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Sistema circolatorio

Porta il sangue in periferia per ossigenarlo e portare sostanze nutritizie, raccoglie anidride carbonica e sostanze di rifiuto, questa è la funzione della circolazione generale. La circolazione polmonare invece porta il sangue povero di ossigeno ai polmoni dove viene riossigenato rilasciando anidride carbonica e ritorna poi al cuore.

L'emoglobina cambia colore quando è ossigenata e quando è ridotta. Nelle arterie è di colore acceso, mentre nelle vene ha un colore più scuro; il sangue ricco di ossigeno si dice arterioso e avrà un colorito più acceso mentre il sangue povero di ossigeno si dice venoso e sarà più scuro.

La pompa cardiaca permette al sangue, in entrambi i circoli, di passare nei vasi; i vasi che vanno lontani dal cuore sono arterie mentre quelli che tornano al cuore sono detti vene. Nella circolazione polmonare, invece, le arterie portano ai polmoni sangue venoso e le vene polmonari (sono quattro, due a destra e due a sinistra) riportano al cuore del sangue arterioso. Il sangue arriva al cuore attraverso due vene, la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Il sangue dei polmoni torna al cuore attraverso le vene polmonari e il cuore lo rimanda al circolo sistemico attraverso l'arteria aorta, ricco di ossigeno.

Esiste una rete capillare formata da vasi molto piccoli ed è a questo livello che avvengono gli scambi; nel versante arterioso di questa rete escono ossigeno e sostanze nutritizie mentre in quello venoso entrano anidride carbonica e sostanze di rifiuto (non solo gas ma anche liquidi attraverso l'interstizio tra le cellule). Ogni giorno perdiamo circa due litri di liquidi in questo modo, questi devono però uscire dai tessuti se no saremmo sempre gonfi; il sistema linfatico svolge questa funzione di raccolta e rimette i liquidi nel circolo venoso ma se ci sono ostruzioni in questo sistema, si avranno comunque gonfiori (esempio: elefantiasi).

Sistema cardiovascolare

È formato da cuore, vasi sanguigni e linfatici. I capillari, con parete sottile, sono il sito di scambio. Le arterie sono classificate in tre tipi diversi in base al loro diametro e costituzione: elastiche: hanno un diametro di 1 cm e mezzo fino a 3 cm e sono le più grandi; muscolari, di calibro medio; arteriole, di calibro più piccolo. Le arterie devono avere una parete abbastanza robusta per poter resistere alle pressioni; man mano che ci si allontana dal cuore, l'effetto della pompa si riduce e con lui anche le pareti di arterie muscolari e arteriole, mantenendo però il loro tono muscolare e mantenendo così anche la pressione, permettendo al sangue di progredire.

La parete dell'arteria è divisa in tonache: intima, media e avventizia; la tonaca avventizia di solito è collegata al tessuto connettivo circostante. La superficie interna della tonaca intima è ricoperta da cellule piatte endoteliali (a volte sono così sottili che dove c'è il nucleo la cellula sembra rigonfia) che producono sostanze le quali impediscono la coagulazione quando l'endotelio è completo ma se l'endotelio è danneggiato ci sarà la coagulazione. Dove si trova una sottile parete, le sostanze filtrano, infatti vi sono endoteli diversi a seconda di quanto il vaso deve essere impermeabile.

Le arterie elastiche sono rappresentate dall'aorta (la quale ha un calibro vicino ai 3 cm); nella sua tonaca media ci sono molte fibre elastiche (solo nelle grosse arterie) che durante la contrazione della sistole entrano in tensione quando arriva il sangue e immagazzinano parte di questa energia (pressione laterale, infatti il sangue non compie solo una pressione in lunghezza ma anche sulle pareti). Durante la diastole il cuore si rilascia e non inietta sangue a alta pressione ma nella parete ci sono le fibre che cedono l'energia, prima immagazzinata, facendo comunque progredire il sangue. La pressione massima che viene registrata dal medico è quella della sistole mentre la minima è quella della diastole; 110-80 dovrebbe essere in giovane età in una donna, mentre negli anziani si passa a 150-60. Durante la diastole, le fibre non creano un flusso alternato bensì uno continuo in un intervallo limitato; con l'età le fibre elastiche si deteriorano e aumenta la pressione differenziale, aumenta cioè la massima perché le fibre immagazzinano meno energia e diminuisce la minima poiché sono in grado di cedere meno energia al sangue. Nella tonaca media ci sono anche cellule muscolari lisce. Nella tonaca avventizia di arterie molto grandi ci sono vasi più piccoli detti "vasa vasorum" cioè "vasi dei vasi" poiché la parete non riesce a essere ossigenata dal lume interno dell'arteria stessa.

Le arterie muscolari hanno meno fibre elastiche e più muscolatura liscia in un diametro minore siccome ci stiamo allontanando dal cuore; mantengono il tono della parete e favoriscono il mantenimento anche della pressione nel vaso. A volte si chiudono troppo e si creano patologie, ad esempio l'arteria renale che va a determinare una patologia a tutto il corpo.

Le arteriole arrivano ai capillari e hanno uno, due strati di muscolatura liscia oltre all'endotelio mentre le arterie piccole hanno fino a 8 strati. La tonaca avventizia è poco sviluppata in entrambe. Le arteriole sono fondamentali per il controllo del flusso ematico (esigenze di ossigeno e nutrienti o no), si contraggono se non serve sangue o si dilatano se, ad esempio, stiamo correndo e quindi abbiamo bisogno che i nostri tessuti siano ossigenati. La funzione varia a seconda dei distretti, ad esempio l'intestino, se corriamo, si contrae perché non ci serve la sua attività in quel momento. L'arteriola si separa in due rami più piccoli, si biforca; è formata da anelli più o meno concentrici di fibre muscolari.

Le vene si dice che confluiscono per dare una vena più grande. Nel circolo venoso il sangue ha una pressione molto bassa quindi la loro parete è molto più sottile e meno robusta infatti senza sangue collassano (si dice che le loro pareti collabiscono). Esiste una forza da dietro, "vis a tergo", che fa progredire il sangue, infatti quello che arriva dai capillari spinge avanti quello già presente nella vena. Il sangue negli arti inferiori fatica ad andare contro la forza di gravità verso il cuore quindi ci sono delle piccole contrazioni muscolari, impercettibili all'uomo normalmente, che spingono il sangue verso l'alto quando ci muoviamo. Se ciò non accadesse si incorrerebbe nelle vene varicose, le quali si vengono a creare quando la parete delle vene si sfianca. Per impedire al sangue di tornare verso il basso ci sono delle valvole che non si chiudono del tutto ma hanno una forma tale che il sangue difficilmente scende, dandogli un senso unidirezionale. Queste valvole si chiamano "nidi di rondine" e quando non tengono più si avranno flebiti e vene varicose.

Le vene cave hanno tre strati non molto spessi, le vene medie hanno una tonaca media molto sottile e le venule sono senza tonaca media, hanno solo uno, due strati di muscolatura liscia. Le venule sono sensibili a istamina e serotonina, le quali aumentano la permeabilità ai fluidi nelle reazioni allergiche e infiammatorie.

Il cuore

La dimensione è quella di un grosso pugno, è lucido perché è rivestito dal pericardio viscerale che permette al cuore di muoversi nel mediastino senza attrito. Le parti gialle sul cuore sono tessuto adiposo e sono vicine alle coronarie, divise a metà dal solco interventricolare. Da davanti il cuore mostra il ventricolo destro mentre da dietro mostra il sinistro. Le cavità sono dette atri quelle superiori e ventricoli quelle inferiori. Si trova un setto interatriale che divide i due atri e un setto interventricolare che divide i ventricoli. Gli atri comunicano con i ventricoli attraverso delle valvole atrioventricolari, le quali si aprono e chiudono ritmicamente. La parte destra e quella sinistra sono separate e hanno pompe in serie cioè agiscono una dopo l'altra. La prima pompa spinge il sangue dal ventricolo destro del cuore nei polmoni per poi tornare all'atrio sinistro, mentre la seconda pompa spinge il sangue dal ventricolo sinistro all'aorta e così nel circolo generale.

Un cuore pesa 280-340 grammi in un uomo di 17-20 anni ma negli anni si può ingrandire, questo è sintomo di problemi, nella donna pesa 230-280 grammi poiché la massa da vascolarizzare è minore. Il cuore si può sfiancare e arrivare a pesare quasi un chilo determinando una cardiomiopatia ipertrofica. Il cuore ha una faccia sterno costale (formata prevalentemente da atrio e ventricolo di destra) cioè guarda sterno e coste, e una faccia diaframmatica (formata dal ventricolo sinistro) cioè si appoggia sul diaframma, rivolto verso indietro e in basso. Il margine di sinistra si dice ottuso poiché è smussato mentre quello di destra si dice acuto. Nel mediastino il cuore è un po' spostato verso la mia sinistra e la sua punta corrisponde alla quinta costa di sinistra. Si trova davanti all'esofago e alla colonna vertebrale, sopra il cuore c'è il timo, organo linfoide, insieme ai gr...

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Biuli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Vercelli Alessandro.
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