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Storia della scienza

Lorenzo Tecchioli - IV secolo a.C.

  • I primi modelli astronomici
    • Distinzione fra fisico (filosofo) e matematico (astronomo) e stabilimento della gerarchia F > M:
      • Fisico (o filosofo): colui che studia gli oggetti fisici, reali e ricerca le cause dei fenomeni.
      • Matematico (o astronomo): colui che elabora un modello matematico che salvi i fenomeni, ovvero che permetta una spiegazione matematica coerente con le osservazioni (ad esempio le retrogradazioni dei pianeti erano uno dei fenomeni da salvare).
    • A partire dalle osservazioni possibili all'epoca.
    • Il primo modello celeste venne elaborato da Eudosso di Cnido:
      • La Terra si trova al centro di un universo omocentrico (ovvero sferico).
      • Ogni pianeta è incastonato in una serie di sfere (immaginarie, puramente matematiche) concentriche che li trascinano in movimento, che ruota attorno all'asse del mondo.
      • La sfera più esterna (sempre immaginaria) contiene le stelle fisse, segnando la durata del giorno e trasmettendo poi il suo movimento alle sfere più interne (che tuttavia hanno tempi propri) tramite le sfere anastre interposte tra le sfere planetarie.
    • Il modello viene rivisto dall’allievo di Eudosso, Callippo di Cizico, a causa di discrepanze notevoli con le osservazioni. Vennero aggiunte altre sfere tra le "sfere", in rotazione però contraria, di modo che fosse possibile spiegare la differente velocità orbitale dei pianeti attorno alla Terra.
  • La filosofia di Aristotele (contrapposto a Parmenide)
    • Parmenide riteneva impossibile attribuire il concetto di movimento all’Essere, poiché segno di mutabilità.
    • In Aristotele il movimento diviene il passaggio dalla potenza all’atto.
    • Aristotele rifiuta l’idea di una creazione del mondo, in quanto de nihilo nihil fit.
    • Il movimento non è uno stato dei corpi, in quanto generato da esterno, e per questo transitorio e finito (omnia quod movetur ab alio movetur); la quiete è lo stato naturale dei corpi.
    • Aristotele spiega la caduta (o salita, a seconda dei casi) tramite due qualità assolute dei corpi: leggerezza e pesantezza, che vengono assegnate ai corpi in base alla diversa mescolanza tra i quattro elementi (aria, fuoco, terra e acqua).
    • Per Aristotele esistono nell’universo sei soli movimenti: dall’alto in basso (corpi pesanti), dal basso verso l’alto (corpi leggeri) e i movimenti circolari che però non competono al mondo terrestre, ma solo a quello celeste.
    • Negazione del vuoto, che implicherebbe la possibilità che un corpo sia presente in più luoghi contemporaneamente.
    • Distinzione netta tra fisica terrestre e fisica celeste, cui competono moti diversi.

II secolo d.C.

  • Claudio Tolomeo (100-175) modifica il sistema cosmologico di Eudosso e Aristotele nel suo Almagesto, notando due problemi fondamentali:
    • Variazione di luminosità degli astri: l’universo rimane omocentrico, ma la Terra non si trova più nel centro esatto delle sfere, è eccentrica rispetto ad esso, così da giustificare le variazioni di distanza (e quindi luminosità) degli astri nel cielo notturno.
    • Retrogradazioni: le retrogradazioni dei pianeti potevano essere spiegate solo introducendo degli epicicli sul deferente orbitale, ovvero piccole orbite, centrate sull’orbita principale, su cui si muovono i pianeti.
  • Nell'opera Tetrabiblos Claudio Tolomeo elabora la sua teoria degli influssi: vengono analizzati i moti planetari (e quelli delle costellazioni) per dedurre quali siano le loro conseguenze sugli avvenimenti terreni e soprattutto sulle nascite (Tolomeo è convinto infatti che gli astri assegnino ad ogni uomo, al momento della nascita, un destino ineluttabile).

XIII secolo d.C.

  • San Tommaso d’Aquino (1225-1275) cristianizza le teorie aristoteliche, che diverranno la base per la Scolastica insegnata nelle Università per tutta la durata del medioevo, teorie a cui si rifarà anche Dante nella stesura della cantica del Paradiso nella Divina Commedia.

XIV-XV secolo d.C. (Rinascimento)

  • In Italia si riscoprono i grandi libri dell’antichità, tra i quali Archimede, Euclide e Vitruvio.
  • Vengono ripresi e sviluppati i temi magico-astrologici del Corpus Hermeticum. La scienza (e la conoscenza in generale) non è qualcosa per le masse, ma solo per un gruppo di eletti, dotati di intelligenza e sensibilità particolari che permettono loro di cogliere le verità più profonde, celate tramite un linguaggio artificioso.
  • Il mondo non è più ridotto a pura quantità, ma visto come un grande essere vivente (in analogia con l’uomo), in cui due grandi temi rimangono ben saldi:
    • La creazione del mondo.
    • La concezione di un Dio artefice, creatore dell’Universo.

1514

  • Niccolò Copernico distribuisce il suo Commentariolus (che sarà poi incluso nella sua opera più grande) ai suoi amici più stretti, ma l’opera ha in breve grande risonanza. In essa Copernico propone la sua idea (un’ipotesi alla fine) di un universo eliocentrico tramite sette punti che mancano però ancora di dimostrazioni o informazioni di supporto:
    • Non esiste un unico centro dell’universo: la Luna ruota attorno alla Terra, che a sua volta orbita attorno al Sole in un'orbita circolare.
    • Il centro dell’orbita terrestre non coincide con il centro dell’universo, ma solo con quello della sfera della Luna.
    • Le sfere sono in rotazione attorno al Sole, che risulta eccentrico rispetto al centro delle orbite.
    • Da alcune osservazioni emerge come l’altezza del firmamento sia infinitamente più grande della distanza tra Terra e Sole.
    • I moti delle stelle fisse dipendono dai moti terrestri.
    • Il moto del Sole dipende dai moti terrestri.
    • Il moto retrogrado apparente dei pianeti dipende dai moti terrestri.

1543

  • Andrea Vesalio (1514-1564) pubblica il De Humani Corporis Fabrica, primo libro completo di anatomia basato su autopsie realmente eseguite. Nell’opera vengono passati in rassegna i vari organi, i muscoli, le ossa, il cervello e il sistema nervoso. Vengono anche discussi, smontati e corretti circa 220 errori commessi dal medico Galeno in antichità.
  • Niccolò Copernico pubblica la sua opera completa: il De Revolutionibus Orbium Coelestium, con una premessa anonima (ad opera di Andreas Osiander) che serviva a "proteggere" Copernico tramite l'asserzione che la nuova teoria era appunto questo: una teoria, un’ipotesi che non necessariamente doveva avere implicazioni al di fuori della cosmologia. L’opera riprende i sette punti del Commentariolus ma è basata su calcoli matematici e osservazioni accurate. Dedicando il suo lavoro a Paolo III, nell’introduzione viene spiegato come l'opera si ponga come...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/05 Storia della scienza e delle tecniche

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