INTRODUZIONE
Dai personal computer, agli aerei, alle auto oggi è impensabile che un prodotto sia realizzato
L’innovazione è in misura
solo attraverso le attività di R&S di una singola impresa.
sempre più maggiore frutto del contributo congiunto di una rete di attori con
competenze e risorse complementari. Utilizzare fonti esterne di innovazione si è rivelato
fondamentale per accelerare processi di sviluppo ed espansione. (si pensi ai produttori di
personal computer Dell o HP, loro e i loro clienti hanno beneficiato nel poter integrare i
microprocessori prodotti da intel).
PARTE PRIMA: IL QUADRO TEORICO: STRATEGIA E ORGANIZZAZIONE PER
L’INNOVAZIONE DEI PRODOTTI COMPLESSI
è ormai pratica diffusa dagli anni 90 per le imprese affrontare i processi di innovazione
attraverso il ricorso sistematico a fonti esterne. Evoluzioni del mercato e tecnologiche hanno
esercitato forte pressione sul management delle imprese affinché abbandonassero la loro
inclinazione autarchica per fare leva sull’outsourcing e sull’innovazione distribuita (si intende
tra più attori).
Langlois (2003) mostra come il nuovo scenario tecnologico e di mercato abbia indotto molte
imprese ad adottare modelli di business basati sul ricorso a fonti esterne dove il ruolo
offerta dai fornitori
centrale in questo sviluppo è attribuito all’innovazione dalle attività
di produzione a quelle di progettazione e componenti. “lean product
Questa idea nasce in giappone negli anni 80-90 con le pratiche di
development” ovvero quelle implementate da toyota i cui successi in termini di performance
di sviluppo prodotto sono state spesso associate al coinvolgimento dei fornitori.
La maggior parte dei benefici operativi infatti sono riconducibili alla specializzazione dei
fornitori sulla tecnologia di componenti e sistemi; soprattutto nel caso dei prodotti
complessi gli OEM (original equipment manufactor) beneficiano dell’esternalizzare
anziché mantenere tutte le competenze necessarie in-house perché costoso, complesso dal
punto di vista organizzativo e dai tempi lunghi.
i vantaggi dell’outsourcing per gli OEM sono:
Quindi riassumendo
● Miglioramenti nella qualità e affidabilità sia dei processi di sviluppo sia
dell’output grazia alla conoscenza specializzata di prodotto e processo detenuta da
ogni fornitore;
● generazione di nuove idee e aumento della probabilità di realizzazione grazie
alla coesione di conoscenze tra fornitori e OEM;
● riduzione tempi di sviluppo;
● aumento della flessibilità strategica grazie ad un ampio portafoglio di fornitori.
2. ELEMENTI DI COMPLESSITÀ’ E RISCHI NELLA GESTIONE
DELL’ESTERNALIZZAZIONE
L’esternalizzazione della progettazione ai fornitori si inquadra in un contesto generale di
reingegnerizzazione del processo di sviluppo prodotto in cui le metodologie di
progettazione, gli orizzonti tecnologici e le scelte organizzative sono integrate. “lean
La letteratura ha enfatizzato come chiave per una corretta implementazione del
product development” l'esigenza che gli OEM procedessero attraverso una
in funzione dell’oggetto/processo
segmentazione e classificazione dei fornitori di
fornitura, della sua complessità e rilevanza:
● commodities o componenti standard: basso grado di interdipendenza e relazioni
di mercato;
● componenti non standard: forte interdipendenza e partnership.
La segmentazione e la governance della relazione sono caratterizzate da:
● motivazioni per cui i fornitori sono coinvolti nella progettazione e quindi alle
attività oggetto di esternalizzazione: quanto alla scomposizione di prodotto ed
esternalizzazione di compiti di progettazione e produzione le spinte possono essere
di natura finanziaria (es ridurre asset di OEM) di natura produttiva (facilitare
assemblaggio), marketing, progettazione;
● possibilità di operare una scomposizione del prodotto stabile a cui
corrisponda una data tipologia di fornitura: in caso di prodotti ad alta complessità
(es sistemi di propulsione) è difficile individuare un’indipendenza dei sistemi e la loro
separabilità tecnica dal resto del prodotto (in quelli a complessità bassa come es
pneumatici quindi commodities è meno problematico).
E’ qui che emerge il lato negativo dell’esternalizzazione ovvero un’area grigia dove
regna incertezza e dinamismo tecnologico dei componenti-sistemi che formano il prodotto e
sull’evoluzione del prodotto nel suo
degli effetti imprevedibili che ciò può comportare
complesso. Iimplica dover fronteggiare incertezza sulle dinamiche tecnologiche e sul set di
competenze che OEM e fornitori dovranno tenere sotto controllo.
Lo svantaggio principale è il bisogno per gli OEM di investire maggiori risorse nel
coordinamento dei task di sviluppo, l'esternalizzazione della progettazione infatti porta a
una dispersione della conoscenza specialistica e delle competenze tra OEM e fornitori,
di conseguenza per gli OEM di dover integrare conoscenza molto più frammentata.
La dispersione della conoscenza e la sua integrazione da parte degli OEM porta a due
problemi:
● incapacità di integrare per gli OEM componenti e sistemi con implicazioni
negative in termini di costi e tempi di sviluppo;
● la perdita della conoscenza sistemica sul prodotto possono portare gli OEM a
incontrare difficoltà nello specificare e valutare le caratteristiche dei prodotto e a
identificare le offerte più qualificate fino alla perdita della capacità di sviluppo in-
house.
Questo ci porta a due loop:
● Loop della dipendenza: dove vi sono seri problemi di coordinamento dei fornitori a
causa di una sostanziale dipendenza da essi;
● sono massimizzati i benefici legati all’outsourcing e
Loop della indipendenza: dove
minimizzati gli effetti collaterali negativi. Tale capacità risiede nella rappresentazione
delle competenze che l’OEM mantiene in-house.
3. REQUISITI PER L’INTEGRAZIONE DI SISTEMA
al filone dell’economia dell’innovazione identifica nella
La letteratura ricondotta
diversificazione tecnologica la risposta delle imprese alle minacce connesse alle nuove
condizioni di mercato e tecnologiche, tali studi rilevano la tendenza degli OEM a divenire
imprese multitecnologici che convergono nello sviluppo di tecnologie simili. Secondo Pavitt
(1998) il vantaggio competitivo delle imprese si basa sulle caratteristiche
organizzative distintive più che sulle competenze tecnologiche distintive.
In questo contesto il concetto di sistema integrato viene considerato il paradigma strategico
organizzativo consolidato ossia la competenza dell’OEM di integrare componenti, sistemi
e moduli sviluppati all’interno di un network.
L’INTEGRAZIONE DI SISTEMA COME CORE COMPETENCE
4.
La letteratura che ha affrontato gli aspetti manageriali e gestionali dell’innovazione ha dato
centralità alla relazione esistente tra:
- architettura di prodotto
conoscenza architetturale (conoscenza approfondita che permette all’impresa di
- identificare i componenti del prodotto e come coordinarli);
- conoscenza specifica sui componenti.
Secondo Henderson e Clark per gestire l’innovazione è necessario che le imprese
sviluppino una base di competenze tecnologiche per sviluppare i componenti core e
dall’altro competenza a più ampio spettro per essere pronte a sviluppare architetture nuove
e innovazioni radicali. La base di competenze tecnologiche per sviluppare i componenti
si basa sul fatto di lasciare l’onere ai fornitori di specializzarsi sui singoli componenti.
La conoscenza architetturale come core competence dell’impresa a gestire con
successo l'innovazione distribuita per le imprese che innovano attraverso network di
fornitori è il primo passo per beneficiare dell’esternalizzazione.
Focalizzarsi su alcune attività core ed esternalizzare le restanti significa anche che per le
attività di progettazione o produzione che sono esternalizzate che le competenze sottostanti
non sono mantenute più in-house quindi va tenuto in considerazione che vanno selezionate
di competenze che devono essere mantenute all’interno
un sub-set se no si rischia di
finire nel loop della dipendenza.
4.1 Il ruolo dell’architettura di prodotto
*modularità: caratteristica di un sistema o di un programma che si compone di unità distinte, ognuna delle
quali assolve in genere un compito specifico ed è capace di interagire con le altre.
dell’architettura di prodotto ha rappresentato la
Per molti studiosi la modularità
risposta a tutte le sfide poste dall’innovazione distribuita. Secondo la letteratura le
implicazioni connesse con l’utilizzo di architettura di prodotto modulari nei processi di
innovazione è che producono una serie di vantaggi:
● la standardizzazione genera un’allargamento di
Riduzione dei costi di sviluppo:
competizione tra fornitori con una riduzione conseguente di costi e anche grazie a
economie di scala permesse da standardizzazione;
● essendo i moduli indipendenti uno dall’altro è
Riduzione tempi di sviluppo:
possibile portare avanti lo sviluppo in modo parallelo e con diverse velocità e team;
● Maggiore flessibilità organizzativa e coordinamento: la modularità permette di
trattare le diverse attività come indipendenti.
L’ultimo aspetto è quello più rilevante perché favorisce la flessibilità organizzativa e
l’outsourcing ovvero la possibilità per le imprese di allocare compiti all’interno o
dell’impresa facendo leva per il coordinamento sulle caratteristiche dell’architettura
esterno
di prodotto intesa come la scomposizione di compiti di progettazione con lo scopo di
semplificare le attività di problem solving tecnico.
→ L’architettura di prodotto rappresenta in tale contesto il ruolo predominante nelle
scelte di allocazione di compiti di progettazione (le decisioni concernenti quali unità
organizzative interne o esterne realizzeranno le attività di progettazione).
l’architettura del prodotto influenza e determina la scomposizione delle attività
Quindi la loro organizzazione e anche la struttura dell’industria.
di progettazione,
Ma non sempre la modularizzabilità porta dei vantaggi o può sempre essere utilizzata:
● Nel caso di architetture di prodotto modulari (es PC) è possibile procedere verso
strategie di outsourcing in cui i fornitori sviluppano in modo indipendente componenti
e sistemi (sostanzialmente pezzi standard);
● Nel caso di architetture di prodotto integrali (es automotive) è inevitabile
ricorrere a forme organizzative maggiormente integrate verticalmente a causa della
difficoltà di conciliare non tanto il fit fisico dei componenti esternalizzati quanto il
funzionamento complessivo del prodotto.
4.2 La relazione tra conoscenza specifica sui componenti e conoscenza architetturale
Alla radice dell’idea che l’architettura del prodotto debba guidare l’allocazione dei compiti
della progettazione vi è l’osservazione delle caratteristiche e dei benefici delle architetture
che , poiché la corretta scomposizione
modulari. Il passo successivo consiste nell’osservare
dei compiti richiede un’approfondita conoscenza architetturale, le scelte di allocazione dei
compiti di progettazione richiedono che l’OEM sviluppi prevalentemente tale conoscenza
architetturale esternalizzando quelle dei componenti.
Ovvero è osservato che tipico degli integratori di sistema è che l’impresa abbandoni il
controllo in profondità sulla progettazione e la produzione dei componenti a favore
della conoscenza necessaria ad integrare moduli prodotti da altri nella supply chain.
In altre parole è la conoscenza architetturale a risultare chiave al fine di realizzare con
successo l'integrazione di sistema e non quella relativa ai componenti.
La conoscenza specifica sui componenti non deve essere tuttavia tralasciata, alcuni
studi condotti su toyota hanno confermato che la conoscenza specifica sui componenti è
importante nel caso di novità tecnologiche in quanto la nuova tecnologia essendo meno
nota pone problemi nella gestione delle interdipendenze con gli altri componenti.
5. TEMI CHIAVE E QUESTIONI APERTE
In conclusione emerge un quadro in cui le imprese incontrano difficoltà nel trovare il
giusto equilibrio nelle loro strategie di esternalizzazione della progettazione:
● Benefici nel caso di architetture di prodotto modulati alcuni OEM riescono a
specializzarsi nella conoscenza architetturale e su come integrare i componenti
modulari mentre i fornitori possono specializzarsi sulla competenza specifica sui
componenti. Architettura di prodotto modulari (con interfacce standard)
favoriscono l’outsourcing, fonti esterne di innovazione;
● Benefici in-house di progettazione che garantisce opportunità di apprendimento
(learn by doing) che favorisce lo sviluppo di competenza specifica sui componenti.
La conoscenza sui componenti è comunque fondamentale in qualunque caso:
● Aumenta la capacità dell’impresa di comprendere e reagire a sviluppi tecnologici;
● contribuisce alla costruzione della conoscenza architetturale e alla capacità di
seguire l’evoluzione dell’architettura tecnologica dei componenti;
● RIduce possibili differenze in termini di conoscenza specifica sui componenti coi
fornitori.
La letterature conclude evidenziando che nel caso di sviluppo di prodotti che non presentano
un’architettura modulare (quindi non standard) gli OEM debbano mantenere alta la base di
conoscenza (quindi in-house). Ciò però ha molti costi in termini di risorse umane ed
investimenti.
Le imprese quindi nella realtà sv
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