Estratto del documento

Le carte visibili nell'opera di Calvino

Nell’opera di Calvino Le città invisibili, il Gran Kan ascolta i resoconti degli ambasciatori provenienti da vari luoghi, e le loro lingue risultano incomprensibili; quando a raccontare è il giovane veneziano, invece, si stabilisce una comunicazione diversa, fatta di simboli e oggetti. Il Kan cerca più volte di rovesciare le parti: vuole anticipare il suo narratore, costruendosi un modello di città che risponda punto per punto alla norma. Così il Kan offre a Marco Polo il compito di verificare se quelle immagini hanno un riscontro nella realtà, ma Marco Polo rifiuta lo scambio. Il Kan, come un abile giocatore di scacchi, cerca di studiare le mosse del Veneziano, ma alla fine è sempre Marco Polo a dirigere il gioco.

Il problema delle Città invisibili non è tanto la scrittura, ma è il testo che ogni lettore è costretto ad affrontare: come il Kan che di fronte agli oggetti che Marco Polo disponeva di fronte a lui doveva leggere una storia, consapevole del fatto che ogni oggetto poteva avere diversi significati, anche noi dobbiamo estrarre un senso plausibile dal testo di Calvino.

55 immagini di città, suddivise da Calvino in 9 gruppi e distribuite su 11 temi:

  • L’ordine di Calvino è rigoroso, 10 città nel primo e nell’ultimo gruppo, cinque in tutti gli altri, con alternanza di temi che vengono lasciati cadere quando, proposti per la quinta volta, lasciano campo a un nuovo tema.

Tutto questo obbliga automaticamente a costruire degli schemi: questo porta in luce la volontà sistematica di Calvino e invita a esperire una serie di combinazioni o di ordini di lettura. Cercare intrecci e nodi che collegano tra loro i vari fili è una delle sollecitazioni che il libro propone.

Il percorso di Calvino

Dopo il “neorealismo” o il “neoespressionismo” dei primi racconti e del Sentiero dei nidi di ragno, Calvino inizia a frequentare quel mondo che assorbe la sua attenzione: di fronte a una realtà divenuta sempre più opaca, cerca una via d’uscita nella trasparenza delle fiabe e dell’immaginario.

  • Sceglie come campo di intreccio il Seicento con Il visconte dimezzato
  • Passa al Settecento con Il barone rampante
  • Ridiscende nei secoli fino a Carlo Magno, con Il cavaliere inesistente
  • Passa a teorie astronomiche con Le Cosmicomiche e con Ti con zero

Seguendo questo itinerario, Calvino, però, resta fedele alle sue origini: tiene ferma l’immagine di una letteratura che può salvarsi se abbandona solo apparentemente la terra e impone la propria separatezza con inflessibile intransigenza. Con Le città invisibili offre lo sguardo di un viaggiatore veneziano: dietro le sue città fantastiche appaiono le città del presente, quelle che ci circondano e in cui viviamo.

Le città invisibili possono aiutarci nella ricerca di quella città discontinua che si nasconde in ognuna di esse e che nessuno “può smettere di cercare” senza “accettare l’inferno e diventarne parte.”

Per l'identità di uno scrittore di apocrifi

L’introduzione di Calvino di Se una notte d’inverno un viaggiatore, dice che una volta tutti i romanzi iniziavano nello stesso modo: i lettori vedevano un titolo, un nome, una copertina che sembrava nascondere un mistero, quindi lo aprivano e qualcuno raccontava loro una storia. In quei romanzi, fin dalle primissime pagine, il lettore trovava dei personaggi perfettamente descritti: fisionomia, destino, caratteri, passato, presente. L’autore era un punto invisibile da cui venivano i libri: l’autore era silenzioso.

Nei nuovi romanzi, invece, il lettore si trova in mezzo ai frammenti di uno spettacolo smontato e che fa fatica a ricostruire. In mezzo ai pezzi disseminati di molte storie, l’unica vicenda dotata di continuità è quella della lettura. In questi romanzi il lettore deve assumere una parte, ma per farlo è necessario modificare i ruoli e esorcizzare la voce silenziosa dell’autore.

Come eliminare la voce silenziosa dell’autore?

Per sconfiggerla si sono tentate molte strade, tra cui quella di aggredire i personaggi scollandoli da qualsiasi anagrafe o codice referenziale: i personaggi diventano così privi di nome e storia. Inoltre, anche il tempo viene abolito.

Quali sono le strategie di Calvino?

  • Il personaggio viene barattato con il lettore: il lettore resta imbattezzato, è una controfigura, un pronome vuoto. Calvino lascia aperta al lettore che legge la possibilità di identificarsi con il lettore che è letto.
  • Affianca ad una pratica particolare anche una riflessione su quella pratica: “come è fatto questo libro” ci viene detto a più riprese dal libro, viene rappresentato nel libro.

Quello di Calvino, in particolare Se una notte d’inverno un viaggiatore, è un romanzo-trappola: interrompe la traduzione nel punto più appassionante e attacca a tradurre un altro romanzo. Anche il romanzo tradizionale è una trappola: si serve di un’esca, un “piacere preliminare”, per attrarre il lettore e chiuderlo in una gabbia meravigliosa, dove i personaggi lo sostituiscono e lo trascinano sulle proprie tracce, lo fanno parlare, muoversi, piangere, gridare.

Nel libro di Calvino la trappola consiste nella distruzione della trappola: dà l’impressione di un racconto che Calvino ha già raccontato, in cui non c’è né inizio né fine. La storia rimanda a un’altra storia in una sorta di vertice.

Il Lettore che è letto

Egli deve rimanere imbattezzato, un semplice “tu”: la terza persona viene tenuta a bada e esorcizzata in modo che nessun personaggio prenda corpo in essa. Il Lettore viene condotto in una stazione ferroviaria che altro non è che un agglomerato delle parole che compongono il libro: qui incontra parole che lo trascinano fuori dall’incertezza e sembrano avviarlo su una strada definita. Proprio allora, nell’attimo in cui inizia ad orientarsi, la storia intorno a lui si dissolve: arriva l’ordina di ricominciare da zero. Calvino appare in fuga costante dalla chiusura del raccontato, preferendo far spuntare dei tronchi, dei ceppi di storia che poi abbandona nuovamente.

Sulla fiaba

L’avvicinamento alle fiabe

All’inizio del 1954 Calvino scrive una lettera a Giuseppe Cocchiara in cui gli parla dell’intenzione della casa editrice Einaudi di porre mano a un piano organico di tutta la favolistica mondiale: la casa editrice voleva che si compiesse un lavoro di unificazione delle fiabe. Per fare questo, c’era il problema della raccolta del materiale, il problema dei dialetti, il problema di dare un’unità stilistica e di metodo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Letteratura Italiana Contemporanea, libro consigliato Dovuto a Calvino, Lavagetto Pag. 1 Riassunto esame Letteratura Italiana Contemporanea, libro consigliato Dovuto a Calvino, Lavagetto Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura Italiana Contemporanea, libro consigliato Dovuto a Calvino, Lavagetto Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeea11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Palmieri Nunzia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community