Termodinamica dei sistemi biologici L’energia è la capacità di un sistema di compiere
lavoro.
Esistono varie forme di energia (meccanica, chimica,
calore, elettrica, magnetica,elettromagnetica);
Le varie forme di energia possono essere
trasformate/scambiate tra di loro (ad es. nei vertebrati)
l’energia
La Termodinamica studia termica e le sue
trasformazioni tramite le funzioni di stato (entropia,
entalpia, energia libera di Gibbs).
Il calore Q è una quantità di energia che si scambia
nei processi termodinamici. Per cui se tutte le altre
forme di energia possono trasformarsi in calore non è
possibile che tutto il calore si trasformi in energia.
Nel corpo umano (ambiente) alcuni organi ed apparati tra loro
interconnessi funzionalmente danno luogo ad un sistema. I sistemi possono
l’esterno
essere classificati in base allo scambio di energia e materia con di
quel sistema (ambiente).
• l’ambiente.
Sistema isolato : non scambia né energia né materia con
• Sistema chiuso : quando scambia energia ma non materia con
l’ambiente.
• Sistema aperto : quando scambia sia energia che materia con
l’ambiente.
• In particolare un sistema adiabatico è un particolare tipo di sistema
l’ambiente
chiuso in quanto scambia altre forme di energia con ma non
Lezioni di Biofisica quella termica.
Termodinamica dei sistemi biologici
FISIOLOGIA DELL’ESERCIZIO FISICO
Per comprendere il movimento fisico è utile richiamare i sistemi metabolici
coinvolti nell’erogazione di potenza. Infatti, un esercizio fisico focalizzato
deve principalmente migliorare i sistemi metabolici specificatamente
coinvolti nell’attività fisica che si vuole esercitare.
Occorre qui presentare una molecola organica coinvolta nella liberazione di
energia che viene indicata con la sigla ATP (adenosin trifosfato)
L'ATP, identificata intorno agli anni trenta, ha grande facilità a liberare un
gruppo fosforico e questa reazione chimica libera un pacchetto di energia.
Nel lavoro muscolare, e in altre forme di lavoro biologico, si ha una continua
scissione di ATP per coprire le richieste energetiche.
A fronte di una necessità di energia, e quindi di ATP, le vie metaboliche
–
devono continuamente sintetizzare nuovo ATP che si produce con reazione
metabolica endoergonica dall’ADP(adenosindifosfato) . L’accumulo di
-
ATP nei muscoli e nelle cellule, in generale, è un fatto sostanzialmente
impossibile biologicamente in quanto la molecola è altamente instabile ed
anche molto pesante.
Lezioni di Biofisica
Entropia. Entalpia , Energia Libera Quando un sistema in condizione di equilibrio (A) si sposta
verso una nuova condizione di equilibrio (B) attraverso
W
l’ambiente
interazioni con del tipo lavoro meccanico e/o
Q, dell’energia
calore vale la conservazione per sistemi aperti
( I principio Termodinamica):
U Q W
–
= U U = -
B A
La U è una funzione di stato definita energia interna la cui
variazione è: U T
= C V
dove C è la capacità termica a volume costante e W = JQ
V
ove J = 4.186 joule/cal.
Ricordiamo che mentre U è una funzione di stato non sono
funzioni di stato W e Q perché dipendono dal percorso della
trasformazione. Il nostro scopo è identificare quali siano le
trasformazioni spontanee.
Il I° principio in forma differenziale dU = dQ - dW
non fornisce informazioni sulla spontaneità di un processo.
Infatti nei singoli processi spontanei biologici la variazione di U
può assumere valori positivi, in altri negativi, in altri ancora
nulli. Però in alcuni casi è importante conoscere il valore della
U.
Se bruciamo una sostanza in presenza di ossigeno a volume
“bomba
costante dW=0 in tal caso si da luogo alla
calorimetrica” che misura la U della sostanza tramite la misura
dell’innalzamento della T.
Lezioni di Biofisica
Entalpia
L’Entalpia l’abbiamo
H definita nel seguente modo H = U + PV
Abbiamo visto che di essa se ne può misurare solo una variazione. Nel caso dei sistemi biologici poiché P = cost essa
assume la forma
H = U + P V
–
Poiché i processi biologici avvengono anche a V = cost cioè senza la produzione di lavoro - è evidente che le variazioni di
nell’organismo
H rappresentano il calore svolto o assorbito per le reazioni chimiche che avvengono vivente per dar luogo alla
formazione dei vari composti. Si definiscono così le entalpie di formazione
H H° H°
= -
f prodotti f reagenti
L’entalpia di formazione accompagna la formazione di una mole di composto (a 25°C ed 1 atm) dai suoi componenti nello
stato standard. In tabella alcune entalpie di formazione. Nello stato standard per ciascun elemento H° =0
f
E’
Contenuto calorico degli alimenti. la variazione di H, cambiata di segno, che accompagna le reazioni di ossidazione per
→
produrre acqua, anidride carbonica e, se è presente azoto, urea.
L’energia dall’organismo
Metabolismo basale. contenuta negli alimenti è utilizzata per compiere lavoro, produrre calore
♀1600 ♂
e/o immagazzinata nelle riserve: H = Q + W + H kcal/die 1800 kcal/die( x 70 kg)
cibo immagazzinata
Il Metabolismo basale(MB) di un individuo è il calore prodotto dalla combustione delle sue riserva di energia lontano dai
pasti ed a riposo. Lo si misura valutando le quantità di acqua, anidride carbonica ed urea prodotte nel periodo di
–
osservazione (dipende dalla superficie corporea e dal sesso nel sonno si riduce, per lavori leggeri x2, pesanti x6).
H
Anche la
non fornisce in-
formazioni sulla
spontaneità dei
processi. Lezioni di Biofisica
Entropia l’abbiamo
La funzione S definita nel seguente modo S = Q /T
reversibile
Questa funzione può darci informazioni sulla spontaneità di un processo solo se esso avvenisse in un sistema isolato. In tal
caso infatti darebbe luogo ad aumento di entropia per cui
S S
+ > 0
sistema ambiente
La misura di queste variazioni rende tale funzione di stato poco pratica per valutare la spontaneità di un processo.
G = energia libera
La funzione G, energia libera, è una funzione di stato che combina a P e T costanti (come nel corpo umano), le funzioni H
ed S G H S
= - T G<0.
Questa funzione ci dice che il processo è spontaneo se Indipendentemente dal tipo di sistema
H
(aperto,chiuso,isolato). In modo analogo a quanto visto per
G° G° G°
= +
f prodotti f reagenti
G
La ° è definita come la variazione di energia libera che accompagna la formazione di una mole di composto (a 25°C ed
f
1 atm) dai suoi componenti nello stato standard. Anche qui esiste la convenzione che per ogni elemento nello stato standard
G=0. Nella tabella qui accanto
lo standard per la T è
20°C con pH=7 e
concentrazione 1M.
Lezioni di Biofisica
Energia libera, costante di equilibrio e potenziale elettrodico
La costante di equilibrio K di una reazione chimica
eq
all’energia
A + B C + D è legata libera tramite
G° = -RT ln K eq
dove K = [C] [D] / [A] [B] ed R= 1,98 cal/grado mol.
eq G<0
Ovviamente se la reazione è spontanea da sinistra
verso destra.
G
I valori di e K possono essere facilmente calcolati
eq G
tramite il potenziale elettrodico (E°) in quanto la
rappresenta la tendenza di una coppia redox ad
assumere o cedere elettroni per cui possiamo scrivere
G° E°
= - n F = - RT ln K eq
Dove n è il numero di mole di elettroni scambiato ed F
la costante di Faraday ( 23 kcal/mol).
Lezioni di Biofisica
Energia libera, costante di equilibrio e potenziale elettrodico l’efficienza
Ricordando il teorema di Carnot per
() di un motore ideale possiamo avere due conclusioni:
W/ Q Q Q
< = = (Q - )/
irr rev H H C H
Q Q
=(Q - )/ = 1- T /T
rev H C H C H
l’efficienza
Cioè di un motore reale è sempre più bassa di
l’efficienza
uno ideale, e nei motori ideali dipende dalle
temperature iniziali e finali ed è indipendente da altri fattori
(tipo di termometro, tipo di gas ecc.)
Se abbiamo una trasformazione qualunque nello spazio PV
questa la possiamo approssimare come una serie di n cicli di
Carnot che lungo una curva chiusa sarà :
1n Q /T = 0 e quindi in forma differenziale
i i dQ/T =0
Cioè qualunque sia il percorso se ci muoviamo lungo una
–
curva chiusa la variazione di entropia è sempre nulla terzo
principio termodinamica o di Nernst - .
dell’entropia
Per cui, preso come riferimento R lo stato dello 0 assoluto, il valore per un determinato stato
dinamico A sarà:
A A
l’entropia l’Entropia
S(A) = dQ/T + S(R) = dQ/T essendo dello zero ass. = 0. Quindi è una funzione di
R R
stato Lezioni di Biofisica
Membrana “attiva”
Il trasporto attivo è un altro esempio del ruolo della Termodinamica nella comprensione dei fenomeni
dall’esterno l’interno,
biologici. Questo trasporto si verifica verso attraverso una membrana, nonostante la
all’interno all’esterno.
concentrazione di quello ione sia più elevata che (Es. prelievo di ioni metallici X
dell’acqua all’interno
di mare da parte di microrganismi, anche se la concentrazione di ioni è più alta della
membrana).
Nel trasporto attivo reazioni spontanee del tipo C* + X XC* (nel lato esterno della membrana) X + C
l’insorgenza nell’energia
(nel lato interno), causano di un gradiente negativo libera dovuto allo stesso processo
all’equilibrio
di trasporto di X attraverso la membrana. Per cui se la differenza di potenziale chimico standard
G = µ - µ « 0
s C C*
dove C e C* sono dei metaboliti presenti nella membrana capaci di interagire con lo ione X. Affinché il
G G Xinterno
trasporto avvenga occorre che sia dominante rispetto alla variazione di energia positiva = µ -
s X
Xesterno
µ > 0 per cui perché il processo avvenga spontaneamente dovrà essere
G G G
= + < 0
s X
G
In caso di > 0 viene presa energia dalla luce solare per far svolgere una reazione non spontanea . In tal
l’entropia dell’Universo po’
caso potremo dire che viene distribuita un alla volta sempre più uniformemente (S
> 0) Lezioni di Biofisica all’equilibrio
Conformazione dei Biopolimeri
Meccanica Statistica
Come mai le cellule hanno una struttura ordinata se gli atomi in agitazione termica tendono al disordine?
l’insieme
In una struttura multimolecolare ciascuna molecola ha un suo stato energetico, sarà dotato di una
d’equilibrio
energia complessiva (stato nativo) che avrà la massima probabilità, ed una serie di livelli
dall’aumento
energetici degenerati (stati denaturati) prodotti in genere della temperatura. In fig. una
rappresentazione schematica per una proteina.
Nel caso di una struttura del DNA a doppia elica lo stato nativo ha una conformazione a corda con =1.
N
dove rappresenta la probabilità termodinamica di quello stato N. In caso di denaturazione termica assume
invece una struttura a due singole eliche, con un aggomitolamento a caso, in cui ogni nucleotide assume una
- RT
G°/
sua configurazione e quindi si producono N stati denaturati il cui valore è dato da n / n = e . In tal
D N
l’energia
caso essendo sempre libera di denaturazione negativa il senso spontaneo è verso uno stato
denaturato e quindi in assenza di legami idrogeno la struttura nativa del DNA non potrebbe essere
mantenuta.
Lezioni di Biofisica all’equilibrio
Conformazione dei Biopolimeri
Quanto detto è valido per la maggior parte dei biopolimeri le cui strutture secondarie e di ordine più alto
dall’interazione
sono mantenute e modulate da legami deboli (tipo H) oltre che soluto-solvente. Infatti
l’autoassemblaggio di numerose biomolecole (microtubuli, fosfolipidi e collagene) avviene a seguito di
interazione con solventi polari (acqua) che da origine a legami idrofobici cioè con tendenza dei gruppi non
polari ad aggregarsi in presenza di acqua. Paradossalmente la stabilità della conformazione raggiunta
all’aumentare d’acqua l’interazione
aumenta della temperatura. Infatti le molecole per evitare con i gruppi
non polari aumentano il loro disordine e quindi la loro entropia. l’entropia
Di conseguenza delle
sottounità dei polimeri deve ridursi e
quindi la spontanea conseguenza
dell’aumento dei legami delle sottounità.
G H S
–
= T( +S )
P P A
S S H
Per cui essendo <0, >0 e >0
P A P
G
sarà anche <0 e quindi la stabilità è
G
assicurata. Se invece fosse >0 non vi
sono interazioni idrofobiche e quindi tali
biopolimeri non potrebbero formarsi
spontaneamente a qualsiasi temperatura.
Lezioni di Biofisica all’equilibrio
Conformazione dei Biopolimeri
In soluzione i biopolimeri possono assumere varie conformazioni riconducibili a tre grosse classi:
• un’unica
A matassa. (random coil). Non vi è una struttura tridimensionale ed il biopolimero è
dall’interazione
costantemente modificato del solvente.
• un’unica
A corda (rodlike). Vi è struttura tridimensionale tipicamente a forma di elica. Le proprietà in
soluzione sono dominate dalla lunghezza e non dal diametro.
• Globulare. Vi sono interazioni con gruppi laterali che tendono ad aggomitolare le catene in pacchetti a
conformazione globulare. Tipiche sono le proteine globulari
Lezioni di Biofisica
Trasporto ad opera di un gradiente di potenziale chimico
Le cellule viventi sono dei
“sistemi aperti”che, per mantenere
sostanzialmente costante lo stato
chimico-fisico endocellulare, scam-
biano in continuo materiali con
l’ambiente esterno in uno stato di
non equilibrio (processi irrever-
sibili) che viene mantenuto
spendendo energia, che a sua volta
entra nella cellula per esserne
riemessa sotto altra forma. Questi
materiali ed energie transitano
attraverso la membrana cellulare e
sono flussi generalizzati. Per cui i
fenomeni di trasporto attraverso le
membrane o setti porosi sono
T, , μ, P.
dovuti a Un
esempio è il flusso elettroosmotico
0
dovuto a
Un gradiente di potenziale
Le cellule chimico (concentrazione) può dar
luogo a quattro tipi di flussi
(cariche, calore, soluto, osmosi).
l’osmosi.
Tratteremo la diffusione e
Lezioni di Biofisica
Trasporto ad opera di un gradiente di potenziale chimico
Figura. Apparecchiatura per lo studio
della diffusione. (a)All'inizio le due celle
sono tenute separate con il solvente, meno
denso, nella cella superiore ed il soluto a
concentrazione C = C nella cella
0
inferiore. (b) AI tempo t = 0 le due celle
vengono poste in comunicazione facendo
scorrere la flangia superiore su quella
inferiore. (c) e (d) La situazione
rispettivamente ai tempi t e t con t < t .
1 2 1 2
,
(e) La situazione al tempo t = quando
non c'è più gradiente di concentrazione,
ma la concentrazione nelle due celle è
uniforme e pari a C = C /2.
0
Questo fenomeno è una diffusione isoterma, con flusso di
materia, dovuta ad un gradiente di concentrazione. Poiché
un’equazione
ogni fenomeno fisico è descritto da si ha:
C/x
J = - D ( I legge di Fick)
s 2
Dove J è il flusso di soluto (in moli/cm sec) e D è il
s
coefficiente di diffusione isoterma che rappresenta
l’accoppiamento flusso osservato-forza motrice. I valori di D
C/x
-7
sono molto piccoli (10 ). è il gradiente di C.
Lezioni di Biofisica
Trasporto ad opera di un gradiente di potenziale chimico
Nell’espressione prima descritta sia il flusso che il gradiente di concentrazione sono ambedue delle
variabili difficili da valutare per cui si ricorre alla variazione di energia libera per un gas ideale alla
pressione P: dG = nRT d(lnP)
Se definiamo la fugacità f del gas come il limite della pressione quando essa tende a 0, potremmo sostituire
“fugacità”
alla pressione la e quindi scrivere:
G = G-G = nRT ln f/f
0 0
Dove i valori f ed f rappresentano lo stato di riferimento ed uno standard iniziale. In tabella sono riportate
0
dell’azoto
le fugacità a varie temperature e pressioni rispetto al valore di riferimento standard (1 atm, 0°C)
Lezioni di Biofisica
Trasporto ad opera di un gradiente di potenziale chimico
Se nel sistema ci sono i-componenti ciascuna con n moli le quantità
i
= (G/n )
i i T,P,n j l’apporto
vengono chiamate energie libere parziali per mole oppure potenziali chimici e rappresenta per
all’energia
mole che ciascuna componente contribuisce libera del sistema.
Pertanto i flussi di
materia che vengono
prodotti sono propor-
zionali ai gradienti di
potenziale chimico e
solo quando tutti i
gradienti si annullano si
può avere uno stato di
equilibrio.
Lezioni di Biofisica
Trasporto ad opera di un gradiente di potenziale chimico
Se invece t
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Modelli dei sistemi biologici
-
Chimica dei Sistemi Biologici
-
Termodinamica - sistemi aperti
-
Modelli dei sistemi biologici 2