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Rilevazione delle informazioni

Per rilevare informazioni il ricercatore si avvale di tecniche:

Definizione di tecnica

Complesso più o meno codificato di norme e modi di procedere, riconosciuto da una collettività, trasmissibile per apprendimento, elaborato allo scopo di svolgere una data attività manuale o intellettuale di carattere ricorrente.

La tecnica si distingue per i seguenti elementi:

  • Codificazione (è scritto come funziona e come si applica);
  • Condivisione da parte di una comunità;
  • Possibilità di insegnare il funzionamento;
  • Carattere ricorrente dei problemi;

Tipologie di tecniche

Si possono distinguere: tecniche di rilevazione e tecniche di analisi.

Tecniche di rilevazione

Sono le procedure mediante le quali si producono i dati che successivamente verranno sottoposti ad analisi.

Tecniche di analisi

La successiva fase di analisi presuppone dunque l’esistenza di dati e consiste nella loro elaborazione. La statistica si situa in questa fase, essa è costituita da un insieme di tecniche per l’analisi dei dati.

Entrambe comportano una semplificazione della realtà. Nella rilevazione si selezionano solo alcuni elementi della realtà da studiare, le relative informazioni prendono la forma dei dati, questi ultimi vengono manipolati e sintetizzati dall'analisi. Le tecniche di analisi statistica dei dati, presuppongono infatti, che le informazioni da sottoporre ad analisi, siano state registrate e organizzate in una matrice dei dati.

Rilevazione dei dati

La rilevazione dei dati si basa su 3 tipologie di elementi:

  • Proprietà: Le caratteristiche (età, genere, colore capelli, etc.).
  • Stati: Oggetto analizzato sui quali si rilevano informazioni (ad esempio: individui).
  • Unità: Dati o valori caso.

L’ambito spazio-temporale e l’unità determinano la popolazione di riferimento, una volta definita questa, il ricercatore può decidere di rilevare informazioni su tutti gli oggetti che appartengono alla popolazione di riferimento, oppure su un sottoinsieme: il campionamento.

Operativizzazione

Trasformazione di proprietà in variabili.

Esempio:

  • Proprietà: Titolo di studio
  • Variabile: Modalità - Valore
    • Senza titolo - 1
    • Elementare - 2
    • Media - 3
    • Diploma - 4
    • Laurea - 5

Quindi per variabile si intende una proprietà operativizzata.

Tipi di variabili

Variabile nominale

  • Stati discreti (ovvero non assume stati intermedi) non ordinabili (stati che non si possono ordinare). L’operazione che permette di passare dalla proprietà alla variabile in questo caso si basa sulla classificazione. Essa consiste nell’individuazione di un insieme di classi che corrispondono agli stati che una proprietà può assumere, quindi le classi corrispondono alle modalità.
  • Queste classi devono possedere 2 requisiti:
    • Esaustività (ovvero ogni caso deve poter essere collocato in una classe);
    • Mutua esclusività (ovvero le classi devono poter essere individuate in maniera tale da rendere impossibile l’appartenenza di un caso a più classi).
  • Esiste un caso particolare di variabile nominale ed è quello in cui sono solo 2 le modalità: ad es. maschio e femmina. Queste variabili sono dette dicotomiche.

Variabile ordinale

  • Stati discreti ordinabili, quindi le modalità della variabile sono ordinabili.

Variabile cardinale

  • I valori numerici assegnati alle modalità hanno pieno significato numerico (ad es: età, reddito, numero figli , etc).

Matrice dei dati

La matrice dei dati è un insieme rettangolare di numeri, in cui nella riga abbiamo i casi e nella colonna le variabili, in ogni cella, derivante dal loro incrocio, abbiamo un dato (valore registrato per un particolare caso e una particolare variabile).

Per la costruzione della matrice dati è necessaria la stessa unità di analisi e su tutti i casi devono essere state rilevate le stesse informazioni. L’operazione di inserimento del materiale empirico grezzo in una matrice dati viene chiamata codifica e avviene con l’ausilio del codice. Il codice è un documento che indica la posizione di ogni variabile e assegna, ad ogni modalità di ogni variabile, un valore numerico.

Fonti statistiche

Nel 1989 la statistica ufficiale in Italia ha subito una trasformazione con l’istituzione del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN), avente l’obiettivo di coordinare tutte le competenze e le attività di raccolta dati nei vari organismi della PA. In questo quadro l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) è diventato un organismo del SISTAN.

L’ISTAT coordina la raccolta di informazioni in molti enti pubblici e ospita nelle sue pubblicazioni i dati statistici più rilevanti prodotti da questi enti. La pubblicazione di base dell’ISTAT è l’Annuario Statistico Italiano e un’altra importante pubblicazione è il Bollettino Mensile di Statistica che ha la funzione di pubblicare le statistiche che successivamente verranno presentate nei rispettivi annuari.

L’ISTAT conduce i censimenti con cadenza decennale e pubblica annuari su: nascite, decessi, matrimoni, divorzi. Annuari attinenti alla giustizia, al sistema scolastico, al lavoro, ai consumi e ai bilanci familiari, etc. Della produzione e diffusione delle statistiche elettorali si è sempre occupato il Ministero dell’Interno.

Eurostat/Unione Europea, Internazionale/OCSE, Organizzazione per alimentazione e agricoltura/FAO, Ufficio Internazionale del lavoro/BIT, Statistiche Sanitarie/OMS, Statistiche Istruzione/UNESCO, etc.

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/01 Statistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FUTHURA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Bove Ettore.
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