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- Il suicidio egoistico in relazione alle religioni

- Il suicidio egoistico in relazione al fattore familiare e politico

- Il suicidio altruistico: la coscienza collettiva prevale su quelle individuale, il venir

meno della funzione sociale

- Il suicidio anomico (quando la società non riesce a porsi come autorità morale)

- Si ribadisce l’esigenza di un’autorità superindividuale che freni la ricerca di sempre

nuove mete economiche (l’invito ad accontentarsi di quanto si ha)

- L’importanza dell’educazione intesa come trasmissione dei valori fondamentali di

una società

- “Le forme elementari della vita religiosa”, e la società come realtà trascendente e

imperativa

- La disputa tra aprioristi ed empiristi e l’origine sociale delle categorie conoscitive

- Le religioni e “Il dualismo della natura umana”, l’anima intesa come socialità

moralità e capacità concettuale

- CRITICHE A DURKHEIM: la netta dicotomia tra società e individuo e la critica di

sociologismo

- Durkheim tralascia il problema del rapporto dialettico tra struttura economica di una

società e i suoi aspetti morali e culturali

- La contraddizione tra concorrenza e solidarietà rimane irrisolta

- Durkheim oscilla tra la possibilità e l’impossibilità di una conciliazione tra

individuo e società

- La società come realtà naturale e come valore da conquistare

- La critica al presunto carattere sociale delle categorie conoscitive

GAETANO MOSCA

- Le teorie degli elitisti sono in stretta correlazione con gli eventi politici italiani della

seconda metà dell’800 (il “trasformismo”)

- L’atteggiamento anti-socialista

- La critica alla tripartizione aristotelica delle forme di governo e il principio

fondamentale delle teorie elitistiche (1884)

- La forma politica come principio di giustificazione e il carattere fittizio della

democrazia parlamentare

- La ricerca della forma migliore di governo, l’evoluzione dei criteri per la

formazione della classe politica, il “cesarismo”

- “Storia delle dottrine politiche” (1933), una cauta difesa del sistema liberale

- I vari tipi di organizzazione oligarchica (feudale, burocratico, città-stato)

- Il principio fondamentale del sistema liberale (la trasmissione del potere avviene dal

basso)

VILFREDO PARETO

- Il “Trattato di sociologia generale” (1916)

- L’indipendenza dei risultati della scienza rispetto a ciò che può essere utile per la

società

- Gli studi di economia e il passaggio alla sociologia

- Nella vita e nell’attività umane i fattori irrazionali hanno un peso molto maggiore di

quelli razionali, l’ottimismo epistemologico (lo scienziato ha la possibilità di attenersi

esclusivamente ai fatti)

- Un’azione può dirsi razionale quando i mezzi sono adeguati ai fini e si ha, da parte

del soggetto, pieno riconoscimento di ciò

- Le teorie pseudo-scientifiche e la presa di posizione contro il marxismo (in cui

Pareto vede solo un’utopia)

- La distinzione fondamentale espressa nel Trattato

- I “residui” (manifestazioni di sentimenti irrazionali che condizionano la vita e

l’attività umana): bisogno di sviluppi logici, persistenza degli aggregati, bisogno di

manifestare con atti esterni i sentimenti, ecc…

- L’uomo tende a giustificare a posteriori il proprio operato come razionale

- Le “derivazioni” (principi di giustificazione): affermazione, autorità, ecc…

- La ricerca dei principi che regolano il funzionamento della società

- L’individuazione di due classi: la classe non eletta e la classe eletta di governo

- Il principio della “circolazione delle élite” (la continua sostituzione delle classi

superiori con le classi inferiori, che formeranno nuove aristorcrazie)

- I residui svolgono la funzione di mantenere questo equilibrio dinamico

- ROBERTO MICHELS: la “legge di ferro dell’oligarchia”

- L’organizzazione, attraverso cui sola il potere può essere conservato, comporta

necessariamente l’aristocrazia

- L’impossibilità da parte della massa di esercitare un potere diretto

- Le tendenze oligarchiche sulla base della burocratizzazione appaiono storicamente

insuperabili

GYORGY LUKACS

- Il problema lasciato aperto da Webwe: la scienze sociali non potevano dare

indicazioni di natura politica

- Storia e coscienza di classe (1923)

- La presa di posizione polemica contro Bernstein e Kautsky (la storia non è

riducibile a una serie di leggi naturali)…

- …e contro la scienza borghese (che studia i fatti isolandoli dal loro contesto)

- Il concetto di “totalità dialettica” come principio che deve orientare la ricerca

- Si ribadisce il carattere umano della società e della storia e si confutano le

concezioni naturalistiche della società (che non si avvedono della loro stessa origine

storica)

- La ripresa in Lukacs del tema della reificazione dei rapporti

- Per la borghesia è oggettivamente impossibile andare oltre la reificazione, poiché

tende alla difesa dell’ordinamento dato

- La capacità del proletariato di andare oltre l’ordinamento dato e di cogliere la

totalità dinamica (categoria della possibilità oggettiva)

- Si distinguono un aspetto oggettivo ed uno soggettivo (una totale estraneità del

lavoratore alla sua attività) della reificazione

- L’influenza di Marx e quella di Weber

- Come può il proletariato costituire la base del mutamento rivoluzionario?

- Il proletariato ha interessi alternativi rispetto all’ordinamento costituito, mentre la

borghesia vi si trova a suo agio

- Il problema lasciato aperto da Weber trova così una soluzione: il punto di vista del

proletariato è l’unico valido

- La coscienza di classe come entità superindividuale (accuse di idealismo e di

fideismo)

LA SOCIOLOGIA DELLA CONOSCENZA: KARL MANNHEIM

- Il pensiero conservatore non romantico e il pensiero progressista (quest’ultimo

tende all’attuazione di una possibilità non ancora realizzata)

- Il pensiero moderno tende alla completa razionalizzazione del mondo (legame con

Marx, Weber e la tradizione sociologica precedente)

- Il pensiero è sempre storicamente e socialmente condizionato

- A determinate posizioni sociali corrispondono determinate posizioni teoriche: la

“sociologia della conoscenza”

- La teoria dell’ideologia in Marx come antecedente della sociologia della

conoscenza, la concezione parziale e quella totale dell’ideologia

- Marx aveva compreso il carattere socialmente determinato dell’ideologia, ma ha

sbagliato nel fare di questa scoperta sociologica un’arma politica

- Come nasce la “sociologia della conoscenza” (“sottoporre ogni punto di vista

all’analisi ideologica…”)

- Le accuse di relativismo e la risposta di Mannheim: il “relazionismo”

- Agli intellettuali come classe privilegiata è rimesso il compito di fondare una

politica scientifica (una posizione conservatrice)

- L’ideologia è propria della classe borghese, l’utopia è propria del proletariato

- “Ideologia e utopia” (1929): ideologia e utopia sono entrambe incapaci di una

corretta diagnosi della società presente, ma la seconda può coglierne la dinamica

- Il problema di come rendere razionale la politica, razionalità sostanziale e

razionalità funzionale

- La pianificazione democratica come unica soluzione e via che assicuri la libertà

- La pianificazione democratica non è in contrasto con la libertà ma la garantisce

- Lukacs e Mannheim: due risposte diverse al problema lasciato aperto da Weber

THORSTEIN VEBLEN

- “La teoria della classe agiata” (1899)

- Veblen fondatore della sociologia critica nordamericana

- La proprietà privata si spiega sulla base dell’istinto di emulazione: la ricchezza

diventa una qualità di per sé

- Lo sfoggio di beni come segno esteriore di ricchezza (implicita critica al

consumismo)

- L’esigenza di mostrarsi superiori determina la stessa sensibilità estetica dei singoli

- Veblen distingue due tipi di attività così come due tipi di istituzioni economiche:

l’istituzione e l’attività finanziaria…

- …l’istituzione e l’attività industriale

- L’istinto predatorio dei capitani d’industria contrapposto allo spirito efficientistico

dei tecnici

- La cultura della classe agiata e la cultura tecnologica

- Uno schema evoluzionistico che prevede il superamento della fase del consumismo

in vista di un sempre maggiore efficientismo industriale

- In Veblen la razionalità efficientistica, tecnica, si identifica con la massima

razionalità raggiungibile

GEORGE H. MEAD

- “Mente, sé e società” (1934): la ricerca dei fondamenti della società intesa come

comunicazione

- Mead fondatore dell’interazionismo simbolico

- La società si fonda su un insieme di significati condivisi (azioni, simboli

significativi)

- L’azione significativa sorge come reazione all’azione di un altro organismo e

all’intenzione che si crede possa celarsi dietro di essa

- La mente si sviluppa in questo processo di interazione

- Il sorgere de “l’altro generalizzato” e del “sé” (la capacità dell’individuo di divenire

oggetto a sé stesso)

- L’istituzione sorge quando dinanzi a determinate situazioni si hanno reazioni

comuni da parte di tutti i membri di una società

- Sulla base dei significati condivisi si passa da un’attività semplice ad una complessa

(si supera la dicotomia individuo/società)

- Mead non ha dato una definizione della struttura sociale

“IL CONTADINO POLACCO IN EUROPA E IN AMERICA”:

WILLIAM THOMAS E FLORIAN ZNANIECKI

- Crisi dei valori tradizionali, individualismo ed edonismo prevalgono sulle

precedenti tendenze immobilistiche della famiglia contadina polacca

- Il metodo delle storie di vita e la differenza tra atteggiamento e valore sociale

- Il comportamento deviante è determinato dall’esperienza soggettiva

dell’indebolimento dei vincoli normativi (mediazione tra condizionamento sociale e

reazione individuale)

- La definizione della situazione da parte del soggetto agente

- L’individuazione di quattro desideri fondamentali della psiche umana (esperienza

nuove, riconoscimento, dominio, sicurezza)

LO STRUTTURAL-FUNZIONALISMO: TALCOTT PARSONS

- L’idea di integrazione come base della sociologia di Parsons (meta da raggiungere

più che realtà costituita)

- La ricerca dei prerequisiti funzionali per l’esistenza di un sistema sociale

- Non un tentativo di giustificazione dell’ordine americano, ma la ricerca dei requisiti

minimi dell’integrazione in una società composita come quella americana

- La ricerca di schemi esplicativi validi universalmente e la messa in luce degli aspetti

teleologici, volontaristici dell’azione (“La struttura dell’azione sociale”, 1937)

- Gli elementi necessari per la presenza dell’atto: attore, fine, situazione, norma

- L’elemento normativo è ciò che dà concretezza al fine

- “Il sistema sociale” (1951): l’azione può essere studiata da tre diversi punti di vista

(personalità, cultura, relazioni tra i soggetti agenti)

- I sistemi che vi corrispondono (personalità, cultura, società) devono essere tra loro

congruenti per garantire l’integrazione

- Un sistema sociale per reggersi richiede l’interiorizzazione dei principi della cultura

- Elemento catettico, conoscitivo e valutativo dell’azione

- Il sistema sociale come insieme di status e ruoli (definizione di status e ruolo)

- Reciprocità delle aspettative e delle sanzioni relative ai singoli ruoli (…l’istituzione)

- Perché esistono sistemi sociali differenziati?! Il sistema delle variabili strutturali

(affettività-neutralità affettiva, interessi privati-interessi collettivi, universalismo-

particolarismo, realizzazione-attribuzione, specificità-diffusione)

- Le variabili devono combinarsi in modo coerente per garantire il mantenimento del

sistema

- Ogni sistema sociale per sussistere deve risolvere il problema dell’assegnazione

ROBERT K. MERTON

- La necessità di teorie di medio raggio (che si discostino dalle grandi

generalizzazioni e dall’empirismo esasperato)

- Le teorie di medio raggio devono occuparsi di aspetti circoscritti di fenomeni sociali

- I tre postulati dell’analisi funzionale (unità funzionale, funzionalismo universale,

indispensabilità)

- Non è possibile costruire sistemi sociologici dotati di portata esplicativa universale

- La critica ai tre postulati fondamentali, all’analisi parsonsiana e al sistema dei

prerequisiti funzionali

- Il funzionalismo come strumento euristico e la presenza di fattori disfunzionali

accanto a quelli funzionali

- Lo studio di problemi concreti e l’anomia (mancata integrazione tra struttura sociale

e struttura culturale)

- La mancata corrispondenza tra mete indicate come le più desiderabili e mezzi

istituzionalizzati per raggiungerle, e le possibili reazioni (conformità, innovazione,

ritualismo, rinuncia, ribellione)

- Il comportamento deviante è legato all’impossibilità di raggiungere le mete sociali

con i mezzi istituzionalizzati

- La critica di Mills all’empirismo astratto

CRITICHE ALL’ANALISI FUNZIONALE: Parsons tralascia i problemi del

mutamento sociale e del conflitto…

- …ma Parsons studia le condizioni minime per l’esistenza di un sistema sociale

- L’analisi di Parsons come specchio della società americana contemporanea

(conformismo)

- Gouldner: l’evoluzione del pensiero di Parsons corrisponde all’evoluzione della

società americana

- La critica di Hempel

LA SOCIOLOGIA CRITICA NORDAMERICANA: CHARLES

WRIGHT MILLS

- In “Colletti bianchi” Mills denuncia la condizione della classe media statunitense

- I colletti bianchi si lasciano guidare da forze loro estranee

- Nella società capitalistica la razionalità coincide con la pianificazione burocratica

- “L’élite del potere” (1956): la presenza di élite che detengono il potere è un fatto

storico, non una legge positivistica come volevano gli elitisti

- Potere politico, economico e militare

- La critica alla “grande teorizzazione” e all’“empirismo astratto”, e il carattere

ideologico di entrambi (ne “L’immaginazione sociologica”, 1959)

- La specificità storica come categoria principale del pensiero di Mill

LA TEORIA CRITICA DELLA SOCIETA’

- Marx, Hegel, Freud come interlocutori della scuola di Francoforte

- L’esistenzialismo e la categoria della “possibilità”

- Weber e la critica alla burocratizzazione

- La prima ricerca collettiva, “Studi sull’autorità e la famiglia” (1936):

l’interiorizzazione dell’autorità della società trasmessa per mezzo dell’autorità

paterna, l’influenza di Freud

- “Ragione e rivoluzione”: il carattere negativo della ragione hegeliana secondo

Marcuse, la ragione come forza storica ed esigenze di libertà del soggetto

- “Ragione e rivoluzione”: Marx si rifà a Hegel nel definire il carattere irrazionale

della società capitalistica

- “Ragione e rivoluzione”: l’idea di ragione come denuncia dell’ordine costituito, e

quindi come rivoluzione, è il fondamento di tutta la teoria critica

- “Ragione e rivoluzione”: “filosofia positiva” è una contraddizione in termini

- “Eros e civiltà” (1955): l’idea freudiana della società come fonte di repressione

degli istinti individuali

- “Eros e civiltà”: ad una repressione fondamentale si affianca una repressione

“addizionale” che serve al potere costituito per autoperpetuarsi

- “Eros e civiltà”: il persistere di sacche di povertà in un mondo che potrebbe

eliminarle testimonia l’irrazionalità del sistema

- “Eros e civiltà”: la povertà che caratterizza vaste zone del mondo non dipende dalla

penuria di risorse ma dal modo in cui sono distribuite

- “Eros e civiltà”: l’irreggimentazione delle libertà è funzionale al mantenimento del

potere costituito

- Horkheimer e Adorno, “La dialettica dell’Illuminismo (1944): nella società

industriale avanzata vengono meno le possibilità di prendere atto dell’irrazionalità del

sistema costituito

- “La dialettica dell’Illuminismo”: l’Illuminismo concepiva la conoscenza come

dominio

- “La dialettica dell’Illuminismo”: la riduzione dell’uomo entro schemi prestabiliti

nella società di massa (…la libertà si riduce a finzione)

- “La dialettica dell’Illuminismo”: il decantato razionalismo dell’Illuminismo si

trasforma in irrazionalità (mancata realizzazione delle potenzialità umane)

- “La dialettica dell’Illuminismo”: la polemica con Ogburn

- “L’uomo a una dimensione”

- PRBLEMI RELATIVI ALLA TEORIA CRITICA: come superare storicamente la

società bloccata, rimane problema irrisolto

- Se l’amministrazione totale riduce a sé ogni opposizione, da dove può venire la

negazione?

- Una certa fede idealistica nella forza del pensiero negativo

- Il riferimento marcusiano al sostrato “dei reietti e degli stranieri”

- La teoria critica non vuole indicare vie per l’azione politica, ma tenere vivo il

pensiero negativo

L’ORIENTAMENTO FENOMENOLOGICO: ALFRED SCHUTZ

- Weber non aveva sufficientemente chiarito il significato dell’azione sociale

- Il riferimento a Bergson e a Husserl, ritenzione e riproduzione, all’azione si può

attribuire senso solo a posteriori

- La mancata distinzione di Weber tra motivi finali e motivi causali

- Il significato dell’azione sociale, la necessità di cogliere il progetto dell’agire altrui

- Ci si può rivolgere a sé stessi solo a posteriori, agli altri si può guardare in

contemporaneità

- Si può comprendere il significato dell’agire altrui solo identificando i nostri vissuti

di coscienza con quelli dell’altro

- Quando si verifica una relazione sociale

- La relazione sociale ambientale

- Le due parti creano un “noi”

- Gli oggetti che ci appaiono dotati di esistenza indipendente sono in realtà percepibili

solo sulla base di “tipificazioni”

- La “reciprocità delle prospettive” fa sì che il mondo oggettivo rimanga (appaia)

uguale per tutti

- Anche nella relazione sociale ambientale la conoscenza dell’altro è possibile solo

per tipificazioni

- Schutz si oppone ad ogni filosofia della storia

- I costrutti dello scienziato sociale sono costrutti di secondo grado

- L’azione per essere tale richiede la presenza di un progetto (nesso di senso

soggettivo)

- L’utilizzo da parte del sociologo di marionette, “homuncoli”, per la comprensione

dell’azione sociale

- Tre postulati per garantire l’oggettività delle scienze sociali

- La pluralità dei mondi sociali e la pluralità dei punti di vista con cui guardare alla

realtà sociale: le “province finite di significato”

PETER L. BERGER e THOMAS LUCKMANN

- La società come realtà oggettiva e come realtà soggettiva

- Socializzazione primaria e socializzazione secondaria

- Il linguaggio come strumento dell’interazione e come “fatto sociale”

- Il problema della reificazione

- La reificazione è ridotta a istituzionalizzazione

- La pluralità dei mondi della vita in relazione alla società moderna

- Berger, Berger e Kellner: “La mente senza dimora”, la pluralità dei mondi della vita

come aspetto tipico della società moderna

- Il problema dell’identità

- Caratteristiche dell’identità moderna e crisi dell’identità, importanza attribuita al

soggetto

LA TEORIA DELLO SCAMBIO: GEORGE HOMANS

- Antecedenti relativi alla teoria dello scambio

- Il gruppo come “sistema esterno” e come “sistema interno”, e l’intrecciarsi dei due

sistemi

- “Le forme elementari del comportamento sociale” (1961), alcune affermazioni di

carattere generale precedono la teoria dello scambio

- Istituzionale e subistituzionale

- Come si spiega la realtà istituzionale e il mutamento sociale

- L’idea di “capitale” in Homans

COMPORTAMENTI COLLETTIVI E MOVIMENTI SOCIALI:

ALAIN TOURAINE

- Produzione e riproduzione della società e critica al modello funzionalista

- Il concetto di “storicità” come “capacità di prodursi” della società, e la “sociologia

dell’azione”

- I meriti dell’analisi di Touraine e l’assenza di una nuova proposta teorica

- “Il ritorno dell’attore” (1984): per attore si intende ancora il movimento sociale

- I movimenti sociali come problema fondamentale della sociologia

- I fattori del movimento sociale, il movimento sociale inteso come azione libera

- Il movimento sociale in rapporto con l’ordine

- I movimenti sociali in rapporto con la realtà storica e con lo sviluppo economico (la

società post-industriale)

LA SOCIOLOGIA NEOLIBERALE: RALPH DAHRENDORF

- La classe sociale non deve essere definita in termini economici ma in termini di

autorità

- Il conflitto tra coloro che detengono l’autorità e coloro che sono soggetti al dovere

di obbedire

- Si dà conto dell’avvicendamento del personale nelle posizioni di potere…

- …ma non dei mutamenti nella struttura del potere

- La difesa della società pluralista occidentale contro la società sovietica


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero sociologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bonolis Maurizio.

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