Prova d’esame con ripasso
Le strutture concorrenziali e le loro caratteristiche
L’oligopolio: Contiene un basso numero di imprese (di solito grandi imprese), per questo motivo la concorrenza è bassa e il potenziale per la differenziazione è molto alto. Questa struttura presenta significative barriere in entrata e in uscita.
Il duopolio (come l’oligopolio)
Il monopolio: Potere nelle mani di una sola azienda con un alto potenziale per la differenziazione del prodotto, per questo motivo è una struttura non concorrenziale e presenta significative barriere in entrata e in uscita.
La concorrenza perfetta: Contiene un numero elevato di imprese che seguono il livello del prezzo determinato dal mercato. Il potenziale per la differenziazione è minimo perché si tratta di prodotti omogenei (commodity). Questa struttura è caratterizzata da un’assenza di barriere in entrata e in uscita.
La concorrenza monopolistica: Si tratta di una forma di mercato intermedia alla concorrenza perfetta e al monopolio. Questa struttura contiene un gran numero di imprese. I prodotti non sono omogenei ed è quindi presente un potenziale per la differenziazione. In questo mercato si può intervenire sul prezzo e si deve cercare di acquisire un potere di mercato dato il livello di concorrenza molto alto. Le barriere in entrata e in uscita sono deboli. La caratteristica principale di questa struttura di mercato è la capacità dei suoi prodotti di essere differenziati in quattro categorie, tra cui la differenziazione del marketing, la differenziazione del capitale umano, la differenziazione attraverso la distribuzione e la differenziazione fisica del prodotto.
Il modello delle 5 forze di Porter
Questo è uno dei modelli più diffusi per l’analisi del settore; serve per analizzare l’attrattiva del settore in cui competono le imprese. In sostanza, l’intensità competitiva e i livelli di redditività di un settore, secondo Porter, dipendono dall’interazione di 5 forze:
- Livello orizzontale→
- La minaccia competitiva di nuovi entranti
- La minaccia dei prodotti sostitutivi
- La concorrenza di prodotti già consolidati all’interno di un business
- Livello verticale→
- Il potere contrattuale dei fornitori
- Il potere contrattuale degli acquirenti
Porter ha introdotto il concetto di concorrenza allargata proprio perché la competitività delle aziende in un determinato business è influenzata dalla presenza di altri attori (cioè le 5 forze del modello). Queste 5 forze determinano la redditività potenziale del settore nella misura in cui ognuna di esse condiziona tanto i prezzi quanto i costi del settore.
I prodotti sostitutivi secondo Porter
Il grado di sostituibilità di un prodotto è ad oggi aumentato, questo perché, rispetto all’era della produzione di massa, il consumatore è posto al centro. L’impresa quando esce sul mercato con un prezzo, non deve solo tener conto del prezzo di un suo concorrente, ma anche di un potenziale sostituto: cioè un prodotto diverso di un’altra impresa che soddisfa i bisogni del cliente allo stesso modo. Devo arrivare da Roma a Milano: posso prendere l’aereo (se il prezzo è conveniente), altrimenti posso anche prendere un treno ad alta velocità (mettendoci magari un po’ di più ad arrivare ma pagandolo molto di meno).
La sesta forza mancante nel modello di Porter
La sesta forza che potremmo integrare nel modello di Porter è quella dei prodotti complementari. Prendiamo il seguente esempio: l’azienda Espresso vuole venderti la macchinetta per il caffè ma per farlo punta sulle sue cialde (prodotto complementare). Questo perché il valore dei prodotti complementari può essere sfruttato dai fornitori per esercitare potere contrattuale. Prendiamo questo altro esempio: la Fiat vende macchine, le macchine hanno necessariamente bisogno del gasolio per poter essere utilizzate. Il prodotto complementare in questo caso è sotto il controllo di un soggetto esterno all’azienda; a volte può anche essere in mano alla concorrenza, ma rimane il fatto che quel prodotto comunque ha il potere di arricchire, compensare, rafforzare o meno l’offerta competitiva dell’azienda in questione.
I 4 elementi distintivi di un'impresa
“L’impresa è un’organizzazione economica che mediante l’impiego di un complesso differenziato di risorse, svolge processi di acquisizione e di produzione di beni o di servizi, da scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito.” Quindi l’impresa ha 3 aspetti fondamentali: la creazione di ricchezza, i modelli di impresa e la struttura di controllo. I 4 elementi distintivi (collegati tra loro) di un’impresa sono:
- Finalità imprenditoriale di produzione di reddito (profit oriented).
- Presenza di un’organizzazione. Complesso organizzato di risorse differenziate che possono essere diverse (impianti, apparecchiature, competenze, conoscenze; quindi capitale investito tangibile e intangibile).
- Svolgimento di processi di produzione. Dotazione di risorse, insieme di asset (fattori produttivi), assemblamento, lavorazione e consegna dell’output al mercato.
- Relazione di scambio con entità esterne. L’entità esterna è un’altra azienda (business to business) o il consumatore (business to consumer). Quindi facciamo riferimento ad uno scambio con il mercato stesso.
I red ocean e i blue ocean
Se un’impresa decide di operare in un settore già esistente, dovrà ritagliarsi una fetta di mercato in quel settore. Per questo motivo, in questo caso, il settore viene definito &ld