Adam Smith
Adam Smith è il fondatore del pensiero economico classico (1723 – si inserisce nella teoria normativa). Egli parte dalla premessa di un’economia di tipo capitalistico definita dall’orientamento alla produzione finalizzata allo scambio sul mercato, dal presupposto della proprietà dei mezzi di produzione, dall’accumulazione di capitale.
Riguardo a questo punto le scelte dei capitalisti sono orientate all’accumulazione di ricchezza ottenuta attraverso il reinvestimento del sovrappiù ossia della reintroduzione della ricchezza prodotta nel sistema produttivo generando nuovo reddito. L’incremento della ricchezza deriva dall’accumulazione di capitale il cui reinvestimento permette l’occupazione di più lavoro produttivo (ossia quel lavoro che produce beni destinati al mercato).
Nella definizione del capitalismo rientra anche la visione individualistica rispetto alle scelte dei soggetti che verranno a costituire le scelte dell’intera collettività. L’individuo, scegliendo nel modo migliore per se stesso (self interest), automaticamente opera la scelta migliore per la collettività.
Nella visione smithiana, e dell’intero filone teorico classico, si pone attenzione a quale ruolo debba avere lo Stato per il buon andamento del sistema economico nonché quale debba essere la funzione storica prospettica del capitalismo rispetto al lungo periodo.
Smith parte dal presupposto che, nel funzionamento dell’economia, l’interesse personale è uno strumento insostituibile di progresso e crescita economica a condizione che esso sia coordinato da meccanismi di mercato fondati sulla libera concorrenza. Di fatto, il meccanismo dello scambio consente di realizzare gli interessi degli individui con la massima efficienza sia sul piano sociale che economico.
Il sistema concorrenziale implica che i capitalisti cerchino l’impiego più vantaggioso del capitale. Questo si realizza, per Smith, quando questo sia impiegato nell’industria nazionale in cui la produzione ottenibile ha il massimo valore possibile in termini di più alto rendimento che implica il massimo profitto possibile.
Il mercato concorrenziale permette, cioè, di raggiungere l’obiettivo imprenditoriale di massimizzazione della produzione effettiva e di effettuare le scelte più redditizie.
Rispetto alla forza lavoro, la sua remunerazione viene definita sul mercato secondo un salario di sussistenza definito dall’equilibrio tra domanda ed offerta (al di sotto del quale il mercato non scende).
Fondamentale in Smith è la divisione tra lavoro improduttivo e lavoro produttivo e come solo quest’ultimo sia critico per la produzione di ricchezza e la crescita della popolazione. Il lavoro improduttivo per eccellenza viene individuato in quello svolto dalle amministrazioni pubbliche.
Proprio in funzione di questa osservazione egli pone come minimo il ruolo dello stato che viene relegato a quelle attività che recano benefici alla collettività e che non possono essere svolte dai privati. I compiti di intervento dello stato vengono, quindi, individuati nella fornitura dei servizi essenziali allo sviluppo ordinato della società e dell’attività economica, astenendosi da interventi che possano favorire la nascita di posizioni monopolistiche (ad esempio, la corresponsione di sussidi a favore di imprenditori vengono ad essere disincentivanti e portare ad una riduzione della produttività).
Ambiti di intervento dello stato
- La difesa
- Giustizia
- Opere ed istituzioni pubbliche
- Istruzione
- Spese per sostenere la dignità del sovrano
I finanziamenti allo stato, ossia l’imposizione fiscale, possono essere commisurati alla capacità contributiva degli individui, o dal beneficio che l’individuo trae dall’attività dello Stato. Con l’applicazione di tali criteri impositivi, quindi, lo Stato non ha compiti redistributivi. Adam Smith collega concettualmente le due diverse modalità di finanziamento dello Stato. Egli si basa sull’apporto che lo stato dà alla produttività e, quindi, alla creazione di maggior reddito. L’imposta diviene la retribuzione di questo apporto rispetto al reddito che ne è la misura.
Principi di Adam Smith
Smith fonde due principi:
- Il principio del beneficio per i servizi per i quali è individuabile il beneficio ottenuto
- Il principio della capacità contributiva per tutti gli altri servizi a carattere generale
Gli individui devono contribuire in proporzione al reddito ottenuto la cui misura è tale per effetto della protezione dello stato. In questo modo le imposte sono assimilate ad un prezzo di mercato. Smith individua le caratteristiche che l’imposta deve necessariamente avere:
- L’imposta deve essere certa e non arbitraria, in termini di tempo modo ed ammontare, al fine di evitare situazioni sperequative.
- L’imposta deve essere applicata nel modo e nel tempo più opportuno per il contribuente.
- L’imposta deve corrispondere il più possibile a ciò che confluisce allo stato. Il sacrificio per la collettività deve corrispondere il più possibile al vantaggio per lo stato sovrano. Le spese per la struttura amministrativa che non corrispondano ad un vantaggio per la società si traducono unicamente in un’imposizione vessatoria.
Tripartizione di Musgrave
Musgrave (1959) individua tre funzioni primarie dello stato nell’economia:
- L’allocazione della fornitura di beni, ossia quei casi in cui possano esserci motivazioni che legittimano l’intervento dello Stato nella produzione di beni e servizi.
- Funzione redistributiva, in cui lo stato interviene per ripartire o modificare la ripartizione dei risultati della produzione secondo l’obiettivo di avvicinare i livelli di reddito degli individui attraverso strumenti quali la fissazione di prezzi, l’offerta di beni e l’imposizione fiscale.
- La funzione di stabilizzazione come risultato dell’economia attraverso la riduzione di situazioni congiunturali di disequilibrio.
Ruolo dello stato nella fornitura di beni
L’analisi ricerca le motivazioni dell’intervento dello stato nell’economia rispetto alla produzione di beni e servizi, ossia la legittimazione del suo intervento in caso di produzione inefficiente. La teoria normativa, quindi, ricerca norme di carattere generale che definiscano le condizioni di efficienza. In questo contesto si inserisce l’economia del benessere, che ne è il fondamento teorico, dove le scelte avvengono in ragione della condizione di ottimo paretiano.
Essa offre uno schema analitico per giudicare la desiderabilità o meno di modificazioni nella struttura economica e di confrontare situazioni economiche alternative dette “stati del mondo”.
Efficienza allocativa
L’efficienza allocativa viene giudicata sulla base di due postulati etici generali:
- Il primo postulato è l’individualismo. L’individuo è considerato il miglior giudice di se stesso, ossia opera la scelta migliore in termini di efficienza.
- Il secondo postulato per i giudizi di efficienza concerne la considerazione congiunta delle preferenze individuali. L’economia del benessere fa riferimento al criterio di massimizzazione dell’utilità per l’ordinamento degli stati del mondo da parte della collettività. In ragione del criterio paretiano, uno stato è giudicato migliore di un altro anche nel caso in cui un individuo giudica il primo migliore del secondo mentre per il resto della collettività è indifferente tra le due scelte.
Sulla base di questi postulati, il concetto di ottimo paretiano permette di dare una definizione alla nozione di efficienza in termini di benessere: l’allocazione delle risorse di una data società è efficiente, e rappresenta un ottimo paretiano, se non è possibile, mediante una sua modificazione, aumentare il benessere di almeno un individuo senza diminuire il benessere di qualcun altro.
Il primo teorema dell’economia del benessere
Il primo teorema dell’economia del benessere afferma che un sistema economico di mercato funzionante in condizioni di concorrenzialità perfetta è in grado di effettuare un’allocazione efficiente delle risorse, cioè raggiungere una situazione di ottimo paretiano. L’obiettivo è quello di trovare l’efficienza complessiva dell’economia, quel punto in cui l’efficienza del produttore corrisponde con l’efficienza del consumatore, una situazione di equilibrio generale nello scambio e nella produzione.
Condizioni ottimali di produzione
Le imprese ricercano l’ottimo nella combinazione dei fattori capitale K e lavoro L. Rappresentando attraverso degli isoquanti quei punti che esprimono le diverse combinazioni di K ed L impiegati per ottenere un dato livello produttivo, si determina per ogni punto un rapporto di sostituzione tra K ed L detto SMS Tecnica: dK/dL.
L’isoquanto avrà, quindi, pendenza negativa in funzione del rapporto inverso tra capitale e lavoro. I differenti livelli produttivi di X ed Y dipenderanno dall’impiego ed allocazione tra i due beni dei due fattori K ed L. Per cui è possibile scrivere:
- y = Y(K ; L)y y
- x = X(K ; L)x x
Date le quantità totali di L e K e supposto che vengano completamente utilizzate nella produzione dei due beni x ed y, è possibile definire i vincoli come:
- Ky + Kx = K*
- Ly + Lx = L*
La soluzione ottimale nell’allocazione dei fattori produttivi tra i due beni viene identificata in quella situazione in cui, attraverso una riallocazione, non sia possibile aumentare la produzione di uno dei due beni senza peggiorare la produzione dell’altro. Lo strumento grafico che permette il confronto delle diverse allocazioni per diversi livelli produttivi è la scatola di Edgeworth.
Essa viene costruita intersecando i piani di rappresentazione degli isoquanti dei due beni per ogni livello produttivo, rispettando il vincolo della quantità data dei fattori K ed L.
All’origine degli assi:
- Lin x tutto il K ed L viene utilizzato per la produzione del bene di y
- yin y tutto il k ed L viene utilizzato nella produzione di x
Individuando l’intersezione di due isoquanti si osserva come la produzione del bene y rimanga costante lungo l’isoquanto. Sarà possibile migliorare la produzione del bene x fino al punto C in cui si individua l’isoquanto di x tangente a quello di y. Oltre questo punto la produzione di x si riduce. Il punto C è un punto di ottimo paretiano.
In base alla condizione di tangenza dei due isoquanti è possibile determinare la regola che individua l’ottimo paretiano nell’uguaglianza tra i saggi marginali di sostituzione tecnica tra K ed L del bene x e del bene y.
MRTSxk,l = MRTSyk,l
Ossia il rapporto tra i costi marginali dei due fattori produttivi K ed L relativamente al bene x ed al bene y sono uguali. (costo del capitale in termini di lavoro e viceversa ossia il costo opportunità di cambiare un fattore con un altro)
Ripetendo il procedimento per tutti i possibili isoquanti è possibile individuare una curva in cui tutti i punti rispettano la condizione di uguaglianza dei saggi marginali di sostituzione tecnica per i diversi livelli produttivi. Tale curva viene detta curva dei contratti.
Si definisce, quindi, la norma per cui il mercato si comporterà in modo ottimale se raggiungerà la condizione di uguaglianza tra i saggi marginali di sostituzione tecnica. La curva dei contratti può essere rappresentata graficamente in funzione delle differenti quantità prodotte del bene x e del bene y. Tale curva prende il nome di frontiera della produzione, luogo geometrico delle combinazioni efficienti dei due beni.
- Ha inclinazione negativa in quanto la produzione di un bene può essere aumentata solo riducendo la produzione dell’altro bene.
- L’inclinazione è data dal saggio marginale di trasformazione MRT, il saggio al quale l’economia rappresentata è in grado di trasformare la produzione di x in produzione di y.
- La curva è concava verso l’origine degli assi in ragione del fatto che ci si trova in condizioni di costi relativi crescenti. (spostandosi lungo la curva, riducendo la quantità prodotta di x di eguale ammontare si ottengono quantità addizionali di y sempre più piccole). Il saggio marginale di trasformazione può essere interpretato come rapporto tra i costi marginali delle due produzioni, ossia il rapporto tra la variazione marginale della diminuzione del costo dei fattori produttivi impiegati nella produzione di x e la variazione marginale del costo aggiuntivo dei fattori produttivi impiegati per aumentare la produzione di y.
MRTxy = CMy / CMx
La condizione di efficienza nell’allocazione dei fattori produttivi e nella combinazione di x ed y nella produzione è rappresentata dall’uguaglianza tra:
MRTSxk,l = MRTSyk,l = MRTx = MRTy
Se i fattori di produzione sono costanti sarà possibile costruire la funzione di produzione ottimale la cui pendenza rispetta la condizione paretiana di efficienza.
Efficienza nello scambio
Al fine di determinare l’efficienza dello scambio è necessario ricorrere alla misurazione dell’utilità degli individui. Tale misurazione può avvenire in modo ordinale, ossia esprimendo la preferenza di una combinazione rispetto ad un’altra, ma non in termini cardinali, non si può, cioè, attribuire un valore oggettivo all’utilità.
L’utilità marginale degli individui si presenta come decrescente rispetto alle quantità di bene. Ipotizzando un mercato in cui ci sia la produzione di due soli beni x ed y allocati tra due individui:
- U1 unità di bene x
- U2 unità di bene y
L’utilità marginale può essere espressa come quel valore di riferimento per lo scambio dell’ultima unità di bene x con il bene y. Lo scambio avviene tra i due individui fino a quando l’utilità associata alle diverse allocazioni tra bene x ed y migliora per almeno un individuo lasciando invariata l’utilità dell’altro. Ciò avviene quando il saggio marginale di sostituzione tra il bene x ed il bene y, dato dal rapporto tra l’utilità marginale del bene x e l’utilità marginale del bene y, è uguale per i due individui.
Per ipotesi le quantità del bene x ed y sono date e sono completamente allocate tra i due individui. Questi hanno una dotazione iniziale in termini di unità di x ed y che determinano le quantità ottenibili dall’individuo 1 attraverso lo scambio.
È possibile esprimere, quindi, il vincolo di bilancio per l’individuo 1 come:
Qx + Qy
L’allocazione che permette all’individuo 1 di raggiungere il livello massimo di utilità rispetto al vincolo di bilancio viene individuata in quella corrispondente al punto di tangenza della curva di utilità dell’individuo rispetto al vincolo stesso.
Utilizzando la scatola di Edgeworth come strumento di analisi è possibile rappresentare le differenti preferenze dei due individui rappresentate graficamente dalle curve di utilità dei due individui.
L’asse rappresenta la quantità totale di bene x ed y presenti nel sistema. Nei punti di tangenza delle curve di utilità dell’individuo 1 e 2, ci si trova nella situazione in cui non è possibile, attraverso una riallocazione, ottenere una maggiore utilità per un individuo senza danneggiare l’altro individuo. Nel punto di tangenza i SMS dei due individui sono uguali. Il posizionamento lungo la curva dei contratti dipende dalla dotazione iniziale dei beni (vincolo di bilancio). Il SMS rappresenta il prezzo relativo del bene x rispetto al bene y, ossia può essere espresso come rapporto tra i prezzi dei due beni x ed y.
Efficienza nella combinazione dei fattori e nella produzione
L’equilibrio generale richiede che le preferenze o scelte dei consumatori debbano coincidere con le scelte dei produttori. Questa condizione verrà soddisfatta quando si verifica l’uguaglianza tra saggi marginali di sostituzione dei due individui rispetto ai beni x ed y ed i saggi marginali di trasformazione dei due beni. Questa condizione implica efficienza sia nello scambio che nella produzione e che viene indicata con il termine di efficienza globale.
La pendenza della curva dei contratti è uguale alla pendenza della curva di trasformazione, dove il rapporto tra le utilità marginali sarà eguagliato dal rapporto tra i costi marginali dei due beni. Nei Punti B e C le tangenti hanno la stessa pendenza:
MRSx = MRSy = MRTx = MRTy
L’impresa, nei punti differenti da C, si sposta al fine di raggiungere la condizione di ottimo dove la quantità del bene y cui è necessario rinunciare per proporre un’unità aggiuntiva del bene x è uguale alla quantità del bene y a cui i consumatori sono disposti a rinunciare per consumare un’unità aggiuntiva di x.
Se il mercato soddisfa la condizione di ottimo paretiano, ossia la norma dell’uguaglianza tra MRS e MRT, l’intervento dello stato deve essere limitato a garantire che il mercato possa operare in condizioni di concorrenzialità perfetta e che non vi siano ostacoli alla libera allocazione delle risorse.
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