La rigenerazione parodontale indotta
Vengono attivati geni correlati alla mineralizzazione sia in cellule parodontali che in osteoblasti. È stato visto che si accendono determinate lucine, vengono attivati i loci genici che si attivano durante i processi di formazione dei tessuti mineralizzati. Aumenta la produzione di fosfatasi alcalina e di osteopontina. Voi sapete che queste proteine sono legate alla formazione e mineralizzazione di tessuti mineralizzati e la loro produzione è dipendente di geni regolatori che sono deputati al controllo della produzione di queste sostanze.
Amelogenine e loro ruolo
Le amelogenine agiscono a livello genico consentendo l’attivazione dei geni regolatori deputati al controllo della produzione delle proteine che sono alla base della produzione dei tessuti mineralizzati come la fosfatasi alcalina e l’osteopontina. Mentre l’osteocalcina si abbassa. Le amelogenine agiscono a livello genico sul delicato equilibrio delle proteine che governano la formazione dei tessuti mineralizzati cui l’osso alveolare e il cemento appartengono.
Vengono attivati anche geni che sono correlati alla differenziazione delle cellule staminali parodontali però le amelogenine non agiscono, cosa importante, stimolando la differenziazione degli osteoblasti. Vi dovete aspettare qualcosa di diverso da un’azione diretta osteogenica.
Effetti dell'emdogain
Ma l’emdogain non favorisce la guarigione dei difetti ossei? Certo, ma non agendo direttamente sulle cellule staminali ossee perché non c’è un’azione preferenziale su queste cellule, anzi gli osteoblasti spesso sono esclusi da questi processi di maturazione. Infatti l’emdogain non viene usato nella rigenerazione perimplantare. Perché l’emdogain agisce sulle strutture parodontali, per agire ha bisogno della cellula PDL. Intorno a un impianto non c’è la cellula PDL, intorno a una cresta atrofica non c’è la PDL e gli osteoblasti che ci sono non sono soggetti, in parte sì, a una grossa e significativa influenza da parte dell’emdogain.
Allora perché si forma osso nei difetti parodontali? Perché è l’azione globale sull’odontogenesi che porta alla formazione di osso. Qual è l’azione dell’emdogain sulle cellule osseopropgenitrici? Un’azione indiretta. Sugli osteoblasti già differenziati, cioè sulle cellule mesenchimali multipotenti che però già si sono differenziate in osteoblasti, non possono tornare indietro, ha un’azione di ulteriore stimolo sulla differenziazione. Sulle cellule mesenchimali indifferenziate non ha stimolo sulla differenziazione.
Quindi capite che non è il materiale ideale per indirizzare la rigenerazione verso l’osteogenesi. Ma a noi questo va bene. A noi non interessa solo l’osteogenesi ma la neoformazione globale del parodonto di cui l’osso è solo un costituente. Se queste cellule hanno già preso la loro strada nella direzione di osteoblasti, la loro strada viene accelerata, se sono cellule totalmente indifferenziate non è che aggiungendo emdogain le fate diventare osteoblasti. Quindi favorisce l’osteogenesi ma non è in grado di essere il primo movens. L’emogain si usa solo quando abbiamo a che fare con le cellule PDL anche poche residue ma è da lì che nasce il discorso.
Ricerca recente e osservazioni
Tuttavia ci sono delle osservazioni recenti che sembrano riaprire le porte in questa direzione, questi autori giapponesi hanno, una decina di anni fa, pubblicato sul Journal Periodontology che le amelogenine, in presenza di cellule mesenchimali multipotenti, queste sono cellule di banca, sono state in grado di stimolarne la differenziazione verso la cellula osteoprogenitrice o osteocondrale. Cioè avrebbero avuto una qualche azione nell’indirizzare in senso osteogenico la differenziazione.
In linea di massima quello che dovete ricordare è che le amelogenine non sembrano essere in grado di indirizzare la differenziazione delle cellule mesenchimali multipotenti in cellule ossee ma che l’osteogenesi sia un epifenomeno della creazione di un ente favorevole alla rigenerazione di parodonto.
Effetti delle amelogenine sulla placca batterica
Le amelogenine hanno anche azione negativa sulla placca batterica, hanno un’azione inibitoria sulla placca batterica in toto, globalmente considerata, non su singoli batteri ma sulla placca in generale. Poi sembra avere un effetto inibente specifico sui batteri parodonto patogeni gram –, mentre i batteri gram + sembrano essere risparmiati. Questo è molto importante perché immaginatevi un sito post chirurgico appena trattato, è un sito in cui vi è difficile andare a fare igiene orale meccanica, ci dobbiamo affidare all’igiene orale chimica con clorexidina, ci fa comodo che il sito chirurgico appena trattato abbia anche un’azione antibatterica intrinseca proprio perché il controllo della placca nelle prime fasi post operatorie è molto complicato.
Riassunto delle proprietà biologiche
Se vogliamo riassumere le proprietà biologiche che abbiamo visto in vitro:
- Sulle cellule staminali parodontali viene stimolata la capacità di proliferazione, il metabolismo, l’adesività e viene aumentata la capacità di formare tessuti mineralizzati;
- Sui cementoblasti e gli osteoblasti già differenziati, attenzione, effetti simili però solo se già differenziati. Cioè manca una capacità delle amelogenine di indirizzare una differenziazione delle cellule staminali in osteoblasti;
- Sulle cellule epiteliali, effetti inibenti.
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