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Tommaso Landolfi - La pietra lunare (1939)

Il culto della parola per Landolfi

Per Landolfi, la parola ha un rispetto sacro. In quanto segno di potenza, ha per lui un valore importantissimo. Solo la parola tenta di fissare i contorni sfuggenti di una realtà che spesso fa apparire le cose come non sono. La vita stessa è difficilmente catalogabile, in quanto non sempre si riesce a trovare una spiegazione a quello che succede. Se la vita è mancanza di spiegazioni, l’arte dovrebbe provare a colmare questa mancanza. Da qui nasce il culto della parola.

Calvino è stato uno dei più grandi stimatori di Landolfi. A proposito delle sue opere, Calvino sosteneva che, sebbene fossero una maschera del vuoto, in quanto nascondevano l’impossibilità di capire qualcosa, creavano un mondo fatto di parole. Capita spesso, leggendo le opere Landolfi, di trovarsi davanti a parole arcaiche, alte e poco utilizzate, ma che pur sempre appartengono al vocabolario. Sembra che quelle parole siano lì ad aspettare qualcuno che le colga. Landolfi riesce a farlo, accostandole molto facilmente. La difficoltà nel leggere Landolfi è proprio di tipo lessicale.

Esempi nei suoi romanzi

  • La piccola apocalisse (racconto contenuto in Dialogo dei massimi sistemi): in questo racconto la parola è legata alla figura di una strana donna. L’autore cerca disperatamente la parola giusta al momento giusto. In lui si nasconde un vero e proprio tormento nel cercare la parola esatta, perché solo quella può dare l’idea di ciò che si vuole raccontare. La ricerca lessicale non è mai facile per lui.
  • Parole in agitazione: Landolfi è timoroso dell’uso della parola, poiché potrebbe sciuparla prelevandone una dal dizionario e posizionandola in uno spazio non idoneo, e questo lo fa impazzire.
  • La passeggiata: usa di proposito parole desuete.
  • Dialogo dei massimi sistemi: si tratta di un racconto eponimo che ha come protagonista un capitano inglese che insegna a un poeta una lingua antica, la lingua persiana. Il poeta dà vita a poesie, ma dimentica la lingua e non è più in grado di capirla.
  • Des mois: l’opera parla attraverso una qualche misteriosa qualità fisica della parola, cioè parla perché si sono usate certe parole e non altre. Si sottolinea ulteriormente la venerazione verso il lessico, la ricerca della parola giusta al momento giusto, i termini in disuso, le parole di livello elevatissimo legate a qualche sottocodice.

Già da questi racconti, capiamo la particolare vocazione dell’autore verso ciò che è magico, misterioso e inspiegabile. Landolfi dice che questo suo amore è forse determinato dalla passione che nutre per la letteratura russa, che traduce anche. In questi racconti presenta figure umane che, poste in situazioni strane che le portano alla crisi, non sanno più se si trovano dentro o fuori la realtà. Del romanticismo nero, coglie il gusto per il racconto a effetto, ovvero quel racconto che sbalordisce. Gli piace infatti che il lettore rimanga stupito di fronte agli accadimenti descritti.

La poetica

In quanto uomo non sereno e disperato, tutti i suoi racconti si situano a metà tra la disperazione e il prendere in giro qualcuno o qualcosa. Landolfi era un giocatore incallito e diceva che per lui il gioco era una valvola di sfogo per sfuggire da sé stesso.

Lo si può inserire nel periodo surrealista italiano, sebbene sia difficile catalogarlo, in quanto è uno scrittore solitario che non ha obbedito a nessun codice particolare e non si è mai avvicinato a un movimento letterario. Tuttavia, potremmo inserirlo in questo movimento insieme a Massimo Bontempelli.

Fasi della poetica di Landolfi

  • Compresenza di sogno e realtà: questa fase dura fino agli anni Cinquanta e comprende anche La pietra lunare, uno dei primi romanzi di questo genere insieme a Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. È una fase in cui vengono messi in stretto rapporto la monotonia della vita quotidiana e la vivacità della vita fantastica. Si affaccia poi un tema che verrà sviluppato più avanti da altri scrittori: si può vivere meglio se si è in sintonia con la natura. Sebbene le due realtà si equilibrino, è sempre presente la coscienza di una realtà oppressiva: Giovancarlo, ad esempio, non è un personaggio sereno, poiché c’è sempre qualcosa che lo opprime.
  • Rottura dell’equilibrio tra sogno e realtà: l’equilibrio si complica e diventa più difficile leggere le sue opere. Il mondo e la realtà sono oppressivi e l’unica possibilità è fuggire con la fantasia in un altro mondo. Questa fase coincide con la pubblicazione di Cancroregina, un’esplorazione avventurosa dello spazio sconosciuto. È un libro molto difficile, che secondo alcuni critici segna la crisi del fantastico.

La pietra lunare (1939)

Titolo e sottotitolo

  • La pietra lunare: la luna rappresenta la fuga, la fantasia, un mondo altro.
  • Scene della vita di provincia: apparentemente non ha nessun nesso con il titolo.

Dedica e citazioni

  • Bene dixisti de me, Thoma La Luna all’Autore. È stata definita una citazione sberleffa, una presa in giro. Richiama un episodio scritto nella Vita dei Santi: dopo la stesura di un’opera, San Tommaso ebbe in sogno una visione in cui Cristo gli disse: "hai detto bene di me Tommaso". Landolfi prende le parole che Cristo dice a San Tommaso e finge che gli siano state dette a lui dalla Luna. Quel Thoma, infatti, non è San Tommaso, ma è l’autore. In questo modo, Landolfi mette in evidenza la centralità della luna, posizionandola sul trono come se fosse una divinità. La luna infatti lo ringrazia all’interno del racconto per quello che lui racconterà di lei. Lo si nota anche da alcune descrizioni: "rossastro satellite", "pallido volto", "coccola sperduta nel cielo".
  • NOVALIS è lo pseudonimo di un poeta tedesco vissuto a fine XVIII secolo.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mlaulm di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zangrandi Silvia.
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