DENTRO IL BULLISMO
Introduzione:
L'individuo che cresce e si forma nella società della globalizzazione dovrà confrontarsi con un campo di differenze e legami grandi che sono impossibili da abbracciarli. L'azione del singolo dipende dalla società. Tutto riflette sulle nuove generazioni e sul processo di socializzazione che non ha più come effetto lo sviluppo dell'essere sociale ma è quello di mantenere l'essere individuale. Il bullismo è presente in tutte le culture. Il BULLISMO inteso come una manifestazione di gruppo in cui la sicurezza e la fiducia i soggetti coinvolti vengono messi a dura prova nascondendo il disagio dei giovani che si trovano nell'incapacità di riconoscere le proprie emozioni. Il bullismo è un problema relazionale che richiede delle soluzioni nella relazione stessa. Le cause degli atteggiamenti aggressivi sono tipici di questo fenomeno. Per poter comprendere il bullismo bisogna individuare i comportamenti bulistici presenti nei gruppi infantili e adolescenziali. Molti adolescenti con un'identità instabile assumono il ruolo di bullo. I loro comportamenti possono essere processi di socializzazione che si è formato in un processo di auto-socializzazione. Questo libro parla di analizzare i comportamenti che formano il bullismo come un processo sociale. La prima parte del libro riguarda il problema nel contesto sociale partendo dal carattere socio-culturale della devianza. C'è la trattazione sul CYBERBULLISMO e sulle caratteristiche che si differenziano dal bullismo tradizionale. L'oggetto della seconda parte del libro sono le attività di ricerca e i progetti che dimostrano una presa in carico del problema da parte delle istituzioni. La terza parte del libro lascia la parola agli esperti, agli educatori che propongono attività ed esperienze sperimentate in alcune scuole del Piemonte. Le attività proposte hanno coinvolto gli alunni attraverso il circuito sociale che possono risultare allo sviluppo di una serie di competenze individuali, sociali e scolastiche.
Prima parte:
Capitolo primo:
Tutti i bambini hanno il diritto a un'educazione e tutti hanno il diritto alla sicurezza. Nessuno di loro dovrebbe temere alle molestie in un ambiente educativo. Nel 1972 un medico Heinemann fece delle osservazioni delle aggressioni tra bambini nel cortile della scuola e subito dopo gli educatori iniziarono a interrogarsi su questi comportamenti. Heinemann descrisse questo comportamento con il termine MOBBING che deriva dal verbo circondare, assalire, accerchiare, assediare etc. Il norvegese Dan Olweus estese la definizione del MOBBING anche per gli attacchi di un singolo contro un altro singolo. Le ricerche vennero ampliate a dei comportamenti, di isolamento sociale e questi comportamenti si raffigurano col termine di BULLYING termine che tradotto in italiano è detto BULLISMO. I comportamenti presi in considerazione sono di tre tipi:
- aggressioni fisiche dirette
- aggressioni verbali dirette
- aggressioni indirette o relazionali.
Il BULLISMO è una forma di vittimizzazione. Un bambino o un ragazzo si può definire oggetto di azioni di bullismo quando viene esposto nel corso del tempo alle azioni offensive da parte di uno o più compagni. Il BULLO è il soggetto che adotta dei comportamenti di prevaricazione (esempio le minacce, i ricatti etc) e invece la VITTIMA cioè il soggetto che subisce questi comportamenti di prevaricazione. Accanto ai bulli troviamo i GREGARI cioè sono i soggetti che assumono il ruolo di fiancheggiatori del bullo non essendo i protagonisti di delle azioni. Queste azioni sono viste dagli SPETTATORI cioè gli osservatori passivi degli eventi che omettono l'intervento di soccorso nei confronti della vittima. Tra gli spettatori troviamo i SOSTENITORI che rinforzano il comportamento del bullo e i DIFENSORI che cercano di consolare la vittima o di far cessare le prepotenze. Il fenomeno ha manifestazioni dalla scuola dell'infanzia e può continuare fino a tarda adolescenza. Il termine BULLISMO indica il fenomeno delle prepotenze tra pari nell'infanzia e nell'età adulta. Il bullismo non va confuso con il semplice esercizio di azioni violente o illegali o con atti di vandalismo. Per poter parlare di bullismo è necessario che siano presenti all'interno del gruppo dei comportamenti di prevaricazione che coinvolgano gli stessi soggetti nei medesimi ruoli e che riguardano una relazione asimmetrica tra il bullo e la vittima. Gli attori possono essere i singoli individui o gruppi di individui sia per le vittime sia per i bulli. Dove I bulli agiscono in gruppo formano coalizioni contro le vittime. Ci sono varie forme di bullismo:
- psicologico comportamenti di esclusione dal gruppo, maldicenza, manipolazione dei rapporti sociali ed è prevalentemente femminile;
- verbali è caratterizzato da prese in giro con cattiveria, minacce, ricatto e vengono usati sia per I maschi e femmine;
- fisico è caratterizzato da aggressioni, scherzi pesanti, furti, violenza fisica etc è prevalentemente maschile.
È presente nel bullo un'intenzione di dominare la vittima. Il bullo in genere è il leader. La vittima fa fatica.
DENTRO IL BULLISMO
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