Sistemi Energetici
MODULO 2
Bianchi Gian Marco
Argomenti del corso
1. Scambiatori di calore
2. Esercitazione numerica
3. Scambiatori di calore non tradizionali (Esercitazione)
4. Pompe centrifughe
5. Esercitazione numerica
6. Applicazioni non convenzionali di MCI
1
Scambiatori di calore
Lo scambio di calore è uno scambio energetico necessario nei cicli di funzionamento delle
macchine a fluido. Generalmente esistono due tipologie di scambiatori:
Scambiatori a miscela:
- i due fluido vengono a contatto tra loro quindi lo scambio di
calore tra i due fluido avviene tramite il mischiamento (contatto diretto) degli stessi fluidi e
ciò consente di avere uno scambiatore con efficienza unitaria (il calore scambiabile a livello
teorico viene realmente scambiato)
Scambiatori a superficie:
- occupano gran parte delle applicazioni industriali e consistono
nel fatto che i due fluidi scambiano energia e potenza termica tramite una superficie che li
separa e ciò comporta il fatto che l’efficienza di scambio non può essere unitaria.
Normalmente a seconda del moto dei fluidi, gli scambiatori assumono vari nomi tra i quali si
distinguono:
scambiatori unidirezionali
- nei quali i due fluidi che si scambiato calore fluiscono lungo la
medesima direzione. Questi a loro volta si differenziano in:
equicorrenti:
- i due fluidi entrano procedono in modo
equiverso ovvero hanno lo stesso verso di percorrenza
controcorrenti:
- i due fluidi hanno un verso di fluido
opposto l’uno rispetto all’altro. Sono quelli
maggiormente usati, ove possibile, in quanto la loro
efficienza di scambio è decisamente più alta che
consente di scambiare maggiore potenza termica a
parità di superficie.
scambiatori a correnti incrociate
- che consistono in scambiatori in cui il moto dei due
fluidi è appunto incrociato (es: radiatore dell’automobile)
Coefficiente globale di scambio termico
Analizzando due moti in fluido che scambiano tra loro calore scorrendo all’interno di un
tubo con s<<d, con riferimento ad una superficie infinitesima dA quindi su una sezione ben
definita si ha:
Potenza termica trasferita dal fluido caldo alla parete:
dQ = α (T − T )d A
c c c pc
α = coefficiente convettivo di scambio: dipende dalla velocità del
c
fluido
Potenza termica ceduta dalla parete al fluido freddo:
dQ = α (T − T )d A
f f pf f
αf = coefficiente convettivo del lato fluido freddo
Potenza termica della parete:
λ
dQ = (T − T )d A
p pc pf
s
λ = conduttività termica dQ = dQ = dQ = dQ
In regime stazionario, essendo si ottiene la potenza scambiata in uno
c p f
dQ = U(T − T )d A = [W ]
scambiatore: c f 1
U =
con: = coefficiente globale di scambio termico
1 s 1
+ +
α α
λ
c f
!!! Le temperature sono quelle dei vari ambienti rispetto alla sezione analizzata e Tc>Tf
2 1 1
s ,
Se il termine è trascurabile rispetto ai termini allora la temperatura di parete lato
α α
λ c f
T = T = T
caldo tende a quella del lato freddo quindi: pc pf p
dQ = α d A(T − T )
c c p α
T − T f
c p =
dQ = α d A(T − T ) α d A(T − T ) = α d A(T − T )
f p f c c p f p f T − T f α
p c
α T + α T La temperatura di parete tende ad avvicinarsi alla temperatura del fluido
f f c c
T =
p α + α che ha il più alto coefficiente di scambio termico
c
f
Per limitare la temperatura dei materiali utilizzati per lo scambiatore, occorre fare in modo
che il coefficiente convettivo del fluido freddo sia maggiore di quello del fluido caldo in
modo da tenere Tp più vicino possibile alla temperatura del fluido freddo Tf.
Metodo del salto di temperatura medio logaritmico
Considerando uno scambiatore di calore a superficie unidirezionale in controcorrente:
T = temperatura del fluido caldo in ingresso
ic
T = temperatura del fluido caldo in uscita
uc
T = temperatura del fluido freddo in ingresso
if
T = temperatura del fluido freddo in uscita
uf Q = m (h − h ) = m (h − h ) = [W ]
Bilancio energetico dello scambiatore: 0 f u f if c ic uc
Q = potenza termica complessivamente scambiata
0
dQ = c m d T = c m d T
Per una sezione infinitesima dA si ha: f f f c c c
c , c = calori specifici dei due fluidi
f c capacità termica oraria:
c*m = a parità di
potenza scambiata, maggiore è la capacità
termica del fluido, minore sarà la variazione di
temperatura che subisce
dQ dQ 1 1
dQ( − ) = d(T − T )
= d T = d T
f c c f
c m c m c m c m
f f c c c c f f d(T − T )
1 1 c f
dQ * B = d(T − T )
− = B dQ =
Ponendo: c f
c m c m B
c c f f d(T − T ) d(T − T ) d
c f c f τ
Ud A(T − T ) = BUd A = =
dQ = Ud A(T − T )
Sapendo che: c f c f B (T − T ) τ
c f
3 τ τ = T − T τ = T − T
2
BUA = l n τ − l n τ = l n
Integrando: con: 1 uc if 2 ic uf
2 1 τ
1
d(T − T ) τ − τ τ − τ τ
c f 2 1 2 1 2
UA = ln
Q B = τ − τ B = =
0 2 1 dQ Q Q τ
0 1
0
Relazione del salto di temperatura medio logaritmico: lega la potenza scambiata tra i due fluidi alle differenze di
temperatura nelle sezioni di ingresso e di uscita dello scambiatore
(τ − τ )
2 1
Q = UA = UAΔT
0 ml
τ 2
l n( )
τ 1 d T 1
c = = α
dQ c m
c c
d T 1
f = = β
dQ c m
f f
Efficienza di scambio in controcorrente
Se τ e τ tendono a zero, il logaritmo del loro rapporto tende all’infinito e dunque per avere
1 2
una potenza Q scambiata finita e diversa da zero occorre che la superficie di scambio A
tenda all’infinito Q
0
ε =
Efficienza in controcorrente dello scambiatore: Q
∞
Q = pot. termica complessivamente scambiata
0
Q = pot. termica scambiabile con superficie di scambio infinita
∞
τ > τ
Caso 1: 2 1
Se τ tende a zero, la curva di riscaldamento partirà da T if
1
avrà la stessa pendenza della curva del freddo che sc