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Sistema dei rischi negli intermediari

Per qualsiasi impresa, il rischio dell'attività svolta è costituito dalle possibili oscillazioni subite dal valore del capitale economico (differenza tra valore economico delle attività e delle passività) o della sua redditività (ROE, Return On Equity).

L'individuazione di ciascuna tipologia di rischio richiede, preliminarmente, la definizione degli aggregati - contabili ed extracontabili - sensibili (aree di impatto). Per le banche la valutazione è più complessa perché deve basarsi sull'attuazione dei flussi attesi a un tasso che tenga conto della componente oggettiva (risk free) e di una componente soggettiva che dipende dalle caratteristiche dell'aggregato (il premio al rischio).

L'effettiva esposizione di un intermediario alle diverse tipologie di rischio dipende principalmente da:

  • scelte di composizione del portafoglio di attività
  • struttura finanziaria
  • politiche di gestione del rischio
  • condizioni di mercato

passività;

caratteristiche contrattuali degli strumenti finanziari sottoscritti e/o emessi;

vincoli imposti dalla normativa di vigilanza pro tempore in vigore;

struttura del Conto Economico.

Principali poste SP

Principali poste CE

In sintesi: risultato della gestione -> misura il contributo reddituale di 5 aree gestionali sulle quali riflettono differenti componenti di rischio:

CLASSIFICAZIONE DEI RISCHI Come si può notare l'approccio nel tempo di Basilea si è modificato.

Fonti principali del rischio:

- tipo e natura dei rapporti continui e sistematici che si instaurano con i datori di fondi (depositanti, azionisti,..), i prenditori dei fonti e le controparti delle transazioni (=fonti esterne). -> gli effetti delle scelte si misurano in maniera indiretta sul capitale economico

- Modalità con le quali intermediario svolte la propria attività: strategia, propensione al rischio, ... (=fonti interne). -> gli effetti delle scelte

simisurano in maniera diretta sul capitale economico.
  • Rischio di provvista -> capacità dell’intermediario di raccogliere in maniera continua risorse finanziarie tra le controparti per quantità e a prezzi in linea con gli obiettivi.
  • Rischio di controparte -> sono legati ai rapporti tra intermediario e soggetti finanziati, esprimono la possibilità di situazioni di insolvenza/inadempienza ma anche condizioni di deterioramento della qualità del credito.
  • Rischi di mercato -> sono l’insieme di fattori esogeni di incertezza che nascono dai rapporti che l’intermediario instaura per la gestione e la detenzione di studenti negoziabili.
  • Rischio di liquidità -> in caso di squilibri improvvisi, necessità di fare operazioni integrative di raccolta a condizioni economiche non convenienti (rischio di provvista). Si possono intuestocaso liquidare dei titoli facilmente negoziabili sostenendo el perdine di
negoziazione (rischio di illiquidità). Quindi l'illiquidità dipende dal grado di rischio di controparte, di provvista e di mercato. - Rischio di regolamentazione: riguarda sia il rischio legislativo (effetti che derivano dall'attuazione di nuove norme che modificano l'operatività) e dal rischio di compliance (inadempienze interne nel rispetto delle regole). I rischi interni derivano molto da aspetti legati alla vita aziendale che impattano in maniera negativa sui risultati economici. (Se ne parla più avanti) sono rischi che difficilmente si possono individuare. Tutti i rischi incidono sull'equilibrio di gestione in termini di: - equilibrio economico (risultati reddituali per garantire le relazioni di scambio tra conduttori e prenditori) - equilibrio patrimoniale (valore attivo > valore passivo) - equilibrio finanziario (tra flussi di entrate/uscite a breve termine e struttura attivo/passivo nel lungo termine) Rischio di provvista (o funding risk, o dibanca a liquidare rapidamente i propri attivi per far fronte alle richieste di prelievo. Per questo motivo, le banche devono gestire attentamente la raccolta e la gestione delle risorse finanziarie. Per quanto riguarda la raccolta effettiva, l'intermediario deve essere in grado di mantenere e rinnovare le risorse finanziarie provenienti da diverse controparti. Questo implica la capacità di negoziare quantità e prezzi compatibili con gli obiettivi di crescita dell'intermediario. D'altra parte, l'intermediario deve anche essere in grado di attivare operazioni di raccolta potenziale. Questo significa essere in grado di acquisire nuove risorse finanziarie nel momento e nelle condizioni richieste. La gestione della raccolta è fondamentale per la liquidità dell'intermediario. Un intermediario è considerato liquido se è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni in modo tempestivo e senza compromettere la propria solvibilità. Le banche sono particolarmente esposte al rischio di liquidità, poiché i loro depositi sono generalmente a vista. Un improvviso ritiro dei depositi può mettere a rischio la liquidità della banca, obbligandola a liquidare rapidamente i propri attivi per far fronte alle richieste di prelievo. Pertanto, le banche devono gestire attentamente la raccolta e la gestione delle risorse finanziarie al fine di garantire la propria liquidità e solvibilità.

La banca a reperire velocemente le risorse a fronte della forte richiesta della clientela. (Con i depositi a vista la volatilità è alta vista che può essere richiesta in qualsiasi momento la trasformazione in moneta)

Il peggioramento della capacità di raccolta può essere legato a una situazione di crisi diffusa o a fattori contingenti (dubbi sull'affidabilità) elementi che possono innescare, molto velocemente, reazioni negative da parte dei depositanti, ma soprattutto delle controparti del mercato interbancario portandole a limitare o bloccare le usuali transazioni e inaridendo le fonti della liquidità dell'intermediario con effetti immediati sulla sua solvibilità.

Raccolta Deposit based: la banca contribuisce alla liquidità del mercato in qualità di offerente di fondi.

Raccolta market based: è prenditrice netta di fondi e la sua operatività dipende dall'andamento dei mercati (non sempre)

facili da prevedere e controllare)Se una quota di funding viene presa all'ingrosso (=whole sale) la banca è controparte del mercato, quindi subisce la volatilità e la liquidità aziendale legata al mercato. Mio significa che il contagio e irischi vengono trasmessi in modo diretto -> dimostra come il rischio aziendale di provvista è legatoal rischio aggregato di mercato.Il rischio di funding riguarda anche il comportamento degli azionisti, i quali, percependo unsignificativo aumento del rischio, potrebbero non essere più disposti a sottoscrivere nuovi aumentidi capitale: tale eventualità è particolarmente evidente per le banche quotate con una strutturaproprietaria tipicamente da public company (= sono caratterizzate da prevalenza azionisti-investitori non direttamente coinvolti nella gestione).Rischio di controparteTutte le operazioni attive che un intermediario pone in essere con la propriaclientela e derivano

dall'eventualità che alcuni soggetti possano insultare, in un intervallo temporale, inadempienti. Si dividono in: Rischio di regolamento: Rischio di insolvenza della controparte contrattuale obbligata a consegnare una certa somma di denaro a fronte di determinati strumenti finanziari o viceversa. Per evitare le conseguenze che si possono generare da questo rischio, è prevista la clearing house = organo centrale che, ponendosi come controparte di tutti i contratti, elimina il rischio di regolamento per tutti i partecipanti e lo gestisce in proprio attraverso il meccanismo marking to market ed il versamento di margini periodici. Rischio di credito: Possibilità che la controparte debitrice non sia in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento o che si riduca il suo livello di affidabilità nel mantenere fede agli impegni presi. Rischio di credito = possibilità modifica merito creditizio. È legato alle condizioni del soggetto, che possono peggiorare.

Ma anche migliorare. Il peggioramento qualità controparte -> più rischioso il credito = flussi di cassa futuri devono essere scontati a tassi più elevati = riduzione del loro valore attuale. Questo rischio assume diverse accezioni a seconda del fattore causale e della natura dellaposizione. = preferenza degli investitori per profili di rischio più bassi

Quantificare il rischio: misurare la perdita in caso di fallimento del debitore o in presenza di un peggioramento del suo standing. Bisogna quindi distinguere:

  • perdita attesa (EL = Expected Loss) -> determina al momento della concessione del credito, il valore medio delle possibili perdite tenendo in considerazione le caratteristiche e la tipologia di controparte finanziata. È determinante al momento della concessione del credito ed è incorporata nel tasso di interesse (espressivo della probabilità di insolvenza) -> così non si subiscono contraccolpi nel caso in cui si verifichi un evento negativo.
Componenti perdita attesa Determinazione perdita attesa - Perdita inattesa (UL = Unexpected Loss) -> rappresenta la possibilità che la perdita ex post conseguita sia superiore a quella ex ante stimata. La perdita inattesa determina un assorbimento di messi propri. Per stimarle bisogna tenere conto di: 1. Probabilità di insolvenza (PD): la probabilità che il soggetto finanziato non sia in grado di onorare i suoi impegni nell'arco temporale di un anno. Dipende dalle caratteristiche economiche-finanziarie e di business dell'impresa. 2. Ammontare esposizione al momento del fallimento (EAD): in valore assoluta rappresenta l'esposizione attesa al momento dell'insolvenza del debitore che in quel momento dovrebbe aver già provveduto al rimborso parziale del prestito originale. Dipende dalle caratteristiche del prestito e dalla presenza di eventuali garanzie. 3. Tasso di perdita in caso di insolvenza (LGD): in termini percentuali esprime il grado di perdita attesa in caso di insolvenza del debitore. Dipende dalle caratteristiche del prestito e dalla presenza di eventuali garanzie.

La perdita attesa al termine della procedura di recupero dei crediti del debitore insolvente dipende dalle caratteristiche del prestito e dalla presenza di eventuali garanzie.

La condizione di default può essere determinata secondo diversi concetti di insolvenza, come definito da Basilea:

  • Inadempienza soggettiva - incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni
  • Inadempienza oggettiva - situazione in cui l'obbligato è in mora da oltre 90 giorni su un'obbligazione rilevante nei confronti della banca.

L'analisi del rischio viene svolta dalle singole istituzioni finanziarie e per assicurare una corretta valutazione bisogna svolgere le seguenti attività:

  1. Istruttoria di fido con giudizio di rating (fase di risk rating)
  2. Approssimazione del costo del rischio (fase del risk costing)
  3. Determinazione del tasso da applicare al prestito considerando i costi operativi, di copertura e l'approvvigionamento delle risorse (fase di risk pricing)
  4. Verifica continua dell'
Dettagli
Publisher
A.A. 2021-2022
17 pagine
SSD Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sab_dl di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione della banca e analisi del merito di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Cavezzali Elisa.