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Identificazione, valutazione e controllo dei fattori di rischio negli ambienti di lavoro

Identificazione dei fattori di rischio

Visita del luogo di lavoro da parte del medico di lavoro e dell'igienista industriale. Scopo: accertare le condizioni in cui si attua il processo produttivo.

Accertamento di:

  • Natura delle materie prime impiegate
  • Natura degli intermedi e dei prodotti finali
  • Punti di rilascio/emissione
  • Durata dell'emissione e dell'esposizione
  • Esistenza di impianti di aspirazione
  • Uso di DPI

Valutazione dei fattori di rischio

Valutazione in termini quantitativi → Misura della sostanza o dell'agente fisico nell'ambiente di lavoro.

Rischio chimico → Prelievo della sostanza dispersa nell'aria con analisi di laboratorio.

Rischio fisico → Misura diretta. Strumenti usati: sulla persona e/o dislocati nell'ambiente di lavoro. Risultati ottenuti confrontati con i valori limite ambientali.

Valore limite ambientale → Valore standard che salvaguarda la salute del lavoratore nell'arco della vita lavorativa.

2 organizzazioni USA:

  • ACGIH pubblica annualmente un elenco di valori limite per 500 sostanze (TLV) che costituisce un punto di riferimento per il resto del mondo.
  • OSHA pubblica un elenco di valori limite per 200 sostanze (PEL) che hanno valore limite legale negli USA. Basati sull'evidenza epidemiologica e delle esperienze tossicologiche.

2 ordini di problemi

Definizione di un livello di sicurezza:

  • Difficoltà nella definizione di un livello di sicurezza per una sostanza → Manifestazione di effetti nocivi o indesiderati. La presenza di un effetto che si manifesta ad un certo livello di esposizione può non essere ritenuta nociva, ma solo fisiologica.

Ipersuscettibilità:

  • Alcuni lavoratori sono maggiormente sensibili verso alcuni tossici. In alcuni casi possono insorgere manifestazioni morbose come conseguenza della maggiore sensibilità individuale dei soggetti. I valori limite di alcune sostanze non sono stabiliti → Riferimento ai valori limite di sostanze chimicamente o strutturalmente simili.

Controllo dei fattori di rischio

Si realizza dopo la formulazione del giudizio sulle condizioni di nocività ambientale. Misure di controllo effettuate:

  • Sull'ambiente di lavoro per contenere l'esposizione
  • Sul lavoratore per evitare che entri in contatto con nocivi

Interventi:

  • Sostituzione di materie prime nocive con materie non nocive
  • Riprogettazione degli impianti e dei processi produttivi. Scopo: isolare o limitare il contatto con le sostanze nocive.
  • Miglioramento dell'efficienza degli impianti
  • Intervento di bonifica dell'ambiente di lavoro tramite la realizzazione di impianti di ventilazione

Riduzione di esposizione:

  • Impiego di DPI
  • Turno a rotazione dei lavoratori per minimizzare l'esposizione
  • Informazione e formazione dei lavoratori

Rilevazione e misura dei fattori di rischio

Laboratorio di igiene e tossicologia industriale → Monitoraggio ambientale dell'esposizione ad inquinanti chimici o fisici. Monitoraggio biologico dei lavoratori ad essi esposti. Valutazione dell'inquinamento → Identificazione e misura dei fattori inquinanti di varia natura.

Fasi:

  • Identificazione qualitativa degli inquinanti
  • Quantificazione delle emissioni
  • Definizione dell'esposizione individuale a breve e lungo termine
  • Verifica del rispetto dei limiti ambientali

Campionamento e analisi di gas e vapori

Due fasi distinte:

  • Campionamento (prelievo di un determinato volume di aria e captazione degli inquinanti)
  • Analisi (determinazione e misura degli inquinanti)

Campionamento: fondamentale ottenere risultati analitici affidabili. Campione → Deve rappresentare le caratteristiche ambientali e deve riflettere la reale esposizione del lavoratore all'inquinante.

Due tecniche di campionamento:

  • Attraverso campionatori d'area situati su postazioni fisse
  • Attraverso campionatori personali

Campionamento diretto → Raccolta tal quale dell'aria per aspirazione e estrazione dell'aria per l'analisi.

Campionamento indiretto → Concentrazione dell'inquinante in opportuni substrati di raccolta, poi attraverso vari processi si procede all'analisi strumentale della soluzione campione.

Analisi

Tecniche strumentali sensibili divisibili in:

  • Tecniche spettrofotometriche
  • Tecniche di separazione tra fasi quali tutte le tecniche cromatografiche (gas cromatografia e HPLC)
  • Tecniche elettrochimiche

Campionamento ed analisi di fibre e polveri

Campionamento → Filtri a porosità variabile

Misura → Metodi numerici, metodi gravimetrici e metodi strumentali.

Analisi di agenti fisici

Misurazione del rumore:

  • Rumori stabili o fluttuanti → Misurazione con fonometro.
  • Rumori impulsivi → Strumentazioni complesse. Fonometro misura direttamente il livello di inquinamento sonoro.

Dosimetro individuale del lavoratore misura reale e media dell'esposizione al rumore.

Misurazione delle vibrazioni:

  • Valuta l'esposizione mano-braccio e/o dell'intero corpo. Strumento composto da accelerometro + amplificatore + analizzatore di frequenza.
  • Applicato direttamente al lavoratore misura:
    • Ampiezza della vibrazione
    • Velocità della vibrazione
    • Accelerazione e intensità delle vibrazioni
    • Energia vibratoria

Misurazione dell'illuminazione:

  • Misurazione di:
    • Illuminamento dell'ambiente di lavoro
    • Luminanza della sorgente
  • Strumento → Luximetro o misuratore dell'illuminazione.

Misurazione del microclima

Misure normalmente effettuate:

  • Temperatura dell'aria
  • Umidità dell'aria
  • Velocità dell'aria

Misurazione delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

Radiazioni non ionizzanti → Attrezzature che misurano i livelli di campo elettromagnetico negli ambienti con la presenza di apparecchi a radiofrequenze e microonde.

Radiazioni ionizzanti → Attrezzature che sfruttano fenomeni causati dal trasferimento dell'energia della materia irradiata.

Analisi di agenti biologici

Due metodi:

  • Gorgogliamento dell'aria ambiente in bottiglie contenenti nutrienti liquidi
  • Filtrazione dell'aria su membrane filtranti rivestite di terreno di cultura

Successivamente riconoscimento e conteggio al microscopio degli agenti biologici.

Analisi di campioni biologici

Identificazione e misura delle sostanze inquinanti o dei metaboliti in liquidi biologici di soggetti esposti a sostanze chimiche.

Analisi su:

  • Liquidi biologici
  • Tessuti
  • Aria espirata

Risultati devono essere rappresentativi della reale esposizione dei soggetti monitorati e confrontati con i valori limite legali.

Inquinamento aeriforme e rischio per la salute

Sostanze chimiche (solide, liquide, aeriformi) → Contatto con cute e mucose.

Sostanze aerodisperse → Contatto con l'apparato respiratorio ← Sede di assorbimento e deposito. Punto di contatto può essere sede di azione locale e/o di assorbimento. Assorbimento → Trasporto a organi → Eliminazione della sostanza tal quale o modificata.

Polveri, fibre e aerosol

Inquinamento corpuscolato → Comprende fumi, polveri, fibre e aerosol. Tipologia sia organica che inorganica. Origini diverse.

Comportamento dei corpuscoli nell'apparato respiratorio:

  • Sezione trasversa aumenta dalla trachea agli alveoli.
  • Regime di flussi - turbolento nelle vie respiratorie - laminare nei bronchioli - lentissimo negli alveoli

I corpuscoli di dimensioni elevate impattano nelle vie respiratorie. Le polveri fini in parte sedimentano nelle cavità alveolari ed in parte vengono respirate con l'aria. La polvere - solubile viene assorbita e può dare origine ad intossicazione sistemica. - Insolubile è soggetta a meccanismi di depurazione diversi in base al tratto di deposizione.

Escalatore mucociliare → Veloce rimozione delle particelle depositate. Fagocitazione → Polveri sulla superficie alveolare vengono fagocitate dai macrofagi. Libere o fagocitate penetrano nell'interstizio o a livello del colletto bronchiale. Successivamente trasporto alle stazioni linfoghiandolari intrapolmonari e mediastiniche mediante via linfatica.

Misure di dose

Massa inspirabile (o polvere totale) → Espressa in peso (mg) e concentrazione (mg/m3). Dose e correlata misura hanno significato eziologico. Misure ambientali traducibili in dose individuale esterna solo se è possibile misurare la quantità diaria respirata.

Polveri minerali insolubili → Non è attualmente possibile misurare una dose intratoracica. → Riferimento alla “concentrazione ambientale”.

Polveri solubili e assorbibili → Possibile misurare una dose intratoracica.

Gas e vapori

Molecole aerodisperse tendono a distribuirsi in tutto lo spazio disponibile. Unità di misura: ppm o mg/m3. Concentrazione ponderata → Indicatore esterno di posizione. Flusso di sostanze: dall'aria inspirata a quella alveolare, dal sangue capillare polmonare a quello arterioso, ai vari organi. → Regolato da leggi diffusive. Il flusso si inverte dopo l'esposizione.

Quantità assorbita → Dipende dalla concentrazione nell'aria e dal volume d'aria ventilato. Distribuzione nell'organismo → Può causare depositi in funzione di coefficienti di ripartizione secondo le solubilità specifiche e le trasformazioni metaboliche. Le sostanze e i derivati sono eliminati per via respiratoria o emuntori biliari e urinario.

Indicatori di esposizione a gas e vapori

Dose ambientale → Concentrazione delle sostanze nella zona respiratoria istantanea o ponderata. Dose acquisita → Concentrazione alveolare dopo esposizione. Dose interna → Concentrazione ematica. Rapporto con la quantità assunta per effetto della concentrazione ambientale e della ventilazione polmonare → Concentrazione nelle urine. L'indicatore ambientale è confrontabile con il valore limite ambientale ponderato sul tempo giornaliero di lavoro.

Tossicità delle sostanze di uso lavorativo

Tossicità di una sostanza: tossicologia → Studia le sostanze chimiche che possono essere responsabili di danni all'organismo. → Ogni sostanza può essere dannosa e dare come conseguenza la morte se somministrata nella maniera sbagliata e nella quantità sbagliata.

Fattori di rischio:

  • Tossicità assoluta della sostanza
  • Proprietà chimico-fisiche
  • Circostanze in cui avviene l'esposizione

Vie d'ingresso per sostanze tossiche:

  • Inalazione (via respiratoria)
  • Ingestione (via digerente)
  • Assorbimento (via cutanea)

Manifestazione può essere sia locale che sistemica. Gli effetti nocivi possono essere a carico sia della via d'ingresso che dell'organo bersaglio.

Organi bersaglio:

  • Pelle → Sito più comune (dermatite da contatto).
  • Polmoni → Importanti organi di assorbimento ed importanti organi bersaglio. Si sviluppano effetti nocivi di numerose sostanze.
  • Encefalo e midollo osseo → Organi ad elevato contenuto lipidico e facilitano l'ingresso di sostanze liposolubili (sostanze ad azione solvente).
  • Fegato e rene → Trasformano metabolicamente le sostanze e le eliminano, possono essere interessati sia dalle sostanze tal quali, che modificate.

Ipersuscettibilità individuale

Numerosi fattori possono influenzare la suscettibilità individuale all'azione del tossico. Es. età, sesso, patrimonio genetico, stato endocrino, nutrizione, affaticamento, stile di vita, coesistenza di malattie, esposizione contemporanea ad altri tossici, previa esposizione a tossici.

Misura della tossicità → Quantità (dose) di sostanza in grado di causare la morte della metà dei soggetti esposti o trattati alla sostanza (DL50).

  • Sostanza estremamente tossica DL50 di 1mg.
  • Sostanza non tossica DL50 variabile tra 5 e 15mg.

→ Questa misura non tiene conto delle morti ritardate e assume che l'organismo animale assimili in ugual modo a quello umano. L'effetto dannoso di alcune sostanze chimiche viene scoperto solo dopo che queste sono state introdotte in un ciclo produttivo e che ci siano stati casi di morbosità tra i lavoratori.

Principali quadri di patologia professionale da sostanze chimiche

Sindromi respiratorie acute e subacute da inquinanti aeriformi

Conseguenza dell'azione irritante di sostanze solubili o parzialmente solubili, sulle prime vie aeree. Manifestazioni cliniche → Rinite, laringite, bronchite, alveolite chimica. Possono essere rapidamente reversibili, evolvere in insufficienza respiratoria acuta o lasciare esiti cicatriziali permanenti. Maggiore pericolosità per sostanze parzialmente solubili → Stato di latenza con successivo fenomeno irritativo acuto e successiva insorgenza di edema polmonare.

Sindromi respiratorie aspecifiche

Insorgenza in seguito ad esposizioni prolungate ad irritanti respiratori. La componente eziologica professionale può essere una concausa (→ Altri fattori possono incidere sul manifestarsi della malattia). Manifestazione clinica → Bronchite cronica. Sintomatologia → Tosse con espettorato (da almeno 2 anni e per 3 mesi l'anno) e dispnea da sforzo. I sintomi sono aspecifici e risultano comuni a quelli di altre bronchiti.

Sindromi respiratorie allergiche

Conseguenza della sensibilizzazione a particolari sostanze presenti nel luogo di lavoro. Due manifestazioni principali:

  • Asma bronchiale: sostenute da reazioni di tipo immediato. Più frequente malattia respiratoria di origine professionale. Numerose sostanze causano la malattia, ma il riconoscimento di origine lavorativa non è semplice e comporta la dimostrazione del ruolo causale della sensibilizzazione. Sintomatologia → Tosse e dispnea causata da ostruzione delle vie respiratorie.
  • Alveolite allergica estrinseca: sostenuta da reazioni di tipo ritardato. Conseguente alla sensibilizzazione di sostanze presenti in ambiente agricolo. Sintomatologia → Sindrome simil-influenzale. Ripetersi della forma acuta → Cronicizzazione → Fibrosi polmonare irreversibile e compromissione respiratoria.

Pneumoconiosi

Conseguenza dell'accumulo di polveri respirabili nel polmone. In base a quantità e tipo di polvere inalata si possono avere diverse manifestazioni:

  • Semplice deposito di polveri inerti (non alterano la struttura polmonare).
  • Alterazioni legate all'interessamento della struttura connettivale del polmone (stravolgimento della struttura parenchimale).
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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristina Scaratti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione del personale e sicurezza sul lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof De Palma Giuseppe.
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