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Sistemi di produzione in campo grafico

Lezione 2: Dal progetto allo stampato 1

Composizione e impaginazione

Composizione tipografica: disporre i caratteri tipografici in sequenza rispetto al testo originale, al fine di ottenere una forma da stampare. Si seguono le regole della lingua in uso, lo stile è legato al tipo di messaggio, e non bisogna fare errori grammaticali (la correzione dei testi deve essere effettuata prima dell'inserimento nella gabbia).

La cassa tipografica: insieme dei segni alfabetici per creare una composizione. Possono essere digitali e contengono i glifi e ogni carattere che può essere utile per l'inserimento dei particolari segni di interpunzione o lettere. Risale al 1700 e le caselle più grandi sono quelle più usate.

La composizione afferisce agli elementi microtipografici: tutti gli elementi non visti dal lettore ma curati dal designer, come uso e accostamento carattere, impostazione corpo e interlinea, uso di simboli non alfabetici.

Elementi macrotipografici: o architettura della pagina, includono bianchi e gabbia, elementi grafici e foto, sequenzialità delle pagine. Il messaggio deve essere funzionale ed essenziale, non decorativo, e gli spazi tra i caratteri non devono essere dilatati.

Classificazione dei caratteri

Lo stile è legato all'evoluzione storica e i caratteri sono stati definiti secondo una classificazione generica e la classificazione di Maximilien Vox del 1954:

  • Humase (umanisti): classificarono i caratteri romani (littera antiqua). N, Jenson prese le caratteristiche della scrittura umanista e le tradusse in caratteri. I caratteri derivavano dalla scrittura.
  • Les Garaldes: caratteri “Aldini” di Manunzio e Griffo, nel 1500, e di Garamond. Derivavano dai corsivi.
  • Les Reales: i “transizionali” di Baskerville in Inghilterra, legati all'imprimerie royal in Francia. Segnano il passaggio tra i Garaldes e Didones, legati anche alla tecnologia che si evolve.
  • Mecanes: evoluzione dei Bodoni (Clarendon, Rockwell, Officina).
  • Lineares Humanistes: modello umanistico classico e capitale latina (Gill Sans).
  • Lineares “Debut de siecle”: primi anni del '900, senza grazie, utili per l'advertising.
  • Lineares Geometrique: Eurostile, creati negli anni '30-'50 per il Bauhaus e successivamente negli anni '60.

Per cominciare a imparare l'uso dei font, usarne pochi e fare attenzione agli accostamenti.

Passaggi tipografici: la tipografia misura i corpi, bianchi e dimensione della pagina in punti (pt).

  • 0,376 mm sistema europeo
  • 0,352 mm sistema anglosassone (72 mm = 1 pollice)

Il sistema software utilizza i pica. Un pica sono 12 punti, un em è un quadrato di 24, 36 ecc. punti. Importante è lo spazio tra una parola e l'altra, bisogna avere almeno 1/3 di spazio. La gestione degli spazi è molto importante, soprattutto per quanto riguarda i titoli, la spaziatura deve essere equilibrata.

Lezione 3: Dal progetto allo stampato 2

Correzione delle bozze

Il testo scolastico è cambiato nel corso degli anni e ha assunto una versione più simile a quella dei giornali, sia per grafica che contenuto.

Fasi della realizzazione di un testo scolastico:

  • Progettazione: discussione con l'autore per il rinnovamento dei contenuti, degli esercizi ecc. (progetto editoriale) e progetto grafico con briefing dell'editore. Vengono consegnate le specifiche. Di solito, nelle case editrici ci sono grafici esterni. (Pagina di occhiello = pagina iniziale) Il progetto grafico: dopo un certo periodo il grafico presenta un progetto grafico che può essere variato.
  • Impaginazione: subentrano diverse figure, come l'impaginatore o l'illustratore. Si riceve il materiale originale dall'autore. Ci sono molti accorgimenti per i DSA (persone con difficoltà di apprendimento, come i dislessici) per cui esistono font specifiche. Il testo è sbandierato a destra; non bisogna mai andare a capo con un punto. Ad esempio, la m e la n sono diverse.
  • La prima “bozza” torna in casa editrice (bozza = parte stampata). Subentra il correttore di bozze, che produrrà una serie di bozze. Bozza 1: correzione grammaticale, errata interpretazione del progetto grafico, esubero di testo; viene stampata A3 per lasciare spazio e margine alle correzioni.
  • Bozza 2: saper dosare il rapporto testo-immagine. Esistono precisi segni di correzione convenzionali (usati da editore e impaginatore). Subentra la figura di colui che fornisce le immagini all'impaginatore.
  • Fonti iconografiche: (fotolia.com immagini free) La bozza torna alla casa editrice dopo l'inserimento della prima impaginazione. La bozza 2 è quasi la definitiva. Le foto vengono comprate su Internet a fine lavoro.
  • Il correttore di bozze controllerà l'esattezza delle bozze. Per non avere una bozza 3, correttore e impaginatore lavorano assieme. Verranno scritti i nomi di tutti coloro che hanno collaborato per fare il libro nel libro stesso (è importante fare scrivere il proprio nome!).
  • Fase di stampa: si fanno le prove cianografiche per vedere l'impaginazione. Il libro è sempre in 24esimi o 32esimi.

Lezione 4: Dal progetto allo stampato 3

La fotoriproduzione e il fotolito

Fotolitografia: riproduzione fotografica di un'immagine originale. Una volta era un processo...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandra92 :) di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi di produzione in campo grafico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Molinar Piergiuseppe.
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