Il muscolo scheletrico ha bisogno di più energia in esercizio che a riposo.
Esistono 3 sistemi utili per la contrazione muscolare:
1. Fosfati ad alta energia:
• circa 5mmoli di atp e 15-20mmoli di fosfocreatina per kg di muscolo.
• Ogni muscolo contiene un deposito.
• Queste quantità possono essere utili all’inizio, ma non di lunga durata. Sistema di pronto utilizzo.
• In alcuni esercizi è la principale e unica fonte di energia per tutta la durata di esercizio. (100m di
corsa, nuoto 25 m, powerlifting).
• Allenabile, basandosi su scatti ad elevata potenza.
• Le quantità di creatinfosfato nei nostri non si possono modificare con l’allenamento.
• LA MOLECOLA DI ATP LIBERA ENERGIA quando perde un fosfato. L atp si idrolizza in presenza di
ATPasi, e si trasforma in ADP + un po’ di energia. La molecola di ADP viene ritrasformata attraverso
la fosfocreatina. Il creatinfosfato si trasforma in creatina. La trasformazione è caratterizzata dalla
creatin-chinasi (dona il suo gruppo fosfato all ADP).
2. Sistema anaerobico:
• l’energia proviene dal glicogeno attraverso glicolisi, produce acido lattico, il glicogeno si trasforma in
piruvato.
• Non necessita di ossigeno.
• Il piruvato entra in una reazione catalizzata dall LTH che trasforma il piruvato il acido lattico. Il
piruvato può anche entrare nel ciclo di krebs, che necessita di ossigeno.
• LTH è contenuto nelle fibre bianche, di tipo 2, veloci: metabolismo glicolitico. Il piruvato entra nel
ciclo di krebs per essere usato come substrato metabolico nel sistema aerobico.
• Il sistema anaerobico crea energia rapidamente.
• Le reazioni non sono numerosi e quindi la produz. Di piruvato avviene in tempi rapidi.
• Produce piccole quantità di energia.
• Sistema prevalente con esercizi superiori ai 10 secondi (qualche minuto), accelerazioni, esercizio
sovra-massimale (ultima fase di una corsa in cui voglio accelerare).
Tutte le volte che si forma il piruvato si forma anche il
lattato. Si forma anche in riposo o esercizio
moderato, non si accumula perché viene prodotto
ma subito rimosso da altri sistemi:
- Viene utilizzato da fibre diverse da quelle che lo
producono
- Raggiunto il sangue, viene portato alle cellule
cardiache che hanno una capacità ossidativa, e
quindi possono utilizzarlo come substrato
metabolico
- Arriva anche a fegato reni, dove può essere
convertito in glicogeno.
- soglia del lattato: punto in cui il lattato inizia ad
accumularsi troppo.
3. Sistema aerobico: l’energia viene dal glicogeno attraverso la glicolisi aerobico o la fosforilazione ossidativa, o
anche dagli acidi grassi attraverso la beta-ossidazione.
Il glucosio viene trasform. In piruvato, questo trasf. In acetil-COA che entra il ciclo di krebs, la fosforilazione
avviene nei mitocondri e necessita di ossigeno. Da una molecola di glucosio otteniamo 36 molecole di ATP.
Tempi lenti ma tanta energia.
Solo in presenza di ossigeno
Tanta energia
No acido lattico
Esercizi di intensità medio-elevata che hanno una lunga durata (+ di 2 minuti).
Allenabile
Deve funzionare bene anche il sist. Di trasporto di ossigeno. L’ossigeno si lega ai globuli rossi, raggiunge il
cuore e il cuore ha la funzione di portare l ox a livello dei nostri tessuti e muscoli, dove l ox verrà usato per la
fosforilazione ossidativa.
- Capacità e potenza dei sistemi esoergonici:
1. Fonte alattacida
2. Anaerobiche lattacida
3. Aerobiche
I sistemi si attivano tutti insieme, ma in base all’esercizio e alla durata si attivano in diversa quantità.
DEBITO DI OSSIGENO:
A riposo consumiamo circa 2ml al minuto di ossigeno. Nei primi 2 minuti aumenta in stato esponenziale e poi
rimane costante, circa 16ml di ossigeno per kg di peso al minuto. Questo consumo di ossigeno costante viene
indicato come stato stazionario.
Il debito è definito come la differenza tra il consumo reale durante l’esercizio e il totale che sarebbe stato
consumato se il sistema si sarebbe adattato subito alle necessità
dell’esercizio. All’inizio il sistema non si adatta subito all’esercizio,
perché è un sistema lento.
EPOC: consumo di ossigeno durante il recupero. Dobbiamo ripagare il
debito verso gli altri sistemi che hanno sostenuto l’esercizio nei primi
minuti.
Con esercizio leggero ci vogliono 90 secondi per tornare al consumo di
ossigeno basale.
In esercizio moderato e intenso, nel recupero, serviranno ore per
recupero il debito di ossigeno
In esercizio submassimale, avremmo superato il vo2max, in questo
caso il recupero sarà molto lento, fino a 24 ore
• resintesi di ATP e CP (nel esercizio leggero è il 100% del debito
di ossigeno che si deve recuperare, nell’esercizio intenso è solo
la fase rapida del pagamento totale)
• Fase lenta del pagamento totale dei debiti:
- Riconversione lattato in glicogeno
- Riossigneazione del sangue e mioglobina
- Mantenimento ventilazione e FC elevata
- Effetto termogenico all’ aumento della T corporea
- Effetto termogenico dovuto all’azione degli ormoni
- Normalizzazione delle concentrazioni ioniche in muscoli e
liquidi corporei
La comprensione dell EPOC fornisce una base per strutturare intensità dell’esercizio e recupero nel migliore dei
modi.
Procedure pre il recupero funzionale:
- RECUPERO PASSIVO:
1. Durante la fase di recupero non viene compiuto lavoro
2. Risulta indicato nel recupero che non causa accumulo di lattato
3. Resintesi di atp e cp
4. Ossigenazione sangue e mioglobina
- RECUPERO ATTIVO:
1. Durante il recupero bassa attività aerobica
2. Prevenzione di crampi o rigidità
3. Perfusione degli organi in grado di muovere il lattato
CALCOLO PER CALORIMENTRIA INDIRETTA,
UTILE ANCHE PER CALCOLARE CO2 PRODOTTA
DURANTE L’ESERCIZIO
Possiamo calcolare anche il QR: quoziente
respiratorio:
RER=VCO2/VO2
In relazione al substrato:
- Carboidrati qr di 1
- Lipidi: qr di 0.7
- Proteine: qr di 0.8
In base al rer ricaviamo l’equivalente calorico
per l’ossigeno, ossia le kcal consumate per ogni
litro di ossigeno utilizzato.
MASSIMO CONSUMO DI O2: massima capacità di sintesi dell’atp per via esclusivamente ossidativa
VO2 MAX:
1. misurato in l/min
2. Parametro determinante ma non sufficiente nel garantire la prestazione sportiva di atleti praticanti discipline
aerobiche di lunga durata
3. Parametro di fondamentale importanza dal punto di vista clinico perché è una misura globale integrata di
quei meccanismi che presiedono al trasporto odi ossigeno fino alla sua utilizzazione all’ interno degli organi
FATTORI LIMITANTI:
1. polmonari (10%):
o La ventilazione alveolare
o Capacità di diffusione dei gas respiratori attraverso la membrana
2. Fattori cardiocircolatori (70-80%):
o capacità d trasporto dei gas nel sangue
o gettata cardiaca
circolazione periferica muscolare
3. Fattori tissutali (10-20%):
o capacità diffusione dei gas
o capacità utilizzazione gas dei muscoli
FATTORI CHE INFLUENZANO IL VO2MAX:
• tipo di esercizio:
a. specificità nella misura di vo2 max: ogni esercizio avrà un vo2max diverso, il valore massimo si ottiene
nella corsa su treadmill. Tutto questo dipende dai muscoli attivati.
b. Effetto dell’allenamento: in soggetti non allenati al nuoto il vo2max misurato potrà essere anche molto
inferiore a quello su treadmill. In campioni di nuoto sarà uguale rispetto a quello su treadmill
• fattore genetico
a. ruolo significativo: capacità diversa per la prestazione, per
la risposta all’ allenamento.
• livello di allenamento
• genere: nelle femmine il vo2max è circa il 40% inferiore.
a. Diversa taglia e composizione (70%)
b. Diverso livello di attività fisica (10%)
c. Diversa biologia:
- Diverso livello di testosterone e di emoglobina
• taglia e composizione corporea
• età: verso i 16 anni la differenza tra maschio e femmina si fa
più netta in quanto i livelli di testosterone nei maschi
aumentano notevolmente.
gli atleti caratterizzato dai più elevati valori di vo2max sono in genere i
fondisti. Potremmo aumentare il vo2max anche fino al 50% con
l’allenamento.
Otre alla misura di vo2max risulta essere utile la rilevazione del consumo di o2 con carichi submassimali, PURCHE’ si
sia raggiunto un equilibrio in cui tutti i meccanismi di supporto al metabolismo aerobico, raggiungono la piena
attivazione e si realizza un equilibrio tra spesa e produzione di energia.
La misura di vo2 con carichi submassimali permette la determinazione di alcuni parametri come il polso d’ ossigeno,
equivalente respiratorio che forniscono indicazione sull’ efficienza di soggetti nel trasformare l’energia chimica in
meccanica e sull’ efficienza del sistema cardiocircolatorio e respiratorio.
Polso 02= vo2/fc= indice di efficienza cardiocircolatoria
Equivalente ventilatorio: dopo il punto di rottura ventilatorio siamo in
una zona di vo2 max il nostro sist. Ossidativa è attivato al massimo, e la
nostra ventilazione non serve più a introdurre ossigeno per fornirlo alle
reazioni ossidative, ma serve per eliminare l’anidride che si forma alle
reazioni ossidative, ma soprattutto che si forma dall’ acido lattico.
K acido lattico viene formato dalla glicolisi anaerobica, si dissocia in ioni
h+ + ioni lattato.
Ione bicarbonato: HCO3-
LEZIONE 3
VALUTAZIONE DELLA PRESTAZIONE SPORTIVA
1- Specificità
- I soggetti differiscono nella capacità di erogare potenza con i sistemi esoergonici
- La capacità di erogare potenza non si mantiene costante ma dipende dal tipo di attività fisica
effettuata che svolge una funzione allenante
- Esiste un alto grado di specificità per quanto riguarda gli effetti dell’allenamento
2- Generalità
- Soggetti che presentano la capacità di erogare potenza sfruttando un dato sistema in un’attività
fisica manifestano la stessa caratteristica anche in altre attività
PRESTAZIONE = W/C
- W= potenza
- C: costo energetico
- Per migliorare la prestazione o si migliora la potenza o il
costo energetico.
- L ‘ economia del movimento definisce il costo energetico
della prestazione. È la richiesta per un’intensità di lavoro
costante.
ECONOMIA DI MOVIMENTO: richiesta energetica per
un’intensità di lavoro costante. Parametro determinante
ma non sufficiente nel garantire la prestazione sportiva di
atleti praticanti discipline aerobiche.
Dipende anche da:
- Biomeccanica del gesto
- Tipologie di fibre muscolari
VALUTAZIONE DEI SISTEMI ESORGONICI
MISURA DELLA POTENZA AEROBICA
METODO DIRETTO: eseguito su
treadmill
METODO INDIRETTO:
Un metodo prevede la misura della FC e consumo di ossigeno per esercizi
submassimali. Per ogni intensità di esercizio, si misura la FC, si disegna la
retta, si fa continuare / (linea tratteggiata) fino a raggiungere la
frequenza cardiaca max. il punto di intersezione sarà il vo2max
STEP TEST:
salita e discesa da un gradino nel tempo più veloce possibile, si mantiene
per circa 3 min. misura nei primi 15 sec durante il recupero.
Errore del 16%. Più è bassa la FC nei primi 15 sec, maggiore sarà la VO2max
del soggetto.
Misura della potenza anaerobica alattacida:
METODO DIRETTO:
misurare ATP e CREATINFOSFATO nei muscoli
METODO INDIRETTO:
esecuzioni di test massimali alattacida: salti. corsa su
40m.
TEST FISIOLOGICI:
1- Deplezione pool intracellulare di ATP e CP in seguito a esercizio submassimale (serve biopsia muscolare)
MISURA POTENZA ANAEROBICA(generale):
test al cicloergometro:
• Massimo numero di pedalate in 30-50 secondi
• Picco di potenza= energia liberata dal sistema anaerobico alattacido
• Media di potenza: energia dal sistema anaerobico lattacido
POTENZA ANAEROBICA LATTICIDA:
Test fisiologici:
1. Livello di lattato ematico
a. Quantità di lattato misurato nel sangue durante un
esercizio non riflette necessariamente quella riprodotta
nel muscolo
2. Deplezione di glicogeno
a. Bisognerebbe fare una biopsia muscolare o risonanza
magnetica
b. Il glicogeno immagazzinato nel muscolo sostiene il
sistema anaerobico lattacido
FATTORI CHE INFLUENZANO LA CAPACITA’ ANAEROBICA
1. Età
a. La potenza anaerobica è più bassa nei bambini per bassa concentrazione di glicogeno e enzimi della via
anaerobica
2. Genere
b. Potenza anaerobica è più bassa nelle donne per taglia corporea, massa magra e biologia differente
3. Allenamento
c. Negli atleti di alto livello: maggiore lattato, motivazione, aumento glicogeno, attività degli enzimi della
via anaerobica
La pompa respiratoria è costretta a incrementare la potenza meccanica per garantire gli scambi gassosi a livello degli
alveoli polmonari. Questo porta ad aumentare il consto energetico.
• L’ aliquota più importante è sostenuta sia a riposo che durante esercizio dal diaframma
• A riposo nel corso di lavoro leggero il fabbisogno energetico è relativamente basso, circa il 2% del vo2max
• Nel lavoro massimale il fabbisogno dei muscoli respiratori diventa tra l 11 e l 8 % del vo2 max
• Il costo è superiore in un anziano
Il costo della respirazione rappresenta un limite alla prestazione aerobica?
I fattori polmonari non sono quelli limitanti del v02 max, quello principale è quello cardiocircolatorio. In un soggetto
in buon salute la massima potenza aerobica non è mai influenzata dalla pompa respiratoria.
• In condizione di mancanza d’ aria, i nostri muscoli respiratori hanno tutto l ox necessario. non vanno
incontro ad esaurimento. La ventilazione
VOLUMI POLMONARI STATICI
Legati a:
• Età, genere, dimensioni
corporee
1. L’aumento della ventilazione
prevede una maggiore
profondità del respiro,
principalmente a spesa della
riserva inspiratoria e in minor
misura a spese di quella
espiratoria.
2. In esercizi di notevole intensità
il volume corrente aumenta ma
non supera il 60% della capacità
vitale
3. La capacità vitale non si modifica dall’ esercizio fisico
La capacità vitale viene modificate?
• Non esistono differenze significative tra campioni e soggetti “normali”
• Il nuoto e la specialità dei tuffi possono indurre un aumento della capacitò vitale, in questo caso abbiamo un
allenamento dei muscoli inspiratori che si allenano a lavorare contro l’azione di compressione esercitata dall’
acqua sul torace.
VOLUMI POLMONARI DINAMICI
• Fev1: volume max di aria espirata in
un secondo partendo dalla max
inspirazione
• Fev1/cvf x 100
• Stato di pervietà delle vie aeree
• Grado di elasticità del sistema
toracopolmonare
• Potenza e forza muscoli respiratori
MASSIMA VENTILAZIONE VOLONTARIA: MVV
Massimo volume di aria che può essere ventilato dal soggetto nell’unità di tempo
• La max ventilazione da esercizio MVE raggiunge il 60% del MVV.
MODIFICAZIONI INDOTTE DALL’ ALLENAMENTO:
• L’allenamento aerobico migliora la capacità di mantenere per lungo tempo livelli di ventilazione elevati
• I muscoli respiratori aumentano la capacità ossidativa e quindi la loro resistenza alla fatica in seguito all’
allenamento
LEZIIONE 4
VENTILAZIONE POLMONARE: uguale a prodotto tra freq respiratoria e volume corrente
La Fr a respiratoria è 12min x 0.5L = 6 l/min (ventilazione polmonare a riposo
Il contributo della freq respiratoria all’ aumento di
ventilazione è maggiore nei soggetti sedentari rispetto agli
atleti. Gli atleti aumentano la ventilaz polmonare
principalmente aumentando la profondità del respiro.
VENTILAZIONE ALVEOLARE
Aria che entra ed esce solo a livello degli alveoli. La porzione che entra in scambio respiratorio con il sangue. È la
porzione di aria più importante, in grado di donare ossigeno e di prendere la co2 e eliminarla.
La ventilaz alveolare è uguale a:
- VC – volume spazio morto respiratorio x FR = (500ml-150ml) x12 min = 4.2 l/min
CONTROLLO VENTILAZIONE POLMONARE
2 tipi di chemiocettori:
• chemiocettori centrali: vicini al centro di
controllo del respiro, SNC
• Chemiocettori periferici: su arco aorta,
biforcazioni delle carotidi
La ventilazione polmonare a riposo è regolata su
base chimica, informazioni che arrivano
chemiocettori aortici e carotidei:
1. PO2
2. PC02
3. PH
H2 + HCO3 H2CO3 H20 + CO2
VENTILAZIONE POLMONARE DURANTE EX FISICO Esercizio aerobico carico costante mantenuto:
Cosa controlla la ventilaz polmon? Il meccanismo
principale non è legato alle afferenze dei chem
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