Politica monetaria
Inizio corso
Mercoledì 02 marzo 2016
Prof Giuseppe Ciccarone
Modalità e orari lezione
Lunedì ore 11:15, 1 ora e mezza di lezione poi fine. Per gli altri giorni, inizio ore 14/16 e fine ore 15:30/17:30.
Modalità esame
L'esame di economia e politica monetaria si svolge con le seguenti modalità:
- Primo scritto: 30 domande a risposta multipla; 40 minuti a disposizione. 1 punto per ogni risposta esatta, 0 punti per ogni risposta non data, -0.5 punti per ogni risposta errata (è una lotteria equa). Prima della prova, lo studente sottoscrive le regole da rispettare, che vengono inderogabilmente applicate.
- Chi supera lo scritto (la somma algebrica delle risposte deve essere inderogabilmente pari almeno a 18/30) ha due alternative: verbalizzare 18, qualunque sia il punteggio ottenuto, o fare il secondo scritto.
- Secondo scritto (circa 1 ora dopo il primo): domande aperte ed eventualmente esercizi. Chi lo supera (con voto inderogabilmente pari almeno a 18/30) ha due alternative: verbalizzare il voto ottenuto, o fare l'orale.
- In sede di orale il punteggio dello scritto potrà essere aumentato, o ridotto, di 2-3 punti, tranne casi (veramente) eccezionali.
Ricevimento
Il Prof. Ciccarone riceve su appuntamento, in Presidenza, nei giorni:
- Lunedì, ore 13-14
- Mercoledì, ore 16-17
- Giovedì, ore 15-16
Contattare il docente per posta elettronica: giuseppe.ciccarone@uniroma1.it
Prima lezione 02-03-2016
Introduzione generale, di cosa parliamo in questo corso? Lo scopriremo dopo, prima parleremo di qualcosa di generale, nel senso capiremo di cosa parleremo durante il corso. Inizieremo a parlare di quelle che noi conosciamo in generale come attività finanziarie, delle quali la moneta è un sottoinsieme. Anch'esso abbastanza difficile da definire in modo preciso, così come lo sarà anche per la moneta.
Dalla prossima lezione (lezione intesa come capitolo, come slide) cominceremo a parlare di quello che rappresenta un fondamento indispensabile del nostro corso, ossia il problema della valutazione delle attività patrimoniali. Le attività finanziarie sono un sottoinsieme di queste attività patrimoniali, e la moneta a sua volta è un sottoinsieme delle attività finanziarie. Tuttavia, il modo in cui si valutano le attività finanziarie non è che un caso particolare del modo con cui noi più in generale valutiamo qualunque attività patrimoniale. Se vogliamo valutare un'impresa oppure un appartamento o se vogliamo valutare un'obbligazione, il criterio che noi seguiamo è esattamente lo stesso, perché tutti questi esempi fanno parte di quell'insieme che racchiude tutto quanto al suo interno, chiamato attività patrimoniali.
Per gli economisti, l’insieme delle attività patrimoniali di un'economia, qualsiasi economia essa sia, rappresenta lo stock di ricchezza. Ed uno degli elementi su cui insisteremo è la distinzione fondamentale tra variabili flusso e variabili stock. Le variabili stock sono tutte quelle riferite ad un momento preciso, ora, in questo momento (quanto hai nel conto corrente bancario, ora, in questo momento). Le variabili flusso sono riferite ad un determinato periodo, in quale periodo? Esempio reddito. Tutte le variabili di flusso alimentano gli stock, gli investimenti alimentano lo stock di capitali, rappresentano le variazioni dello stock, il risparmio alimenta la ricchezza. Bisogna stare attenti perché le relazioni stock-flusso sono molto importanti per capire il funzionamento di un'economia finanziaria e monetaria.
Esistono inoltre delle identità nel sistema economico: non è possibile avere un debitore senza avere un creditore, ciò significa che un qualunque strumento finanziario è simultaneamente un'attività finanziaria per qualcuno ed una passività finanziaria per un altro. Esempio titoli di stato, sono delle passività per il settore pubblico, ma simultaneamente sono delle attività per le banche, le famiglie o le imprese che le detengono. Quando pensiamo alle attività patrimoniali si pensa alla ricchezza di un'economia, e nella prossima lezione ci occuperemo proprio di questo, di determinare il valore della ricchezza di un'economia, e scopriremo che non vi è un solo modo, ma ci sono modi individuali; infatti ognuno avrà una valutazione soggettiva. Questo concetto ci serve per farvi capire come mai il corso di politica monetaria comincia qui.
Comincia qui perché noi sostanzialmente ci occuperemo di stock di ricchezza, come si valutano, come si producono e il modo in cui i soggetti si comportano relativamente a tutto ciò che economicamente parlando coinvolge questi stock, comprendendo anche il ruolo che svolgono le istituzioni di policy nel sistema che andiamo a considerare. Quando pensiamo alla ricchezza noi pensiamo a due tipi di attività (attenzione, attività/passività, diciamo attività comprendendo sempre la passività simultanea). Quando pensiamo alle attività patrimoniali pensiamo a questi due tipi di soggetti:
- Tutti quelli che sono i beni che partecipano ai processi produttivi, tipicamente il capitale fisico, che generano redditi futuri. Quindi si parla di stock che generano flussi in prospettiva futura.
- Delle attività che non generano reddito, anzi che possono anche comportare dei costi, come ad esempio casa al mare che non affittiamo, quella casa genera un costo. Ma perché noi teniamo quell'immobile quando potremmo andare al mare senza spendere tutti questi soldi per la casa al mare? Perché la casa al mare si pensa che possa accrescere il suo valore nel tempo. Casa al mare intesa come fondo di valore.
Attività finanziarie sono sottoinsieme di attività patrimoniale; si tratta di promesse-impegni che il debitore garantisce al creditore, sostanzialmente nel ripagare un capitale che viene anticipato dal creditore insieme in generale a un flusso di redditi nel tempo, anche in questo caso stock che genera flussi di reddito. Si parla di flussi di reddito intesi come interessi o dividendi. La parola promessa è importante perché apre il discorso significativo sintetizzato nella parola futuro. Queste attività finanziarie sono promesse non necessariamente rispettate, esempio prof che fa con noi un contratto mediante il quale noi diamo 10 euro a lui, e lui promette di darci domani 11 euro. Il prof può rispettare o meno quest'impegno preso. (può capitare il default) Si parla quindi di fiducia che il creditore ha nel debitore.
Attenti, la moneta e la finanza finora c’entrano poco in questo discorso. Esempio: cacciatore e raccoglitore di bacche che si incontrano in un prato, uno ha un sacchetto di bacche e l'altro ha un coniglio, fanno uno scambio, il cacciatore che ha il coniglio offre il coniglio in cambio di due sacchetti di bacche e il raccoglitore gli dice va bene te le porto domani le bacche. (Futuro, fiducia, debito e credito, relativamente a qualcosa che non è né finanza né moneta, si parla solo di coniglio e bacche.) Dunque quando si parla di fiducia e futuro non sempre ci si riferisce alla moneta e o alla finanza, ma sicuramente quando pensiamo alla finanza e alla moneta il futuro e la fiducia sono particolarmente significativi.
La moneta cos’è? È un sottoinsieme di queste attività finanziarie, è un animale che cambia nel tempo e nello spazio ma che in generale gode della caratteristica di essere particolarmente liquido. Non solo le banconote costituiscono moneta. Differenza euro lire, con scritta “pagabili a vista al portatore” per le lire.
In generale, la moneta si usa oltre che come unità di conto, come mezzo di scambio ma anche come fondo di valore. La banconota da 50 euro vale 50 oggi e 50 domani, forse. Noi accettiamo moneta perché sappiamo che altri poi la accetteranno (moneta fiduciaria, il valore che attribuiamo al pezzo di carta banconota è fiduciario, il valore intrinseco della banconota è minimo, ed è uguale praticamente per tutti i tagli di banconote). Futuro e fiducia sono molto rilevanti quando si parla di moneta. Parlando del futuro richiamiamo l'esempio che domani sappiamo che con una banconota da 20 euro potremmo andare a fare colazione, comprando determinati prodotti. I beni non sono prodotti oggi, io sto detenendo questo pezzo di carta in vista dell'acquisizione di beni che non esistono, che oggi non sono stati prodotti, e faccio ciò secondo la presunzione che domani questi beni saranno a me disponibili quando darò in cambio il mio pezzo di carta, banconota.
Ma ciò vale anche quando si parla dell’attività creditizia, ossia l'acquisizione di alcune risorse che vengono trasferite dalle unità in surplus alle unità in deficit. E vengono usate nell’attività produttiva per generare un reddito che darà diritto al rimborso del capitale anticipato più qualcosa in più che consiste nei dividendi-interessi, che sono il frutto futuro dell'investimento fatto oggi mediante la transazione tra unità in surplus e unità in deficit. Affinché il creditore presti qualcosa al debitore, in vista di un reddito futuro generato da un'attività produttiva ancora non realizzata, le parole futuro e fiducia sono immediatamente rilevanti.
Quando si parla di finanza in generale come gestione di titoli di credito, anche in tal caso si fa ciò perché si pensa che si otterranno dei redditi che ovviamente non sono realizzati e che potrebbero non realizzarsi, tempo futuro, fiducia e aspettative. Tutti termini dove l’incertezza regna sovrana sono particolarmente rilevanti. Quando si pensa alla Banca Centrale e alle banche in generale, ossia parlando da un punto di vista insiemistico, pensando alle istituzioni finanziarie (termine che comprende tutte le banche), abbiamo che nel momento in cui una banca concede credito a un soggetto crea moneta.
Perché crea moneta? Vedere approfondimento di Bartolomeo politica monetaria. Se definiamo moneta non solo come pezzi di carta che crea la banca centrale, ma anche come depositi bancari, allora abbiamo a che fare con uno strumento finanziario sia attivo che passivo per qualcuno. Se la 50 euro è un’attività per tutti, è passivo per qualcuno, cioè per la banca centrale. I soldi in banca nostri, i depositi bancari sono attivo per noi e passivo per le banche. Se la banca concede un prestito a noi, il direttore di banca prende il computer e ci fa un prestito di 500, in quel momento noi abbiamo ulteriori 500 che però sono un debito. È accaduto che in quel momento quella banca attraverso il credito ha creato un nuovo deposito.
L’idea è che attraverso il credito le banche creano moneta, creano depositi. L’idea è che prima o poi questo credito creato dalle banche ritorni nel sistema bancario, non è detto che ritorni nella stessa banca che ha generato il credito iniziale ma che finisca in qualsiasi banca. Proviamo a pensare al moltiplicatore della moneta, il quale ci dice che qualunque BM (base monetaria), creata dalla banca centrale che finisce nel sistema bancario attraverso il credito va in mano a dei soggetti che poi lo depositeranno da qualche parte nel sistema bancario, creando quindi nuovi depositi. Moneta = BM base monetaria + D depositi, si crea moneta.
Importantissimo in tale contesto è il ruolo delle istituzioni, noi infatti ci fidiamo della banconota pezzo di carta perché c'è un’istituzione che lo garantisce. In epoche storiche diverse le istituzioni sono state differenti, ma una caratteristica comune l'hanno avuta, ossia il potere di imperio. Immaginiamo l'inizio del mondo dove ci si scambiava i beni utilizzando come mezzo di scambio il pesce. Ad un certo punto il più potente e grosso del luogo si rende conto che può prendere della carta stamparci la sua faccia sopra e dire bene questo è il nuovo mezzo di scambio. Perché gli altri soggetti accettano questo nuovo mezzo di scambio? Perché questo signore è il più potente del luogo ed ha potere di imperio. In tempi successivi si è poi passati a dei pezzi di ferro, quali monete con la faccia dell'imperatore sopra. Anche in tal caso gli altri soggetti utilizzavano quelle monete come mezzo di scambio perché ci sta un esercito dietro all'imperatore che garantisce che tutti accetteranno come corrispettivo quella moneta.
Ecco che si parla di signoraggio, istituzione o signore potente che ha il potere di ottenere beni e servizi dando in cambio qualcosa che ha un contenuto intrinseco minore. Il pezzo di carta vale 0, la banconota pur valendo 0 vale 50 euro proprio per effetto del signoraggio. Si parla quindi di istituzioni, il più potente dell’isola è un’istituzione, l’imperatore lo è, la BCE lo è. Noi abbiamo bisogno delle istituzioni che devono darci fiducia di fronte un’incertezza profonda generata dal fatto che tutti gli oggetti che stiamo maneggiando in questa prima lezione hanno a che fare con il futuro. Le parole chiave di quello di cui noi ci occupiamo sono appunto queste, futuro, incertezza, istituzioni e fiducia.
Un problema fondamentale che noi dobbiamo affrontare è questo: la moneta che ci sembra una cosa evidente, questa moneta è rilevante nel determinare le variabili reali dell’economia? Cioè se dovessimo scegliere tra un bel 50 euro o un bel piatto di bucatini all'amatriciana, a noi interessano i valori reali dell’economia, ci interessa il reddito reale, tutto ciò che riguarda la nostra utilità insomma. Questi 50 euro generano utilità? Quando il prof era pischello e stava al posto nostro avrebbe detto di no. L’utilità è generata da ciò che posso comprare con questo pezzo di carta di 50 euro. Tenere 50 euro in tasca non genera utilità di per se. Nonostante ciò le cose sono cambiate durante gli anni, e oggi giorno uno dei modi per risolvere un problema fondamentale della teoria economica è quello di pensare che i 50 euro generano utilità diretta per chi le detiene, non utilità indiretta (possibilità di acquistare beni e servizi).
Abbiamo una risposta univoca alla domanda, la moneta influenza le variabili reali del sistema? No, non abbiamo una risposta univoca. Molto dipende dal modo in cui caratterizziamo la moneta in un sistema economico, e questo è un bel problema. Di seguito sono riportati 3 esempi per parlare e capire del perché vi è un problema:
- Apparato standard che conosciamo della teoria economica, quello da cui deriva l'economia del benessere ed i suoi teoremi, la grammatica della politica economica, nozioni quali esternalità, beni pubblici. Tutto ciò deriva da un impianto concettuale che si chiama la “Teoria dell'equilibrio economico generale intertemporale”. La teoria dell'equilibrio economico generale intertemporale non ha proprio bisogno di moneta, basta avere un qualunque bene utilizzato come unità di conto, può essere un paniere di beni qualunque e la cosa funziona, perché noi parliamo e ragioniamo in termini di prezzi relativi, di funzione di utilità, curve di indifferenza, una curva di indifferenza ci dice le combinazioni di beni A e B per avere la stessa utilità, inoltre abbiamo il vincolo di bilancio che ci dice le combinazioni dei beni che possiamo avere dati i prezzi di mercato sulle basi delle dotazioni che abbiamo. (Massimizzazione utilità tangente tra curva di indifferenza e vincolo di bilancio) Tutti questi ragionamenti non richiedono l’intervento della moneta, richiedono prezzi relativi. Il mondo considerato è un mondo statico, ma nell'equilibrio generale intertemporale noi stiamo pensando ad un sistema che dura per diversi periodi, e ci riferiamo a soggetti che operano tenendo in considerazione anche i periodi futuri in cui scambieranno i loro beni e le loro dotazioni, in questo mondo sostanzialmente la moneta è irrilevante, e vi è appunto la neutralità della moneta.
- Generazioni sovrapposte: Se dovessimo considerare un mondo più fico, più complesso, in cui ogni soggetto vive due periodi, il periodo della giovinezza e il periodo della vecchiaia. Da giovane il soggetto lavora, e da vecchio il soggetto spende i soldi guadagnati quando era giovane, da vecchio non si può lavorare, abbiamo trovato un ruolo per la moneta, che consiste nel trasportare il valore nel tempo. Questo è il mondo di Lucas, quello delle aspettative razionali. L’idea è che c’è la moneta e la banca centrale può modificare la quantità di moneta, quindi si può lavorare pensando di avere un reddito monetario da poter spendere in un periodo successivo, ma c’è bisogno per forza della moneta, non sarebbe possibile avere un titolo fruttifero? Perché per portarmi il reddito da oggi a domani c’è bisogno della moneta, del pezzo di carta? No, si possono usare anche i titoli fruttiferi.
- Terza modalità: scambi bilaterali. Immaginiamo un mondo nel quale per scambiare qualcosa abbiamo bisogno di trovare qualcuno che abbia i bisogni complementari ai miei, si parla di doppia coincidenza dei bisogni. Uno ha le bacche, un altro un coniglio, chi ha le bacche vuole il coniglio e chi ha il coniglio vuole le bacche. In questo caso si può trovare un ruolo per la moneta, perché a volte due bacche si scambiano male con un coniglio. Dunque si può trovare un ruolo per la moneta in grado di eliminare questa doppia coincidenza. Tuttavia c’è il problema della fiducia e delle istituzioni che ti garantiscono l’utilizzo di questa moneta.
Come la spieghiamo la presenza della moneta dell’economia, oggi? Ci sono due modi per spiegarlo:
- Ipotizzo che hai bisogno di moneta per comprare i beni, i beni ti danno la moneta, e la moneta ti dà i beni, ma i beni non ti danno i beni. Si chiama il vincolo di cash in advance, prima i quattrini e poi si potranno comprare i beni. Perché usiamo la moneta per acquisire beni e non usiamo titoli fruttiferi? Per ipotesi.
Seconda ipotesi è che la m...
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