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Appunti sistemati per l'esame intermedio del prof. Chimenti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Chimenti dell’università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA, Facoltà di Design e Arti. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sceneggiatura docente Prof. D. Chimenti

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Sceneggiatura I° Semestre

Struttura e personaggio - Libro

IL VERO PERSONAGGIO = Si rivela attraverso le scelte di un essere umano sotto pressione:

maggiore è la pressione maggiore sarà la rivelazione e maggiore la fedeltà delle scelte alla vera

natura del personaggio

ARCO DEL PERSONAGGIO = Nel corso della narrazione il personaggio si trasforma in meglio o in

peggio modificandone la sia natura interiore

STRUTTURA = fornisce pressioni sempre piu forti che pongono personaggi all’interno di dilemmi

sempre piu complessi e azioni altrettanto complesse per rivelare gradualmente la loro vera natura

PERSONAGGIO = caratteristiche necessarie per attirare in modo convincente le scelte fatte.

il personaggio deve essere credibile, cioè abbastanza giovane o abbastanza vecchio, forte o

debole, esperto o ingenuo, istruito o ignorante, generoso o egoista, arguto o stupido in proporzione

adeguata.

LA CARATTERISTICA fornisce alla storia le combinazioni di qualità che sentano al pubblico di

credere che quel personaggio possa fare ciò che fa.

Il personaggio vero = può essere sempre espresso soltanto attraverso le sue scelte di fronte a un

dilemma. Le scelte compiute sotto pressione rivelano la sua vera essenza: maggiore è la

pressione, più la scelta sarà profondamente redentrice dele personaggio

Il Protagonista - Libro

IL PROTAGONISTA :

personaggio volitivo

• ha un desiderio consapevole

• può avere un desiderio inconscio che contraddice il conscio

• ha le qualità per proseguire in modi convincente

• deve avere una possibilità di soddisfare il proprio desiderio

• ha la volta e le capacità di proseguire fin in fondo

• deve essere ematico ma non necessariamente simpatico

L’incidente - Libro

L’incidente scatenante sconvolge radicalmente l’equilibrio delle forze nella vita del protagonista

• Da ciò il protagonista deve reagire

• Un eventi può squilibrare l’esistenza di un personaggio in meglio o in peggio.

• 4 di 13

Sceneggiatura I° Semestre

Conflitto

Conflitto e degno avversario.

Conflitto: Termine che indica una contrapposizione cioè una situazione in cui il personaggio (o i

personaggi) sono in opposizione con qualcuno o qualcosa.

Qualsiasi tipo di confronto (fisico, emozionale, mentale, …) è un conflitto.

Il conflitto è sempre al centro della storia perché è il propulsore della narrazione. Tramite il conflitto

riusciamo a far salire la tensione.

La tensione nasce da un conflitto di forze opposte, la si ottiene quando gli obiettivi del personaggio

sembrano irraggiungibili, quando i problemi rimangono irrisolti, e soprattutto quando vogliamo che

essi si risolvano. Ci fa domandare: “Poi cosa succede?”.

I conflitti sono sempre legati ai suoi obiettivi, a ciò che vuole fare, ottenere, realizzare.

Sono composti da tutte le difficoltà, gli impedimenti e gli ostacoli che gli impediscono di avere

successo.

Conflitto esterno.

Il conflitto è esterno quando il protagonista e l’antagonista sono due individui distinti e in

contrapposizione tra loro.

Esso deve essere visivo, deve essere espresso visivamente mettendo una faccia al conflitto.

Degno avversario.

Un avversario deve essere degno e interessante, andando oltre il cliché dei buoni vs cattivi.

In una sceneggiatura ben scritta il lettore è combattuto con le proprie convinzioni morali.

- Meno malvagio è l’antagonista, più coinvolgente è la decisione di farlo fuori.

- Più difficile è la scelta del protagonista, più il pubblico è chiamato a rifletterci sopra.

L’avversario che più ci resta in mente non è l’opposto del protagonista, ma un suo complemento.

Il piano dell’antagonista.

Gli antagonisti hanno sempre un piano, ma di solito è il protagonista che mette loro i bastoni tra le

ruote. Colui che mette in moto il conflitto accendendo la storia, solitamente è il protagonista.

Conflitto ambientale.

Il conflitto può essere un ambiente anziché un individuo, un istituzione o l’intera società.

Nel caso in cui il conflitto prende la forma di una lotta contro le forze naturali, la natura diventa un

personaggio contro cui doversi battere.

Conflitto interno.

Il conflitto è interno quando il protagonista è anche il proprio antagonista. Quando è dilaniato da

desideri opposti e inconciliabili.

Siccome in questo caso non c’è un vero e proprio antagonista, è presente spesso un oppositore

esterno. 5 di 13

Sceneggiatura I° Semestre

La scelta difficile

Il conflitto viene presentato sempre come una risposta al problema. Un conflitto con una risposta

troppo ovvia non è un conflitto in quanto il protagonista sceglierebbe sempre quella giusta.

Un conflitto ha bisogno di un dilemma: quando entrambe le risposte sono sbagliate.

Qualunque sia il dilemma, bisogna prendere una decisione.

La decisione è la parte più importante del racconto per cui maggiori sono le implicazioni della

scelta, migliore è la storia e più ci cattura.

L’eroe riluttante

E’ una figura archetipica in cui l’eroe, prima di accedere a un più alto livello di conoscenza, deve

accettare il proprio destino e la sfida di essere se stesso.

Talvolta i dilemmi sono talmente forti che il protagonista non ammette di avere un problema,

oppure decide di non affrontarlo.

Disegno dell’atto, conflitto - Libro

I punti di non ritorno: Una storia non deve ritornare su azioni di qualità o portata inferiori, ma

muoversi progressivamente in avanti fino a un’azione finale oltre la quale il pubblico non riesce ad

immaginare l’altra

LEGGE DEL CONFLITTO = Quando il protagonista bene e fuori dall’incidente scatenante entra in

un mondo governato dalla legge del confitto. In altri termini: una storia nulla progredisce se non

attraverso il conflitto.

Il principio dell’antagonismo - Libro

L’antagonista = un protagonista e la sua storia possono essere intellettualmente affascinanti e

coinvolgenti dal punto di vista delle emozioni se le forze antagoniste li rendono tali. 6 di 13

Sceneggiatura I° Semestre

Psicologia e personaggi

La psicologia dei personaggi

Un film parla sempre di qualcuno che vuole qualcosa ad ogni costo.

Affinché la storia sia efficace l’obiettivo deve essere:

- Difficile: Per rendere la storia intrigante ed efficace.

- Raggiungibile: Per farci pensare che ce la possa fare, anche se poi potrebbe non farcela.

- Specifico: Trarre da una problematica generale, una storia singolare che la illumini.

- Degno: Lo sforzo dell’eroe deve avere qualche significato.

Il protagonista può essere poco “eroico” ma lo spettatore deve entrarvi in empatia.

Per superare questo ostacolo all’eroe deve essere affidata una missione che sembri interessante.

L’obiettivo per sembrare interessante deve essere:

- Non deve essere a portata di mano: Non ci sarebbe motivo di continuare a guardare.

- Deve generare conflitto.

- Cambia nel corso del film.

- Sembra di difficolta sempre maggiore e ve oltre la posta iniziale.

L’arco narrativo

L’arco narrativo è l’evoluzione del personaggio.

Con il concetto di arco narrativo ci si riferisce al modo (o ai modi) in cui gli eventi della storia

trasformano i personaggi.

Nel perseguire un obiettivo il protagonista impara qualcosa su se stesso, sul posto che occupa nel

mondo. Questi cambiamenti spesso sono la causa del cambiamento di obiettivo.

Un personaggio che non si evolve sembra piatto e senza anima, piatto (es. Bee Beep).

L’indole

L’indole è l’incrocio tra ciò che il personaggio è sotto pelle e il modo in cui parla e agisce che lo

proietta nel mondo.

I personaggi ben riusciti sono caratterizzati da tratti peculiari che mostrano aspetti della loro

personalità, psicologia e modo di vedere il mondo; un indole unica e riconoscibile.

Gli eroi poco credibili sono quelli che non mantengono nessuna parentela con ciò che erano

all’inizio. 7 di 13

Sceneggiatura I° Semestre

Gli elementi della narrazione

L’asse narrativo

L’asse narrativo è la storia principale che trascina tutti gli altri elementi della narrazione legandoli in

un tutto organico. Deve essere ben chiara e strutturata.

es.

Matrix: un hacker scopre che il mondo è dominato da macchine e di essere l’unico a poterlo liberare

Pulp Fiction: Alcuni criminali si trovano ad affrontare un problema di carattere etico

400 colpi: Un adolescente cresciuto senza l’attenzione dei genitori cede a una vita di crimini insignificanti

Fino all’ultimo respiro: Un ladro di macchine uccide un poliziotto e cerca di convincere una ragazza a fuggire con lui in italia

Super Size Me: Il regista si sottopone a una McDiet di un mese e ne osserva gli effetti sulla propria salute

Deviazioni

Un film può prendere tutte le deviazioni necessarie per esporre una teoria complessa, per

introdurre nuovi personaggi o per dare una svolta alla trama. La storia ha continuamente bisogno

di essere aggiornata aggiungendo sempre nuovi elementi.

Esposizione

Per seguire una storia è necessario fornire una cerca quantità di informazioni a chi l’ascolta.

L’esposizione è ciò che da accesso a una storia: chi, cosa, dove, quando e perché.

Queste informazioni non vanno mai date in modo troppo diretto o scoperto ma vanno mascherate il

più possibile.

Esporre non significa fornire le informazioni subito e tutte assieme, ma dare al pubblico ciò di cui

ha bisogno, quando ne ha bisogno.

Esporre non significa spiegare, ma mostrare. L’esposizione migliore è quella che non si avvale di

parole, ma è di carattere puramente visuale.

Il modo migliore di fornire le informazioni è attraverso una retorica di tipo visuale.

Eccesso di esposizione

Se qualcosa viene visto, non c’è bisogno di farla dire con la voce.

Il compito dell’esposizione è raccontare ciò che il pubblico non può immaginare da solo.

Il modo migliore per farlo è predisporre e pianificare le informazioni in anticipo per comprendere gli

eventi prima che essi si verifichino.

Semina e raccolta

Il lavoro di “semina e raccolta” consiste nel dare le informazioni in anticipo per poi utilizzarle al

momento giusto.

Lo spettatore non sospetta niente e “scorda” l’informazione sino a che non viene ripescata.

La semina e la raccolta non devono essere vicine nella narrazione, oppure sembrerà artefatta.

Retroscena (Back story)

Un retroscena è una particolare forma di esposizione che include eventi accaduti prima (talvolta

anche molto prima) della storia principale, ma che servono per comprende meglio ciò che succede

nel presente. Può riguardare aspetti sconosciuti di una vicenda.

Il retroscena (ciò che porta fino al punto in cui decidiamo di iniziare il racconto) posto all’inizio del

film rischia di congelare la narrazione. 8 di 13


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DETTAGLI
Esame: Sceneggiatura
Corso di laurea: Corso di laurea in media design e multimedia arts
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher the_olale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sceneggiatura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Chimenti Dimitri.

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