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Lezione del 12-11-18

RINASCIMENTO

Ci fu il ritorno all’antico, fu coniato il termine gotico, e ci fu il recupero della figura di Vitruvio.

Vitruvio va collocato tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale (cultura Cesariana).

Vitruvio si muove dietro le truppe di Cesare, è uno dei personaggi che in quell’età si pone il

problema del termine di costruzione.

Nel mondo di allora ci fu una parziale tramandazione della cultura (dell’informazione), l’opera di

Vitruvio è stata la conseguenza.

Vitruvio non è un architetto ma faceva parte dell’ordo degli apparitores (scriba arnamentarius —

>chi ha a che fare con le costruzioni ex scarico delle fogne ecc).

Questi scribi sono dei professionisti (tecnici) che sono a servizio dello Stato che li tiene a paga in

quanto esperti a sopperire alle esigenze dei magistrati.

Su tutto quello che ha a che fare con la costruzione.

Gli scribi si formano sul campo.

Vitruvio tenta di produrre un’opera a servizio di Cesare di ingegneria urbanistica.

Vitruvio sistematizza ciò che si sa sulla res edificatoria e si pone il problema se ci fosse qualcosa

di già scritto, e capì che le cose già scritte erano di origine greca,

Quindi le ha tradotte in latino per i magistrati, per rendere l’impero autonomo con una sua propria

lingua del cantiere.

Phyteos —> rappresenta il genio per vitruvio perché chiuse l’età classica e da il via all’ellenismo.

Vitruvio utilizza più che altro un linguaggio grafico; scrive 10 libri (10 rappresenta il numero

pitagorico per eccellenza ed è il numero della perfezione).

Vitruvio tratta di tutto.

Si occupa di estetica (il bello) —> città funzionale e bella.

Lui è stato ispettore delle acque quindi ha una grande conoscenza in merito.

Nel libro 10 scrive della meccanica per scopi militari .

Sistematizzazione comunicabile per la cultura romana di matrice non romana.

Trattato di vitruvio categorie dell’architettura sono sei

Funzionalità grazie ad un’organizzazione ritmica delle parti (rinascimento lo interpreta come se il

simmetrico è bello) ma in realtà vitruvio non lo aveva mai detto perché nel mondo romano non

esisteva.

Decor —> DECORO in vitruvio rappresenta l’aspetto perfezionato dell’opera (valore armonico).

Ma nell’800 viene identificato come tutto è perfetto allineato, il resto fa schifo.

Le tre categorie vitruviane sono: firmitas, utilitas e venustas.

Tutte le costruzioni dovevano avere solidità (firmitas), utilità (utilitas) e bellezza (venustas).

Questo concetti si riferiscono anche alla città (città di nuova fondazione).

Cardo e decumano nasce proprio da vitruvio quando si fonda la città bisogna fondarla in un luogo

ben scelto e ben posizionato , al riparo dai venti (ne troppo forti ne un’area stagnante) ci deve

essere un’adeguata ventilazione —> con essa le città sono più salubri.

Studio accurato dei terreni, le città non si devono costruire a ridosso delle montagne, ne troppo

vicino ai corsi d’acqua, bisogna costruire in pianura (quando ci sono le condizioni per farlo,

bisogna costruire la città un po’ in pendenza) così l’acqua defluisce.

Bisogna attuare una panificazione.

Costruire città in zone fertili per garantire un minimo di sussistenza, vie principali a servizio della

città.

Raccordare le strade extratemporanee con quelle intramuranee.

Vitruvio dice: la città sia cinta di mura (possente) sia segnata da torri e queste siano il più possibili

vicino al cerchio (non mura quadrate) perché così ricevono meno danni, in quanto avendo meno

spigoli hanno meno danni dai cannoni.

Torri assidionali che vanno affiancate al muro per scaricarlo e passare dall’altra parte, era una

sorta di impalcatura.

Vitruvio descrive il foro, parla di foro (agorà, della stoà e della sua organizzazione greco e foro

italico).

Esiste una continuità che si deve fornire uno spazio pubblico.

Diceva che il foro greco è quadrato e quello italico era rettangolare, ma in realtà non è vero (i

rinascimentali hanno fatto confusione).

Dettagli
A.A. 2019-2020
2 pagine
SSD Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessandroPlanning di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Devoti Chiara.