La rivoluzione americana
La rivoluzione americana fu il primo esempio di lotta di liberazione condotta in modo vittorioso da un paese extraeuropeo, contro una potenza del vecchio continente. Inoltre, si aprì una stagione di rivolgimenti politici; l’età delle rivoluzioni liberali e democratiche, o delle rivoluzioni borghesi, da cui sarebbero usciti gli ordinamenti che in gran parte reggono ancora le democrazie moderne. La guerra di indipendenza americana, si colloca sulla linea ideale di una tradizione politica e ideologica che parte dalle due rivoluzioni inglesi, si sviluppa attraverso il pensiero illuminista e va poi a concludersi nella rivoluzione francese.
Le tredici colonie
Attorno alla metà del '700, il territorio controllato dalla Gran Bretagna si estendeva su una vasta fascia di costiera atlantica delimitata a nord dalla regione dei Grandi Laghi, a sud dalla Florida e a ovest dalla catena degli Appalachi. In questi territori vivevano circa un milione e mezzo di coloni. La colonizzazione del Nord America da parte degli Inglesi si era svolta in tempi lenti tra l’inizio del '600 e la metà del '700.
La prima colonia britannica fondata sul suolo americano fu la Virginia, nata nel 1607 per iniziativa di una compagnia commerciale ovvero la Virginia Company. Fra il 1620 e il 1640 gruppi di puritani perseguitati dalla corona e dalla chiesa anglicana diedero vita a numerosi insediamenti nella regione del Massachusetts. Diversa fu l’origine delle colonie situate a sud della Virginia. La prima fu il Maryland, concesso nel 1632 da Carlo I. Da un’analoga concessione fatta nel 1663 da Carlo II, nacquero la Carolina del Nord e la Carolina del Sud. Fu sempre Carlo II a concedere a suo fratello, il duca di York (il futuro Giacomo II) i territori attorno alla foce del fiume Hudson, occupati da coloni olandesi che vi avevano fondato il porto di Nuova Amsterdam.
Nel 1664 la città fu occupata dalle truppe del duca, che cambiò il suo nome in quello di New Jersey. La colonizzazione fu completata dopo il 1730 con l’acquisizione della regione compresa fra la Carolina del Sud e la Florida spagnola: una regione che prese il nome di Georgia (dal re Giorgio II) e che fu inizialmente destinata a rifugio per i poveri e a luogo di riabilitazione per criminali.
Le colonie Americane differivano fra loro anche per ciò che riguardava l’economia e l’organizzazione sociale. Da questo punto di vista si potevano individuare tre zone distinte:
- Nelle colonie del nord, le condizioni climatiche avevano favorito lo sviluppo di un’agricoltura fondata sulla coltivazione dei cereali e organizzata in piccole e medie aziende familiari. Questa agricoltura, pur essendo orientata verso l’autoconsumo, si integrava con l’economia dei centri urbani della costa dove si sviluppavano i commerci, la pesca e anche un’industria cantieristica.
- Nelle colonie del sud, i grossi centri urbani erano assenti e tutta l’economia era incentrata sulle piantagioni di tabacco e in alcune zone di riso, i cui prodotti erano destinati per lo più all’esportazione. L’economia delle piantagioni si fondava sulla grande proprietà e si reggeva sul lavoro degli schiavi di origine africana.
- Le colonie del centro rappresentavano una cerniera fra nord e sud.
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Storia moderna, La rivoluzione americana