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Proposta

La proposta è un atto giuridico negoziale con il quale una parte propone ad un’altra la costituzione o estinzione di un rapporto giuridico patrimoniale. Per patrimonialità si intende che la prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica, ossia deve essere in grado di stabilire un valore in denaro. La proposta è un atto unilaterale perché non richiede una pluralità di parti per la sua costituzione ma si perfeziona grazie alla volontà di una sola parte. (Ricorda: il concetto di parte è diverso da soggetto perché una parte può essere formata da una pluralità di soggetti)

Le parti della proposta

Troviamo due parti:

  • Proponente: colui che fa la proposta
  • Oblato: destinatario della proposta

Momenti della proposta

È possibile individuare 4 momenti:

  • Emissione
  • Spedizione
  • Ricezione
  • Cognizione

Efficacia della proposta

Da quando è efficace la proposta? La proposta è un atto recettizio e quindi produce effetti dal momento in cui arriva all’oblato, a meno che questi non dimostri che non ne era venuto a conoscenza. La cognizione è un momento difficile da interpretare perché è una condizione psicologica; quindi, il legislatore si appella alla cognizione legale e adopera la presunzione di conoscenza e quindi dalla cognizione si passa alla ricezione (quando ricevi la proposta significa che ne sei a conoscenza).

Effetti della proposta

L’effetto che produce la proposta è quello di attribuire all’oblato il potere di accettare. Quindi la proposta è un atto con cui il proponente attribuisce all’oblato il diritto di compiere un atto unilaterale che determina la conclusione del contratto. La proposta determina la costituzione di un rapporto giuridico potestativo in cui da una parte ci sarà soggezione (proponente) e dall’altra ci sarà un diritto potestativo (oblato).

Caratteristiche della proposta

La proposta ha due caratteristiche:

  • Deve essere completa: la completezza è un concetto relativo perché per dire che qualcosa è completa bisogna avere un parametro di riferimento, devo avere un modello con cui potere confrontare la cosa per giudicarla completa. Una proposta è completa quando contiene tutti gli elementi essenziali del contratto che voglio concludere (es: nel contratto di compravendita un elemento essenziale è il prezzo). Se manca il requisito della completezza siamo davanti ad un invito ad offrire.
  • Deve essere indirizzata ad un soggetto determinato: il fatto che la proposta è indirizzata ad un soggetto determinato mi consente di dire che l’atto è recettizio. Se la proposta non è indirizzata ad un soggetto determinato ma è indirizzata alla collettività non siamo più davanti ad una proposta ma siamo davanti ad un’offerta al pubblico (es: bene esposto in vetrina). Se mancano entrambi i requisiti siamo davanti ad un invito ad offrire al pubblico.

Durata del rapporto giuridico potestativo

La proposta determina quindi la costituzione di un rapporto giuridico potestativo. Noi vogliamo comprendere fino a quando questo rapporto giuridico potestativo dura. Stabilire una durata significa identificare termine e condizione (non sono elementi essenziali ma accidentali). Se termine e condizione non vengono indicati il momento di inizio dipende dalla tipologia dell’atto. Se il termine non è indicato la risposta deve essere tempestiva.

Termine e condizione

  • Termine è un avvenimento futuro e certo; nel termine può capitare che è certo che arriverà ma non si sa quando questo avverrà.
    • Termine iniziale = stabilisce l’inizio
    • Termine finale = stabilisce la fine
  • Condizione è un avvenimento futuro e incerto (es: l’atto produce effetti se domani nevica, quindi l’atto ha effetto nel momento in cui si avvera una determinata condizione che non sono sicuro al 100% che avverrà). Parlando di condizione dobbiamo distinguere tra:
    • Condizione sospensiva = serve per produrre gli effetti (sono in attesa che si verifica una determinata condizione affinché l’atto produca gli effetti)
    • Condizione risolutiva = serve per cessare gli effetti (quando si verifica una determinata condizione gli effetti cessano)

La proposta irrevocabile

La proposta irrevocabile è una proposta con la quale io mi impegno a mantenere ferma (non revocare) la proposta. È regolata dall’articolo 1329: "se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto". Attraverso la proposta irrevocabile si creano due rapporti giuridici potestativi:

  • Il tipico della proposta semplice
  • In cui il proponente si impegna a mantenere ferma la proposta e quindi si priva del potere di revocare. Se il proponente volesse revocare, la sua revoca sarebbe senza effetto.

La proposta irrevocabile deve essere fatta con un termine perché bisogna capire fino a quando ho la possibilità di non revocare. E quando il soggetto dimentica di mettere il termine alla proposta cosa succede?

  • La proposta vale come proposta semplice
  • L’irrevocabilità ha lo stesso effetto della proposta
  • Nell’opzione se le parti non decidono il termine, allora lo decide il giudice.

Mentre la proposta semplice perde efficacia in 4 casi e cioè:

  • Scadenza
  • Revoca
  • Morte del proponente
  • Perdita della capacità

La proposta irrevocabile invece perde efficacia solo in un caso:

  • Scadenza

La revoca

La revoca è un atto unilaterale, recettizio e revocabile. È un atto di secondo grado perché per fare la revoca è necessaria la proposta. L’effetto della revoca è quello di estinguere gli effetti generati dall’atto di primo grado (della proposta cioè).

La differenza tra revoca e ritiro è che la revoca presuppone che esiste un atto che ha prodotto i suoi effetti mentre con la revoca elimino questi effetti. Il ritiro invece presuppone che ci sia un atto che ancora non ha prodotto effetto e io, ritirando, impedisco che quell’atto produca i suoi effetti.

Accettazione

L’accettazione è:

  • Un atto giuridico negoziale: il soggetto non solo può stabilire se compierlo o meno ma ha anche il potere di decidere gli effetti
  • Atto recettizio: produce i suoi effetti nel momento in cui giunge al destinatario
  • Atto unilaterale: proviene da una sola parte

Requisiti dell'accettazione

L’accettazione deve rispettare due requisiti:

  • Conformità: l’accettazione deve essere conforme alla proposta altrimenti non potrebbe determinare la conclusione del contratto. Se il requisito della conformità non viene rispettato possono esserci due situazioni; se la difformità riguarda un elemento essenziale del contratto avremo una controproposta mentre se la difformità riguarda un elemento secondario l’accettazione potrebbe essere ritenuta comunque conforme.
  • Tempestività: il destinatario della proposta accetta quando è titolare del diritto potestativo e quindi l’accettazione è tempestiva quando l’oblato, ancora titolare del diritto potestativo, fa accettazione. Se l’accettazione non è tempestiva siamo davanti ad un’accettazione tardiva. Nell’accettazione tardiva l’oblato non è più titolare del diritto potestativo e compie un atto che non potrebbe compiere quindi l’atto è inefficace. L’accettazione tempestiva conclude il contratto mentre l’accettazione tardiva non conclude il contratto.

Forma dell'accettazione

Quale forma richiede l’accettazione? L’accettazione può essere fatta in qualsiasi modo tranne nel caso in cui sia richiesta la forma scritta a pena di nullità. Quindi l’unico caso in cui l’accettazione deve essere fatta obbligatoriamente attraverso la forma scritta è il caso in cui lo pretende il proponente. Nello schema di proposta + accettazione il contratto si conclude nel momento in cui il proponente viene a conoscenza dell’accettazione da parte dell’oblato.

Tipi di contratti

Il contratto è definito come l’accordo tra due o più parti per regolare, estinguere o modificare un rapporto giuridico patrimoniale. I contratti possono distinguersi dal punto di vista della fattispecie e dal punto di vista degli effetti che essi sono in grado di produrre.

Fattispecie dei contratti

  • Contratti consensuali: sono quei contratti che si concludono nel momento in cui le parti esprimono il loro consenso.
  • Contratti reali: sono quei contratti che si concludono attraverso il consenso delle parti e la consegna della cosa (esempio: mutuo). In un contratto consensuale non esiste revoca mentre nei contratti reali è possibile revocare anche se c’è stata accettazione ma non c’è stata la consegna della cosa.

Effetti dei contratti

  • Contratti ad effetti reali: sono quei contratti che producono almeno uno di questi effetti:
    • Trasferimento del diritto di proprietà su un bene determinato
    • Costituzione, modificazione o estinzione di un diritto reale
    • Trasferimento di un diritto potestativo o obbligatorio
  • Contratti ad effetti obbligatori: sono quei contratti che costituiscono, modificano o estinguono i rapporti giuridici potestativi.

Oltre lo schema classico di proposta e accettazione esistono dei cammini più lunghi per arrivare da proposta e accettazione fino al contratto definitivo in cui vengono messi dei vincoli. Quindi dallo schema classico: proposta + accettazione → contratto.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberta.manicone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche di negoziazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Barba Vincenzo.
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