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RISK MANAGEMENT

Il sistema finanziario è una complessa rete che collega, tramite rapporti finanziari di debito e

di credito, i vari operatori in surplus e in deficit, ovvero le famiglie, le imprese e il settore

pubblico.

La struttura finanziaria delle famiglie è data dal rapporto tra reddito e spese, che ci dà il

risparmio lordo. Se a questo togliamo gli immobili abbiamo il risparmio finanziario. La

somma degli avanzi finanziari ci dà la ricchezza finanziaria.

La struttura finanziaria delle imprese è caratterizzata dal rapporto tra ricavi e costi, che ci dà

l’utile medio. Spesso le imprese che si trovano in mercati non maturi non riescono a coprire

le uscite con le entrate e quindi si trovano in una posizione di deficit e di continua richiesta

di fondi.

La struttura finanziaria del settore pubblico è caratterizzata dai flussi correnti (entrate e

uscite correnti) e dai flussi in conto capitale (pagamento stipendi). Le uscite correnti sono

superiori alle entrate correnti e quindi anche il settore pubblico è in una posizione di deficit

e quindi di richiesta di fondi.

Le famiglie mettono le loro ricchezze finanziarie presso gli intermediari i quali finanziano

gli operatori in deficit. Nella realtà anglosassone invece il ruolo di intermediario

fondamentale lo ricopre il mercato, che è un luogo fisicamente determinato o meno nel

quale si incontrano domanda e offerta relative a determinate categorie di attività finanziarie.

Il mercato può essere monetario (titoli a breve), obbligazionario (titoli a più lunga

scadenza), azionario (titoli con scadenza indefinita) e derivato (option, future, ecc).

Per far si che un sistema finanziario funzioni c’è bisogno di un buon sistema di vigilanza

tramite norme; in Italia questo ruolo è ricoperto dalla Banca D’Italia che funge da sistema di

vigilanza sotto il controllo della Bce.

ATTIVITA’ FINANZIARIE

Le attività finanziarie sono caratterizzate da 5 elementi qualificanti:

1) Il rischio associato alla prestazione futura e al rapporto fiduciario;

2) L’interesse (o compenso) relativo al passaggio di potere d’acquisto e alla

remunerazione del rischio;

3) La moneta in base alle merci e ai rapporti fiduciari;

4) L’informazione per evitare l’asimmetria informativa;

5) Il tempo che intercorre tra le prestazioni.

Le principali categorie di attività finanziarie sono: 1

 

Contratti di indebitamento debitore si impegna ad una certa scadenza di

rimborsare il creditore del capitale messo a disposizione e degli interessi riconosciuti;

 

Contratti di partecipazione partecipazione nel capitale sociale di un’impresa dove

viene riconosciuta la qualità di socio, quindi può godere di diritti patrimoniali

(partecipazione agli utili e al patrimonio netto) e diritti amministrativi

(partecipazione alle assemblee);

 

Contratti di assicurazione copertura dei rischi da sinistri futuri da parte

dell’assicuratore nei confronti dell’assicurato, dietro un compenso sottoforma di

premio per il rischio;

 

Contratti derivati attività finanziarie il cui valore dipende dal valore di un’altra

attività sottostante, la quale si obbliga o si ha la possibilità di acquistarla/venderla in

data futura. FUNZIONE DEGLI INTERMEDIARI

Le funzioni degli intermediari sono 4:

 Trasformazione delle scadenze dove le unità in surplus hanno attività a breve e quelle

in deficit hanno scadenze più lunghe;

 Trasformazione dei rischi, tra unità in surplus con rischi minori e unità in deficit con

rischi maggiori;

 Sfruttamento delle economie di scala attraverso le risorse finanziarie, i rischi e le

competenze tecniche;

 Abbassamento delle asimmetrie informative.

SPECIFICITA’ DELLA BANCA

Le specificità della banca sono 4:

 La funzione monetaria, ovvero le passività vengono utilizzate come mezzo di

pagamento;

 La relazione tra funzione creditizia e funzione monetaria;

 La non negoziabilità dell’attivo in quanto i prestiti sono attività illiquide e non esiste

un mercato secondario per loro;

 La vulnerabilità all’instabilità del sistema. 2

LA RELAZIONE DI EQUILIBRIO ECONOMICO

Struttura patrimoniale – finanziaria

ATTIVO PASSIVO

Ia = ia x Ib Ip = ip x Dc

 

Ib Rn + In + Is Dc P

Conto economico

COMPONENTI NEGATIVI COMPONENTI POSITIVI

Ip Ia

Cnc + A Rnc

Un Conto economico riclassificato

Ia – Ip = M1

M1 + Rcp = M2

M2 – (Cnc + A) = Un

Un = (ia – ip)Ib – Cni – ip(Dc – Ib)

Cni (costo netto di intermediazione) = (Cnc + A) – Rnc

Un aumento di ia o un abbassamento di ip porta all’aumento di Un

ROE = Un / P e se ROE > tasso di rischio si crea valore

TIPOLOGIE DI RISCHIO

Ci sono 6 tipologie di riscgi:

1) Rischi di natura creditizia

2) Rischio di mercato

3) Rischio di liquidità 3

4) Rischi operativi

5) Rischio della struttura finanziaria

6) Rischi strategici, reputazionali e di compliance

PRESTITI BANCARI

L’attività di prestito viene svolta tenendo conto di 2 aspetti fondamentali:

I. La selezione dei prestiti si valutano le singole operazioni e le rischieste di

affidamento; si fonda sul processo di affidamento che calcola qual è il fido, ovvero

l’importo massimo che una banca mette a disposizione per un cliente e su cui

vengono posti in essere i prestiti. Questo processo di fonda sulla valutazione della

capacità di credito del richiedente e sulla compatibilità con la politica dei prestiti.

Valutazione della capacità di credito:

Il processo di affidamento è composto da 4 fasi:

1) Risk rating attività di screening e selezione delle richieste di affidamento

tramite l’applicazione di un rating interno attraverso la raccolta di

informazioni (documenti del richiedente, info desumibili dalla banca e info

desumibili dalla centrale dei rischi), l’analisi qualitativa, l’analisi quantitativa

e la relazine di fido.

2) Risk costing

3) Risk pricing 4

EROGAZIONE PRESTITO

4) Risk monitoring 

II. La politica dei prestiti costruzione del portafoglio nel suo complesso attraverso

la diversificazione e il frazionamento dei fidi. Si fonda sul concetto della

minimizzazione dell’esposizione al rischio di credito sfruttando la correlazione

negativa tra i prestiti in portafoglio. La diversificazione è di 4 tipi: per classi di

importo, per forme tecniche, per settori di business e geografica.

RISCHIO DI CREDITO

Il rischio di credito è la variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei

confronti della quale esiste una esposizione, che genera una variazione inattesa del valore

della posizione creditoria. Quindi il rischio di credito non è rappresentato unicamente

dall’insolvenza ma anche dal deterioramento del merito creditizio.

Le cause che determinano il rischio di credito sono:

 Rischio di insolvenza;

 

Rischio di migrazione per i titoli negoziabili si presenta sottoforma di

diminuzione del valore di mercato mentre per i titoli non negoziabili si presenta

sottoforma di aumento del tasso di perdita atteso con la conseguenza di aumentare

gli accantonamenti prudenziali a fondo rischi.

Quindi la differenza tra perdite attese e perdite inattese è che le prime sono

inevitabili e quindi si fronteggiano con gli accantonamenti a fondo rischio mentre le

seconde rappresentano il rischio di conseguire perdite superiori a quelle attese e

rappresentano la vera fonte di rischio, quindi dovranno essere coperte con il

patrimonio;

 Rischio di recupero;

 Rischio di esposizione;

 Rischio di spread.

Questi rischi aumentano se c’è una ridotta diversificazione (rischio di concentrazione) e

l’esposizione è verso clienti esteri (rischio paese). 5

PERDITA ATTESA

Perdita attesa = PD x LGD x EAD

tasso di perdita atteso

PD = probabilità di insolvenza

LGD = (1 – tasso di recupero) è il tasso di perdita in caso di insolvenza

EAD = esposizione attesa in caso di insolvenza

E’ importante che la banca abbiamo una segmentazione del portafoglio crediti poiché le

cause di insolvenza sono diverse e bisogna basare questa segmentazione sulla tipologia di

affidato e sulla rilevanza dimensionale dell’affidato.

PD

Il concetto di default comprende le sofferenze (le posizioni verso clienti che versano in

gravi e non transitorie difficoltà economiche e finanziarie) e gli incagli (le posizioni su

clienti in situazione di obiettiva difficoltà temporanea che è prevedibile possa essere sanata

in un congruo periodo di tempo da parte dello stesso debitore)

Il tasso di insolvenza è definito dal rapporto tra i clienti passati a sofferenza rettificata

nell’arco di un anno e i clienti sani all’inizio dell’esercizio.

La stima della PD può ottenersi:

• utilizzando i dati pubblici della Banca d’Italia sui Tassi di insolvenza;

• attraverso procedimenti interni basati su un approccio:

1) analitico soggettivo;

2) statistico-quantitativo;

3)fondato su rating;

4) basati sui dati del mercato dei capitali. 6

RATING INTERNO

Nell’analisi del rischio di credito un ruolo fondamentale ce l’ha il sistema i rating inteso

come l’insieme di metodi, procedimenti, controlli, dati e sistemi informativi che fungono da

supporto alla valutazione del rischio. E’ basato su valutazioni di tipo quantitativo e

qualitativo e sulla base del rating gli affidati vengono suddivisi in varie classi; a ciascuna

classe è associata una determinata perdita attesa.

Il rating è finalizzato almeno alla produzione di una probabilità di default ed occorre evitare

la concentrazione degli affidati in poche classi o in una classe. Il rating deve essere

revisionato e configurato da una funzione bancaria indipendente da quella che gestisce i

prestiti. EAD

Si possono configurare:

• esposizioni a valore certo: è determinabile con classiche tecniche di attualizzazione o

utilizzando la metodologia dell’option pricing.

• esposizioni a valore incerto: i parametri da considerare per la determinazione

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fricassè di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Risk management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Horeczko Giorgio.
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