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à
BOTANICA SISTEMATICA si occupa di studiare e comprendere la
diversità degli organismi viventi.
In passato veniva vista come una scienze descrittiva che si occupava di
à
evidenziare le differenze tra i TAXA TASSONOMIA
Gli studi tassonomici forniscono gli elementi per la classificazione, dove
classificare significa mettere in ordine le entità secondo schemi logici.
Oggi la botanica sistematica si occupa di individuare tutti i rami dell’albero
della vita e di studiare i cambiamenti avvenuti nel corso dell’evoluzione ai
diversi rami, in base alle caratteristiche delle specie poste agli apici dei rami
stessi.
Unita elementare in botanica: la SPECIE:
è un’imposizione artificiale perciò deve essere un’unità funzionale.
Esistono tante definizioni di specie:
à
MORFOSPECIE (gli antichi osservavano le piante), insieme di
o organismi che presentano caratteristiche morfologiche molto simili e
anche la prole è simile ai genitori.
MA: le piante possono assumere caratteristiche diverse in base al luogo in
cui vivono, modificando leggermente la loro struttura, si creano così
SOTTOSPECIE (spesso ognuna legata ad un ambiente diverso).
à
BIOLOGICA popolazione di individui che possono incrociarsi tra
o loro e dare origine a prole fertile.
MA: non è sempre dimostrabile interfertilità all’interno dello stesso gruppo,
inoltre molte piante si riproducono per via asessuata.
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à
EVOLUTIVA sequenza di popolazioni che discendono da un
o progenitore comune e che si evolvono separatamente da altre
popolazioni simili in un dato luogo e periodo di tempo.
Definizione più accurata, anche se la specie resta comunque una categoria
ASTRATTA.
Nonostante ciò, la morfospecie resta quella più usata in botanica, in quanto
basta osservare per riconoscere.
I primi a creare un elenco di specie sono stati i filosofi Greci che iniziarono
a guardare le piante e a distinguerle, poi i frati che le associavano al
beneficio che portavano agli esseri umani (ad esempio rimedio per tosse o
mal di testa ecc.). Andrea Cesalpino classificò 1500 specie facendo
un’analisi tassonomica e fu il primo a costruire un Erbario.
Nel 1753 Linneo introduce il concetto di nomenclatura binomia, nasceva
infatti l’esigenza di dare genere e specie alla pianta:
Pisum saltivum (L.).
(nome genere con 1 lettera maiuscola + nome specie + autori)
i vantaggi di questo sistema sono che è un sistema aperto e che permetteva
di identificare specie poco conosciute solo sulla base di pochi caratteri,
tuttavia vi erano anche degli svantaggi: la scelta dei caratteri era arbitraria,
infatti questi schemi si basano su pochi caratteri detti artificiali, che si
contrappongono a quelli naturali (obbiettivo di evidenziare la specie e le
loro affinità, grazie all’analisi di più caratteri).
CLASSIFICAZIONE SPECIE;
à
ACEAE famiglia
o à
ALES ordine
o à
OPSIDA classe
o à
PHYTA phylum
o 3
Nel 859 Darwin scrive l’origine delle specie, i sistemi di
o classificazione diventano filogenetici, quindi i diversi TAXA non
devono più essere raggruppati in unità superiori in base a
somiglianze, ma essere disposti in base a dipendenze d’origine.
Alberi filogenetici:
entità sistematiche
derivate da un antenato
comune saranno posti
vicini nell’albero.
NON è sempre facile!
Nascono perciò due discipline di analisi ed interpretazione delle diversità
biologiche:
FENETICA valuta i rapporti tra gli organismi considerando tutti
à
o i possibili caratteri senza dare peso filogenetico. Quindi come
concetto base il fenotipo riflette il genotipo e il carattere non ha peso.
La fenetica si ispira ai metodi Adamsoniani ma la sua esplosione si ebbe con
i principi della tassonomia numerica di Sneath and Sokal (1963) che
proposero metodi numerici per stabilire relazioni di affinità tra specie e
gruppi tassonomici. I metodi fenetici - come la tassonomia classica - non
tengono conto in modo specifico delle relazioni evolutive: essi raggruppano
gli organismi esclusivamente sulla base del numero di caratteri comuni
senza considerare l'importanza dei caratteri stessi.
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CLADISTICA rapporta la gerarchia delle diversità
à
o evoluzionistiche. Interpreta gli organismi viventi in chiave evolutiva.
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È un insieme di caratteristiche misurabili.
Possiamo avere caratteri morfologici (struttura del fiore, della foglia)
Oppure caratteri molecolari (sequenze di geni del DNA nucleare).
I caratteri possono inoltre essere distinti in binari (piante legnose/piante
erbacee; piante a fiore/ piante senza fiore) presenza o assenza di un carattere.
Caratteri multistato (più varianti dello stesso carattere).
La scienza che studia questi caratteri è la cladistica.
La Cladistica ha come fine quello di interpretare i caratteri in chiave
evolutiva ovvero comprendere quale carattere è derivato dal progenitore e
quale invece è il frutto di eventi indipendenti, come fenomeni di
Convergenza evolutiva (es. Comparsa di parenchimi acquatici in molte
specie succulenti appartenenti addirittura a famiglie differenti).
La Cladistica riconosce quindi i Cladi come insiemi di più unità
tassonomiche che condividono caratteri derivati da un ancestrale comune.
Questi cladi sono raggruppati tra loro secondo parentele nei cladogrammi.
La Cladistica impone che i gruppi siano MONOFILETICI, ovvero
composti da organismi tutti derivati da un comune antenato. Questo si
contrappone a quelle entità (Famiglie, generi, ecc) che nascono da sistemi
di classificazione non cladistica e che riuniscono organismi che presentano
similarità morfologiche e non necessariamente derivati da antenati comuni.
Tali gruppi si dicono POLIFILETICI.
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La costruzione di un cladogramma prevede quindi l’analisi dei caratteri dei
diversi taxa in chiave evolutiva e la suddivisione di questi in:
à
Caratteri plesiomorfici carattere comune ad una specie ed il suo
o ancestrale.
(ad esempio: tutti i miei amici per essere tali sono nati a Bollate)
à
Caratteri derivati/apomorfici distaccano la specie dal suo
o ancestrale.
(ad esempio: 5 di questi miei amici si sono trasferiti a New-York,
questo carattere è derivato poiché distacca questi 5 dalla popolazione
di partenza/antica)
DOGMA: un carattere derivato è destinato a diventare
plesiomorfico/ancestrale.
Esempio: all’anno 1 ho dei fiori con petali bianchi, non pelose e con seme
liscio, dopo alcune generazioni succede che una popolazione di questi fiori,
che sta su un versante di una montagna diverso dagli altri, mutano, i petali
diventano rossi, gli altri caratteri invece si conservano. 10 anni dopo si
differenziano ulteriormente, ecco che i petali rossi prima considerati
apomorfici diventano pelsiomorfici. 7
Partendo dall'analisi dei caratteri Apomorfici e Plesiomorfici si può quindi
impostare un albero come in figura A, che descrive tutte le caratteristiche
dei taxa. In alternativa è possibile indicare solamente i caratteri mutati come
in figura B, utilizzando dei trattini.
La Cladistica tuttavia non si accontenta di rappresentare le differenze ma
vuole capire i cambiamenti dei caratteri durante l'evoluzione ovvero sapere
quali cambiamenti sono avvenuti prima e quali dopo.
In altre parole l'albero deve essere RADICATO.
La radicazione di un albero permette di capire quali sono le specie ancestrali
(plesiomorfiche) e come via via si siano sviluppate le altre.
(esempio: devo capire chi ha portato per primo gli occhi azzurri in famiglia
per poter costruire l’albero). 8
L’albero della vita dei vegetali è complesso. Sebbene ci siano molte
indicazioni che ci suggeriscono come progenitori delle piante terrestri siano
un gruppo di alghe verdi, i nodi cruciali di molti passaggi non sono ancora
stati risolti. Il problema principale è che molte specie arcaiche sono oggi
estinte e quindi non è possibile risalire con precisione ai diversi passaggi.
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Riassumendo: Dai tempi di Linneo in poi si è cercato di suddividere i viventi
in raggruppamenti che tenessero conto delle loro caratteristiche macro e
micromorfologiche. L'aumento di conoscenze sui batteri ha portato a
riconoscere una prima fondamentale distinzione tra i viventi in procarioti e
eucarioti. Sulla base del tipo di cellula si formarono 3 raggruppamenti. Due
dei tre gruppi sono rappresentati da organismi
procarioti (Bacteria e Archaea).
Con l’incremento delle conoscenze i tre raggruppamenti sono stati divisi in
5 regni:
Piante
o Animali
o Funghi
o Protisti
o Monere
o
(I primi 4 sono eucarioti, mentre le monere racchiude solo organismi
procarioti)
LE PIANTE sono esclusivamente quelle che costituiscono il regno Plantae
e sono organismi:
Eucarioti
o Pluricellulari
o Fotosintetici
o Con parete cellulare costituita da cellulosa
o
in generale sono organismi terrestri con ciclo ontogenetico aplo-diplonte
(ovvero alternanza di generazione gametofitica e sporofitica) e con
riproduzione sessualeattraverso oogamia. In questo regno sono incluse le
briofite, le pteridofite (piante vascolari non a seme) e le spermatofite
(gimnosperme e angiosperme). 10
RIMANGONO FUORI LE ALGHE, da sempre comunque considerate
come organismi legati alla botanica.
NON SONO PIANTE MA ORGANISMI VEGETALI!
Le alghe sono viventi eucarioti fotosintetici con cloroplasti provvisti di
clorofilla A, associata ad altri pigmenti (clorofilla B, C, ecc).
Vivono in ambienti acquatici o umidi (non sono in grado di resistere alla
disidratazione). Possono essere unicellulari o pluricellulari: questo ultime
sono prive di tessuti conduttori e di organi.
Sono i primi esseri vegetali che comparvero sulla Terra. Colonizzarono
inizialmente il mondo acquatico poiché vi erano le condizioni idonee alla
vita, sono un gruppo molto eterogeneo.
Origine evolutiva: si ipotizza che le alghe unicellulari rappresentino i primi
organismi eucarioti comparsi sulla Terra. L’ipotesi più accreditata è quella
dell’endosimbiosi, organismi procarioti capaci di instaurare endo-simbiosi
stabili con altre cellule procariote, si sarebbero introdotti in questi ultimi e
gradualmente trasformati negli organuli cellulari delle cellule eucariotiche
algali. Le alghe pluricellulari invece, si sarebbero sviluppate molto dopo e
solo alcune sono emerse sulle Terre per originare le piante superiori.
Dove si trovano? Ovunque c’è acqua stanno bene, poiché necessitano luce
e acqua. Si trovano anche sulla pelliccia di alcuni animali o anche in corsi
d’acqua rafferma.
Come sono fatte? Ha gli organuli tipici della cellula vegetale: parete,
vacuolo e plastidi più strutture aggiuntive come flagelli e pirenoidi (dove si
trova la rubisco per il ciclo di Calvin).
Le sostanze di riserva sono i polisaccaridi, ma alcune usano anche lipidi.
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MODELLI DI ORGANIZZAZIONE:
le forme coloniali possono essere di due tipi ovvero un’aggregazione di
cellule che si moltiplicano per mitosi e la colonia per frammentazione
oppure dei cenobi. I cenobi sono colonie di alghe verdi con un numero
definito di cellule e una struttura precisa. Nei cenobi la divisione cellulare è
coordinata. 12
Esistono poi anche tantissime strutture intermedie.
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RIPRODUZIONE:
le alghe e le piante si riproducono secondo diversi metodi:
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RIPRODUZIONE VEGETATIVA avviene per divisione
o cellulare nelle alghe unicellulari e per frammentazione del tallo
nelle pluricellulari tallose. à
RIPRODUZIONE ASESSUALE avviene attraverso la
o produzione di spore, singole cellule che possono germinare per
produrre nuovi individui. Le spore algali sono flagellate e
liberamente natanti e sono dette zoospore.
Le spore sono degli organi di resistenza evoluti che consentono all’alga
sessile di spostarsi e nuotare per trovare una zona migliore per riprodursi.
Questo porta alla formazione di un’alga identica a quella che la genera.
LA RIPRODUZIONE VEGETATIVA E ASESSUATA NON DANNO
ORIGINE AL RIMESCOLAMENTO GENETICO!!!
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RIPRODUZIONE SESSUALE è un processo che prevede
o la formazione di gameti, ovvero di cellule specializzate per la
riproduzione con un corredo cromosomico ridotto (n). la
fusione di due gameti (femminile + maschile) porta alla
formazione dello zigote.
i gameti possono avere forma, dimensioni e caratteristiche diverse:
Isogamia: i 2 gameti hanno stessa forma
o anisogamia: stessa forma ma dimensioni diverse
o oogamia: gamete femminile immobile detto oosfera ed uno
o maschile piccolo e mobile detto spermatozoide, questo
nuotando raggiunge l’oosfera e la feconda.
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La riproduzione sessuale viene usata per il rimescolamento genetico, la
riproduzione vegetativa per la propagazione della specie.
Tuttavia la riproduzione delle alghe è complicata dal fatto che esse possono
seguire diversi cicli:
CICLO APLONTICO: è adottato da alghe con tallo
o vegetativo aploide che generano gameti NON per meiosi ma per
mitosi. La fusione dei gameti genera lo zigote (unica fase
diploide del ciclo). Lo zigote per meiosi genera meiospore che
possono o dividerai mitoticamente per generare altre spore o
originare una nuova alga uni o pluricellulare.
CICLO DIPLONTICO: è adottato da alghe con tallo
o vegetativo diploide capaci di produrre per meiosi gameti
aploidi. Questi rappresentano l’unico stadio aploide del ciclo e
si fondono subito generando uno zigote che si accrescerà
nuovamente nel tallo vegetativo. È quello che avviene
nell’uomo!
CICLO APLODIPLONTICO: è adottato da alghe che
o presentano due generazioni; una aploide e una diploide. La
generazione con tallo aploide si riproduce generando gameti per
mitosi ed è detta gametofito. La fecondazione genera lo zigote
che si accresce nella generazione diploide o sporofito. Lo
sporofito genera meiospore per meiosi che germinano e
originano nuovamente il gametofito.
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CLASSIFICAZIONE:
La suddivisione e classificazione delle alghe è estremamente complicata. In
genere vengono raggruppate in 7 Divisioni in base a caratteri plesiomorfici
ed apomorfici. Tra i più importanti vi sono:
Pigmenti fotosintetici accessori
o Sostanze di riserva accumulate
o Composizione parete cellulare
o Presenza di flagelli
o Struttura di componenti endocellulari (Nucleo, cloroplasto, pirenoide)
o
La distribuzione delle alghe è strettamente correlata alla presenza dei
diversi pigmenti:
CLOROPHITA O ALGHE VERDI: alghe con colorazione verde.
o Pigmenti: clorofilla A e B + carotenoidi. Sono le alghe più superficiali,
le più simili alle piante terrestri.
PHAEOPHYTA O ALGHE BRUNE: alghe con colorazione dal
o giallo-verde al bruno. Pigmenti: clorofilla A e C + specifici
carotenoidi. Sono definite brune perché i pigmenti fotosintetici verdi
hanno già assorbito la luce nel primo strato ad opera delle alghe verdi,
quindi la luce che arriva qui è più ricca di componente blu e rossa e
per riuscire a catturare la luce sviluppano pigmenti accessori che noi
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vediamo come colore marrone, che è il complementare di quello che
viene assorbito.
ALGHE ROSSE: fino a 200 m di profondità, c’è pochissima luce e
o quindi sviluppano dei pigmenti accessori che cercano di catturare le
lunghezze d’onda che arrivano a queste profondità. Pigmenti:
clorofilla A + ficobiline.
Le alghe possono essere planctoniche; ovvero fluttuare, oppure essere
adese ad un substrato e quindi bentoniche.
TABELLA RIASSUNTIVA: 18
Andiamo a vedere la Tabella riportata alla pagina precedente nel
dettaglio: ALGHE UNICELLULARI
à
EUGLENOPHYTA organismi flagellati con clorofilla A e B, sprovvisti
di parete e circondati solo da membrana. In genere hanno due flagelli ed un
vacuolo contrattile che raccoglie l’eccesso di acqua e la espelle. Nei plastidi
non si accumula amido ma un altro polisaccaride detto paramilon. Euglena
è l’esempio più noto, con cloroplasti, unicellulare e con un flagello per la
locomozione. Possiede una macchia oculare capace di percepire la luce, che
le permette di orientarsi nel suo habitat. Ha dimensioni comprese tra 50 e
100 micrometri, al microscopio si può distinguere la presenza di una sorta
di capsula di rivestimento, detta lorica, che costituisce la parete cellulare
tipica delle cellule vegetali. Vive nelle acque dolci e salmastre.
Si adatta bene all’ambiente e si modifica nella sua forma e dimensioni, ad
esempio si arrotonda in una sfera e scarta il flagello e rimane in questa
condizione finchè l’ambiente non tornerà favorevole. Si riproduce per
scissione binaria. (si è sviluppata probabilmente prima dello sviluppo della
riproduzione sessuale!)
à
PYRHOPHYTA dinoflagellati, sono alghe unicellulari caratterizzate da
due solchi sulla parete cellulare, con ognuno un flagello. L’azione
combinata dei due flagelli produce un movimento rotatorio. Sono forme
ancestrali. Si dice che siano i responsabili delle maree rosse, perche quando
le temperature aumentano si formano le maree algali (vedi immagine).
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Si riproducono attraverso divisione longitudinale delle cellule, ciascuna
cellula figlia riceve uno dei due flagelli e una porzione di parete.
Successivamente durante l’accrescimento sintetizza il flagello mancante e
la porzione di parete. La riproduzione sessuale è stata osservata in diverse
specie tuttavia il ciclo è complesso. In condizioni avverse (es: poco cibo)
possono produrre cisti di resistenza: strutture immobili che cadono sul
fondo degli oceani e vengono trasportati dalle correnti in zone più idonee.
Solo in tali condizioni germinano e possono generare le maree rosse. La loro
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