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Big riassunto di storia romana

Le premesse sulla fondazione di Roma

Prima di parlare della fondazione di Roma, dobbiamo fare due premesse:

  • Le fonti: ci permettono di ricostruire la storia di Roma, che vengono ricavate da fonti archeologiche, da fonti scritte, da fonti orali. Prima gli storici usavano solo le fonti scritte ma oggi la storia si è evoluta e usa numerose altre fonti. Per la fondazione di Roma, abbiamo poche fonti scritte purtroppo. I principali storici che ci danno fonti sono Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso e poi vi sono gli annalisti romani. Gli annali erano dei libri dove gli storici giorno per giorno scrivevano il giorno, i problemi politici, gli eventi e proprio grazie a queste fonti siamo riusciti a ricostruire la storia. Il problema è che tali annali sono andati perduti...ma proprio Tito Livio per esempio usò gli annali per scrivere le origini di Roma. Altro problema è che gli annali si scrissero dal 400 a.C. in poi... di certo non erano scritti quando Roma era ancora un insieme di villaggi di pastori (la scrittura non esisteva). Tutto ciò scritto poi...nel 400 a.C. è tradizione orale, è leggenda. Per questo gli storici hanno fortemente criticato tali fonti, perché appunto mix tra storia e leggenda ma le fonti archeologiche hanno confermato molti dati (come le mura, il pomerio...). Quindi: noi studiamo le fonti che ci vengono dagli storici romani, che hanno scritto sulla base degli annalisti che hanno scritto sulla base dei racconti e dei miti quindi della tradizione orale.
  • La storia di Roma è complessa, si estende in quasi un millennio poiché il suo sviluppo è stato lento (basti pensare che solo dopo 350 anni inizia ad espandersi nel Mediterraneo) nel corso del tempo ma è stato sicuramente magistrale e indimenticabile. Studiamo la base storica e la base leggendaria che non è da trascurare perché spesso ci dà elementi validi e ormai provati da numerosi dati archeologici.

Il contesto geografico e culturale

Intorno all'VIII a.C. il Lazio era abitato da Latini, vicino al mare, e Sabini, all'interno. Il centro più importante dei Latini era Alba Longa, l'attuale Castel Gandolfo. La popolazione di Alba Longa ha deciso di fondare degli insediamenti a valle sul Palatino per difendersi dalle popolazioni intorno. I villaggi latini infatti fondano una lega, si uniscono, per difendersi da una grande potenza, quella Etrusca, in una vastissima area sparsa nella penisola. Gli Etruschi volevano conquistare il Lazio, poiché vi era il Tevere, un fiume molto importante, che in corrispondenza dell’attuale Isola Tiberina poteva addirittura essere attraversato facilmente da una sponda all’altra. Il Tevere era una forma di collegamento, un mezzo di comunicazione essenziale anche per i commerci (sale per esempio, il sale permetteva di conservare i cibi) con la Magna Grecia. A un certo punto tra il Palatino e il Quirinale si diffusero sempre più i villaggi dei Latini, che fondarono il villaggio dell’antica Roma.

La leggenda della fondazione di Roma

Non possiamo parlare di fondazione vera e propria, ma di unificazione. Il nome Roma potrebbe provenire dal termine Rumon, termine latino con cui veniva chiamato il fiume Tevere, ci sono tantissime ipotesi a riguardo. Cosa racconta la leggenda? Roma fu fondata il 21 aprile 753 a.C., gli scavi archeologici hanno confermato che il primo insediamento nel Palatino fu dell’VIII secolo, che ci riconduce alla data del mito.

Abbiamo due leggende che si uniscono tra loro: quella di Enea e quella di Romolo e Remo. La prima parte: Enea, eroe troiano scappa da Troia e arriva nelle coste del Lazio e sposa Lavinia, figlia del re dei Latini. Il loro figlio, Ascanio fonda la città di Alba Longa. (Alba Longa ritorna, quindi è confermato che i primi insediamenti del Palatino furono proprio originari di questa città). Da Alba Longa nacquero due gemelli, Romolo e Remo, figli di Rea Silvia e del dio Marte. Nella città di Alba Longa ci fu un colpo di stato, dove fu ucciso il comandante (marito di Rea Silvia), pertanto l’usurpatore fa uccidere Rea Silvia e caccia i due possibili eredi, che vengono messi in una cesta e poi sul fiume Tevere, che li portò proprio in questi insediamenti, furono trovati e allattati da una lupa (che potrebbe rappresentare una prostituta), poi furono trovati da un pastore che li fa crescere. Cresciuti, Romolo e Remo decidono di fondare una città ma c’è un problema: Romolo voleva fondare Roma sul Palatino mentre Remo sull’Aventino. Quindi fanno decidere agli dei, attraverso l’osservazione del volo degli uccelli. Romolo vide 12 uccelli, più di Remo, pertanto si comprese la volontà divina. Romolo scelse il Palatino (l’archeologia conferma perché i resti più antichi sono nel Palatino). Romolo fa un solco nel terreno, il Pomerium, che è il nucleo principale della città, è un luogo sacro che rappresenta la volontà degli dei. (l’esistenza del Pomerium è stata confermata dagli scavi di Andrea Carandini quindi questo ci fa pensare che effettivamente Romolo abbia tracciato il pomerio, probabilmente in qualità di pontefice) Romolo uccide Remo che varca il pomerio. Roma era molto importante, grazie alla vicinanza nel Tevere. In questo nuovo insediamento accorsero numerosi agricoltori. Si pose un problema: non vi erano donne, quindi i Romani vanno dai Sabini e rubano le donne (il ratto dei Sabini), questo provocò uno scontro che è confermato dalle ricerche archeologiche. Sabini e Romani si riuniscono in un unico popolo perché la guerra faceva scontrare le famiglie tra loro. Roma quindi si espande e viene instaurata la monarchia.

I re di Roma

La leggenda di Roma ci dice che i re furono 7: (Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo). Ma Roma fu monarchia dal 753 a.C. al 509 a.C. quindi i re furono sicuramente più di 7, sulla base dell’età media. I re avevano ampi poteri: comandavano l’esercito, i riti religiosi... e quella del re era una carica a vita ma non era una carica ereditaria. I re si facevano aiutare da un’assemblea dei capi famiglia più rispettati e più anziani che formano il senato (dal latino senex). Il senato era una riunione dei capi famiglia più anziani e importanti che sceglievano il re e lo aiutavano. Il senato della prima parte della monarchia fu molto importante. Poiché in latino i capi venivano chiamati patres, si presuppone che dal senato nacque poi la classe dei Patrizi, la nobiltà romana. I capi famiglia avevano una grande autorità, avevano il potere di vita o di morte sui membri della famiglia.

Romolo divise la tribù in 3 parti su base etnica:

  • Ramnes, sono i Latini
  • Tities, i Sabini
  • Luceres, gli Etruschi

A loro volta ogni tribù era divisa in 10 curie, per un totale di 30. Le curie fornivano i soldati, 100 cavalieri e 1000 fanti, per un totale di 300 e 3000. Il re veniva acclamato dalle curie, era molto importante questo gesto. I primi due re, Romolo e Numa Pompilio potrebbero essere mitologici. Poi secondo la tradizione, i primi tre furono latini, Anco Marcio era sabino e gli ultimi 3 erano etruschi. Effettivamente gli Etruschi riuscirono a giungere a Roma (non è chiaro se fosse una conquista o una fusione) quindi sarebbe confermata l’etnia degli ultimi 3 re. Durante questo periodo Roma diventa ancora più forte, poiché gli Etruschi inseriscono Roma nelle rotte commerciali. Gli Etruschi commerciavano con numerose aree e inoltre avevano numerose miniere di oro, argento. Durante questo periodo Roma si espande e vengono fatte numerose opere pubbliche, come le strade, le fogne, e da questa crescita nacque la necessità di avere nuove mura, più ampie e così furono costruite le mura servili (da Servio Tullio).

Tarquinio il Superbo fu l’ultimo re romano ed essendo vissuto in Magna Grecia, prese da loro il modo di governare, un modo accentrato. I re etruschi decisero di operare da soli, senza ascoltare il senato e quindi il governo diventata sempre più autarchico, le fonti scritte che iniziano a comparire (annalisti) in questo periodo parlano malissimo degli Etruschi, poiché le fonti erano scritte dai Patrizi che non vedevano di buon occhio il fatto che perdessero piano piano il loro potere. Anche se durante il regno degli Etruschi Roma si espande notevolmente e migliorano anche le condizioni di vita. La nobiltà si ribella e caccia i Tarquini (i re etruschi). L’elemento scatenante fu, secondo la tradizione, lo stupro di una donna figlia di un Patrizio da parte di Tarquinio il Superbo. Ciò che è certo è che la fine della monarchia è stato il risultato di un evento traumatico e scatenante, anche se non sappiamo se effettivamente questo evento fosse l’oltraggio alla donna. Tarquinio Superbo si fa aiutare da Porsenna per riprendere Roma, che in un primo momento riesce a conquistare Roma solo che caccia Tarquinio, che si allea con le colonie greche e quindi i Greci sconfiggono Porsenna, quindi i Romani si ritrovano indipendenti. La tradizione annalista a riguardo dice che i Romani si sono battuti valorosamente e sono riusciti a cacciare Porsenna. (falso)

La transizione alla repubblica

Nel 520 si forma la Lega Latina che dà filo da torcere agli Etruschi che iniziano a ritirarsi dal Lazio. In data 509 a.C. Roma diventa una repubblica, una repubblica oligarchica (potere di pochi), ovvero una repubblica che vedeva a capo i Patrizi. I Patrizi escludono i Plebei dalla gestione del potere. Roma dopo aver ottenuto l’indipendenza attraversa un periodo negativo perché Roma era inserita dentro i centri commerciali etruschi, ma con la caduta del dominio etrusco tutti questi collegamenti commerciali scompaiono, quindi la stabilità economica comincia a vacillare. Inoltre, non potendo contare sulla protezione etrusca, le popolazioni intorno iniziano ad attaccare Roma, un esempio sono gli Equi e i Volsci.

Roma riesce a sopravvivere grazie a un sistema di alleanze: Lega Latina e compromesso con Cartagine (509 a.C.). Roma è a capo della Lega Latina, che aveva uno scopo difensivo. Quando i Latini fondavano una lega, questa era permanente. Anche quando Roma si indebolisce, continua a far parte della Lega Latina e riesce grazie ad essa a resistere ai vari attacchi. Dopo aver superato la crisi di questo primo secolo di repubblica, piano piano si riprende tutte le posizioni, occupando la città di Veio, (sud Etruria) in seguito a 3 lunghe guerre. In questa fase Roma è ancora un piccolo villaggio che governa una piccola parte del Lazio. In questo periodo le potenze sono altre...la Grecia, Cartagine, Macedonia.

La struttura della repubblica

Come struttura la repubblica? Due regole: annualità (ogni carica è annuale, per evitare ritorni a un potere centrale) e collegialità (ogni carica dura un anno ed è costituita da almeno due persone che si controllavano a vicenda). Questi due elementi pongono dei limiti al potere. La carica più importante era quella dei consoli (massimi magistrati) con i poteri più importanti. I consoli erano scelti dal senato e acclamati dai comizi centuriati (l’assemblea delle curie, che perdono potere politico in questo periodo) i consoli dovevano essere sempre d’accordo, pertanto il meccanismo di decisione era lento, inoltre le decisioni venivano prese in accordo anche con il senato e questo rendeva il meccanismo ancora più lento.

I Romani, in caso di pericolo, soprattutto militare, eleggevano un dictator, che poteva rimanere in carica fino a 6 mesi per risolvere le varie problematiche. Il dictator fu istituito per scelte veloci che non si potevano raggiungere con il sistema consoli-senato. Poi vi erano le assemblee popolari, i comizi. Chi poteva far parte dei comizi? I cittadini romani, liberi e maschi. Comizi curiati: i comizi delle curie, che come sappiamo fornivano i soldati per l’esercito. Poi vennero istituiti i comizi centuriati (su base del censo) che si occuparono esclusivamente dell’esercito, i comizi della plebe, che permisero ai plebei di avere gli stessi diritti dei patrizi. Comizi tributi, sulla base della divisione, secondo la tradizione di Servio Tullio, di Roma in 4 tribù in base all’area geografica. Vi erano le tribù urbane e le tribù rustiche ma le rustiche erano maggiori numericamente per questo le votazioni erano sbilanciate nei loro confronti.

Altre cariche collegiali e annuali: i censori si occupavano della censura dei costumi e della religiosità, ciò che non andavano bene da un punto di vista morale; i pretori: giudiziari; gli edili: edifici; i questori: tasse. Dal momento in cui Roma poi diventa un impero, questo meccanismo poi inizia a vacillare e deve per forza cambiare.

La struttura religiosa

La struttura religiosa includeva:

  • Rex sacrorum: il custode delle cose sacre
  • Flamini: rappresentavano le 3 divinità principali di Giove (Dialis), Marte (Marcialis) e Quirino (Quirinalis) più dodici flamini minori
  • Pontefici: guidati da un pontefice massimo, la massima autorità religiosa dello stato, avevano numerosi compiti tra cui per esempio l’interpretazione delle norme giuridiche
  • Auguri: assistevano i consoli nell’interpretazione della volontà divina tramite l’osservazione del volo degli uccelli e altre pratiche
  • Duoviri sacris faciundis: custodivano i libri sibillini che potevano essere consultati in caso di presagi nefasti
  • Feziali: dichiaravano guerra in “modo giusto” per attrarre la volontà divina

Problema sociale

C’è un problema: la repubblica romana non è assolutamente una democrazia come poteva essere quella di Atene. A Roma i cittadini maschi, liberi e non stranieri avevano delle differenze e questa differenza era rappresentata dalla classe dei patrizi e dalla classe dei plebei. I plebei (che non sono assolutamente tutti poveri, anzi vi erano famiglie plebee ricche) vogliono partecipare di nuovo alla vita politica del paese e si ribellano, e pongono alcune richieste:

  • Beneficiare dell’ager publicus: era una parte di terreno pubblico, ottenuta in seguito alla conquiste e potevano beneficiarne solo i patrizi
  • Abbandonare la schiavitù per debiti: quando un plebeo si indebitava e non riusciva ad estinguere tale debito, diventava schiavo e perdeva i suoi poteri. (queste due richieste derivano soprattutto dal fatto che Roma aveva grandi problemi economici in questo periodo di prima fase repubblicana)
  • Volevano poter eleggere ed essere eletti.

Inoltre la plebe acquisisce consapevolezza della sua importanza nel formare l’esercito, che in questo momento muta e passa da una formazione di cavalieri e fanti in un esercito oplitico-falangitico. Ci furono anche degli scontri armati che non ebbero risultati quindi i plebei organizzarono il primo sciopero della storia dell’umanità: secessione dell’Aventino (494 a.C.), dove si rifugiano, fuori dal pomerio. I patrizi non potevano vivere senza i plebei e iniziarono le prime concessioni. (le lotte tra patrizi e plebei bloccano Roma per 150 anni, Roma non si espande in questo periodo)

La plebe si diede i propri organi:

  • 486 a.C. il console Spurio Cassio tenta una riorganizzazione delle terre ma fu accusato di tirannide (patrizio)
  • 471 a.C. concilia plebis tributa, che poteva emanare dei provvedimenti detti plebisciti
  • I plebei eleggono i tribuni della plebe, i rappresentanti della plebe, con potere di veto, non subito riconosciuti. I tribuni della plebe potevano usare lo ius auxilii e lo ius intercessionis. La plebe accordò l’inviolabilità dei tribuni della plebe, la sacrosanctitas.
  • Vennero introdotti gli edili plebei
  • Nel 451 a.C. una commissione di dieci uomini patrizi stende le leggi in forma scritta e vengono ottenute le leggi delle XII tavole (prima 10 tavole e poi due), una garanzia perché la legge scritta non poteva essere modificata.
  • 445 a.C. i matrimoni misti tra patrizi e plebei, in seguito al plebiscita, vengono accettati. Dato che da questo momento il sangue di patrizi e plebei può mischiarsi, non ha più senso che possano governare e votare solo i patrizi. Ma la completa uguaglianza si ottiene molto dopo questo momento e molto molto gradualmente. In questa prima fase viene istituita la figura dei tribuni militari con poteri consolari che potevano essere anche plebei e aiutavano i consoli.
  • 367 a.C. le leggi licinie (Licinio Stolone e Sestio Laterano) sestie, ottenute in seguito a periodi di anarchia politica con l’abolizione della schiavitù per debiti e la distribuzione dell’ager publicus. Legge che mette d’accordo patrizi e plebei.
  • 356 a.C. primo dittatore plebeo: Caio Marcio Rutilio
  • 342 a.C. un plebiscito stabilisce che i plebei possono accedere al consolato, anche due consoli plebei contemporaneamente
  • 312 a.C. censura di Appio Claudio Cieco che, compilando la lista dei senatori, incluse persone che non avevano rivestito alcuna magistratura, questo con l’obiettivo di dare rilievo anche alla plebe delle tribù rustiche, Appio Claudio fu censurato
  • 300 a.C. possono diventare sacerdoti e pontefici massimi
  • 287 a.C. legge Ortensia, il punto d’arrivo alle lotte tra patrizi e plebei: i plebei possono accedere alle cariche religiose

La repubblica oligarchica si espande, dove a capo ci sono i ricchi. Si forma una nuova nobiltà, che viene chiamata nobilitas. La nuova nobilitas era molto gelosa dei suoi poteri, un po’ come lo erano i patrizi all’inizio della repubblica pertando accedervi era molto molto difficile, bisognava appartenere alle famiglie più ricche. Per i pochi personaggi che riuscirono a raggiungere i vertici della carriera politica pur non avendo antenati nobili si coniò il termine di homines novi.

I conflitti e la conquista dell'Italia

Gli eventi principali:

  • Le alleanze con Cartagine, Latini e Ernici
  • I Sabini
  • Gli Equi e i Volsci
  • Gli Etruschi: le guerre di Veio
  • Il sacco gallico
  • La prima guerra sannitica
  • La guerra latina
  • La seconda e la terza guerra sannitica

Ora parliamo della conquista da parte di Roma dalla pianura padana fino a Reggio Calabria. Ci troviamo tra il 460 e il 280 a.C. Dobbiamo ricordare che Roma in questa fase è ancora una piccola città, le grandi potenze sono altre, come Alessandro Magno. Innanzitutto dobbiamo dire...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziamelis55 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Scienze letterarie Prof.
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