COLONIZZAZIONE RUMINALE
I giovani ruminanti ricevono i microrganismi presenti nel rumine materno (caratteristiche e
strettamente anaerobie)
La popolazione si completa quando il giovane animale inghiotte foraggio parzialmente masticato da
un animale adulto
Data l’origine ambientale esso costituisce una fonte di microrganismi aerobi ed anaerobi
o facoltativi
Solo questi ultimi resteranno vitali all’interno del rumine andando a completare la
o popolazione cellulare sebbene saranno ospiti minori e transitori del sistema per effetto
della competizione con altri microrganismi più adatti all’ambiente ruminale
Microflora e microfauna giocano un ruolo importante nel condizionare il biotipo della popolazione
cellulare ruminale dell’animale adulto
Numero e composizione variano in dipendenza dalla stagione, luogo geografico, contatto
o con altri animali e dal tipo di alimentazione a cui viene assoggettato l’animale
I BATTERI DEL RUMINE
Si trovano liberi nella fase liquida ruminale, adesi alla particelle di digesto e alla parete del rumine
(flora epimurale) o a protozoi
Sono il tipo cellulare più rappresentato e di conseguenza i principali effettori dei processi di
degradazione dei polimeri vegetali e oligosaccaridi monosi e delle reazioni di fermentazione
Sono responsabili della produzione di acidi grassi volatili, che rappresentano il principale
o prodotto di assorbimento delle catene carboniose nelle cavità prestomacali
Sono anche effettori della sintesi ex novo di vitamine e amminoacidi essenziali
o Svolgono un ruolo determinante nella produzione ruminale di metano e nei processi di
o detossificazione da sostanza xenobiotiche
La densità della popolazione batterica varia continuamente in ragione di vari fattori
Disponibilità di zuccheri fermentescibili: porta ad una rapida crescita di batteri con attività
o metabolica fermentativa particolarmente efficiente
Razioni contenenti polisaccaridi complessi: stimolano la crescita di batteri dotati di elevato
o potere degradativo dei polisaccaridi a saccaridi più semplici
Il tipo di specie cellulari predominanti dipende essenzialmente da fenomeni di competizione per il
substrato
Influiranno anche la disponibilità di azoto, minerali e dai valori del pH ruminale
o
→ Una crescita batterica comporta aumento dei protozoi ruminali che svolgendo attività predatoria
concorrono a controllarne la densità
Nel rumine è presente una popolazione batterica che vive attaccata alla superficie dei protozoi, in
particolare dei ciliati entodinomorfi (250:1)
Questi batteri sono caratterizzati dalla capacità di sintetizzare metano a partire da anidride
o carbonica e idrogeno (batteri metanogeni)
Instaurano con i protozoi un rapporto di simbiosi commensalistica, fornendo ad essi il
o glucosio derivante dalla degradazione della cellulosa e usufruendo dell’idrogeno prodotto
mediante gli idrogenosomi (organuli dei protozoi specializzati dove avviene la conversione
enzimatica del piruvato in acetato, idrogeno e anidride carbonica)
CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI
È possibile classificare i batteri ruminali in base alla loro attività metabolica principale ed al substrato
energetico da essi maggiormente utilizzato (in accordo con Hungate).
Cellulosolitici: in grado di idrolizzare la cellulosa e le emicellulose, rendendone disponibili i residui
monosaccaridici per le fermentazioni intraruminali
Amilolitici: idrolizzano l’amido
Produttori di acido: producono acido acetico, propionico e butirrico
Metanogeni: producono metano, un gas espulso con l’eruttazione e che non è utilizzabile
dall’animale
Lipolitici: idrolizzano i trigliceridi formando glicerolo ed acidi grassi liberi
Proteolitici: idrolizzano i legami peptidici delle proteine fornendo amminoacidi liberi
Produttori di vitamine: sintetizzano la vitamina K (antiemorragica) e vitamine del gruppo B
Alcune specie utilizzano un unico tipo di fonte energetica, altre invece sono in grado di svolgere più di una
delle funzioni sopra descritte.
Pertanto, le specie microbiche possono essere ripartite in modo più generale in quattro gruppi, facendo
riferimento all’attività dominante in relazione al solo metabolismo ossidativo
Degradativo: comprende batteri che si fissano sulle fibre vegetali e depolimerizzano i polisaccaridi o
l’amido in cellobiosio, maltosio, saccarosio, xilobiosio
Comprende anche protozoi e miceti
o
Fermentativo: include batteri in grado di fermentare glucidi, convertendoli in acidi grassi a corta
catena come acetato, propionato e butirrato, o a ed
Altri cataboliti di questo metabolismo come etanolo, succinato e lattato, normalmente non
o si accumulano nel rumine ma sono catabolizzati appena formati
La è in parte ridotta a metano attraverso batteri metanogeni
o
Azoto-fissatore: riunisce batteri che possono degradare substrati azotati per formare acetato, acidi
grassi a catena ramificata e , indispensabili per la sintesi ex novo di altri amminoacidi e quindi
per la crescita cellulare.
Metanogenetico: costituito da batteri metanogeni
I PROTOZOI DEL RUMINE
Compaiono nel rumine non prima della seconda settimana di vita dato che la loro possibilità di
sopravvivenza dipende dalla disponibilità di batteri e funghi che sono la loro principale fonte
alimentare
La maggior parte dei protozoi è costituita da ciliati, ma si possono trovare anche in minor misura i
flagellati
Anche i protozoi vivono liberi nella fase liquida ruminale o attaccati alle particelle
o alimentari o alla parete del rumine
Sono coinvolti nel metabolismo degradativo e fermentativo ruminale
La loro densità dipende dalla dieto, dal tempo di ritenzione del cibo nel rumine, dal tipo e numero
di pasti giornalieri
Il numero massimo di protozoi si raggiunge con una dieta ricca di fibre
o Con una dieta a base di concentrati il numero di protozoi diminuisce, fino alla scomparsa di
o alcune specie
Prima del pasto la concentrazione di protozoi è minima; dal momento del pasto fino a 40 minuti
dopo aumenta di circa 9 volte iniziando a diminuire dopo 4 ore, per tornare ai valori di partenza
dopo 6-8 ore
La predazione dei protozoi nei confronti di batteri e zoospore fungine non è selettiva o specifica,
ma avviene con criteri casuali e con un’intensità che dipende dalla concentrazione delle prede
In particolari condizioni (popolazione batterica e fungina ridotta) i protozoi possono
o esercitare una reciproca azione fagocitaria
La crescita batterica incontrollata porta a variazioni tanto considerevoli delle condizioni
o chimico-fisiche del rumine da risultare pregiudizievoli per la sopravvivenza degli stessi
batteri
La concentrazione di ruminale nei Ruminanti faunati (nei quali è rappresentata la popolazione
dei protozoi) rispetto a quella dei defaunati (in cui i protozoi sono stati eliminati usando razioni
ricche di cereali o con agenti chimici) è considerevolmente superiore a causa di un’aumentata
degradazione proteica
Con la defaunazione si osserva un aumento del flusso dei composti azotati nel duodeno
o Tuttavia, le proteine protozoariche sono più digeribili e da un valore biologico più alto per
o la presenza di elevate concentrazioni di lisina (amminoacido essenziale)
I protozoi ruminali concorrono alla digeribilità dei costituenti lignocellulosici della parete vegetale
Inoltre la loro presenza influisce anche sul destino finale delle catene carboniose di origine
o di glucidica
Infine possiedono enzimi in grado di idrogenare acidi grassi insaturi e organuli respiratori
o che producono idrogeno molecolare (idrogenosomi)
L’ingolfamento da parte dei protozoi, dei batteri e di particelle alimentari porta ad un aumento del
tempo di ritenzione degli alimenti nel rumine, con un maggior attacco degradativo degli stessi e un
minor flusso di digesto al duodeno
I MICETI DEL RUMINE
I funghi anaerobi compaiono nel rumine 6-8 giorni dopo la nascita
Sia il loro numero che la specie variano in funzione del tipo di pasto dato all’animale
Dieta ad alto contenuto di crusca di cereali → numero di miceti massimo
o Dieta povera di fibre → la popolazione fungina si riduce fino alla scomparsa di alcune specie
o Diete a base di fieno e concentrati → stimolano
o Diete con mais e foraggio → inibiscono
o
Il ciclo vitale dei miceti consiste di
Una fase mobile, nella quale avviene la formazione di zoospore uniflagellate o
o pluriflagellate
E una fase immobile, riproduttiva con formazione di un tallo vegetativo attaccato alle
o particelle vegetali
Sono coinvolti nel metabolismo degradativo e fermentativo ruminale
Diversamente da batteri e protozoi sono in grado di attaccare e degradare i tessuti
o lignocellulosici vegetali, che in assenza di miceti passerebbero indigeriti nelle feci
L’attività dei miceti è facilitata dal danneggiamento parziale che avviene durante la
o ruminazione; ciononostante angiosperme, graminacee e alcune conifere sono resistenti
all’attacco degradativo fungino
Instaurano con i batteri metanogeni una simbiosi mutualistica
Ricavano dai batteri un aumento della velocità di idrolisi della cellulosa, rendendo
o disponibile glucosio solubile e quindi favorendo il benessere fungino
I metanogeni sfruttano l’idrogeno prodotto negli idrogenosomi posseduti dai miceti per
o produrre metano
UTILIZZAZIONE METABOLICA RUMINALE
UTILIZZAZIONE DEI GLUCIDI
Nonostante gli alimenti ingeriti dai ruminanti siano ricchi di glucidi gli zuccheri rimangono
disponibili solo in tracce per l’assorbimento in forma immodificata a causa dell’intensità dei
processi fermentativi che avvengono nel rumine
Quindi il metabolismo ruminale si trova in uno stato funzionale di perenne neoglucogenesi, ovvero
formazione di carboidrati a partire da precursori non glucidici
I microrganismi, facenti parte del bolo alimentare, dopo essere proliferati nel rumine lo lasciano
per i distretti più caudali dell’apparato digerente
Vengono digeriti in gran numero e i loro costituenti vengono assorbiti ed utilizzati
o dall’animale
La digestione della cellulosa e di altri polisaccaridi prosegue anche nell’intestino cieco, sempre ad
opera di fermentazioni batteriche anaerobie
Nel crasso avviene riassorbimento di acqua con ispessimento del bolo fino alla formazione e
escrezione di materiale fecale formato
UTILIZZAZIONE DEGLI ACIDI GRASSI VOLATILI
La maggior parte dell’energia ingerita dal giovane ruminante è assorbita nella forma di esosi ma
con lo svezzamento e la progressiva dipendenza
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Lista schematizzata delle principali vie metaboliche con enzimi ed intermedi
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Regolazione vie metaboliche che coinvolgono il glucosio
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Vie metaboliche, direzione e capacità di regolazione
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Biochimica - Vie metaboliche