Secondo dopoguerra
America: grande potenza vincitrice della guerra, è stato il paese egemone, che ha imposto le forme più importanti dell’iniziativa culturale. Ha costruito in quei decenni il riferimento per lo stile di vita più avanzato occidentale. Creazione di un fortissimo apparato tecnico che hanno inventato le nuove regole sulla seconda e sulla terza modernità e introducendo la società dei consumi. I sistemi europei hanno rivolto gli occhi verso l’America perché tutto era indirizzato verso “l’American way of life”. L’America di questi anni è un'America dedita a ricostruire il futuro. Gli armamenti negli stabilimenti americani creano il design nato dalla produzione per la guerra (es. collant vengono dalla sperimentazione che fanno gli americani delle fabbriche tessili per i militari).
Il Case Study Houses
È stato uno dei primi esperimenti riguardanti l’architettura residenziale sponsorizzato dall’editore della rivista “Arts and Architecture”, John Entenza, che commissionò la costruzione di nuovi prototipi abitativi. Gennaio 1945 uscì uno storico numero della rivista che, con un caratteristico ottimismo post-bellico, annunciò il programma. Costruzione di circa 23 edifici residenziali moderni che sfruttavano e celebravano le tecnologie industriali quindi a basso costo, e sarebbero state prodotte per il ceto medio della società. Prevedeva la realizzazione di ambienti completi, arredati da oggetti che rappresentassero il futuro e che avesse un rapporto stretto con la tecnologia, tutto deve essere riferito al processo dell’industria, prodotti seriali. Diventano esempio della vita americana, della convivialità, anche tramite i film. Case nate per dare un immediato futuro alle classi medie diventano prodotti del desiderio.
Richard Neutra, Case Study House n. 20, Bailey House, 1948
Neutra era un architetto austriaco leggermente più anziano rispetto agli altri del progetto ma aveva una notorietà molto elevata in California. Portò il razionalismo internazionale in una versione californiana, molto più aperta al dialogo tra interno ed esterno degli edifici. Aveva creato una sorta di prototipo di una casa moderna che non fosse una casa in stile messicano come quelle precedenti e nemmeno come quelle di Wright, ma diversa, ad esempio tutta finestrata. Quasi esclusivamente intelaiatura metallica e sempre estese orizzontalmente su un piano, create per poter essere ampliate in seguito con altri blocchi. Le case si aprono verso l’esterno esprimendo una grande interrelazione fra interni e esterni (outdoor è inglobato nel progetto, come dei living all’aria aperta). Paesaggio entra come se fosse un prolungamento dell’interior design.
Charles Eames e Ray Kaiser Eames
Charles iniziò precocemente l’attività di progettista tanto da essere impegnato, già all’età di soli 14 anni, nei laboratori della Leclede Steel Company. Studiò architettura alla Washington University di St. Louis con una borsa di studio dove nel 1928 riceve due primi premi per i progetti di un chiosco per orchestra e di un padiglione di un parco, e più tardi aprì uno studio con Robert Walsh: alcuni dei suoi progetti attirano l’attenzione di Saarinen che lo invitò a trasferirsi nel Michigan e gli offrì una borsa di studio per frequentare la Cranbrook Academy of Art dove successivamente scoprì il disegno industriale. Conosce Ray, anche lei un’artista. Loro due sono una generazione di americani che hanno scoperto l’importanza della comunicazione di un progetto. Se deve essere vincolato dalle riviste, deve essere un design comunicativo (foto con sedie, loro sempre sorridenti). Rappresentano l’American way of life.
Charles e Ray Eames house, Pacific Palisades (LA), 1949
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