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Chiara Pizzamiglio a.a 2019-2020

RIASSUNTO DI FISIOLOGIA

(lezioni + integrazioni dal libro)

Prof. Alberto Battezzati

Programma

1. Concetti basilari: sistemi fisiologici, omeostasi e livelli di comunicazione; acqua

nell’organismo; membrane cellulari e cellule eccitabili

2. Sistema nervoso: anatomia e funzione; potenziale d'azione; sinapsi; sistema nervoso

autonomo, somatico e sensibilità; basi fisiologiche di gusto e olfatto; funzioni superiori;

neurotossine

3. Endocrinologia e metabolismo: anatomia e funzione delle ghiandole endocrine;

biochimica, secrezione e trasporto degli ormoni; meccanismi di azione degli ormoni;

insulina; adrenalina; ormoni tiroidei; cortisolo e risposta integrata allo stress

4. Muscolo: anatomia e funzione; giunzione neuromuscolare e contrazione del sarcomero;

metabolismo muscolare, unità motorie, controllo della contrazione

5. Sistema cardiovascolare: anatomia e funzione, sistema di conduzione, potenziali d'azione

cardiaci; ciclo cardiaco e gittata cardiaca, struttura e funzione dei vasi sanguigni; pressione

arteriosa e regolazione, autoregolazione e dinamica capillare

6. Sistema respiratorio: anatomia e funzione, ventilazione polmonare; scambi gassosi ed

emoglobina; trasporto dei gas e controllo della respirazione

7. Sistema urinario: anatomia e funzione; filtrazione e riassorbimento; escrezione

8. Calcemia, equilibrio acido-base

Libro: “Fisiologia” di Cindy L. Stanfield

Chiara Pizzamiglio a.a 2019-2020

1. CONCETTI BASILARI (capitoli 1, 4 libro)

I principali tipi di cellule nell’organismo sono neuroni, cellule muscolari (scheletrico, liscio,

cardiaco), cellule epiteliali, cellule connettivali (sangue, ossa, adipociti). Le cellule si

organizzano in tessuti: epiteliale, connettivo, muscolare, nervoso. I tessuti formano a loro

volta i sistemi:

- Tegumentario: cute + annessi cutanei (capelli, peli, unghie, ghiandole sudoripare e

sebacee). Protezione e separazione interno/esterno, termoregolazione, eliminazione

scorie (sudore), percezione.

- Muscolare: muscolo scheletrico + tendini e legamenti. Locomozione, postura, calore.

- Scheletrico: ossa, articolazioni e cartilagini. Sostegno, protezione (gabbia toracica),

movimento, riserva di minerali, produzione sangue (nel midollo osseo).

- Nervoso: SNC (encefalo e midollo) + SNP (nervi cranici e organi di senso).

Comunicazione tra cellule attraverso segnali elettrici e rilascio Nt.

- Endocrino: ipofisi, epifisi, tiroide, timo, surrenale, pancreas, ovaie, testicoli

(endocrine) + tessuto endocrino disperso (es. nello stomaco). Comunicazione tra

cellule attraverso rilascio ormoni. È interconnesso al sistema nervoso a livello

dell’ipofisi, che è connessa con l’ipotalamo, che rilascia Nt che viaggiano nel circolo

sanguigno (come gli ormoni) per regolare la secrezione ipofisaria.

- Linfatico e immunitario: fluidi linfatici, vasi linfatici, linfonodi. Campionamento

sostanze dei fluidi interstiziali. Accoglie chilomicroni per trasportarli in circolo. Difesa

da sostanze non self.

- Cardiovascolare: sangue, cuore, vasi sanguigni. Trasporta molecole lungo il corpo:

ossigeno, nutrienti, globulo bianchi.

- Respiratorio: faringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli, alveoli. Fornisce O2 ed

elimina CO2; fonazione

- Digerente: cavità orale, orofaringe, esofago, stomaco, piccolo e grosso intestino, ano

+ ghiandole accessorie. Funzione nutritiva ed escretoria.

- Urinario: reni, ureteri, vescica, uretra. Produzione ed eliminazione urine (quindi

scorie), controllo volume e composizione sangue (eritropoietina prodotta dal rene

regola produzione globuli rossi), concentrazione ioni (equilibrio acido-base), acqua e

pressione sanguigna. Capace di eliminare l’azoto come ione ammonio.

- Riproduttivo: gonadi (testicoli o ovaie), genitali esterni + annessi (tube,

utero/epididimo, dotto deferente). Riproduzione, produzione ormoni

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Omeostasi: tendenza dell’organismo a mantenere una stabilità nel suo ambiente interno. È

dinamica e implica la presenza di variabili regolate (temperatura, pressione) per cui esistono

sistemi di controllo (feedback).

Feedback: Ci sono dei sensori (recettori, cellule) che rilevano la variabile regolata e mandano

input (segnali nervosi, metabolici, ormonali) a dei centri integrativi che confrontano il valore

rilevato con i set point (valori di riferimento) e mandano output ad elementi effettori (muscoli,

ghiandole, neuroni). Questi effettori producono un cambiamento della variabile regolata.

Feedback negativo: pressione sanguigna, pH, osmolarità, ventilazione, termoregolazione.

Variazione nella direzione opposta del cambiamento. Termoregolazione: se si alzala T

corporea (es. esco al caldo), i sensori mandano input (nervosi) al centro integrativo

(nell’ipotalamo). Qui, i centri regolatori la comparano al set point e inviano output (nervosi)

ad effettori (ghiandole sudoripare, circolo sanguigno) che producono diverse risposte per

abbassarla (sudorazione, vasodilatazione per disperdere calore).

Feedback positivo: ciclo mestruale, potenziale d’azione, coagulazione. Variazione che

amplifica il cambiamento registrato dai sensori. Potenziale d’azione: si depolarizza la

membrana, si aprono canali V-dip per il Na, che entra causando ulteriore depolarizzazione e

ulteriore entrata di Na.

Il corpo si può idealmente suddividere in ambiente interno ed esterno, separati da uno strato

di tessuto epiteliale. Gli apparati respiratorio, digerente e urinario sono collegati all’esterno,

gli altri sono interni.

L’acqua nell’organismo: il costituente più abbondante nell’organismo è l’acqua. L’acqua

corporea totale comprende tutta l’acqua presente nell’organismo, e corrisponde al 60% del

peso corporeo. Di questi, circa i 2/3 sono contenuti nel liquido intracellulare e 1/3 in quello

extracellulare, comporto da liquido interstiziale e plasma. Gli scambi di acqua e ioni tra

interno ed esterno sono finemente regolati, altrimenti causa problemi: l’espansione del

volume plasmatico (dopo troppo sodio) causa ipertensione; l’espansione dell’acqua

extracellulare (condizione in cui l’acqua non riesce ad essere trattenuta nei vasi) causa edema.

Cosa trattiene l’acqua nelle membrane? Il movimento dell’acqua attraverso le membrane è

sempre passivo, ed è generato dal gradiente di concentrazione dell’acqua stessa. Questo a

sua volta dipende dalla concentrazione dei soluti: l’acqua si muoverà contro gradiente di

pressione osmotica. Questi ioni sono quindi compartimentati nelle membrane.

Forza elettrochimica e trasporto: La compartimentazione dei soluti crea delle forze chimiche

(dovute ai gradienti di concentrazione) ed elettriche (l’interno della cellula è più negativo

rispetto all’esterno, quindi ci saranno attrazioni di cariche) a cavallo della membrana, che

permettono il trasporto passivo (secondo gradiente di concentrazione ed elettrico). Es. il

potassio è più concentrato all’interno della cellula, quindi la forza chimica sarà rivolta

all’esterno; quella elettrica invece sarà rivolta all’interno (è positivo quindi va verso le cariche

negative). Al contrario il sodio è più concentrato all’esterno della cellula, quindi sia la forza

chimica che quella elettrica saranno dirette verso l’interno. La forza elettrica può essere più o

meno forte a seconda del potenziale di membrana (più il potenziale di membrana è negativo,

più la forza sarà intensa) e della carica dello ione (il calcio, che è bivalente, verrà attratto con

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una forza superiore rispetto ad uno ione monovalente). La risultante delle due forze è la forza

elettrochimica, che è la sommatoria delle forze chimiche ed elettriche (se vanno nella stessa

direzione anche la forza elettrochimica andrà in quella direzione; se vanno in direzioni

opposte la forza elettrochimica andrà nella direzione della forza maggiore). Come si stabilisce

la forza maggiore? Le cellule “normali” non eccitabili hanno potenziale di membrana di -94

mV. A quel potenziale la forza elettrica sarà uguale e contraria alla forza chimica (forza

elettrochimica = 0) potenziale di equilibrio. Nel caso invece delle cellule eccitabili (neuroni)

il potenziale di membrana è -70 mV, quindi la forza elettrica sarà meno intensa e la risultante

sarà verso la forza chimica. I neuroni sono cellule particolari, perché sono in grado di far

variare il potenziale di membrana (e hanno più canali passivi per il sodio).

Il trasporto attraverso le membrane: I soluti passano attraverso le membrane secondo 3

modalità:

- Diffusione semplice: i soluti passano secondo gradiente. Sostanze non polari (O2, CO2).

Velocità: dipende da gradiente, superficie membrana, permeabilità.

- Trasporto passivo: secondo gradiente.

- Canali ionici: gli ioni carichi non possono passare liberamente, hanno bisogno di

canali proteici per passare. Anche l’acqua, che può passare per diffusione, in realtà

per la maggior parte passa attraverso le acquaporine importante perché

possono essere regolate.

- Diffusione facilitata: es. per il glucosio. Coinvolge proteine carrier, che riconoscono

selettivamente la molecola, cambiano conformazione e la portano dall’altro lato

della barriera. È un trasporto saturabile. I maggiori trasportatori di glucosio sono i

GLUT. Importante GLUT4, insulinodipendente: si trova su vescicole dentro la

cellula, quando l’insulina aumenta queste vescicole vengono traslocate alla

membrana, che si tappezza di questi GLUT e aumenta la capacità di trasportare

glucosio.

- Trasporto attivo: contro gradiente, richiede energia.

- Primario: servono pompe, es. pompa sodio/potassio ha 3 siti per il sodio e 2 per il

potassio, e usa ATP per portare sodio fuori e potassio dentro la cellula.

- Secondario: sfrutta il gradiente elettrochimico di un altro soluto, quindi non

consumano direttamente ATP. Es. cotrasporto sodio/glucosio: fanno entrare il

glucosio contro il proprio gradiente, sfruttando il gradiente del sodio (SGLT

sull’orletto a spazzola degli enterociti).

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2. IL SISTEMA NERVOSO (capitolo 7 libro)

Il sistema nervoso può essere diviso in centrale (SNC) e periferico (SNP). Il SNC è composto da

encefalo e midollo spinale; riceve input (afferenze) dagli organi sensoriali e dai visceri, integra

queste informazioni e manda output a muscoli e ghiandole. Il SNP è formato da cellule

nervose che garantiscono la comunicazione tra SNC e organi. Può essere afferente (info dagli

organi al SNC) o efferente (info dal SNC agli organi effettori). L’efferente può essere a sua

volta diviso in somatico (motoneuroni che regolano la contrazione del muscolo scheletrico) o

autonomo (cellule che regolano organi interni e vasi sanguigni, NON sono sotto controllo

volontario). L’autonomo può essere simpatico o parasimpatico.

È composto da neuroni (10%), le unità funzionali, e cellule gliali (90%), con funzione di

supporto. I neuroni sono cellule eccitabili, che comunicano tramite segnali elettrici detti

potenziali d’azione.

Neuroni: composti da corpo cellulare (contiene nucleo e organuli intracellulari, per sintesi

proteica e metabolismo cellulare), dendriti (ricevono afferenze da altri neuroni a livello di

giunzioni chiamate sinapsi) e un assone (invia efferenze ad altre cellule tramite potenziali

d’azione. Quando il potenziale arriva al terminale assonico, viene rilasciato un

neurotrasmettitore, che si lega alla membrana post-sinaptica di un altro neurone). I neuroni

possono essere afferenti (trasmettono info dai recettori sensoriali e viscerali al SNC), efferenti

(trasmettono info dal SNC agli organi effettori) o interneuroni. In genere i dendriti e il corpo

cellulare si trovano dove parte l’informazione, e l’assone dove deve arrivare. Gli interneuroni

sono il 99% di tutti i neuroni, sono nel SNC.

Cellule gliali: sono astrociti, cellule ependimali, microglia, oligodendrociti (SNC) e cellule di

Schwann (SNP). Astrociti: limitano il movimento di metaboliti attraverso la barriera

ematoencefalica; Microglia: proteggono SNC da batteri e detriti tramite fagocitosi; cellule

ependimali: rivestono internamente i ventricoli cerebrali, che contengono il liquor.

Oligodendrociti e cellule di Schwann formano una guaina di mielina attorno agli assoni, che

permette la trasmissione rapida del segnale. Questa guaina presenta interruzioni, i nodi di

Ranvier, attraverso cui passa in maniera saltatoria il segnale.

Potenziali di membrana: i potenziali possono essere potenziale a riposo o potenziale

d’azione.

- Potenziale a riposo: differenza di voltaggio a cavallo della membrana plasmatica di una

cellula a riposo. Abbiamo detto che il K per forza chimica tende ad uscire dalla cellula, e il

Na ad entrare. Le cellule normali però sono molto permeabili al K e poco al Na, quindi

uscirà molto K rispetto al Na che entra e quindi l’interno della cellula diventerà negativo.

Per questo il potenziale di riposo delle cellule normali è simile a quello del K, -94 mV. I

neuroni invece sono un po’ più permeabili al Na, quindi l’interno della membrana sarà

meno negativo e il potenziale a riposo sarà di -70 mV (intermedio tra quello del sodio, +60

mV, e quello del potassio).

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- Potenziale d’azione: rapida variazione del potenziale di membrana, prodotta dalla

depolarizzazione della membrana di una cellula eccitabile fino a un valore soglia. I neuroni

sono cellule eccitabili perché hanno canali per il sodio normalmente chiusi, ma che in certe

situazioni si aprono e lasciano entrare improvvisamente il Na, depolarizzando la

membrana canali attivi

Canali ionici sul neurone: possono essere attivi o passivi.

- Passivi: sono strutturali e sempre aperti. Creano il potenziale di membrana a riposo. Sono

localizzati su tutta la superficie del neurone, e ce ne sono tanti per il K e pochi per il Na.

- Attivi: specifici per certi ioni, possono aprirsi o chiudersi a seconda degli stimoli. Possono

essere:

- Chimici (o ligando-dipendenti): dipendono da un neurotrasmettitore, rilasciato nella

fessura sinaptica e che va a legare dei recettori che modificano l’apertura o chiusura

del canale. Responsabili del potenziale post-sinaptico. Si trovano su dendriti e corpo

cellulare.

- Elettrici (o voltaggio-dipendenti): si aprono quando il potenziale di membrana a livello

dell’assone raggiunge la soglia. Responsabili del potenziale d’azione. Si trovano

sull’assone.

L’apertura/chiusura di questi canali attivi genera due tipi di segnali elettrici con cui i neuroni

comunicano:

- Potenziali graduati: piccole modificazioni del potenziale di membrana che si verificano

quando i canali ionici si aprono o si chiudono in risposta ad uno stimolo (Nt, stimolo

sensoriale). Quindi sono i potenziali post-sinaptici. L’ampiezza della variazione dipende

dall’intensità dello stimolo. Il segnale diminuisce di intensità man mano che si propaga

(mentre il potenziale d’azione è tutto/nulla). Possono essere eccitatori (depolarizzanti) o

inibitori (iperpolarizzanti). Si sommano temporalmente (gli stimoli si succedono tanto

rapidamente che il potenziale graduato associato ad uno stimolo non si estingue prima

dell’arrivo del successivo); oppure la sommazione può essere spaziale (gli effetti degli

stimoli provenienti da aree del neurone vicine danno origine a potenziali graduati che se

contemporanei si sommano tra loro) se si raggiunge la soglia, l’assone farà partire il

potenziale d’azione.

- Potenziali d’azione: se i potenziali graduati raggiungono la soglia di -55 mV, “parte” il

potenziale d’azione (evento “tutto o nulla”). Abbiamo detto che lungo l’assone ci sono i

canali voltaggio-dipendenti, soprattutto quelli per il Na:

- Depolarizzazione: Si aprono i canali voltaggio- dipendenti per il Na+, che entra e

depolarizza la membrana e fa aprire altri canali per il Na+, fino ad arrivare ad un

picco di +30 mV.

- Ripolarizzazione: si chiude la porta a tempo del Na+, e i canali voltaggio dipendenti

per il K+, ricevendo lo stesso segnale di apertura di quelli del Na+, si aprono più

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lentamente (K esce dalla cellula) determinando una correzione del potenziale di

membrana. Quindi il potenziale di membrana inizia a scendere, diventando più

negativo (torna a -70mV).

- Iperpolarizzazione: il potenziale di membrana della cellula diventa più negativo

rispetto al suo potenziale di riposo, perché i canali voltaggio - dipendenti per il K+

sono più lenti e restano aperti più a lungo rispetto a quelli per il Na+.

Quindi alla radice dell’assone il potenziale raggiunge la soglia grazie a potenziali graduati,

ma poi, andando verso il terminale assonico, sarà la depolarizzazione data dal potenziale

d’azione stesso a generarne altri in tratti di membrana adiacenti.

Quindi abbiamo sia un feedback positivo (la depolarizzazione della membrana causa

entrata di Na con aumento della carica positiva nella cellula e quindi ulteriore

depolarizzazione) che un feedback negativo (la depolarizzazione causa uscita di K dalla

cellula, con successiva ripolarizzazione). →

Durante e dopo il potenziale d’azione la membrana è meno eccitabile che a riposo

periodo refrattario, fa sì che il potenziale si propaghi verso il terminale e non torni

indietro. Può essere:

- Assoluto: durante depolarizzazione e iperpolarizzazione, quando si chiudono le

porte a tempo per il Na e nessuno stimolo elettrico le può aprire: in questo periodo

non avviene nessun potenziale d’azione;

- Relativo: inizia con l’iperpolarizzazione, quando si aprono le porte a tempo e si

chiudono quelle voltaggio-dipendenti: in questa situazione è possibile che parta

un potenziale d’azione, ma è

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.pizzamiglio96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Battezzati Alberto.
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