da introdurre.

I principali moduli sono: - FI = financial accounting

- CO = controllino

- PP = production planning

- MM = material management

- QM = quality management

- SD = sales and distribution

- HR = human resources management

- TR = treasury

- AM = assets management

 = consiste nella possibilità lasciata all’utente finale

Configurabilità del sistema

di definire le caratteristiche funzionali dei moduli attivati in base alla struttura dei

processi operativi dell’azienda. 

Il sistema operante con l’attività di configurazione = CUSTOMIZING

consiste nella definizione delle regole che devono indirizzare e regolare i flussi

informativi al suo interno e fornire il vocabolario per rendere operante il

linguaggio in esso incorporato.

 BENEFICI:

 Forte integrazione = eliminazione della ridondanza dei dati; non si ha bisogno

di fare controlli sulla quadratura dei dati in quanto essi sono univoci

 Ricchezza di funzionalità le applicazioni sono state sviluppate con riferimento

=

a pratiche e comportamenti operativi consolidati

 Orientamento al processo un software ERP è progettato con focalizzazione

=

sull’intero processo (non gestisce le singole funzioni ma i processi trasversali alle

aree funzionali)

 Visione unitaria delle attività operative tutte le applicazioni operano con la

=

stessa base eliminando la possibilità di duplicare i dati fornendo reporting ed

analisi coerenti per tutte le attività operative

 :

LIMITI E RISCHI

 Rigidità

 Adattamento dell’ERP ai processi dell’azienda anziché BPR

 Costi di investimento elevati

 Cambiamento di mentalità

 Utenti

 ecc…

Ecc

 N.B: se un dato inizialmente viene rilevato male, il dato sarà sbagliato per tutto il

processo ed aree all’interno dell’azienda! DIREZIONALE

SISTEMA INFORMATIVO

 Poggia su base dati forniti dal sistema operativo

 il suo ruolo è quello di produrre, elaborare dati e produrre informazioni per il middle e top

management; quindi tipicamente in questi due settori (middle e top management) serve che

questi sistemi producano report (documenti di sintesi) per prendere decisioni tattico e

strategiche.

 REPORT DIREZIONALI:

considerano più dimensioni, cioè sono report multi-dimensionali

(anche tutti gli altri sistemi informativi elaborano report, ma sono tutti Piatti)

 la produzione di report per i diversi livelli gestionali

OBIETTIVO:

La flessibilità dei sistemi direzionali sta nel fatto che ovunque siano i dati operativi loro

sono in grado di andarli a raccogliere (potrebbe raccogliere dati dai sistemi operativi

funzionali, da excel, dai sistemi legacy, dai sistemi ERP)

 

I Sistemi direzionali si suddividono in: Decision Support Systems (DSS)

 Executive Support Systems (ESS)

 STRUTTURA suddivisa in 5 livelli:

 –

LIVELLO 0 banche-dati transazionali

È il livello dei sistemi informativi operativi.

Esso con la sua base dati è la principale fonte di informazioni per il sistema

direzionale può essere: - Unica (se si utilizza un sistema info integrato)

- Molteplice (se si utilizza un sistema info tradizionale).

Più il livello 0 è stabile ed affidabile, più tutto ciò che viene dopo viene fatto in

tempi più brevi ed è più efficace.

Una caratteristica che sottolinea la flessibilità dei sistemi direzionali è che essi

accolgono dati anche da fonti/data base esterne che vanno ad integrare la base dati

arrivano dall’esterno).

operativa (nei sistemi operativi non ci sono dati che

 –

LIVELLO 1 estrazione dei dati operativi e pulizia degli stessi ai fini direzionali

È costituito da processi che svolgono il ciclo di estrazione del dato operativo,

trasformazione del medesimo al fine della produzione delle informazioni direzionali

e caricamento delle info così trasformate negli appositi archivi informativi.

 La difficoltà principale dei Direzionali è la scelta del livello giusto di dati che

serve, in base all’obiettivo che si vuole raggiungere.

L’estrazione dei dati può essere: ▪ statica = estrazione di tutti i dati dai sistemi alimentati

▪ dinamica = i dati sono aggregati per differenza

 –

LIVELLO 2 trasformazione, memorizzazione ed organizzazione dei dati nelle

apposite strutture direzionali

I dati precedentemente raccolti, trasformati ed elaborati (livelli 0 e 1), andranno ad

alimentare il Data WareHouse*.

Questo livello è costituito da processi di trasformazione, memorizzazione ed

organizzazione delle info direzionali in una struttura utile per poi effettuare le analisi

necessarie. = base dati direzionale (magazzino di dati)

DATA WAREHOUSE*

informatico contenente i dati dell’azienda;

È un archivio in esso vengono elaborati

dati (non salvati). È un magazzino di dati su cui si vanno a redigere i report; in esso i

dati sono ordinati. All’interno di essi si hanno i DataMart.

= sono i dati suddivisi per aree tematiche; la somma di essi da il Data

DATA MART*

Warehouse

N.B

: nel database operativo si salvano i dati; mentre nel data warehouse elaboro dati

per creare report.

 –

LIVELLO 3 analisi e presentazione delle informazioni

È costituito da processi di analisi, elaborazione e presentazione delle info da parte

dei singoli utenti aziendali.

In questo livello si redigono i report.

Fanno parte di questo livello 2 processi:

▪ di attraverso tale processo (es. tecnologie OLAP*) si effettuano

CALCOLO

sui dati contenuti nelle basi dati direzionali le elaborazioni desiderate, spesso

consistenti in analisi multidimensionali di uno stesso indicatore sulla base delle

quali si possono poi effettuare opportune previsioni e simulazioni di supporto ai

manager.

In questo livello si inserisco gli strumenti di BUSINESS INTELLIGENCE

= è una tecnologia che serve per elaborare i dati e giungere all’elaborazione dei

report; permette di produrre in tempo reale informazioni per il supporto di

attività di controllo e decisionale dei diversi livelli di managers.

▪ di attraverso esso le informazioni vengono

PRESENTAZIONE DELLE INFO

presentate all’utente nella forma desiderata

OLAP* = On Line Analycal Processing: rappresentano dei sistemi che offrono un

insieme di funzionalità specifiche per il trattamento dei dati direzionali, come i motori

di calcolo, le interfacce di presentazione dei dati ed i sistemi di reporting.

 –

LIVELLO 4 accesso alle informazioni prodotte

È costituito da processi di accesso alle funzionalità del livello 3 attraverso strumenti

quali internet, intranet ed altri canali elettronici.

l’obiettivo è quello di permettere l’accesso da parte dei manager per analisi in tempo

reale attraverso strumenti rapidi nella consultazione

IL DATA WAREHOUSE = base dati direzionale

Caratteristiche:

 Il data warehouse sta ai sistemi direzionali come il data base sta ai sistemi operativi

 utilizzata per il SUPPORTO ALLE DECISIONI DIREZIONALI

  non c’è più la

(non dipartimentale) = visione più ampia

BASE DATI INTEGRATA

divisione per aree funzionali, ma solo per aree tematiche, le quali abbracciano più aree

funzionali.

N.B: che sia sistema operativo, legacy o ERP, tutti i dati che vengono rilevati o le

transazioni che vengono effettuate sono tutte riconducibili sempre ad un area funzionale.

 (e non alle applicazioni) il data warehouse è costruito attorno alle

ORIENTATA AI DATI

principali entità del patrimonio informativo aziendale.

(mentre il data base è costruito a supporto dei singoli processi operativi)

  Visione più ampia in termini temporali; è di interesse l’evoluzione storica

DATI STORICI

delle informazioni (mentre nel data base è di interesse l’ordine di pochi mesi; per questo

viene fatto un aggiornamento continuo)

 DATI AGGREGATI

 

È tipicamente una dati aggiornati periodicamente, non in tempo

BASE DATI OFFLINE

reale (mentre nel data base la base dati è aggiornata giornalmente)

Nel data warehouse le operazioni possono essere: - di accesso ed interrogazione

- di caricamento ed aggiornamento

  data base e data warehouse devono essere sempre separati

BASE DATI SEPARATA

  dell’intero data warehouse;

DATA MART è un sottoinsieme logico è la restrizione del

Data Warehouse ad un singolo tema (Data Warehouse = ∑ Data mart)

Rappresentazione dei Dati nel DATA WAREHOUSE RAPPRESENTAZIONE

MULTI-DIMENSIONALE

Lo scopo dei sistemi direzionali è quello di costruire/redigere report, i quali vengono sviluppati su

più dimensioni, in quanto l’organizzazione del data warehouse è multidimensionale.

Per poter effettuare questa rappresentazione multi divisionale dei dati, occorrono 3 elementi:

 concetto sul quale centrare l’analisi

FATTO:

 MISURA: proprietà atomica di un fatto da analizzare

 prospettiva lungo la quale si effettua l’analisi

DIMENSIONE:

 GENERAZIONE DI CUBI

CUBI:

 utilizzati per rappresentazione multidimensionale dei dati

 l’obiettivo del data warehouse (ed in generale dei sistemi direzionali) è creare questi cubi, i

quali hanno più dimensioni/ facce

 i software direzionali hanno la possibilità di far vedere questi cubi sotto diverse prospettive

 il cubo può essere smontato in modo da avere le informazioni in base alle proprie necessità

 i cubi permettono di fare report multi dimensionali che si possono analizzare sotto diverse

prospettiva (cosa che i database operativi non sono in grado)

 tali cubi permettono una flessibilità molto elevata nella creazione di report.

 è possibile vedere le vendite per prodotto e mercato tutto insieme, per poi poter vedere le

vendite del singolo negozio, della città, della provincia o della regione; per il prodotto posso

vedere e suddividere per categoria e marca; per il tempo posso andare dall’anno al giorno

preciso.

 Posso creare un report delle vendite, per regione, del prodotto, per marca, per trimestre

 tutto ciò con un lavoro immediato.

se mi accorgo che nel mio negozio di Torino una categoria di prodotti nell’ultimo

(ESEMPIO:

trimestre non è stata venduta, il responsabile commerciale deciderà di fare gli sconti, che non

verranno fatti nelle altre Regioni perché lì le vendite sono andate bene. Non è necessario creare un

nuovo report, ma basta cambiare vista, in questo caso Provincia ed ho le informazioni necessarie.)

Esempi di possibili analisi dei cubi:

1) Il manager regionale vuole sapere la vendita dei prodotti

in tutti i periodi nei suoi mercati

2) Al manager di prodotto interessa sapere la vendita di un

prodotto in tutti i periodi ed in tutti i mercati

3) Al manager finanziario interessa sapere la vendita dei

prodotti in tutti i mercati in base al periodo corrente e quello

precedente.

4) Al manager strategico interessa una categoria di prodotti,

una area regionale ed un orizzonte temporale medio

Strumenti di Analisi del DataWarehouse 2 alternative:

 Analisi multidimensionali con OLAP

 Strumenti di Analisi di BUSINESS INTELLIGENCE

 –

VS

OLAP OLTP Differenze:

SISTEMI OPERATIVI SISTEMI DIREZIONALI

OLTP OLAP

(=Online Transaction Processing) (=Online Analytical Processing)

è colui che non prende decisioni, ma è colui che prende decisioni

immette i dati (l’impiegato nella (ci troviamo nella parte medio-alta

UTENTE contabilità, magazziniere); della piramide = middle e top

management)

rilevare tutti i giorni i dati che supportare le decisioni del

FUNZIONE provengono dai processi operativi; management

devono essere orientati ai processi ed ai dati che si vogliono fare

PROGETTAZIONE applicazioni emergere

per arrivare ad una

funzione/obiettivo - correnti - storici

- aggiornati - aggregati

- dettagliati - multidimensionali

DATI - relazionali - eterogenei

- omogenei

giornaliero, ripetitivo casuale

UTILIZZO

ACCESSO lettura dei dati, scrittura, salvataggio lettura dei dati

transazioni brevi transazioni complicate

UNITà DI LAVORO decine Milioni

RECORD ACCESSO

N° UTENTI migliaia Centinaia

– –

DIMENSIONE 100 MB 1GB 100GB 1TB

N.B:

 nel direzionale il dato può anche essere ripetuto, l’importante è ottenere un report

velocemente, affidabile ed efficacie

 l’obiettivo del database operativo è quello di non avere una ridondanza dei dati, in quanto

il dato deve essere affidabile ed univoco

 Strumenti di BUSINESS INTELLIGENCE

sono strumenti che aiutano i manager a sfruttura le base dati direzionali (DataWarehouse) e la

tecnologia OLAP per realizzare analisi.

 “BUILD” = consentono all’impresa di costruire software personalizzati,

Ci sono 2 tipi: Soluzioni

al fine di ottenere analisi su misura in base alla propria azienda

 “BUY”=

Soluzioni software pre-packaged che offrono analisi ed elaborazione standard

Approccio alternativo all’analisi multidimensionale per estrarre informazioni di supporto alle

 DATA MINING

decisioni da un Data WareHouse

 di tecniche

è l’insieme per ricercare ed estrapolare il significato di informazioni nascoste

un’insieme di dati;

(comportamenti) da spesso applicate con dati destrutturati

 in esso è presente il BIG DATE

(ESEMPIO: I bigdate vengono utilizzati durante le elezioni del presidente USA, in cui icandidati per

cercare di orientare i voti fanno uso di migliaia di analisi di BigDate; attraverso queste analisi si può

capire che cosa vogliono i votanti, ad esempio in base a cosa scrivono sui social, e che cosa si può

fare per influenzare i voti in caso in cui siano indecisi. Queste analisi di BigDate vengono fatte

con il Data Mining)

 Si suddivide in mining:

 descrittivo = vengono estratte informazioni che descrivono le proprietà generali dei dati

 predittivo = in grado di determinare regole generali e creare modelli da utilizzare per

la predisposizione di tendenze nel futuro

 Problematiche:

 

Associazioni individuare regolarità in un insieme di transazioni anonime

 

Pattern sequenziali individuare regolarità in un insieme di transazioni non

anonime, nel corso di un periodo temporale

 

Classificazione catalogare un fenomeno in una classe predefinita sulla base di

fenomeni già catalogati

DSS - DECISION SUPPORT SYSTEMS

Sistema informativo direzionale:

 è un Sistema direzionale che partendo dai sistemi operativi produce report (di solito su Excel)

 si basa sul data warehouse.

 Si dividono in:

 Model-oriented

- sono impostati su modelli logici delle relazioni causa-effetto tra variabili

indipendenti e dipendenti che rappresentano un fenomeno quantitativo aziendale;

- solitamente sono indipendenti al sistema informativo aziendali;

 Data-orented

- sono basati su modelli di analisi dei dati estratti da archivi e database più o meno

strutturati finalizzati ala produzione di report;

- si basano su dati

pre- esistenti rilevati

dai sistemi info

aziendali

ESS - EXECUTIVE SUPPRT SYSTEMS

Sistema informativo direzionale:

(a differenza dei sistemi DSS nei queli i report sono presentanti su Excel, nei sistemi ESS viene

curata molto la grafica e la presentazione, e non viene usato Excel)

 pochi indicatori e sintetici

 relativi all’andamento complessivo dell’impresa

indicatori

(ma se necessario devono saper andare nei dettagli)

 scelta degli indicatori (da 4 a 7 crica) che messi insieme sintetizzano l’andamento

dell’impresa e tra loro sono coordinati questa è proprio la difficoltà principale della

costruzione dei report attraverso ESS

 servono per: Cruscotti aziendali/Tableau de bord/Balance scorecard

 anchs’essi si appoggiano sul Data Warehouse

 per arrivare all’ESS parto dai data base operativi, devo avere il Data Warehouse e poi li

presento in modo diverso

 difficilmente sono presentanti in Excel

IL SISTEMA INFORMATIVOAZIENDALE PER LA COMUNICAZIONE

ECONOMICO-FINANZIARIA

 produzione del bilancio d’esercizio o consolidato.

Comunicazione economico-finanziarie

Il sotto-sistema informativo che si occupa della produzione delle informazioni per questo tipo di

comunicazione è: IL SISTEMA AMMINISTRATIVO-CONTABILE

 è lo strumento informativo a supporto dell’area funzionale amministrazione e controllo

oppure a supporto della funzione amministrativa

 SERVE A:

 supportare le attività operative di contabilità ed amministrazione

 produrre informazioni di sintesi per attività direzionali (Es. controllo dello stato

della contabilità; decisioni di gestione …)

 (Es. per Bilancio d’esercizio)

produrre informazioni istituzionali per soggetti esterni

 si basa sulle regole di contabilità e l’approccio gestionale utilizzato dall’azienda

 i dati utilizzati come input possono essere di tipo:

  Esterni (fatture; note di pagamento; ecc…)

Contabile  Interni (carico e scarico magazzino)

 Non Contabile (budget; volumi vendita; ecc…)

 TIPOLOGIE:

 sistema info operativo a supporto dell’area di Amm e Controllo *

 sistema info direzionale o DSS a supporto del middle management **

 sistema info direzionale o ESS a supporto dell’alta direzione ***

SISTEMA AMMINISTRATIVO CONTABILE OPERATIVO

(SISTEMA INFORMATIVO OPERATIVO)

 esso rileva l’insieme dei dati che si generano dalle transizioni operative poste in essere

dall’azienda sia verso l’esterno sia verso l’interno

 di acquisire i dati al fine della produzione dei seguenti flussi informativi di

OBIETTIVO

natura contabile:

 Flussi comuni alla contabilità generale e gestionale

 Flussi solo di natura civilistica

 Flussi solo di natura gestionale

 COMPONENTI:

 IL PIANO DEI CONTI

- definisce lo schema di classificazione ed elaborazione dei diversi fatti amm. aziendali.

definisce i conti usati dall’azienda esplicitandone le caratteristiche e la denominazione

- la sua struttura è a discrezione dell’azienda

-

- ad ogni conto presente in questo piano viene e associato un codice numero che definisce le

caratteristiche dello stesso

- la codifica di ogni singolo conto si sviluppa su + livelli gerarchici: Tipo di conto; Conto o

Mastro; Sottoconto

 I LIBRI CONTABILI (Ledger)

- consento di registrare i dati relativi ai singoli eventi oggetto di rilevazione contabile

 LE REGOLE DI GESTIONE DEI FLUSSI INFORMATIVI AMMINISTRATIVI

- derivano dalla definizione dei trattamenti contabili usati che delineano le modalità di

rilevazione delle info per ciascun ledger e per general ledger di riferimento

GRUPPI AZIENDALI

SISTEMA AMMINISTRATIVO CONTABILE dei

 è il sistema info utilizzato dai gruppi di imprese per la produzione di reportistica interne ed esterna

 :

È COMPOSTO DA

 l’obiettivo di rilevare i diversi fatti di gestione, allo

sistema amm. OPERATIVO:ha

scopo di redigere il bilancio d’esercizio o per il controllo di gestione

 sistema amm. DIREZIONALE: si occupa della reportistica (contabile ed extracontabile)

necessaria al management per il controllo di gestione

 è formato dall’insieme dei sistemi amministrativo contabili delle società appartenenti al gruppo

 Strutturalmente ci sono :

2 ELEMENTI

 le imprese possono avere piani di conti diversi in base all’attività

PIANO dei CONTI

svolta, oppure avere un piano dei conti comune

 MODALITA’ di CONSALIDAMENTO dei DATI  definizione delle modalità con cui

vengono aggregati i dati a livello di gruppo

Ogni azienda che compone il gruppo può utilizzare sistemi informativi diversi; quindi di

conseguenza il consolidamento può avvenire:

1) Predisponendo dei prospetti contabili di sintesi delle singole società, consolidando

successivamente i dati con un processo non automatico

Integrando automaticamente i dati delle diverse società facendo “dialogare” gli

2) archivi contabili (delle singole società)

 Dal 2005 sono stati introdotti i PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IAS/IFRS)

Quindi nel redigere il bilancio

consolidato le società devono

attenersi a tali principi (e non più ai

principi contabili nazionali).

Tale introduzione porta alla modifica

delle regole di funzionamento della

contabilità generale e di conseguenza

anche del sistema amministrativo

contabile; in quanto l’adozione dei

principi contabili internazionali ha

influenza sui diversi fatti

amministrativi che vengono rilevati

SOLUZIONI DI ADEGUAMENTO del SISTEMA AMM CONTABILE

ai PRINICPI CONTABILI INTERNAZIONALI

1) L’IMPATTO degli IAS/IFRS SUL SISTEMA AMMINISTRATIVO CONTABILE

L’introduzione di tali principi ha diversi impatti sia sulla contabilizzazione dei fatti amministrativi

sia sulla loro rappresentazione.

Le differenze di rilevazione, valutazione e rappresentazione dei fatti amministrativi, hanno un

impatto sugli strumenti che l’impresa utilizza per poter rilevare, valutare e rappresentare i dati di

bilancio. Per cui, queste differenze hanno un impatto sul:

 Sistema amm contabile operativo

 Sistema amm contabile direzionale

L’impatto degli IAS/IFRS sui sistemi anmm contabili è in base alla soluzione che l’impresa

N.B: decide di adottare per la redazione del Bilancio consolidato IAS/IFRS.

2) POSSBILI SCENARI PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO e

D’ESRCIZIO IAS/IFRS

BILANCIO

Le società hanno diverse opzioni per redigere, attraverso i proprio sistemi informativi, il Bilancio

d’esercizio e consolidato IAS/IFRS.

Opzione A)

Redazione del Bilancio d’esercizio secondo i principi Nazionali per le società appartenenti al

quest’ultimi

gruppo ed il successivo allineamento ai principi contabili Internazionali; e con dati la

Capogruppo procede alla redazione del Bilancio consolidato IAS/IFRS.

Tale opzione comporta:

 tenuta di scritture contabili in base a principi contabili nazionali per la redazione del

Bilancio d’esercizio (pubblicato secondo principi Local GAAP)

 adeguamento dei dati contabili ai principi internazionali per la redazione del bilancio

d’esercizio IAS/IFRS

 consolidamento dei dati provenienti dalle singole società già con principi IAS/IFRS per la

redazione del bilancio consolidato

Opzione B) d’esercizio

Redazione del bilancio e del bilancio consolidato secondo gli IAS/IFRS.

(totale passaggio ai principi contabili internaz. sia per le società del gruppo sia per la capogruppo)

Tale opzione implica l’adeguamento, da parte dell’impresa, di ogni singolo applicativo per la

redazione del bilancio d’esercizio IAS/IFRS.

Quindi sia la società capogruppo sia le società appartenenti al gruppo, redigono e pubblicato i propri

bilanci d’esercizio secondo i principi Internazionali le società abbandonano i principi locali!

Possibili soluzioni utilizzabili: conti paralleli

libri contabili paralleli

 società parallele

Opzione C)

Redazione del bilancio d’esercizio delle imprese del gruppo secondo principi Local GAAP e

redazione del bilancio consolidato in base IAS/IFRS.

N:B: le imprese del gruppo non adeguano in nessun modo i dati contabili ai principi Internaz.

Tale opzione implica che SOLO la società capogruppo adegua i sistemi contabili agli IAS/IFRS, la

quale deve: - adeguare i dati agli IAS/IRFS

- consolidare i dati adeguati

Se le società del gruppo non hanno adeguato i sistemi informativi ai principi contabili internazionali

occorre effettuare le seguenti operazioni:

estrazione dei dati dai diversi sistemi gestionali dell’impresa per la redazione del bil. Consolidato

-

- adeguamento dei valori Local GAAP ai valori previsti IAS

- redazione delle operazioni di consolidamento

- redazione del bilancio consolidato secondo gli IAS

PROGETTO DI IMPLEMENTAZIONE PER L’ADEGUAAMENTO DEL SISTEMA

-3)

AMMINISTRATIVO CONTABILE AGLI IAS/IFRS

L’introduzione dei principi internazionali porta ad una notevole modifica dell’assetto del sistema

amministrativo contabile Per questo motivo occorre definire un progetto di implementazione

degli IAS/IFRS in azienda.

FASI della “COSTRUZIONE” del PROGETTO:

1) DEFINIZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO

 se le competenze interne all’azienda non sono sufficienti, è necessario appoggiarsi a

società di consulenza esterne

 Le persone coinvolte appartengono alle seguenti aree: - funzione amm e controllo

- funzione sistemi informativi

- società di consulenza

- società di revisione

2) PIANIFICAZIONE PRELIMINARE

a) Start up e preparazione dei lavori = attività con cui occorre definire gli obiettivi del

progetto (cioè redazione bilancio consolidato IAS/IFRS) e definire la configurazione

contabile amministrativa dell’impresa e del gruppo post-progetto.

IAS/IFRS in modo da valutarne l’impatto

b) Gap analysis = devono essere verificati tutti gli

che avranno sulla rilevazione, valutazione e rappresentazione dei fatti amministrativi; così

facendo si mettono in evidenza quali modifiche devono essere attuate ai sistemi informativi

di gruppo in relazione alle diverse soluzioni.

c) Identificazione e definizione della soluzione = viene definita la soluzione tecnica più

idonea a raggiungere l’obiettivo e rispondere alle esigenze dell’impresa.

= attività che consiste nell’elaborazione e nella

d) Pianificazione degli interventi

formalizzazione di un documento (Master Plan di Progetto) nel quale è descritto come la

soluzione adottata è pianificata e realizzata all’interno della società o del gruppo.

3) REALIZZAZIONE E GO-LIVE

a) Start up e preparazione = momento di riallineamento in cui viene approfondito il piano

di lavoro e tutte le altre dimensioni progettuali, e viene dato un avvio formale ai lavori di

realizzazione.

b) Analisi di dettaglio e realizzazione degli interventi = in questa fase vengono fatte

analisi e verifiche di dettaglio a livello contabile, funzionale, organizzativo e di sistema, per

procedere alla realizzazione della soluzione individuata nella fase prima si tratta della

realizzazione di un nuovo sistema a supporto degli IAS/IFRS oppure una serie di modifiche

da apportare ai sistemi già esistenti.

= viene fatta una simulazione con riferimento all’esercizio precedente;

c) Simulazione

permettendo di lavorare su informazioni corrispondenti alla realtà aziendale/del gruppo ed

IAS/IFRS dell’esercizio precedente da

ottenere la predisposizione del bilancio secondo 

portare a confronto come richiesto dalla normativa nella simulazione viene effettivamente

testato il sistema = viene messo in funzione l’insieme delle componenti e strumenti per

d) Rilascio del sistema

la gestione del bilancio secondo gli IAS/IFRS (sia sotto il profilo informatico sia sotto il

profilo organizzativo e di processo)

ASSETTI PROPRIETARI delle imprese

(incidono molto sulla scelta del Modello di Governance)

Compagine Azionaria Caratteristiche

- coincidenza tra Vertice direttivo e Proprietà

- stabile - velocità del processo decisionale

IMPRESA - concertata in pochi soggetto/un soggetto - flessibilità organizzazione

PADRONALE - forte coinvolgimento del personale

- stabile - orientamento strategico a lungo termine

- articolata - elevata managerialità

- basso costo del capitale

Azionariato diviso in 2 parti: - processo decisionale complesso

IMPRESA  Nucleo stabile = azionisti che hanno una quota

CONSOCIATIVA rilevante del capitale

 Parte rimanente = dispersa tra piccoli e vari

azionisti; quota di capitale disponibile sul mercato - Basso grado di identificazione tra Azionista ed Impresa

- articolato - capitale diviso tra diversi azionisti eterogenei con un elevatissima velocità

- variabile di circolazione delle azioni

- richiesta di un mercato borsistico efficienti

PUBBLIC (quindi presente nei mercati finanziari + sviluppati)

COMPANY - richiesta di management con elevate doti professionali

- concepita per essere un impresa senza padroni

- fondamentale importanza la trasparenza finanziaria Commenti:

CONTROLLO Commenti: RUOLO del

GESTIONE della CONTROLLO DEI

SULL’AMM ASSEMBLEA DEI

ORGANI CONTROLLO

SOCIETA’ CONTI SOCI

(controllo di gestione) CONTABILE

  nomina sia il CdA sia

ad un organo esterno:

CONSIGLIO DI AMM. il Collegio Sindacale

oppure AMMIN. UNICO 

TRADIZIONALE se quotata:

Società Revisione iscritta

MODELLO COLLEGIO all’albo

Amministratore

SINDACALE Revisore o Società di

Unico o Consiglio di Collegio Sindacale  se non quotata:

Revisione

Amministrazione Società Revisione, Revisore

Contabile, Collegio

Sindacale

  nomina il CdA, che a

Il CdA è composto da: se ha capitale di rischio: sua volta, nomina al suo

Società Revisione

 COMITATO PER IL interno il Comitato di

MONISTICO  se assenza capitale di

CONTROLLO SULLA Controllo sulla Gestione

rischio:

GESTIONE Revisore Unico o Società

 Organo per il controllo

ORGANO PER IL Revisione

Consiglio di Comitato per il controllo contabile Revisore

CONTROLLO Amministrazione sulla gestione Unico o Società di

CONTABILE

MODELLO Revisione

(Revisore o Società

Revisione)

   nomina il Consiglio di

se ha capitale di rischio:

CONSIGLIO DI

DUALISTICO Sorveglianza, che a sua

Società Revisione

GESTIONE

MODELLO volta nomina il Consiglio

 Consiglio di Consiglio di Revisore o Società di

CONSIGLIO DI di Gestione

 se assenza capitale di

Gestione Sorveglianza Revisione

SORVEGLIANZA rischio:

Revisore Unico o Società

Revisione

ORGANI GENERALE COMPOSIZIONE COMPITI

organo principale nell’impresa

- - il numero di Amministratori scritto nello Statuto - potere di rappresentanza

- responsabilità primaria di determinare e - gli amministratori non devono per forza essere soci - si riunisce con regolare cadenza

perseguire gli obiettivi strategici dell’impresa la nomina degli amministratori spetta all’assemblea dei soci

- - opera per garantire un efficace svolgimento

all’atto della nomina o dall’assemblea

- è organo collegiale (= pluralità di persone) - i compensi sono stabili della società

- è affidata la gestione della società - Gli amministratori possono essere : esecutivi e non esecutivi

 

- i componenti sono detti Amministratori - Caratteristiche degli Amm: competenza; professionalità

è nominato dall’assemblea dei soci

- istituisce al suo interno uno o più comitati con - il presidente del CdA

funzioni propositive e consultative oppure eletto tra i componenti

CONSIGLIO - PRESIDENTE dovrebbe essere un soggetto diverso

DI AMM. all’Amministratore delegato (CFO); ma se sono due persone

(CdA)  uguali viene istituito il LEAD INDIPENDENT DIRECTOR

COMITATO PER LE NOMINE

- composto in maggioranza da amm indipendenti Amm. indipendente nominato dal CdA

- può formulare pareri al CdA

- può proporre candidati alla carica di amministratori

 COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

- composto da amm indipendenti oppure amm non

esecutivi in > indipendenti controllo sull’amministrazione

- è organo di vigilanza - è composto da 3 o 5 membri effettivi + 2 membri supplenti -

MODELLO - i componenti sono detti Sindaci (ci deve essere almeno 1 membro effettivo ed uno supplente) - Vigila su:

TRADIZ. osservanza

- devono essere iscritti nel Registro dei revisori

COLLEGIO della legge e statuto

- carica per 3 esercizi

SINDACALE rispetto dei principi di corretta amm

 adeguatezza dell’assetto organizzativo

vigilare sull’adeguatezza della struttura

- sostituisce il collegio sindacale - componenti nominati dal CdA -

MONISTICO - componenti detti Amministratori - composto da: componenti del CdA che non sono membri del organizzativa

MODELLO COMITATO PER organo costituito all’interno del cdA

- comitato esecutivo; almeno uno dei componenti deve essere - vigilare sul sistema di controllo interno

IL CONTROLLO nominato fra gli iscritti dei Revisori contabili - vigilare sul sistema amministrativo-

SULLA - requisiti: onorabilità, professionalità ed indipendenza contabile

GESTIONE - compiti che gli vengono affidati dal CdA

è l’organo centrale

- - almeno 3 membri (rieleggibili e rievocati) - riunisce le funzioni del Collegio Sindacale e

nominati dall’assemblea

- i suoi poteri nel modello Tradizionale sono del - Assemblea ordinaria

CdA (anche il Presidente è nominato dalla stessa) - nomina e revoca del Consiglio di gestione e

CONSIGLIO - riunisce funzioni che in parte del Collegio - almeno uno di essi deve essere un membro effettivo scelto tra determinazione del compenso

DI

DUALISTICO Sindacale ed in parte dell’Assemblea ordinaria

MODELLO gli iscritti del Revisori contabili - approvazione del bilancio

SORVEGLIANZA promuove l’esercizio dell’azione dei

- rimangono in carica per 3 esercizi -

responsabilità nei confronti del C. di Gestione

Si sostituisce al CdA o Amministratore unico - composto da almeno 2 soggetti (anche non soci) - si occupa della gestione e direzione

dell’impresa

- sono eletti dal Consiglio di Sorveglianza

CONSIGLIO DI - nomina per non più di 3 esercizi

GESTIONE - stessa responsabilità degli amministratori

PROFILI DI ANALISI DEL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE

Profilo di analisi ambito Caratteristiche del profilo

- rappresenta lo strumento usato dalle - Processo di Produzione delle informazioni: 1) raccolta dati

imprese per produrre info, le quali 2) elaborazione e produzione info

vengono poi distribuite ai vari 3) comunicazioni delle info ottenute

soggetti - Requisiti delle informazioni: 1) contenuto

 da questo punto di vista il sistema 2) tempo

Profilo info si occupa del Processo di 3) luogo

STRUMENTAL Produzione delle informazioni 4) forma

E - Componenti del sistema informativo:

1) DATI = materia prima del sistema info

2) SISTEMA INFO = insieme delle tecnologie che vengono usate nel processo di produzione delle

informazioni; esso rappresenta una componente del sistema info aziendale

3) PERSONE e REGOLE DI FUNZIONAMENTO

- il sistema info viene usato per - il sistema info deve mettere in condizione ogni centro decisionale in condizione di avere a

prendere decisioni, al fine di disposizione le info necessarie

Profilo  all’interno*

consentire una consapevole - le informazioni possono essere destinate

GESTIONALE  all’esterno

amministrazione l’impresa può essere analizzata in base a 3 tipi di analisi:

- da questo punto di vista il sistema -

info assume un ruolo diverso in base a a) PER AREE FUNZIONALI

l’area funzionale del sistema info è a supporto di tutte le aree funzionali; costituisce la connessione

come il sistema impresa viene tra le diverse aree, e tra il sistema aziendale e l’ambiente esterno

analizzato

Profilo  tale analisi può essere in base alle b) PER PROCESSI

ORGANIZZATI Aree Funzionali oppure in base ai il sistema info si identifica con il processo che supporta e gestisce

VO Processi c) PER PROCESSI ed AREE FUNZIONALI

il sistema informativo è in grado di supportare le diverse aree funzionali dell’impresa, ed allo stesso

tempo è a supporto dei diversi processi aziendali essi sono trasversali alle aree stesse

ALL’INTERNO DELL’IMRESA

*INFORMAZIONI DESTINATE sono necessarie per prendere delle decisioni

Tipo di decisione Soggetto da cui vengono prese Ambito Caratteristiche delle informazioni

- sintetiche

Top

Decisioni globalità dell’impresa

Ambito della pianificazione strategica -

management

STRATEGICHE - frequenza episodica/bassa

- sintetiche

Middle Ambito del controllo direzionale e

Decisioni - settoriali

management gestionale

TATTICHE - frequenza periodica e prefissata

Obiettivo: ottimizzazione delle risorse - analitiche

Management

Decisioni usate dall’azienda per raggiungere gli - derivate

operativo

OPERATIVE obiettivi - frequenza periodica e continuativa

TIPOLOGIE DI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI

OBIETTIVI STRUTTURA CARATTERISTICHE TIPOLOGIE

 

forniscono info all’interno del

- rilevare i dati attinenti DATABASE - a supporto delle

 ATTIVITA’ da cui nascono le rilevazione

alle attività primarie sistema impresa aree funzionali

dell’azienda per creare dei dati - necessitano di Procedure SISTEMI

conoscenza, alimentando Standard LEGACY

Sistemi la base di dati - elevato costo in caso di = a supporto per i

OPERATI transazionale cambiamenti processi

VI 

- necessità di numeri programmi SISTEMI ERP

applicativi specifici = a supporto delle

- DATABASE = base dati aree funzionali e dei

operativi processi

- produrre, elaborare dati Suddiviso in 5 livelli - ci si riferisce al Middle e Top Decisioni

e produrre informazioni - LIVELLO 0 banche-dati transazionali Management Support Systems

per il Middle e Top (livello - tale sistema poggia su base dati (DSS)

Management dei sistemi operativi) forniti dal sistema operativo Executive

 

- produzione di REPORT - LIVELLO 1 estrazione dei dati operativi e - elevata flessibilità infatti Support Systems

DIREZIONALI = sono pulizia degli stessi ai fini direzionali ovunque siano i sistemi operativi, (ESS)

Sistemi 

report a più dimensioni - LIVELLO 2 trasformazione, i direzionali sono in grado di

DIREZION memorizzazione e andare a raccogliere i dati

ALI di organizzazione dei dati nelle apposite necessari

strutture direzionali - DATA WAREHOUSE = base

- LIVELLO 3 analisi e presentazione delle dati direzionale

info 

- LIVELLO 4 accesso alle info prodotte

DIFFERENZE TRA SISTEMI OPERATIVI E SISTEMI DIREZIONALI

Sistemi OPERATIVI Sistemi DIREZIONALI

 

Base dati = Data Base Base dati = Data Warehouse

 

È nell’ambito del management operativo È nell’ambito del Middle e Top management

 

Nel database operativo di salvano i dati Nel data warehouse elaboro i dati per creare report direzionali

 

Tutti i dati che vengono rilevati o le transazioni che vengono effettuate sono La divisione viene fatto per aree tematiche, le quali abbracciano più aree funzionali

riconducili sempre ad un area funzionale

 

 

Strumenti di analisi OLTP Strumenti di analisi OLAP


PAGINE

67

PESO

2.21 MB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in business administration
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.a.r.a.h di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cantino Valter.

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