Lezione 01 - Integrazione centrali
Ogni destinazione d'uso caratterizza e incide sulle prestazioni degli impianti (ospedali, alberghi di lusso, ecc.). In progettazione è fondamentale non sottovalutare l'aspetto manutentivo degli edifici. Inoltre, prevedere sempre tutte le fasi operative delle opere e degli impianti, in modo da non trascurare particolari molto importanti come gli spazi d'uso e le aree di accesso.
I locali tecnici, potenzialmente pericolosi, devono essere equipaggiati con accessi rivolti verso l'esterno per facilitare la fuga. I trasformatori elettrici possono essere inseriti all'interno di gabbie metalliche che impediscono eventuali contatti diretti/indiretti e favoriscono il loro raffreddamento: un eventuale surriscaldamento, infatti, provocherebbe una sensibile diminuzione del rendimento. Il posizionamento di apparecchiature particolarmente pesanti può essere facilitato da percorsi scavati nella pavimentazione.
La copertura dell'edificio, se piana, è utilizzabile per collocare gruppi frigorifero, U.T.A. e torri evaporative. Tale ubicazione comporta la necessaria accessibilità per consentire eventuali operazioni di manutenzione (quindi distanze minime dai parapetti di 2 m e distanze tra macchinari di almeno 1 m).
Infine, è necessario considerare anche interventi di manutenzione ordinari, come ad esempio la pulizia dei vetri: a riguardo è possibile prevedere dei sistemi fissi su cui installare tecnologie pulenti o dei sistemi di fissaggio a cui gli operatori in fune possano reggersi.
Lezione 02 - Centrale di pompaggio per gruppi antincendio
La centrale di pompaggio è adibita alla fornitura di adeguati livelli di portata d'acqua e pressione di alimentazione per protezione antincendio, in particolare per soluzioni di tipo idranti a colonna, idranti a muro (o naspi) ed erogatori sprinkler. La necessità di ricorrere a questi sistemi è data dall'impossibilità di sfruttare reti pubbliche per alimentare la rete antincendio, sia per motivi di pressione idrica (7,5 bar) e portata insufficiente, sia per discontinuità di portata.
Da queste premesse deriva l'esigenza di un sistema di pressurizzazione e di una riserva idrica (o accumulo): entrambi i sistemi necessitano di un locale tecnologico. Di fatto il sistema di pressurizzazione diviene l'alimentazione idrica dell'impianto di estinzione incendi:
- Alimentazione singola: singolo allaccio che proviene da un acquedotto, acquedotto + pompa/e, serbatoio pressurizzato, serbatoio a gravità;
- Alimentazione singola superiore: sono più affidabili; l’acquedotto è provvisto di 2 estremità contrapposte, ognuna delle quali avente pressione e portata sufficiente per tutto il sistema; inoltre, questo tipo di alimentazione deve avere due sorgenti e se dotato di 2 o più pompe almeno una deve essere motopompa a combustione interna (garantisce funzionamento indipendente da rete elettrica).
I serbatoi a gravità devono avere capacità totale per maggior affidabilità (energizzato da potenziale geodetico): deve garantire protezione da luce e materiali esterni, l'acqua è potabile, deve essere protetto da corrosione in modo da limitarne la manutenzione interna.
- Alimentazione doppia: doppia alimentazione singola indipendente;
- Alimentazione combinata: alimentazione superiore o doppia, progettate per alimentare più impianti antincendio (es. idranti + sprinkler);
Un sistema di protezione interna è una rete di idranti all’interno di un compartimento antincendio: hanno portata di 120 l/min con pressione di 2 bar. Un sistema di protezione esterna, invece, è posizionato all’esterno con una distanza tale da garantire un adeguato livello di sicurezza al VdF (impossibilità di entrare).
Il bacino adibito alla riserva idrica si dimensiona in funzione del numero di idranti/erogatori e durata del relativo funzionamento (30, 60, 90 min); in particolare, se adibito a protezione interna + esterna, il volume utile è il maggiore tra i 2 volumi, in quanto i due impianti non funzionano mai in contemporanea: V = 72 kL, V1 = 30 kL, Ves. V2 = VU.
Se la riserva idrica è per idranti + sprinkler allora VU = V1 + V2.
La conformazione geometrica della vasca è legata a dei vincoli che servono ad evitare fenomeni idrofisici spiacevoli: è necessario prevedere una fascia di fondo (B) ed una soprastante (A) in funzione del diametro della tubazione. Inoltre, è obbligatorio considerare una fascia di almeno 60 cm per assicurare uno spazio per interventi di manutenzione. Come si vede dall’immagine con la tubazione curva si risparmia sullo spessore rispetto al diametro della tubazione; tutte le tubazioni devono avere pendenza verso l’alto per evitare che vi sia formazione di sacche d’aria. Nel caso di realizzazione di pozzetto locale è necessario installare un dentino di 30 cm che protegga la zona di aspirazione da eventuali depositi di fango.
Il sistema di pompaggio può essere composto da una pompa principale, una pompa principale + pompa di pressurizzazione, 2 pompe (di cui una moto- di riserva) + pompa di pressurizzazione. Nel caso di più pompe queste devono avere curve caratteristiche compatibili: con 2 ogni pompa deve soddisfare il 100% della portata alla data pressione, con 3 ogni pompa deve soddisfare il 50% (non più di una motopompa per ogni alimentazione superiore o doppia – non sono più ammessi generatori elettrici indipendenti).
Il gruppo di pompaggio può essere di tipo monoblocco preassemblato o realizzato in opera: nel primo caso abbiamo sui 3 lati una distanza minima di 80 cm dall’ingombro del gruppo stesso, nel secondo questo vincolo è presente sui 4 lati.
La pompa di compensazione è quella affiancata alla pompa principale al fine di mantenere l’impianto in pressione, a fronte delle piccole perdite di carico dell’impianto. Si definiscono pompe installate sottobattente se 2/3 V si trova al di sopra dell’asse della pompa o questa stessa non si trova a più di 2 m sopra il pelo libero dell’acqua (soluzione consigliata).
- Pompa
- Saracinesca
- Valvola di non ritorno
- Saracinesca
- Link to pressostato di avviamento
- Doppi
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