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Introduzione ai materiali

I materiali sono solidi utilizzati dall’uomo per la fabbricazione di oggetti indispensabili allo svolgimento delle sue diverse attività. I materiali vengono scelti in base alle loro proprietà e la loro qualità dipende da esse. Le proprietà di un materiale dipendono dalla sua microstruttura.

Struttura: insieme di materiali atto a sostenere carichi. Un materiale in opera deve essere solido, deve mantenere la propria forma.

Gli stati fisici

  • Solido: ha forma e volume propri. Energia cinetica bassa.
    • Solido cristallino: bassa energia. Le particelle hanno comunque un certo grado di libertà (si muovono). Ordine a lungo raggio.
    • Solido amorfo: microstruttura tipica dei liquidi (alta energia) ma viscosità elevata che gli fa acquistare forma propria.
    • Solidi semicristallini: matrice amorfa ma con zone di ordine. Ordine a breve raggio. (materie plastiche).
  • Liquido: ha volume proprio ma non forma. Energia cinetica elevata.
  • Gas: non ha né forma né volume propri. Energia cinetica molto elevata.
  • Gel: liquido intrappolato in un solido (es. pasta di cemento).
  • Aerogel: gas intrappolato in un solido.

L’immobilismo non esiste in natura, in qualunque essere animato e inanimato le particelle si muovono, vibrano. Le vibrazioni delle particelle aumentano di ampiezza con l’aumento della temperatura, mentre il loro baricentro rimane stabile.

Cenni storici

  • Hooke
  • Newton
  • Teoria quantistica
  • Principio di esclusione di Pauli

Dispensa 2: legami chimici

Gli atomi

‘700 Dalton → teoria atomica:

  • Particelle non ulteriormente divisibili: atomi
  • Atomi di stesso elemento → uguali, stessa massa
  • Reazioni chimiche per combinazione: lasciano a ogni elemento la sua identità

Sono formati da:

  • Nucleo: Protoni (+), Neutroni (N)
  • Perinucleo: elettroni (-)

NB: carica elettrica P e e = 1.6*10-19 C

Caratteristiche

  • Numero atomico: numero di protoni
  • Massa atomica: massa protoni + neutroni
  • Peso atomico: media pesata delle masse atomiche degli isotopi

Modelli atomici

  • Rutherford (1871-1937)
  • Bohr (1913): orbita stazionaria
  • Meccanica ondulatoria: orbitale
  • Modello stocastico-probabilistico (‘800, ‘900 – meccanica quantistica):
    • Heisemberg → principio di indeterminazione: non è possibile valutare con certezza quantità di moto e posizione di un elettrone
    • De Broglie → elettrone ha doppia natura: corpuscolare e ondulatoria

Onda di probabilità: radiazione astratta. λ dipende da velocità dell’elettrone, a indica probabilità di trovare elettrone in quel punto

Orbitali

  • Equazione di Schroedinger: mette in relazione onda di probabilità e energia della particella. Ha infinite soluzioni: le funzioni d’onda, tra cui le accettabili sono autofunzioni. I coefficienti che le legano a elettroni sono numeri quantici

Numeri quantici

  • Principale n: livelli energetici (distanza probabile dell’elettrone dal nucleo)
  • Secondario l: forma degli orbitali. SPDF
  • Terzo m: orientamento nello spazio. Numero di livelli energetici consentiti per ogni orbitale
  • Quarto ms: spin, ordine orario (ms = -1/2) o antiorario (ms = +1/2)

Principio di esclusione di Pauli: non possono esistere nello stesso atomo 2 elettroni con i 4 numeri quantici uguali. In ogni orbitale max 2 elettroni, con spin opposto (x Pauli). Saturano prima gli orbitali vicini al nucleo. Orbitale + lontano dal nucleo: guscio di valenza, cede e acquista atomi. Configurazione elettronica stabile: ottetto elettronico. Quando l’ottetto non è completo avvengono reazioni chimiche.

Legami chimici

L’associazione di atomi crea particelle leggermente + grandi, le molecole

  • Ionizzazione: in acqua la molecola si dissocia in atomi carichi (ioni).
  • Se l’atomo perde elettroni diventa catione, se li acquista diventa anione

Elettronegatività: tendenza degli elementi chimici a ionizzarsi negativamente.

Tipi di legame

  • Legame ionico: un atomo elettronegativo cede elettroni a uno elettropositivo ed entrambi si stabilizzano. Il legame si può spezzare in acqua → in vetri, ceramici
  • Legame covalente: 2 atomi elettronegativi condividono il guscio di valenza → in vetri, ceramici, polimeri
  • Legame metallico: atomi elettropositivi cedono elettroni che formano una nube che avvolge e compatta tra loro gli atomi → in metalli
  • Legami secondari/deboli → legame idrogeno: l’idrogeno del gruppo O-H si lega con atomi elettronegativi in sua prossimità → in polimeri

I solidi

Struttura dei solidi:

  • Cristallina: atomi o molecole ordinati e regolari, struttura reticolare 3d. Anisotropia (dipende da direzione), pt di fusione ben definito. In metalli
  • Amorfa: atomi o molecole disordinati. Isotropia (non dipende da direzione), pt di fusione non definito. In polimeri, vetri

Tipi di solidi

  • Amorfi: liquidi ad elevata viscosità
  • Cristallini:
    • Caratteristiche: Atomi come sfere
      • Reticolo spaziale: arrangiamento tridimensionale di punti (i centri delle sfere)
      • Cella elementare: unità ripetitiva con disposizione caratteristica di punti
      • 7 sistemi cristallini (CETTROM): Cubico, Esagonale, Tetragonale, Triclino, Romboedrico, Ortorombico, Monoclino
    • Centratura del reticolo:
      • Primitiva (vertici)
      • A corpo centrato
      • A facce centrate
      • Con una faccia centrata
    • 14 reticoli di Bravais

Tipi e proprietà dei solidi cristallini

  • Ionici: nodi del reticolo = ioni pos e neg. Caratteristiche:
    • Alta temperatura di fusione (legame ionico forte)
    • Fragilità a trazione
    • Sfaldabilità in diagonale (tra atomi con carica di segno uguale)
    • Conducibilità elettrica in acqua e allo stato fuso (quando il reticolo viene demolito gli ioni diventano liberi)
    • Solubilità (il reticolo viene distrutto e gli ioni solvatati dall’acqua)
  • Covalenti: nodi del reticolo = atomi legati con legame covalente. Caratteristiche:
    • Altissima temperatura di fusione (legame covalente molto forte)
    • Durezza (legame fortemente direzionato)
    • Isolanti o semiconduttori
    • Insolubilità
  • Molecolari: nodi del reticolo = molecole legate con legami deboli. Caratteristiche:
    • Bassa temperatura di fusione (legame debole)
    • Scarsa durezza (legame debole)
    • Alta tensione di vapore
  • Metallici: nodi del reticolo = ioni positivi con legame metallico. Caratteristiche:
    • Alta temperatura di fusione (legame metallico forte)
    • Elevata densità (atomi compatti per elettromagnetismo)
    • Conducibilità termica ed elettrica (nuvola di elettroni liberi)
    • Lucentezza al taglio

Dispensa 3: elasticità dei materiali

Storia: Leonardo da Vinci (1452-1519) → studia variazioni di resistenza di funi in funzione di variazioni di lunghezza. Galileo Galilei (1564-1642) → il carico di rottura dell’asta è proporzionale alla sezione trasversale. Isaac Newton (1642-1727) → terza legge di Newton: azione e reazione sono uguali e contrarie; tutte le forze che agiscono su un sistema in quiete devono bilanciarsi. Robert Hooke (1635-1703) → un solido resiste a una forza esterna deformandosi. I solidi sono elastici: ritornano alla posizione naturale una volta rimosso il carico, la deformazione è proporzionale alla sollecitazione (ut tensio sic vis).

Augustin Cauchy (1789-1857) → sforzo → σ = F/A u.d.m. Pascal. Deformazione → ε = Δl/lo. Thomas Young (1773-1829) → la rigidezza di un materiale è dovuta alla sua forma e ad un modulo elastico (la sua rigidezza intrinseca). Claude Navier (1785-1836) → espressione matematica del modulo elastico di Young → E = σ/ε. È uno sforzo u.d.m. Pascal. Modulo alto indica materiale rigido, modulo basso indica materiale flessibile e deformabile. Norton e Loring (1941) → maggiore è la rigidità dei legami chimici, maggiore è il modulo elastico. R dipende dall’energia di legame Q.

Dispensa 4: difetti nei solidi cristallini

Per descrivere la struttura di un solido cristallino si usa un modello ideale di solido cristallino perfetto, che si distingue dai cristalli reali perché è un monocristallo (in esso vale con continuità la simmetria traslazionale) e non presenta difetti. I solidi cristallini reali sono aggregati di più cristalli o grani e presentano difetti puntuali o lineari. Grano: porzione di materia omogenea a livello microscopico. Le proprietà dei solidi cristallini dipendono dalle caratteristiche dei grani e dei bordi di grano (zone di raccordo).

Difetti cristallini

  • Di punto:
    • Impurezza sostituzionale: un atomo estraneo al reticolo si trova al posto di un atomo facente parte del reticolo
    • Impurezza interstiziale: un atomo estraneo al reticolo si inserisce tra atomi reticolari
    • Vacanza: assenza di un atomo reticolare
    • Autointerstiziale: un atomo reticolare si inserisce tra atomi reticolari
  • Di linea:
    • Dislocazione a spigolo
    • Dislocazione a vite
  • Di superficie: bordi di grano
  • Di volume:
    • Inclusioni
    • Precipitati
    • Micro e macro vuoti

Interdiffusione dei materiali → legge di Fick: il flusso di diffusione è proporzionale al gradiente di concentrazione (rapporto concentrazione/posizione entro il solido) → J = -D(dC/dx). Lega metallica: miscela solida tra 2 o + elementi di cui almeno uno è un metallo. Soluzioni solide di sostituzione o interstiziali. Solido monocristallino è anisotropo, policristallino è isotropo.

Dispensa 5: proprietà meccaniche dei materiali

σ = F/S0, ε = Δl/l0. Comportamento plastico di un materiale metallico (2), comportamento plastico di un materiale polimerico (1), comportamento gomma, comportamento tessuto molle animale. Sollecitazioni: Compressione, trazione: sollecitazione lungo una linea di frattura. La resistenza a rottura di un materiale non è la sua rigidità (modulo Young), ma lo sforzo necessario per romperlo.

Cedimento a compressione: Spanciamento, svirgolamento. Sforzo (carico unitario) di rottura (σ) : carico massimo raggiunto nel corso della prova = resistenza a trazione del materiale. Strizione (Σ): dopo il carico massimo c’è restringimento del provino che aumenta fino a rottura. Deformazione (allungamento) a rottura (ε). Coefficiente di Poisson → v = εxz, grado in cui il campione di materiale si restringe o si dilata trasversalmente.

Deformazione plastica nei metalli: prima della rottura avviene uno scorrimento tra piani adiacenti di atomi. Se il materiale non si rompe con una fessura a 90° dalla sollecitazione assiale lo può fare a 45°, perché in tal modo richiede minor sforzo in quanto lo sforzo di taglio τ è massimo. Le dislocazioni hanno inizio dal punto di snervamento e seguono un sistema piano-direzione. In solidi cristallini ionici e covalenti le dislocazioni sono poco possibili a causa della repulsione tra ioni di stesso segno e dei legami direzionali. Gli sforzi si concentrano sui difetti x es cricche. Sforzo max all’apice della cricca → σ = σm(1 + 2a/ρ), dove a è la lunghezza cricca e ρ è il raggio di curvatura cricca.

Creep o scorrimento viscoso: deformazioni che si manifestano quando il materiale è esposto a carichi permanenti e temperature elevate. Numero di Deborah: indica la fluidità di un materiale → De = Λ/t, dove Λ è il tempo di deformazione e t è il tempo di osservazione. Se De→0 liquido viscoso ideale, se De→∞ solido elastico ideale. Comportamento viscoelastico, comportamento viscoplastico.

Dispensa 6: proprietà fisiche dei materiali

Proprietà termiche

  • Dilatazione termica lineare → ΔL = α ΔT L0. α: coefficiente di dilatazione termica, L0: lunghezza iniziale del campione. Al crescere della temperatura le vibrazioni diventano più ampie e il volume aumenta. Materiali ad alta dilatazione (ordine decrescente): polimeri, metalli, ceramici.
  • Conducibilità termica: capacità di trasferire calore per conduzione. Calore passa da zona più calda a zona più fredda. È dovuta a elettroni delocalizzati in grado di muoversi. Alta in metalli, bassa in solidi ionici e covalenti. Segue legge di Fourier → J = -k dT/dx, dove J è il flusso di calore, x la direzione del flusso, k la conduttività (dipende da elettroni liberi e onde vibrazionali o fononi)
  • Capacità termica (C): quantità di energia (calore specifico cp) assorbita o ceduta da una massa di materiale (m) per variare la sua T di 1°C → C = cpm. Materiali ad alta capacità termica (ordine decrescente): polimeri, ceramici, metalli

Densità: peso di un certo volume di materiale/ volume del materiale → P/V. Porosità → ε = Vpori/Vtot. Porosità → difetto → -resistenza. Porosità → permeabilità (porosità comunicante con l’esterno) → durabilità.

Proprietà ottiche

  • Indice di rifrazione (n): indica quanto un mezzo modifica la velocità dell’onda incidente. n = c/v, dove c è la velocità della luce nel vuoto = 300 milioni m/s, v è la velocità della luce nel mezzo.
  • Riflettività (R): dipende da n, da lunghezza d’onda e da angolo di incidenza. Se il materiale è rugoso vi sono diversi angoli di incidenza → luce diffusa
  • Coefficiente di assorbimento (α): dipende da materiale e lunghezza d’onda

Proprietà acustiche

  • λ = C/f, dove f è la frequenza (u.d.m Hertz). Velocità di propagazione delle onde (C): dipende dal mezzo
  • Coefficiente di assorbimento acustico → a = (It + Ia)/Ii
  • La percezione uditiva si misura in potere fonoisolante → R = 10 log (Ii/It) = Lp1 - Lp2, dove p1 e p2 sono i livelli dB
  • Frequenza di risonanza (f0): frequenza propria del materiale che vibra se sottoposto a vibrazioni di uguale frequenza. Intensità incidente si divide → Ii = Ir + Ia + It
  • NB: utilizzando pareti pluristrato si aumenta l’isolamento senza aggiungere massa e spessore! Materiale fonoisolante → riduce It. Materiale fonoassorbente → riduce Ia. Introducendo anche intercapedine riempita con fonoassorbente si ottiene prestazione ottimale!

Dispensa 7: leganti

Tipi di impasto ad uso architettonico

Leganti: materiali finemente macinati che mescolati con acqua generano un impasto plastico lavorabile che poi indurisce acquistando consistenza lapidea.

  • Leganti aerei: induriscono solo all’aria
  • Leganti idraulici: induriscono all’aria e in acqua

Pasta o boiacca: legante + acqua. Malta: legante + acqua + sabbia (diametro max 5mm)

In base all’uso

  • Malte di allettamento
  • Malte per intonaci
  • Malte per sottofondi
  • Malte speciali (per consolidamenti, ripristini)

In base alla modalità di indurimento

  • Malte aeree (di calce, gesso, calce + gesso)
  • Malte idrauliche

Malte romane: calce aerea + pozzolana, calce aerea + sabbia silicea + coccio pesto. Malte idrauliche plastiche: calce idraulica. Di cemento. Malte bastarde: calce aerea + cemento (+ gesso), calce aerea + calce idraulica + cemento. Betoncino: legante + acqua + aggregato fine (diametro max 10mm). Calcestruzzo: legante + sabbia + acqua + aggregato grosso (pietrisco o ghiaia – diametro>10mm).

Intonaco: finitura muraria di malta

Ha funzioni di: regolarizzare superfici, proteggerle da agenti atmosferici, conferire loro aspetto definitivo. Costituito da 3 strati:

  • Rinzaffo: strato di fondo scabro su cui aggrappa l’arriccio. Malta fluida ricca di legante
  • Arriccio: strato superficiale + sottile di malta di sabbia di fiume fine, con funzione di livellamento. Dopo la presa viene lisciato col frattazzo
  • Finitura:
    • “Velo” se è tinta a calce
    • “Marmorino” se è polvere di marmo + calce

Fasi operative degli impasti

  • Stagionatura: periodo di tempo in cui gli impasti perdono plasticità e induriscono
  • Presa: prima fase della stagionatura in cui l’impasto perde plasticità e non è più lavorabile (minuti-giorni)
  • Indurimento: seconda fase della stagionatura in cui l’impasto sviluppa resistenze meccaniche (giorni-anni)

I leganti: gesso

(Normativa UNI 8377) Materia prima: pietra da gesso

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher novian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza dei materiali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Pagliolico Simonetta Lucia.
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