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ANTONIO TABUCCHI

Requiem (1991)

Sinossi dell’opera

In uno stato a metà tra coscienza e incoscienza, tra l’esperienza del reale e la percezione del sogno, un uomo

si trova a mezzogiorno, senza sapersi spiegare come, in una Lisbona deserta e torrida di un’ultima domenica

di luglio. Sa di avere azioni da compiere l’ultima soprattutto: l’incontro con un personaggio illustre e scom-

parso che forse, come tutti i fantasmi, si presenterà solo a mezzanotte, ma non ha idea di come compierle. Si

affida così al flusso del caso, secondo una logica che segue le libere associazioni dell’Inconscio. E si trova a

compiere un percorso che lo porta a vivere il ricordo nell’attualità di quella giornata, a riandare ad alcune tappe

fondamentali della sua vita, a cercare di sciogliere i nodi irrisolti all’origine del suo stato allucinatorio.

Titolo e sottotitolo

➢ Requiem: il requiem è una messa secondo il rito liturgico della Chiesa cattolica eseguita e celebrata in

fuori dal normale: oltre che una “sonata”

memoria del defunto. In questo caso, si tratta di un requiem

“nel

è anche un sogno, corso del quale il mio personaggio si trova a incontrare vivi e morti sullo stesso

piano”. Non è eseguito come un requiem solenne, non è suonato con l’organo delle cattedrali, ma con

un’armonica, che si può tenere in tasca, o con un organetto, che si può portare in strada.

➢ Un’allucinazione: l’allucinazione sta a indicare che quello di cui ci parlerà l’autore può essere frutto

della fantasia. La vicenda è infatti narrata come se fosse un sogno, un’allucinazione, ma, allo stesso

tempo, vi è un’estrema realtà nella descrizione del paesaggio e di quello che circonda il protagonista.

Nota dell’autore

È importante notare che il romanzo inizia con una nota, fondamentale perché ci fornisce una serie di informa-

zioni chiave per comprendere il racconto. Tabucchi di frequente apre i suoi scritti con degli apparati parate-

stuali; essi infatti gli servono per annunciare quello di cui parlerà e per ritagliarsi uno spazio per parlare diret-

tamente col lettore. È chiaramente stratagemma per richiamare l’attenzione del lettore poiché, in questo modo,

l’autore lo orienta nella lettura: gli dice come deve leggere e cosa deve aspettarsi da questo romanzo. A pro-

posito del paratesto, Gérard Genette afferma che esso rappresenta un’influenza, se non una manipolazione

inconscia che ci obbliga a leggere la storia così come l’autore l’ha pensata.

Dalla nota si ricavano le seguenti informazioni:

➢ si ricava dal “io”.

Introduzione dell’io narrante*: la certezza assoluta della manipolazione dell’autore

Sappiamo bene che la letteratura fantastica sa che per essere credibile deve essere raccontata in prima

persona: il protagonista deve aver vissuto gli avvenimenti per poterli raccontare.

➢ “è

Indicazione dello spazio-tempo: una domenica di luglio in una Lisbona deserta e torrida”. Si può

presupporre dunque che il caldo possa aver dato vita all’allucinazione. Tabucchi, a proposito di questo

“oltre che un’allucinazione,

romanzo, afferma: il romanzo è anche un vagabondaggio preciso attra-

verso la città”. Lisbona è lo sfondo referenziale dell’azione: il personaggio gira in luoghi noti incon-

trando personaggi appartenenti al proprio passato. Per Tabucchi, Lisbona rappresenta una città molto

cara: qui ha vissuto un lungo periodo come professore universitario di lingua e letteratura portoghese;

conosceva quindi benissimo il portoghese e la sua cultura. Questa città non è solo lo sfondo narrativo

della vicenda, ma è anche lo sfondo esperienziale della vita di Tabucchi.

➢ Indicazione della lingua originale: Tabucchi scrive questa storia in portoghese, una lingua a lui cara

“un ”. “ho

poiché rappresenta luogo di affetto e di riflessione Afferma poi che: capito che non potevo

1

nella mia lingua [italiano], e che avevo bisogno di una lingua differente”. Poi: “una

scrivere Requiem

storia come questa avrebbe potuto essere scritta solo in portoghese, e basta”.

➢ “nel corso del quale il mio personaggio si trova

Indicazione del tipo di viaggio: il racconto è un sogno

incontrare vivi e morti sullo stesso piano”.

a Sappiamo che la letteratura di viaggio è estremamente

reale ma, accanto a questa parte, esiste un altro aspetto che ha a che fare con l’inconscio. Per convin-

cerci che quest’aspetto sia reale, Tabucchi si avvale del dialogo, l’espressione massima della realtà.

➢ “oltre

Indicazione del motivo del viaggio: scrivere un requiem, che una sonata”, cioè un’orazione che

poteva essere sviluppata solo sotto forma di romanzo. Ricorre poi a citare un altro autore, Drummond

“come

de Andrade, per giustificare la sua scelta. L’ultima frase, ci perdiamo, si è perduto”, ci fa capire

cosa succede al protagonista e cosa succederà anche a noi. Anche in Notturno indiano, altro romanzo

famoso di Tabucchi, il personaggio si perde e si ritrova. È sempre presente questo filo conduttore, cioè

il cercarsi e perdersi e la paura di essere ritrovati.

Questa nota rappresenta una sorta di riassunto con indizi che vengono lasciati in sospeso e si ritrovano nella

lettura del romanzo. Da questa nota, si capisce che tutto gioca attorno alla dimensione onirica.

Elenco dei personaggi

Dopo la nota, l’autore presenta, attraverso un elenco, i ventitré personaggi che troveremo nella vicenda. Si ha

dunque: Il Ragazzo Drogato, Lo Zoppo della Lotteria, Il Tassista, Il Cameriere della Brasileira, La Vecchia

Zingara, Il Guardiano del Cimitero, Tadeus, Il Signor Casimiro, La Moglie del Signor Casimiro, Il Portiere

della Pensione Isadora, La Isador

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mlaulm di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zangrandi Silvia.
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