Imperialismo e contesto internazionale pre Prima Guerra Mondiale
A seguito della Rivoluzione industriale si avvia il fenomeno dell’imperialismo colonialismo, direttiva di politica estera mirante all'accaparramento di territori oltremare ricchi di materie prime e manodopera ai danni di popoli ritenuti arretrati o selvaggi; tipica di alcuni stati europei, specialmente fra il 1870 e il 1914, grazie al quale nasceranno i grandi imperi europei. Le cause principali furono desiderio di crescita economica, militare, tecnologica e territoriale, spinte nazionaliste e concetto di razza.
Impero britannico
Il Impero britannico possedeva la flotta più grande del mondo e basi strategiche su tutti i mari, con colonie maggiori in India e Africa, e penetrazione commerciale in Cina.
Impero zarista
Il Impero zarista era un gigante euroasiatico ma con ambizioni limitate da alleanze anti-russe (Guerra di Crimea e Pace di Santo Stefano), arretratezza e instabilità interna.
Impero francese
Il Impero francese era caratterizzato da forte espansione economica e coloniale, con maggiori colonie in Africa (in contrasto con la Gran Bretagna), Indocina e Asia Minore. Nasce in risposta ad una sconfitta subita a Sedan (1870), la quale altera gli equilibri militari, politici ed economici della Francia e segna la definitiva ascesa della Prussia (che poi diventerà Germania) all'interno del sistema europeo.
Questa vittoria da parte della Germania segna l’inizio del ventennio “Bismarkiano”. Bismark, cancelliere tedesco, gestisce gli equilibri all’interno del continente europeo (tutti gli affari europei passano per Berlino). La sconfitta di Sedan lascia alla Francia non solo decurtazioni territoriali (Alsazia, Lorena), ma porta anche ad un crescente isolamento della Repubblica francese, uno dei principali obiettivi di Bismark sarà sempre isolare il più possibile la Francia in modo da evitare una contrapposizione come negli anni precedenti.
La Francia si trova a far fronte ad attori a lei ostili e perciò punta a riottenere il suo prestigio attraverso le colonie. Le posizioni francesi più significative si hanno in Africa Nord Occidentale in una direttrice orizzontale (ovest verso est). Il tentativo di questa direttrice orizzontale porterà i due attori Francia e Impero Britannico a scontrarsi in Sudan, a Fashoda, quando i britannici da nord e i francesi da ovest si incrociano e una deve cedere il passo all’altro. In questo contesto la leadership francese dimostra maturità, primo passo che segna un progressivo riavvicinamento che appariva impossibile. Altre importanti posizioni si trovavano nel Sud-Est asiatico (Indocina francese: Vietnam, Laos, Cambogia attuali), tentativo di estendersi nella parte sud-orientale cinese, e una parte del Medio Oriente: Il Levante e l’Asia Minore, contraddistinti da una vicinanza culturale molto forte, presenza di comunità cristiane, presenza di interessi economici francesi significativi.
Impero tedesco
Il Impero tedesco aveva una forte crescita demografica, scientifica, economica e militare, legami stretti con l’Impero Ottomano, penetrazione in Cina e Africa, concetto di "spazio vitale". La crescita economica e industriale della Francia la accomuna all’impero tedesco, incontestabilmente la prima potenza militare e politica del continente che ha registrato un’impetuosa crescita demografica ed economica e scientifica. La Germania rappresentava, agli occhi delle altre potenze, una vera e propria minaccia e godeva di ottimi rapporti con la Russia, l’Impero Austro-Ungarico, con l’Italia (relazioni italo-tedesche durante la Guerra in Crimea). La Germania rappresentava il perno dell’equilibrio di potere che caratterizza questi vent’anni di cancelleria Bismarkiana, nei quali il principio dominante è l’EQUILIBRIO, cercare di mantenere un fronte unito contro la Francia (elemento che destabilizzerebbe l’intero sistema).
Nonostante la sua crescita incredibile la Germania era un paese arrivato all’unità nazionale in ritardo rispetto agli altri (1870) e sconta questo divario (costante crescita ma enorme ritardo). È un paese accerchiato da nemici: a ovest Francia, a est Impero Zarista, stato egemone della massa euroasiatica (che più di tutti può aspirare alla leadership mondiale). L’ascesa tedesca (1866-1870 nella battaglia contro Austria-Ungheria) segna una diminuzione di status dell’Impero Austro-Ungarico che aveva una primazia riconosciuta.
Impero austro-ungarico
L’Impero Austro-Ungarico era uno dei più antichi esistenti che ha avuto nell’Europa centrale il proprio terreno di erezione. La potenza era dotata di un esercito significativo, era un Impero multietnico, in piena espansione (nel 1908 annette la Bosnia), arretrato da un punto di vista tecnologico, militare ed economico rispetto agli altri imperi. Si identifica come bastione della cristianità (legame forte con il Vaticano). Vi è la presenza di spinte disgreganti sempre più significative, infatti, nel 1866 la guerra Austro-Prussiana aveva obbligato Vienna a concedere una grande autonomia alle popolazioni ungheresi; perciò si passò dall’impero austriaco all’Impero Austro-Ungarico con la duplice monarchia.
Queste erano solo due delle comunità etnico-linguistiche più importanti dell’Impero, vi erano anche molte altre popolazioni (slavi, per esempio) che chiedevano la loro indipendenza. Le loro richieste diventarono sempre più pressanti nel corso del tempo. L’Impero si trovava a far fronte anche ad altre sfide significative che spingeranno Londra a rifiutare un’alleanza con Berlino. L’assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo porterà allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, egli non era solo l’erede al trono Austro-Ungarico, tra i suoi obiettivi vi era far sì che il modello di duplice monarchia austro-ungarica venisse adottato ad altre nazionalità presenti (le popolazioni croate, della Boemia). Tradizionalmente era vicino a Berlino e l’Impero zarista, nettamente ostile a Roma e Istanbul (perché il tentativo di superare Istanbul si scontra contro la presenza ottomana).
Impero ottomano
L’Impero Ottomano fino ai primi dell’800 si estendeva su buona parte dei Balcani, alla penisola anatolica, nella penisola arabica (Levante) e arrivava a parte del Nord Africa. Viene presentato come il "malato d’Europa", un impero ormai al collasso, destinato a frammentarsi, preda delle principali potenze; diviso da rivalità etniche, linguistiche e religiose; un impero multietnico e multiconfessionale. Subisce decurtazioni territoriali notevoli tra il XIX e XX secolo, ma è una potenza che trova al suo interno la forza per ricostituirsi, infatti attua una serie di riforme interne (sui diritti, stato civile) prendendo esempio dai modelli occidentali; guardando la Francia, la Germania, la Gran Bretagna dal punto di vista scientifico, economico, amministrativo.
L’Impero che sembrava essere vicino al collasso resisterà fino al 1918 (collasserà prima l’Impero Zarista che era il più solido). L’Impero Ottomano gode della protezione di attori esterni, quali Londra perché per Mosca l’Impero Ottomano era una barriera e perché vivevano popolazioni cristiane di fede ortodossa e Mosca si percepiva come erede di Roma che guardava a Costantinopoli. Berlino si sostituisce a Londra come protettrice di Istanbul (ex Costantinopoli) e in cambio di questa protezione si chiedevano concessioni e prestiti. La rivoluzione dei giovani turchi del 1908 attua un cambiamento significativo all’interno dell’Impero Ottomano. Il simbolo dell’asse tra Costantinopoli e Berlino era la linea ferroviaria che collegava Berlino a Baghdad, così importante perché rappresentava un elemento di congiunzione, la proiezione della potenza economica e Baghdad era un’area sempre più significativa perché qui si sono scoperti i giacimenti di petrolio.
L’Impero Ottomano era minacciato a Nord-est dalla Russia che tentava di penetrare nella penisola anatolica, a Nord-ovest dall’Impero Austro-Ungarico e a Nord Africa con i tentativi delle principali potenze europee (Francia, Impero Britannico, Italia), ma anche con spinte disgreganti interne molto forti: Albania, Macedonia, Bulgaria che acquisiscono l’indipendenza tardiva.
Potenze extraeuropee: USA e Giappone
Gli Stati Uniti registrano una crescita demografica (grande immigrazione da parte dei paesi europei), economica, industriale e tecnologica incredibile nel corso della seconda metà del 20esimo secolo. Insieme al Giappone compie i passi più significativi per quanto riguarda la modernizzazione. Gli Stati Uniti ritenevano di poter bastare a sé stessi praticando la politica dell’isolazionismo, l’idea che il nuovo mondo fosse tanto ampio, tanto ricco di opportunità che la sua principale preoccupazione dovesse essere l’isolarli dal resto del mondo. A questa impostazione ideologica non corrispondeva una eguale postura internazionale; perché dopo la guerra civile americana registriamo una crescita vertiginosa dell’espansione statunitense al di fuori dei confini tradizionali: acquisizione dell’Alaska, diverse isolette nel Pacifico che avevano un buon punto strategico, verso Est la guerra con la Spagna garantirà l’indipendenza di Cuba, la presa di Guantánamo, le Filippine (Asia Pacifico).
Attraverso la politica “PORTA APERTA” (1899) garantiamo eguali diritti, eguali opportunità a tutte le potenze esterne. Un altro elemento che va a contrastare la politica isolazionista statunitense è il ruolo che giocano nel 1905 quando fungono da mediatori tra due potenze che si scontrano: la Russia e il Giappone, a porre fine al conflitto è il trattato Shimonoseki.
Nello scenario asiatico del periodo l’apertura giapponese segue quella americana, questi ultimi mettono il Giappone in crisi; l’apertura forzata giapponese lo porta ad aprirsi al mondo occidentale, dal medioevo alla modernità su tutti i piani: riforme agricole, riforma sulle forze armate, riforme amministrative. Nel 1894-95 il Giappone si scontra apertamente con la Cina (l’impero di mezzo, percepito come il centrale nella scacchiera). La sconfitta cinese segna un cambiamento di status, una potenza periferica come il Giappone era riuscita a sconfiggere la prima vera potenza asiatica, obbligando anche essa ad aprirsi alle potenze occidentali e all’ingerenza giapponese che porta all’estensione di controllo su buona parte della Korea, sulle isole Pescadores e Taiwan.
All’inizio del XX secolo i due aspetti rilevanti della situazione internazionale sono:
- Predominio della Gran Bretagna
- Sviluppo della Germania come potenza in grado di contrastare Gran Bretagna
Sullo scenario internazionale si assistette a tre importanti eventi: la disgregazione dell’Impero Ottomano, i quali territori erano di interesse dei paesi europei; l’avvento della rivoluzione bolscevica in Russia (paese arretrato dal punto di vista politico, economico e militare es. sconfitta Russia da parte del Giappone) e l’emergere dei potenti Stati Uniti come principale forza economica e come portavoce di un nuovo ordine internazionale (14 punti di Wilson).
Gli Stati Uniti, che fino ad allora non si occuparono mai particolarmente di politica internazionale (gli unici rapporti con le potenze europee erano in ambito economico), furono costretti ad interessarsi con la loro entrata in guerra (principale: affondamento Lusitania da parte di sottomarini tedeschi).
A seguito della fine della Prima Guerra Mondiale la disgregazione dell’Impero Ottomano apriva al colonialismo inglese e francese il controllo del Mediterraneo orientale, ma lasciava scoperta la situazione della penisola arabica, la quale, a causa delle sue grandi risorse petrolifere, diventa oggetto di attenzione degli Stati Uniti, in contrasto con la Gran Bretagna.
Quanto alla fine dell’Impero Austro-Ungarico nasce lo stato indipendente serbo-croato-sloveno dominato dalla Serbia (presenti anche molte minoranze etniche). In sostituzione dell’impero crollato si creano stati abbastanza forti da essere utilizzati per la creazione del “cordone sanitario”. La Germania, sconfitta, cessava di essere la potenza internazionale eppure, contemporaneamente, diventava la potenza industriale più forte di Europa.
Fine equilibrio Weltpolitik
Out Bismark 1890 II: weltpolitik (politica di potenza) che mira a portare la Germania (Guglielmo) come potenza principale, mira a cambiare la situazione internazionale. Tale cambiamento era dovuto alla convinzione che la Germania fosse un Paese in crescita; perciò Guglielmo II e Bulow hanno come obiettivo lo sfruttamento delle rivalità delle potenze a favore dell’impero tedesco.
- Abbandona asse con Mosca
- Berlino non rinnova trattato, non è obbligata a legarsi con le altre potenze; riduce la possibilità della Russia di commerciale con la Germania, di penetrare nel suo mercato.
Questa era l’occasione tanto attesa dalla Francia, nel momento in cui il trattato non viene rinnovato Parigi inizia a corteggiare Mosca con capitali, prestiti, finanziamenti. Nel lasso temporale di 3 anni si assiste ad un avvicinamento sempre più forte franco-russo. Berlino raffredda anche i rapporti con Londra, Berlino comincia ad avere un peso specifico in Asia, nel Pacifico, in Africa, in Medio Oriente.
Le crisi periferiche
Sono definite crisi periferiche perché hanno luogo in aree che vengono percepite come marginali o esterne alla parte centrale del continente europeo. Dimostrano che il sistema internazionale non è stabile ed è in una fase di cambiamento profondo.
Guerra russo-giapponese del 1904-1905
Scoppia perché le due potenze si trovano ad agire nella stessa area di interesse (Manciuria, Corea e la penisola di Sachalin). Il predominio sulla Corea rappresenta uno degli elementi che mette Mosca e Tokyo in competizione. Il Giappone attacca la base navale di Port Arthur che rappresentava un punto geopoliticamente rilevante in quanto garantiva alla marina russa la possibilità di operare tutto l’anno e di non essere limitata dal fatto che i mari a nord fossero ghiacciati. L’attacco ha successo perché impedisce alla flotta russa di uscire dallo stretto.
Lo Zar ordina alla flotta posizionata a San Pietroburgo di raggiungere l’Estremo Oriente circumnavigando la massa euroasiatica per poi risalire dall’oceano Indiano e arrivare sino alla penisola coreana. Quando la flotta russa arriva a Fushima si verifica uno scontro che vede la sconfitta della Russia e la vittoria delle forze Giapponesi. L’impero zarista è costretto ad abbandonare la penisola di Sachalin, Port Arthur e qualsiasi velleità sulla Corea.
Due crisi marocchine (1905-1906-1911)
Nel 1904 l’intesa cordiale prevedeva che l’Impero Britannico abbandonasse ogni velleità sul Marocco e lo riconoscesse come area di interesse privilegiato sulla Francia. Nel 1905 Guglielmo II va in visita in Marocco e dichiara che sarebbe stato disposto a fare qualsiasi cosa pur di proteggere la sovranità e l’indipendenza. Questo viene letto come un messaggio nei confronti della Francia che porta alla Conferenza Internazionale di Algeciras che ha luogo nel 1905-1906 e soddisfa le richieste tedesche, ma l’influenza francese aumenta e la Germania realizza quanto effettivamente sia isolata perché nell’ambito di questa conferenza l’Italia, La Francia, la Russia e l’Impero Britannico si schierano in un’unica direzione in ostilità alla Germania.
Nel 1911 Guglielmo II ordina l’invio al largo di Agadir di una cannoniera. È un messaggio diretto: egli non vuole che si alteri l’equilibrio in Marocco. Viene riconvocata una nuova conferenza dove il Marocco si trasforma in una sorta di protettorato diviso a metà tra Francia e Spagna e alla Germania vengono riconosciuti i possedimenti in Africa Centrale.
La Rivoluzione dei Giovani Turchi (1908)
Porta all’ingresso di una nuova classe dirigente all’interno dell’Impero Ottomano che per quanto legata ai valori dell’ottomanismo ha ben presente che il nucleo fondante del sistema ottomano è composto da popolazioni di lingua e cultura turca e preme per una ridefinizione profonda degli equilibri dell’Impero. Questo momento sarà uno dei fattori che favoriranno il consolidamento dell’asse tra Costantinopoli (Istanbul) e Berlino. Questo momento di transizione indebolisce l’Impero e questa situazione viene sfruttata dall’Impero Austro-Ungarico per dichiarare l’annessione della Bosnia-Erzegovina all’Impero. Vienna già amministrava la Bosnia ma questa era formalmente sotto la sovranità ottomana. Alla Bosnia-Erzegovina erano interessati anche i russi, i serbi, l’Italia.
Nel 1912 il Regno d’Italia conquista le zone litoranee dell’attuale Libia. Le forze ottomane danno vita ad una resistenza molto dura e Roma si vede costretta a mandare la propria flotta a Rodi.
Prima-Seconda guerra balcanica (1912-1913)
Il primo conflitto avviene in seguito alla formazione della lega balcanica che vede l’alleanza tra Serbia, Montenegro, Bulgaria, Grecia, nazionalisti albanesi e macedoni contro l’Impero Ottomano che in questa fase controllava ancora tutti questi territori. Il primo conflitto si risolve con una sconfitta delle forze ottomane che vengono estromesse dalla quasi totalità dei territori che avevano in Europa.
I territori vengono spartiti tra le potenze vincitrici ma questa spartizione non incontra il gradimento della Bulgaria che riteneva di aver condotto uno sforzo bellico superiore rispetto agli altri e che quindi dichiara guerra agli altri membri della lega balcanica (Seconda guerra balcanica). La Bulgaria verrà sconfitta e le forze ottomane ne approfittano per recuperare parte dei territori perduti.
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