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Sistemi economici mondiali

Definizione e significato della geografia

Geografia deriva da due parole greche e significa descrizione della terra (superficie terrestre). Questo significato ha determinato accezioni riduttive del significato, quasi che la geografia fosse un mero elenco di nomi di città, fiumi, capitali. È stata concepita come una disciplina semplicemente descrittiva. La geografia in realtà vuole conoscere e rappresentare i problemi del mondo. La geografia non si limita a descrivere un semplice oggetto ma le relazioni che quest’oggetto intraprende con gli altri oggetti geografici. (Non è sufficiente dire quel pomodoro si coltiva in quel luogo: così facciamo riferimento solo al dove, mentre a noi interessa il perché (clima favorevole, contesto culturale ecc). Come le relazioni fisiche (clima, acqua, ecc.) si relazionano fra di loro. Ma questa è solo la prima parte del perché: dobbiamo anche analizzare la comunità umana che vive in quel determinato territorio e perché questa società è stata in grado di produrre quella determinata cultura. (secondo perché). Dalla semplice localizzazione di fattori fisici ed economici l’attenzione si sposta alla dimensione sociale, ai fattori che hanno determinato quell’organizzazione osservata.

Se volessimo dare una definizione appropriata, la geografia è una scienza relazionale: una disciplina che studia non i singoli oggetti ma le relazioni che si stabiliscono tra essi, e quindi fra l’ambiente fisico e l’ambiente sociale. È proprio quest’intreccio che determina una struttura territoriale: sono queste relazioni che organizzano (danno ordine, danno senso) un contesto territoriale.

Analisi diacronica

Per comprendere l’organizzazione del territorio e nel nostro caso l’organizzazione che un fenomeno assume all’interno di un territorio (relazione tra economia e società), dobbiamo vedere questi fenomeni di cambiamento nella loro:

  • Dimensione nello spazio (una fotografia nei diversi contesti territoriali, nella sua diversificazione spaziale).
  • Dimensione temporale (nel tempo). Per comprendere il presente bisogna dare uno sguardo al passato, ma ci consente anche di “prevedere” cosa aspettarci dal futuro.

Per fare una ricerca geografica, comprendere i cambiamenti, l’analisi geografica deve mettere insieme tre dimensioni:

  1. Descrittiva: analizzare la distribuzione territoriale dei fenomeni (popolazione, attività economiche ecc.), corrisponde al dove?
  2. Interpretativa: interpretazione delle logiche localizzative, risponde al perché?
  3. Prescrittiva: un'indicazione per il futuro, per indirizzare attività economiche o per orientare politiche di sviluppo o volte a migliorare la posizione all’interno del sistema globale. Risponde al come?

Concetto di sistema

Dobbiamo comprendere la coesistenza tra sistema economico mondiale e sistemi economici mondiali. Per farlo dobbiamo utilizzare degli strumenti:

  • Concetto di sistema: sembra intuitivo ma scientificamente esige una spiegazione. Si usa quando si vuole indicare un oggetto complesso formato da tanti elementi. La particolarità è che questi elementi sono in interrelazione fra di loro. L'input che parte da un solo elemento e va a finire sugli altri può tornare indietro. Da un punto di vista territoriale questo può significare che ci possono essere delle influenze (ad esempio un’impresa introduce dei robot che causano una perdita di occupazione e questo può causare una perdita di consumi sul territorio). Il sistema ha la caratteristica della sinteticità: indica un oggetto complesso composto da una molteplicità di elementi interconnessi (sistema solare, nervoso). Ogni elemento del sistema ha delle relazioni con l’ambiente esterno: ad esempio nell’impresa ogni sottosistema può costituire un sistema complesso, ognuno dei quali interconnessi agli altri. Ma non ci può essere chiusura: se ogni elemento non avesse contatti con l’esterno questo sistema morirebbe (far conoscere i prodotti, commercializzarli; tale contatto può essere all’interno dello stesso territorio o settore, ma può guardare anche oltre, ad esempio all’estero, andando quindi a toccare anche altri settori, come il marketing). Il comportamento di ogni soggetto esterno influenza i risultati dell’impresa (es. Ferrero per pubblicizzare Nutella).
  • Scala di osservazione dei fenomeni.
  • Significato di locale.
  • Interrelazione tra globale e locale: quando si dice relazione generalmente può indicare una sola relazione, mentre quando si dice interrelazione si indica un rapporto bilaterale.

Sistemi economici mondiali

Il sistema economico mondiale lo possiamo definire come un insieme di elementi interconnessi formato dalle relazioni tra attori economici, istituzioni politiche, istituzioni sociali e così via (ad esempio nell’accordo tra imprese possiamo trovare le banche, il soggetto di governo, ecc., tutti insieme formano il sistema economico mondiale).

Parliamo allora di sistemi economici mondiali perché ogni sistema è incluso all’interno del sistema economico mondiale. A questo punto ci si pone il problema del punto di osservazione utilizzato, quindi della scala. (Se guardiamo Torino dalla Mole abbiamo un punto di osservazione molto ampio, però perdiamo un po’ il dettaglio, mentre se restringiamo il campo di applicazione perdiamo di ampiezza ma guadagniamo nei dettagli). Dobbiamo quindi imparare a osservare i fenomeni da diversi punti di vista; essi possono cambiare qualitativamente e quantitativamente a seconda del punto di osservazione da cui li guardiamo.

Scala cartografica: rapporto di riduzione rispetto alla realtà: tanto più grande è la riduzione tanto meno è dettagliata la rappresentazione. Es. scala 1:5000.

Scala geografica: si riferisce a unità reali di osservazione: è quel punto reale di osservazione che noi riusciamo ad avere partendo da un punto più ampio con grande ampiezza e poco dettaglio o da un punto più basso con più dettaglio e meno ampiezza.

Scala operativa: Si tratta del livello (o dei livelli) ritenuto adeguato per attuare politiche o interventi. Un soggetto si definisce egli stesso un obiettivo conforme all'obiettivo che vuole raggiungere (ad esempio programma di ristrutturazione dei trasporti, la regione prenderà come scala di osservazione i suoi limiti organizzativi, ma se deve guardare qualcosa di più particolare, ad esempio l’accesso ad un’università prenderà come riferimento una scala più limitata, ad esempio al bacino d’utenza degli studenti).

Non è un attributo dell’oggetto, ma è il soggetto che attribuisce la scala a seconda del punto di osservazione che vuole utilizzare. Per fare una vera ricerca devo capire che l’ambiente di riferimento non è un sistema chiuso, devo quindi guardare anche all’esterno e devo quindi avere la possibilità di passare da una scala più piccola a una scala più ampia (re-scaling). Ovvero cambiare scala al medesimo fenomeno.

Le scale geografiche possono essere:

  • Globale: riferita a tutto il mondo.
  • Regionale: a un gruppo di paesi, per esempio Unione Europea. Non è riferito ai confini fisici delle regioni.
  • Locale: a un solo paese. Dobbiamo togliere dalla nostra percezione il concetto di piccolo. Generalmente pensiamo a qualcosa di ristretto; può essere locale un contesto non delimitato da confini fisici ma delimitato da relazioni tra i soggetti (ad esempio una camera di commercio con le realtà con cui collabora).

Per comprendere bene il fenomeno che studiamo non possiamo limitarci ad una sola scala. Che uso dobbiamo fare della scala? Devo avere degli strumenti per comprendere ed interpretare. Ci viene in aiuto l’approccio transcalare: ci viene in aiuto perché i fenomeni non si verificano mai in un ambiente chiuso ed esso non è circoscritto ad una sola scala e possiamo quindi analizzarli a scale geografiche differenti; approccio transcalare: avere più punti di osservazione.

L’approccio transcalare può essere inteso in due modi:

  1. Multiscalarità: utilizzo di strumenti (concettuali ed empirici) applicabili a diverse scale geografiche. Utilizzare gli stessi strumenti per scale diverse (ad esempio analizzo il centro che in un’altra ricerca può diventare la periferia (applico gli stessi concetti), o da nord a sud ecc.).
  2. Transcalarità:
    • Utilizzo di strumenti in grado di considerare congiuntamente diverse scale geografiche.
    • Analizzare i rapporti fra le diverse scale.

Metafora della rete

Abbiamo ancora bisogno però di ulteriori concetti e strumenti di analisi. Con l’approccio transcalare possiamo ricorrere alla metafora della rete: attribuire ad un oggetto un significato che non è il suo. La rete consente di considerare congiuntamente diverse scale geografiche considerando l’oggetto di studio come un insieme di relazioni che formano una rete. Queste relazioni sono attivate dai soggetti e possono essere di varia natura: scambio di beni, di denaro, di informazioni ecc. Ciò di cui dobbiamo tenere conto noi è il problema relazionale. Questo grande fascio di relazioni che si stabiliscono tra i soggetti ci consente di analizzare il pianeta come ricoperto da questi flussi, materiali o immateriali. I soggetti costituiscono i nodi della rete e le relazioni i fili della rete; si studia quindi l’oggetto come un insieme di nodi legati da fasci di relazioni di varia natura.

Le relazioni tra i soggetti possono essere:

  • Relazioni locali: tra soggetti appartenenti allo stesso territorio.
  • Relazioni globali: di un soggetto locale con un soggetto globale.

Ogni soggetto può operare a scale diverse contestualmente; si tratta di soggetti bivalenti, ovvero inseriti in reti locali, sovranazionali e globali.

Rapporto globale/locale unidirezionale

Il rapporto globale/locale unidirezionale si verifica quando il sistema globale influenza in maniera unidirezionale il livello locale; le scale procedono dal globale al locale che subisce passivamente e si trova quindi in una situazione di dipendenza. Questo può avvenire quando si verificano trasformazioni strutturali del sistema economico:

Anni '70-'80: Es. siderurgia in Italia; industrie si localizzano vicino ai porti; si possono ridurre i trasporti delle materie pesanti. In altri paesi (Germania, Francia) dove il sottosuolo è ricco di queste materie le imprese sono localizzate vicino alle miniere. Questo sistema economico è basato sulle materie pesanti. Succede quindi che viene visto in maniera negativa per l’ambiente (inquinamento aria, acque) e dal punto di vista economico il ritorno per le imprese non era più redditizio; il settore siderurgico non era più redditizio. Es: porto di Genova, gli stabilimenti vengono chiusi. Altro es: Ilva di Taranto. La chiusura ha degli effetti negativi: alto numero di operai che rimarrebbero senza lavoro. Questo comporta che noi andremo a prendere questo acciaio queste materie dai paesi in via di sviluppo (basso costo del lavoro e alta presenza di materie prime). Il sistema economico che da industria pesante si orienta verso industrie a più elevata tecnologia comporta che alcune aree specializzate in quest’attività subiscono un impatto negativo dal punto di vista sociale ed economico (aree che non hanno avuto la capacità di innovare dopo la chiusura di quest’attività). Altre aree come ad esempio la Ruhr hanno avuto un momento di difficoltà, ma è avvenuto che un ambiente favorevole di know-how e di capacità istituzionale di capire i cambiamenti; c’è stata una chiusura ma anche una trasformazione del sistema economico per non ricadere in perdite o nel crollo del sistema economico.

Il rapporto globale/locale può essere bidirezionale quando avvengono sollecitazioni o impulsi che vanno dal globale al locale o viceversa. Bisogna fare riferimento ad esempio ai processi di innovazione; l’area geografica maggiormente significativa è la Silicon Valley (Palo Alto); maggior concentrazione di università e centri di ricerca finanziati da USA e da altri paesi; la caratteristica di quest’area è la ricerca di innovazioni da applicare poi nelle varie attività produttive. L’innovazione, i progressi, questi impulsi, non si verificano contestualmente a livello globale; abbiamo una particolare area dove si verificano (Silicon Valley). Si verificano quindi a livello locale, ma non rimane circoscritta, si espande poi a livello globale e poi torna a livello locale per instaurarsi in altri ambienti; circolo locale, globale, locale.

Altro esempio più vicino a noi: Rapporto Fiat con un'industria dell’indotto dell’ambito torinese (Comau). Questa ha inventato una modalità di produzione legata alla robotica. Dall’impresa locale l’innovazione passa alla Fiat; essendo la Fiat radicata sul territorio torinese, ma avendo la Fiat succursali in Italia viene espanso a livello nazionale ed essendo una multinazionale quest’invenzione venne trasferita a livello globale (intreccio locale globale).

Processo di globalizzazione

Le caratteristiche principali le possiamo condensare in tre espressioni:

  • Integrazione tra le varie parti del mondo e tra le varie attività economiche: riguarda le varie parti del mondo; inclusione degli aspetti sociali e culturali accennati prima (vari paesi comunicano maggiormente tra loro). Integrazioni fra le varie attività economiche, anche di settori diversi (scambio reciproco, interconnessione).
  • Interdipendenza economica tra i paesi: ciò che succede in un paese ricade inevitabilmente anche sugli altri.
  • Intensificazione e accelerazione delle relazioni fra soggetti localizzati in differenti aree del mondo; facilità e velocità di trasferire informazioni all’altra parte del mondo in tempi molto veloci.

La globalizzazione viene definita come processo; contiene in sé il significato di evoluzione, di cambiamento. Non è uno stato raggiunto e immutabile, ma una situazione di continuo cambiamento. Ancora oggi percepiamo delle linee di cambiamento. Molti studiosi si chiedono dove va la globalizzazione dopo una fase molto particolare come la crisi del 2007.

Oggi il fenomeno della globalizzazione è caratterizzato dall’intensità e dalla rapidità con cui si affermano i fenomeni. Già nelle epoche passate si può parlare di globalizzazione; i contatti con i paesi vicini erano già presenti (paleoglobalizzazione). In questa fase storica non solo si ampliavano le conoscenze del mondo di allora, ma si stabilivano delle regioni; metteva in relazione quell’area geografica con la capitale, la caput mundi.

La globalizzazione dei giorni nostri inizia con la rivoluzione industriale; inizia alla fine del '700 e si intensifica dalla metà dell'800. Quali sono i fattori che hanno determinato la globalizzazione? (in tutte e tre le fasi)

  • Diminuzione dei costi di trasporto: dovuta all’avanzamento dei mezzi di trasporto e delle linee di comunicazione; si passa dal carro trainato dai cavalli ai jet, diminuiscono i trasporti marittimi (da navi a remi fino alle navi containers) quindi diminuisce il costo delle merci sulla distanza di trasporto; realizzazione di economie di scala (più son grandi le merci, più son grandi le navi, meno costa il trasporto unitario). Diminuisce anche il costo di trasportare le persone: diminuisce il costo ma anche il tempo di percorrenza (spazio che si annulla nel tempo e tempo che si annulla nello spazio; non è che i paesi sono meno distanti fra di loro).
  • Diminuzione dei costi di trasferimento delle informazioni: es. diminuzione del costo delle telefonate da New York a Londra. Quindi sono diminuiti i costi per comunicare ma soprattutto sono aumentati gli strumenti per comunicare (internet, skype ecc.); un’impresa può dislocare più sedi nel mondo con costi minori rispetto al passato.
  • Elaborazioni di accordi internazionali: parlando di globalizzazione, per il funzionamento corretto del sistema globale ci devono essere degli accordi internazionali con delle istituzioni internazionali a capo.
  • Liberalizzazione degli scambi: un passaggio dal protezionismo dei confini di ciascuno stato ad una concezione diversa con liberalizzazione degli scambi e libera circolazione degli scambi, delle merci e delle persone.
  • Riduzione dei dazi doganali.

Le tre fasi della globalizzazione

Si tiene conto come vediamo non dell’anno in particolare ma di importanti avvenimenti per l’economia.

Prima fase: dal 1870 al 1914

  • Fattori determinanti
    • Politiche di liberalizzazione commerciale: ci si accorge che il protezionismo non porta ad uno sviluppo economico e commerciale, quindi gli analisti suggeriscono ai governi di liberalizzare. Si verifica quindi una grande tendenza all’apertura ai flussi.
    • Progresso della tecnologia che riduce i costi di trasporto.
  • Conseguenze
    • Eliminando le barriere il commercio internazionale aumenta.
    • Aumentano i flussi di capitale fra paesi (per il pagamento di scambio di beni e servizi).
    • Aumento dei flussi migratori (domanda di manodopera, flussi dai paesi europei verso gli Stati Uniti).
  • Spazio geografico
    • Centro: mondo sviluppato che comprende i paesi dell’Europa (leadership della Gran Bretagna che gli è conferita da un grande impero coloniale e dal fatto di essere la culla dell’industrializzazione, con la nascita della rivoluzione industriale) e degli USA.
    • Periferia: costituita da tutti quei paesi che erano le colonie dell’impero britannico (Africa settentrionale, Australia). I paesi della periferia rappresentavano un serbatoio delle materie prime; costituivano la base del sistema industriale del centro.
  • I modelli di scambio
    • Scambi sostituivi tra i paesi del centro: modello di scambi sostitutivi.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chriangi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi Economici Mondiali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lucia Maria Giuseppina.
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