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Le necessità e desiderio di chiarimento è nutrito dall’illusione di Marianne di poter riconciliare la propria

anima con il mondo.

Sia lei che Elinor si trovano di fronte a un mutamento del proprio punto di vista, matureranno un

atteggiamento di destrutturazione e ricostruzione degli eventi che tende ad individuare ciò che è accaduto.

Entrambe vivono momenti di rivelazione: Elinor a Barton park riceve il segreto di Lucy relativo al suo

fidanzamento con Edward Ferrars, Marianne a Londra riceve il mutato atteggiamento di Willoughby e le

sue vere intenzioni. Sono alla ricerca di conferme o smentite, legate al tempo che ora appare immobile,

che non offre soluzioni, “anxiety of expectation”.

L’attesa di Marianne è anche l’attesa di Elinor, nessuna delle due sa dare risposta ai “se”. In Elinor è viva la

necessità di comprendere, la domanda, mentre Marianne si sottrae a qualsiasi domanda che metta in crisi

la sua illusione.

In Elinor si produce uno sfaldamento, una fine dell’attesa stessa. Si pone in modo razionale davanti alle

cose che sembra eludere.

Marianne invece tenta di far coincidere pensiero, desiderio e realtà, accordare la realtà interamente vissuta

con la sua rappresentazione, giustificando il comportamento di Willoughby. Ricerca quindi un linguaggio nel

quale far vivere il suo autoinganno. Marianne preferisce l’inganno della sua espressione, così l’attesa di un

riscontro per Marianne rappresentano la possibilità del cambiamento del senso della vita e dell’attesa

stessa.

All’impossibilità dello sguardo e del volto non più capaci di ristabilire la reciprocità, dopo aver visto

Willoughby con una giovane donna, Marianne sostituisce la lettera come momento di contatto e di

avvicinamento tra due mondi distanti. Alla parola scritta affida angoscia e speranza. Ma essa non riuscirà a

portare stimoli alle intenzioni di Willoughby.

Willoughby risponde negando ogni tipo di interesse e affetto, ogni linea era un insulto. Willoughby aveva

creato illusione di un significato nascosto nella forma, nell’apparenza. La parola è ciò a cui affidano tutta la

loro conoscenza, è è il ponte per avvicinarsi e per condividere un disegno mai palesemente espresso. A

Londra Marianne è alla ricerca di quelle parole che chiariscano, ristabiliscano e ridefiniscano i contenuti del

passato; la delusione esploderà quando dovrà prendere atto che quelle parole non saranno pronunciate,

che la parola è ormai solo silenzio e che i contenuti saranno trasmessi attraverso lettere che hanno anche il

potere di mentire, come si scoprirà quando Willoughby credendo Marianne stia per morire confesserà a

Elinor.

Nella ricerca della verità dispiegata nella parola Elinor e Marianne riescono a scoprire se stesse, a

guardare e costruire un’identità nuova. Questa presa di coscienza caratterizza le due eroine.

La ricostruzione dell’ordine (matrimonio) è l’esito a cui giungono i personaggi, lo specchio di un’opinione

sulla realtà creduta come verità.

Il lieto fine inatteso per Elinor è derivato da un percorso arricchito da una maggior fiducia negli altri,

allontanando il senso del dubbio che aveva sempre guidato la sua condotta e da una speranza che è una

apertura al tempo, alle sue trasformazioni, al desiderio di rendere concreti i ricordi di Edward Ferrars;

Marianne aveva invece imparato a dare valore di profondità prospettica alla superficialità riconquistando il

senso delle cose e delle persone e aprendosi al futuro aveva imparato a guardarlo come lo spazio entro cui

attuare una metamorfosi delle opinioni. La dialettica tra opinion e conduct si scioglie con un lieto fine; in

Gaskell invece (tra appearance e conduct) ha un esito tragico.

Meglio la ragione che il sentimento. È sociale perché racconta lo scontro tra Landed gentry e Middle-

classmen. Politic and politeness: connesse etimologicamente, anche se la prima è minore; il linguaggio

della politeness offre un’alternativa alla soggettività per descrivere le azioni umane per integrarsi a livello

politico, linguistico e culturale. Alla fine le eroine capiscono che non bastano le ideologiche, ma devono

essere pragmatiche per sopravvivere.

APPEARANCES E CONDUCT. SGUARDO E METAMORFOSI DELL'IDENTITÀ’ IN RUTH

SGUARDO E NOSTALGIA

Ruth è l’opera più critica di Gaskell. Presenta anomalie rispetto alle altre opere gaskelliane: la narratrice

scrive un testo ideologicamente confuso e artisticamente diseguale, con contraddizioni fondamentali che

producono gaps ed errori nella superficie narrativa.

Problematicità è la parola chiave, che si riferisce alle reazioni dei lettori: un libro proibito dal marito della

Gaskell, non per giovani. Coraggio nell’illustrazione della dottrina unitariana: mette a nudo la realtà

osservata e poi narrata, che riporta in superficie il valore autentico dell’eroina, e insieme ne mostra l’unicità,

ma è anche il fondamento di una radicale trasformazione. E’ proprio la trasformazione di un luogo che

conserva in sé il sapore nostalgico di un passato ormai lontano, quasi fiabesco e perduto ad aprire il

romanzo: una città che col passare del tempo ha perso l’ardore, che ricorda le tradizioni di un tempo

perduto, non c’è più l’essere pittoresco delle vecchie strade, è decaduto.

Contrapposizione tra passato e presente con questo senso di indeterminatezza spazio-temporale: la

trasformazione del luogo è il simbolo della modificazione essenziale dei suoi abitanti che si volgono al

passato con nostalgia e rimpianto.

Sguardo al passato è un invito al lettore a ripercorrere a ritroso la vicenda di Ruth.

Nell’incipit è anche incastonata la figura del personaggio eponimo. Descrivendo il contesto Gaskell sfida il

lettore a comprendere quale sarà l’argomento del romanzo. Si tracciano appearance e conduct, due poli

opposti, integrati dalla situation, la vicenda biografica dell’eroina.

Gaskell invita a tenere conto della concatenazione degli eventi, le circostanze, per comprendere come una

chain si costruisce maglia dopo maglia, che tiene avvinta Ruth. Ruth contro le convenzioni, le attese e le

imposizioni alla fine avrà il coraggio di sollevare la testa e guardare la società sfidandola.

4 i momenti salienti della protagonista: età dell’innocenza, caduta, trasformazione e redenzione. Ognuno di

questi momenti corrisponde a un luogo fisico.

Ruth viene presentata come pervasa da una profonda nostalgia. Alle azioni dei personaggi anonimi intorno

a lei corrisponde la sua visione lontana, assorta, legata a un passato distante e irrecuperabile, un legame

infranto con la madre che rappresenta per Ruth uno dei momenti più dolorosi, è l’espressione della perdita

di un nutrimento interiore che solo il calore umano può offrirle.

“Sogno”, ricordo e differenza, parole che danno origine alla rappresentazione della spiritualità melanconica

sono segni del mondo interiore della protagonista. Ruth sembra inabissata nei suoi pensieri che agitano la

sua mente innocente e priva di grandi attese, e la visione della notte è il velo che avvolgerà la sua vita.

Ruth conosce la solitudine, la malinconia che la imprigiona come un sogno, la nostalgia di un passato da

cui non sa distaccarsi. Non riesce a distogliere lo sguardo da quel passato di felicità, da quel sogno il cui

soggetto è lei stessa. Alla non identificabilità del luogo (“assize-town”) corrisponde la stessa origine fumosa

della protagonista.

Il passato di Ruth è solo accennato, un’identità taciuta. Lo stesso protettore di Ruth è un anonimo guardian

senza volto e nome. Il passato vive solo nella protagonista. Tutto viene lasciato all’immaginazione del

lettore che perde traccia di origine certa e si concentra sul presente che definisce l’inizio stesso della storia.

Un presente in cui si connotano la figura di Mrs. Mason e della sua sartoria in cui convergono le vite di

donne “workwomen” prive di identità, un luogo fra tanti. Tutti i nomi possiedono una potenzialità evocativa,

un effetto di stimolo sull’immaginazione. Ciascun personaggio acquisterà uno spessore proprio, difenderà

quella identità messa in pericolo dal senso di esclusione o di depotenziamento che la società tenta di

incidere in alcuni.

Ruth è l’esempio di indeterminatezza che aspira al suo contrario. Gaskell vuole riscattare gli esseri

marginali, verso i quali la società vittoriana è indifferente. E’ il desiderio di denunciare una realtà scontata e

classificata, riproducendo le dinamiche sociali della sua cultura.

Descrizione e interiorità, reflection e vision si misurano e si mostrano nei diversi colori che assumono i

personaggi, Ruth Hilton, Mrs. Mason, Jenny, Mr. Bellingham, Mr. Benson ecc.

SGUARDO DRESS E CONDUCT

Lo sguardo di Gaskell tenta di leggere ciò che l’anima mostra da sotto la maschera, quella che ciascuno

indossa per allontanare dall’essere autentico lo sguardo. E’ proprio la parte più luminosa e visibile ad

essere la più falsa.

Il luogo dell’altro e l’immagine di sé sembrano essere in perenne contrasto, ma qui lo scontro tra opposte

percezioni del mondo si espande e si rende chiaro alla protagonista.

Mrs. Mason e la sua sartoria sono l’espressione di un’educazione individualizzata, rivolta alla finzione, un

mondo dove tutti devono uniformarsi a uno stesso linguaggio. Per Mrs. Mason è importante esercitare un

controllo sul modo in cui ci si mostra agli occhi degli altri, all’apparenza. Per lei è essenziale avere sotto

controllo l’abito che garantisce un’opportuna presentazione di chi lo indossa ma è anche uno strumento

utile per dominare lo sguardo altrui.

“Pay regard to appearances” > Pay inteso come transazione economica tra interno ed esterno che Mrs.

Mason esalta nel gesto bidirezionale indicato da regard to e accresciuto da extreme.

La donna non si limita a uno sguardo sfuggevole, ma ispeziona: bisogna non solo apparire ma anche

strutturare l’apparenza intorno al messaggio che si intende veicolare a chi osserva superficialmente.

Lo sguardo dell’operatore si ferma sull’abito e ricostruisce un’identità fittizia. Non è uno strumento di

seduzione ma un biglietto da visita: io sono ciò che indosso.

“Il vestito è secondario, la conduct è tutto”: Mason è disgustata da ciò che osserva (il vestito di Ruth worn

and shabby) e lo esprime in sneso sarcastico “Is it the best frock?”.

Ruth viene compresa da Mrs. Mason come un abito vuoto, è worn and shabby come il suo abito. E’ Frock,

lessema del codice monastico che indica la spersonalizzazione dovuta all’abito uguale per tutti, rinuncia

alla soggettività per aderire ad un’ideologia più alta e unificante.

Ruth reclama attenzione su di sè e non sul suo abito: poco più tardi la sua prettiness è sottolineate

dall’amica Jenny descritta priva di invidia e rivalità.

Nell'opposizione tra Ruth e Mason è possibile cogliere una polemica dell’autrice contro il prodotto e la

merce. L’abito è il risultato finale di un lavoro e non può avere predominio sul soggetto. Il suo possesso è

indice del potere economico di chi lo indossa. Mason conosce bene questo meccanismo, Ruth è invece

ingenua ed è preda dell’habitus sociale che la voleva sulla via della caduta.

Ruth è il polo legato alla natura, si fa leggere come il corpo stesso della natura, Mason invece fa riferimento

al distretto industriale, la sua sartoria è il luogo della piccola impresa che aspira ad allargarsi e a

conquistare spazio alla natura per sostituirlo con l’artefatto umano. Paradigmi Natura\cultura,

Natura\tecnica e natura\artefatto.

Tema che torna dopo l’età dell’innocenza e della caduta quando Ruth si vuole suicidare gettandosi nel

fiume, ma dove coglierà il suo salvatore (Mr. Benson) e la sua storia ricomincerà con un nuovo abito: un

nuovo prodotto.

DURING THE DANCES SHE STANDS AND WATCHES: sguardo e liminalità

Gaskell compie analisi di un microcosmo sociale per mostrare la dimensione umana di coloro al di fuori

della norma. Vuole mettere in luce desolazione, spoliazione e ingiustizia che alcuni individui subiscono.

Ruth, orfana, è rifiutata dal mondo ed estranea. Osserva la vita “during the dances” lateralmente, esclusa.

“Dance”: vita nella manifestazione più piena, slancio vitalistico che promuove incontri e allude alla

riproduzione (al ballo si va con fidanzato futuro padre marito). La danza rimanda alla sensualità, alla

seduzione. Ruth ne è esclusa, è defilata. Ruth subisce il fascino di ciò che osserva.

“During the dances” Ruth Hilton è all’interno della sala da ballo e osserva il centro della stanza dall’outside,

che connota uno spazio soggettivo. Outside che era freddo e coperto di neve in quell’occasione. Al suono

della stanza si oppone il silenzio del paesaggio innevato. Ruth è al centro di questo altro mondo che

coincide con la periferia della stanza da ballo. E’ nell’outside che è il suo posto nel mondo.

L’inside è all'opposto e diviene spazio della fuga, una realtà attraente. In questo spazio dominano calore,

scintillio di abiti e di gioielli, si esprime il sogno di happy smoothness of lives. Il simbolico ha sopravvento

sul reale che riprende il suo spazio, che la richiama alla sua dimensione esistenziale.

Al rapido movimento della danza (esterno) si contrappone la discesa nel mondo comune (interno), quel

commonplace in cui deve svolgersi la vicenda di Ruth.

Il percorso di Ruth va da periferia a periferia senza passare per il centro, il sogno di Ruth, che rompe l’urto

del reale. La stasi sociale e le opposte possibilità dell’economico determinano la reificazione del soggetto

debole.

La semplicità di Ruth, la sua dimessa appearance, il frock, si contrappongono allo scintillante mondo della

moda che danza sotto i suoi sguardi affascinati ma ancora puri. L’economico è il luogo della distinzione

sociale, non della comunanza, della condivisione (sala da ballo vs sartoria). Il ruolo del potere del denaro è

escludere dalla partecipazione alla danza una larga fetta della società.

Contrapposizione anche nel tono cold di Miss Duncombe con quello gentile della subordinazione di Ruth.

Poco a poco iniziano cambiamenti profondi in Ruth su di sè e coloro che le sono vicini. Ruth avverte che la

prima forma di restrizione in cui comincia a perdere tracce della propria individualità è segnata col suo

legame col mondo di Mrs Mason (nella sua funzione di colei che deve mantenere ciascuno al suo posto),

così distante dal mondo esterno che osserva attentamente e a cui affida la sua immaginazione. E’ la sua

capacità desiderante che la rende viva e apre alla possibilità di un cambiamento.

Wish, dream e vision sono il suo modo di interpretare la realtà, in contrasto con la realtà sociale dei

Bellingham e dei Duncombe ecc.

THERE MUST BE SOMETHING WRONG IN ME: SGUARDO E CONDANNA

In questo gioco di contrasti ogni trasformazione è necessaria. Con un processo di iniziazione la

protagonista crea i termini della propria metamorfosi, chiamata a un’azione consapevole su se stessa e

sulle cose. Conoscenza di sé che comincia presto con i primi dubbi e interrogazione su ciò che appare

giusto o sbagliato; ciò che Ruth percepisce è che è sempre presente un conflitto tra le diverse visioni del

mondo, tra ciò che può desiderare e ciò che non deve.

Le fasi dell’analisi el suo stato interiore di conflitto procedono da una valutazione che va dal senso del

dovere all’autolegittimazione. Eppure non riesce a comprendere il senso di colpa che prova avendo una

percezione di sé inspiegabile. La decisione di andare con Bellingham a Milham Grange non ha il sapore di

trasgressione perché l’oggetto del desiderio è importante quanto l’emozione dell’impresa e non intende

tornare indietro, ma con ostinazione si appresta a condividere i sogni e i ricordi del passato con lui.

Quando comincia ad avvertire di non essere più sola al mondo per lei comincia una nuova vita.

Un’esperienza che si colora di sfumature tragiche, che rinnova il suo sguardo interiore e la illude di averle

donato un sostegno.

La strada per Milham Grange segna l’inizio della caduta di Ruth, qui si manifesta il suo destino. Ruth

voleva solo vedere la vecchia casa dei genitori e Bellingham accetta di accompagnarla. La sua presenza

dovrebbe farle garantire rispettabilità ma al suo ritorno Mrs. mason avendo visto Ruth con il suo amante,

scaccia la ragazza e la condanna. Ciò che la Mason ha visto è sufficiente per decidere che quella messa in

atto della ragazza è una violazione del codice morale che aveva nel concetto di conduct il suo perno.

Riaccogliere Ruth significava anche farsi carico degli sguardi che avevano assistito seguito e giudicato i

due giovani. Mason non è certa ma presume la colpa, determinata da circostanze esterne. L’ideologia della

sarta, quindi della società, mostra i suoi limiti più evidenti. Mason non si occupa della conduct, ma si limita

a tener conto delle appearances reinterpretate in chiave morale. Il suo giudizio non si fonda su un dato

oggettivo ma rimane confinato nel soggettivo. Con lo sguardo è come se ricostruisse l’implicito.

Nella gita però non è accaduto nulla che possa giustificare la Mason. In questo gioco tra appearances e

conduct è Ruth a subire accecamento ed esilio, le viene negata la difesa e quindi la possibilità di esprimere

il suo punto di visto sull’intera vicenda. Così è l’occhio della comunità, l’establishment, che annienta

un’identità. Ruth vive la propria solitudine come esperienza traumatica, un incontro con la sua verità

interiore e sviluppa una vita personale che diventa ricca di significato. La psicologia è raffigurata con

esattezza e dettagli insignificanti in realtà sono molto espressivi.

LO SGUARDO DELLA NARRATRICE

Il romanzo è una teatralizzazione della realtà che l’autrice osserva dinnanzi a sè dove ciascun individuo

viene educato ad agire all’interno e in funzione della società, in cui il limite tra ciò che è e ciò che appare è

sempre meno evidente.

Il dramma della vita delle donne che sono state forzate a violare le norme della sexual respecatability è

diventato un soggetto della literary fiction del periodo.

Attraverso l’occhio della narratrice il lettore osserverà e si unirà a lei nella riflessione. Ciascun personaggio

è portatore di un duplice atteggiamento: da una parte l’identità autentica indicata dal nome come Mason,

Bellingham; dall’altra quella nascosta e sfuggente di questi attori del senso comune.

L’autrice riesce a guardare nell’anima dei personaggi suoi semplici e restituirla nella scrittura. Stabilisce

legame tra i dettagli esteriori e interiori dei personaggi e non lascia sfuggire nulla, confronta le loro diverse

realtà e ne fa emergere le differenze. E’ capace di guardare da grandi distanze e dirige il punto di vista del

lettore, spostando le attenzioni dalle azioni interiori dei personaggi alle forme esteriori mettendo a nudo

pregi e difetti di ciascuno e rendendoli evidenti.

Crea un linguaggio veicolato che dà espressione linguistica a gesti, forme, corpo, voce, smascherando il

mondo interiore.; come nel caso di Mrs Mason che sorprende Ruth con Bellingham o quando i due trovano

riparo a North Wales e Ruth è soggetta al giudizio e allo scherno di chi la osserva e giudica. “Non si

avvicinava a porte o finestre, dove molti osservatori la osservavano e commentavano la sua situazione e

apparenza.

Pressione sociale diventa palpabile. L’opposizione tra appearances e conduct si trasforma in opposizione

tra appearances e situation. Conduct fa riferimento al codice comportamentale, situation è oscillante tra

positivo e negativo e necessita di informazioni ulteriori per venire contestualizzato. Situation si avvicina

all’ideologia morale di conduct.

Situation fotografa una realtà così com’è allo stato attuale dei fatti e parla soltanto a chi sa. Al gentleman

spetta il ruolo di impersonare la voce delle appearances, identifica il colore dell’abito con la situazione

morale (molto modesta e innocente nel suo vestito bianco); alla moglie dà voce alla situation, conosce la

storia che si cela dietro quella white gown ed enfatizza fortemente il suo disappunto.

Ogni anello narrativo si sviluppa su quello precedente, ogni battuta pronunciata fa il suo ingresso sulla

pagina come un oggetto tattile. Il dialogo è duplice, da una parte quello effettivo tra i personaggi che creano

quindi situazioni, dall’altro il dialogo che la narratrice stabilisce con il lettore che sollecita affinchè verifichi

nella propria esperienza la realtà evocata dal testo.

A volte l’autrice commenta, analizza il suo stesso punto di vista. Autrice e lettore sono presenti entrambi nel

dialogo: “I” creatore del testo e “you”, “remember” del lettore a cui Gaskell si rivolge. Il remember giustifica

l’infrazione ideologica di Ruth. “young”, “innocent” e “motherless” sembrano avere e attenuanti generiche

che dovrebbero aiutare il lettore a formarsi un’idea congrua dell’attore e del suo atto.

Il lessema future è importante, un tempo lontano e connesso con gli esiti. “As if” connesso con happiness,

“But if” connesso con crollo di ogni speranza. L’amato viene descritto in termini astronomico meteorologici

“her sun”. Un faro privato, un calore privato che con i suoi raggi si riverbera su un golden mist che può

ammirare ma che può anche capovolgersi in una dark heavy gloom se il soggetto amato è lontano.

Questa inattualità del futuro è il centro di una comunicazione impossibile che costringerà Ruth ad

un’adesione allo scorrere del quotidiano.

Alla traumaticità dell’esclusione sociale si contrappone un movimento di sommersione nella struttura della

società non più come soggetto attivo o patente ma come simulacro: la vedova.

La vedova è una reificazione, un prodotto artificiale. Tornerà ad essere Ruth solo quando svestirà i panni

della vedova e da merce sociale tornerà persona.

La narratrice non si limita a descrivere ma ha un ruolo molto più attivo, commenta, dialoga col lettore dal

quale pretende delle reazioni: gioca sull’azione presentata dal plot e sul coinvolgimento del lettore.

Questo è il suo sguardo, questo scivolare dalla forma al contenuto per comprendere in profondità. Gaskell

chiama in causa il lettore affinché rifletta su ciò che accade, scoprendo a poco a poco e analizzando

l’origine del mutamento interiore di Ruth celato nel linguaggio stesso. Una mimesi dei sensi, del mondo

interiore dove non cessa di ricercare una particella di realtà.

Gaskell tenta di superare l’ostinazione di una società monologica cercando da un lato di porre un argine

alla discorsività superficiale, dall’altro ricostruisce l’outline di una società che ha smarrito le sue

fondamenta, facendolo attraverso il linguaggio per ridare profondità alla vita dell’uomo, particolarmente alla

donna vittoriana, per negarne la reificazione.

L’autrice è consapevole che l’identificazione tra soggetto e cosa determina la loro interscambiabilità

nessuno ha un valore preponderante, questa sua ansia di ricerca di profondità la induce a descrivere,

analizzare e criticare un mondo che si affida sempre più al linguaggio dei gesti, alle appearances.

Atteggiamento che non equivale a rassegnazione: l’autrice non si lascia sopraffare dall’amarezza

paralizzante, dall’impotenza, piuttosto ricorda alla società vittoriana che ciò che l’individuo cerca è costituito

dagli elementi di uno status che lo qualifichi.

In questa critica alla corsa all’accaparramento di beni, alla trasformazione sociale Gaskell attualizza la

perdita della razionalità dell’uomo vittoriano che si è lasciato scivolare dalle mani il senso della vita. L’unità

dell’Io viene frantumata in tanti piccoli pezzi e la totalità svanisce fino a non riflettersi più su quell’ideale

superficie regolata dalle norme del dovere e dalle sue pratiche. Questo smarrimento pervade l’intera epoca

confluendo in un irrisolvibile conflitto culturale.

QUELLA LETTERA, L’ECO DI UNA CONDANNA

L’impianto narrativo si impernia su una mancanza iniziale (la morte della madre) che si riproporrà di nuovo

quando Bellingham abbandona Ruth al suo destino. Una lettera con il quale Mrs Bellingham si riappropria

del figlio destinato ad una vita luminosa lontano da Ruth.

La lettera rivela il microcosmo dei Bellingham; da una parte è la sintesi del punto di vista del mondo cui i

Bellingham appartengono, la condensazione di leggi collettive e omologanti che per la società vittoriana

diventano un chiaro punto di riferimento; dall’altro, dal punto di vista formale, segna una fase di passaggio

che si stabilisce tra la prima parte del romanzo, tutta ideale, e quella successiva, finzionalmente reale, che

equivale ad una presa d’atto della verità delle cose. Ruth viene ricondotta alla sua realtà dove parole inizio

e fine sono anche altrettanto distanti. L’unica domanda che riesce a porsi in questo momento di perdita è

“E’ la fine di tutto?”

Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica. Dopo aver conosciuto Bellingham Ruth ha creduto di

poter essere al centro del proprio destino, protagonista anziché spettatrice della sua vita. Il sogno però

svanisce e con esso la possibilità di una piena realizzazione personale; tutto sarà d’ora in poi sottoposto al

giudizio degli altri: uno sguardo-giudizio che determinerà il corso della storia di Ruth. Più che il caso è la

forma volontà altrui a ribadire i termini della collocazione di Ruth all’esterno della società che Mrs

Bellingham rappresenta. Con questa circolarità che richiama l’esclusione iniziale, il romanzo segna una

fine. Si può solo ripartire e la volontà suicida di Ruth è l’emblema di una nuova nascita più che di una

rinascita spirituale: Ruth nasce per la seconda volta e inizia il suo mascheramento, il suo nascondimento

agli occhi che l’avevano condannata senza appello.

Guardando indietro possiamo dire che a infrangere l’idealismo di Ruth e farla precipitare nel baratro è una

accusa: Ruth ha infranto un codice di comportamento, ha messo in discussione valori sul dovere e sulla

condotta che le avrebbero richiesto più comprensione che punizione. All’accusa da parte di mrs Mason che

in seguito indurrà Ruth a commettere l’errore di allontanarsi con Bellingham e pronunciare il fatale “Yes”,

seguirà la scelta necessaria da parte della protagonista.

Si dirige verso un terribile epilogo la vicenda di una giovane e ingenua donna che non aveva ancora avuto

occasione di confrontarsi con l’amore e con la realtà e al primo contatto ne rimane schiacciata. La

posizione di Bellingham è incerta e ci sono dubbi sulle sue reali intenzioni ma è possibile che voleva

davvero sposare Ruth ma non aveva pensato alle conseguenze delle sue azioni come ha fatto la madre.

Passione ingenuità e sogni di felicità hanno determinato la caduta di Ruth e l’imponente effetto drammatico

la spinge a desiderare la morte: “Her only hope was to die” che rovescia il sogno iniziale. “Surely life was a

horrible dream”.

Ruth si trova senza punti di riferimento, è smarrita e senza prospettive, non crede e non pensa più a nulla,

l’idea del futuro si è dissolta tra le parole della lettera di Mrs Bellingham. SPerimenta una solitudine

paralizzante, una desolazione incomunicabile.

La perdita di contatto con se stessa e con il mondo la induce a ritenere che la morte sia la sola via d’uscita

dalla situazione nella quale è precipitata ma rappresenta la soluzione-scioglimento per il senso di colpa che

prova.

Mr Benson diventa ora cruciale: il ministro rappresenta la possibilità di rivalutare la sua posizione, aprire un

cambiamento possibile alla trasformazione di un sistema di pensiero che esclude il pregiudizio e permette

un’azione moralmente giusta. Benson è il simbolo di una moralità che si oppone a pregiudizio ed

esclusione, è un ascolto privo di condanna perché consapevole dell’esistenza di una redenzione. Benson è

per Ruth l’altro punto di vista e l’alternativa alla sua scelta dolorosa.

Benson è il deformed gentleman che fornisce parole di rassicurazione; una opposizione linguistica che fa

coesistere interno ed esterno in armonia. Gaskell offre un suggerimento volto a identificare una specularità

tra i due personaggi: alla deformità fisica di Benson (appearance) corrisponde quella morale di Ruth

(situation) quasi a voler sottolineare l’imperfezione umana e la necessità di accoglierla come una delle

peculiarità dell’uomo.

Benson osserva Ruth e riconosce in lei i tratti dell’innocenza che aveva avuto occasione di considerare e

ne è impietosito, prova compartecipazione e compassione per la sorte di una giovane così disarmata e

maltrattata (social conduct).

La funzione del vedere è strettamente connessa al notare. Benson compie due movimenti percettivi in due

momenti distinti: “he saw” e “noticed at first” una innocent beauty nell’appearance di Ruth; in un secondo

momento la riguarda per considerare la sua situation e il suo sguardo va in profondità. Qui coglie la

disperazione della ragazza.

Il movimento del vedere di Benson è in netta opposizione con quello di Mason, quando dice “I saw enough”

che denota un vedere superficiale e che la condanna, è un guardare, per cogliere l’inner world di Ruth che

si porta in superficie, e quando Benson lo vede ne ha compassione.

Condannata a una solitudine da colpevole (secondo Mrs Bellingham The Penitentiary), il mondo esterno

perde il suo carattere unificatore e si trasforma in un nemico. Benson accogliendo Ruth la riposiziona nella

società. E’ così che Ruth comincia ad avere chiaro in sè che per potere sopravvivere dovrà pagare un

prezzo molto e dovrà affrontare i suoi interlocutori accettando che lascino uno sguardo sulla sua vita

interiore. Sa di doversi sottoporre al giudizio, all’ispezione del suo vissuto più intimo e allo stesso tempo

cercare di riscattasri affidandosi all’altro.

Benson può offrirle una ricollocazione riuscendo a comprendere in profondità le implicazioni del suo

ostracismo, senza quel giudizio negativo. Ruth sembra non avere più un nome, viene indicata con “such as

her” che implica la condanna, può essere riabilitata. Un giudizio che Benson non pronuncerà nei confronti

di Ruth, al punto che Miss Benson dirà al fratello, dopo aver sentito che Ruth avrà un figlio illegittimo, che è

il primo a gioire per la nascita di un figlio illegittimo, una moralità discutibile. E’ un’umanità e comprensione

per la condizione di essere senza futuro intrappolato in una situation della quale non aveva previsto le

conseguenze.

E’ nel rovesciamento di “innocenza-bellezza” in “bellezza-vizio” che si rivela il giudizio della “gente”, di chi

conosce soltanto l’outline della sua storia.

Bellingham non è il seduttore ma Ruth la seduttrice. E’ lei che lo ha condotto a sé, che ha incantato,

intrappolato il giovane, come scrive nella lettera Mrs. Bellingham.

La giovane è vittima dell’uomo a causa della sua bellezza. Paragone ad Eva, il frutto dell’albero tentatore è

sostituito dalla bellezza femminile che tenta l’uomo.

La lettera che Ruth riceve e contiene 50 sterline è l’ultimo atto di un’umiliazione cui lei non sa sottrarsi, che

è il chiaro riscatto della reputazione di Bellingham ad opera della madre. La donna “paga” Ruth, offre del

denaro così come lo si offre a colei uscita dal suo ruolo e dall’ambiente domestico, per assumere un ruolo

molto pericoloso per la società.

Mrs Bellingham paga per il “riscatto fisico” ma non la morale del figlio. Ciò che con il suo gesto riabilita è la

dimensione diurna del figlio (appearance) ma non riesce in nessun modo a incidere sull'aspetto notturno e

uterino della vicenda (pregnancy).

Il figlio che Ruth attende da Bellingham sarà per sempre il testimone del suo coinvolgimento morale, della

sua conduct. 50 sterline è l’abitudine a risolvere i problemi ricorrendo la transazione economica. Con quel

gesto però Mrs Bellingham certifica la paternità del nascituro, esponendo suo figlio a possibili pericoli futuri.

Le parole di condanna della lettera sono la dichiarazione di una sentenza morale.

AND NOW ALL WAS OVER

E’ con una nuova identità che Ruth si deve confrontare, la trasformazione si compie nel silenzio,

nell’accettazione dolorosa di un compromesso che vede Ruth farsi carico del presente, e di ciò che esso

comporta. Assumerà l’identità di Mrs Denbigh, vedova di un chirurgo e lontana parente dei Benson insieme

ai quali si recherà a Eccleston. Il nuovo irrompe nella sua vita come unica via d’uscita da un passato, un

tempo amato, che continua a trattenere ombre che velano il suo sguardo sul futuro, che confondono i suoi

orizzonti.

Nel processo di modificazione della propria situazione Ruth diventa altro rispetto al passato, una sorta di

morte e rinascita attraverso il quale può ritornare a far parte della comunità. Ruth viene ricreata e accetta di

modificare il suo aspetto di assumere nuovi abiti e di farsi tagliare i capelli (come fanno le vedove).

L’apparenza, la bellezza (i capelli), rappresentano un elemento di vanità e il sintagma “luxuriant brown hair”

ne indica la presenza.

Il taglio di capelli è un rito, non solo per un’apparenza da costruire ma è una salvaguardia dell’integrità

morale. I lunghi capelli sono simbolo della bellezza femminile che si compiace di sé, segno di un aspetto

che attrae e non respinge, elemento di femminilità e seduzione; tagliarli significa negare a Ruth, per

opportunità, queste caratteristiche, anestetizzandone la sessualità.

Ruth riesce a sentirsi parte del nuovo mondo di Eccleston; lavora come governante presso i Bradshaw e la

sua vita riconquista una precisa connotazione, ma in un soggiorno a mare incontra di nuovo Bellingham. Le

emozioni di Ruth sono numerose e il passato si riaffaccia dolorosamente e domande un tempo non poste

tornano impetuose. Ruth riconsidera la situazione in cui lui l’ha abbandonata, e non si è mai interessato

della nascita di Leonard.

Anche se è caduta e ingannata però non riesce a rinnegarlo ed era felice.

Benson muta il suo destino, ma il cambiamento è solo per l’occhio di chi osserva, distaccato dalla vera

essenza. Non ci sono due Ruth Hilton come si chiederà Jemima Bradshaw quando scoprirà il suo segreto.

I Benson non le hanno imposto nulla che potesse mettere in discussione la sua verità; Ruth sarà

consapevole di una dimensione interiore che è comunque destinata a cambiare e di cui si fa promotrice

silenziosa. Deve accogliere un nuovo Io per creare un futuro per il figlio che ignorando la sua colpa ha

diritto a vivere la sua vita senza il peso dell’esclusione. Ruth accetta qualsiasi condizione pur di creare

qualcosa di davvero fondamentale per Leonard. Il bambino rappresenta ciò che di più positivo lei è stata e

la sua possibilità di essere vista, attraverso lui, con occhi diversi dalla piccola comunità di Eccleston, così

come il suo prodigarsi per il prossimo, è un modo per far comprendere meglio che il riscatto della colpa può

seguire molte vie.

Ruth si trasloca nel simbolo, Ruth diventa Truth. Il paradigma di una sofferenza al femminile che attraversa

e scompagina la società vittoriana.

- Per Jenkins è una rivisitazione della Bibbia: passione di Cristo > Donne in società patr.

- Indizi temporali: 1830

- Ruth era magra, snella a testimonianza della sua innocenza (se in grado di controllare comportamenti e

appetito aveva controllo su di sé). Stereotipo delle fallen women: large, flesh and aggressively sexual

Macbeth

TEMI: L’ambizione è il tema principale in Macbeth, un’ambizione che senza il controllo della

morale farà perdere di vista la realtà. Nonostante Macbeth sia valoroso e poco incline ad

azioni disoneste e violente per soddisfare la sua ambizione di diventare re decide di uccidere

l’attuale re Duncan, incoraggiato dalla moglie, molto più determinata a perseguire l’obiettivo.

L’ambizione di Macbeth nasce dalla notizia delle streghe che predicono a Macbeth che

diventerà re. Nonostante Lady Macbeth spinge suo marito all’omicidio del re, è meno capace

di sopportare le conseguenze. Una volta che Macbeth e Lady Macbeth sono re e regina, la loro

coscienza non regge il peso dell’atto compiuto, trasformando le loro vite in una sorta di incubo

fatto di apparizioni di spiriti, paure e rimorsi. Macbeth non dormirà più e le notti di sua moglie

saranno una rievocazione della notte del delitto (da sonnambula). Gli altri temi sono il

soprannaturale, il male dell’animo umano, la violenza, il destino e il libero arbitrio.

I personaggi: Duncan (re di Scozia, Macbeth, Lady Macbeth, Banquo, Macduff, Malcolm,

Donalbain, Le 3 streghe e personaggi secondari.

Periodo elisabettiano la drammaturgia prende corpo.

In Macbeth a differenza di altre tragedie vi è un intreccio che somiglia alla trama principale.

C’è un avanzare immediato tra primo e secondo atto dove accade quasi tutto. In seguito, i

personaggi diventano sempre più chiari. Si scrive per il teatro e non per la pubblicazione.

1) Il teatro riprende la tradizione classica visto che l’obiettivo è quello di portare alla

catarsi (riconoscimento di ciò che l’uomo deve considerare bene o male - che colpisce

soprattutto le upper classes), presa di coscienza non portata alla purificazione interiore

(aumenta la tensione emotiva > climax).

2) Per raggiungere tutti - il processo di alfabetizzazione era ristretto - il teatro sostituisce

la lettura

3) Denuncia - l’effetto dirompente della tragedia accade immediatamente; si focalizza

sulle conseguenze. un evento porta ad una catena di eventi consecutivi. In Amleto

avviene il contrario.

Lady Macbeth è la figura chiave che aiuta il marito a prendere le decisioni.

Macbeth ha usato male il suo libero arbitrio e perde il controllo morale, la sua eticità, per

diventare potente deve decidere, non ha giustificazione.

A fine del 700 c’è il regno di Carlo I, periodo di mascheramento.

Shakespeare: soprannaturale in Macbeth

Atto 1: scena oscura, 3 elementi perturbanti le 3 streghe. La messa in scena e le parole

servono a creare un contrasto e un forte disagio nello spettatore.

Le 3 streghe sanno che incontreranno Macbeth.

Insieme “Bello è il brutto e brutto è il bello”: nascondimento. Confusione tra bene e male, tra

essere ed apparire, ciò che è o che si immagina.

Rappresentazione tra essere e apparire che si confondono = anticipazione del fatto che il

protagonista non saprà ciò che è. Lo spettatore analizza e riuscirà a descrivere ciò che vede.

Sul campo di battaglia ci sono i valorosi che riferiranno al re gli esiti: interpretazione dei suoi

compagni: Macbeth è un eroe. Disegnando la fortuna ha reagito. Da qui una serie di eventi

non ha avuto timore di rischiare la propria vita.

Fortuna: legato al destino dell’uomo, un qualcosa che l’uomo si crea. La fortuna era una sorta

di personificazione. La possibilità di cogliere gli eventi e cambiarli.

Ogni uomo è soggetto al libero arbitrio altrui. Lasciare la possibilità agli altri di scegliere il

corso degli eventi. Ognuno incide sulla realtà spazio-temporale che già gli è propria - capacità

di entrare nella catena degli eventi e modificarla. Non si parla di fortuna.

Perché soprannaturale? Importante per quell’epoca, elemento culturale. L’irrazionale serve a

scuotere l’animo dello spettatore. Qui il soprannaturale serve a far prendere coscienza di una

realtà che vale a dire il personificato. Suo stesso pensiero, non forma solo di materialità. Con

lo scioglimento della tragedia, il sovrannaturale sarà spiegato. Shakespeare ha colto il senso

di una ragione che può spiegare ogni cosa e che il soprannaturale non può essere spiegato.

3° scena: streghe. Le parole possono apparire un nonsense ma nascondono una minaccia: nel

momento in cui si contrasta una forza inspiegabile ci saranno eventi inspiegabili.

Macbeth: “non ho mai visto un giorno così brutto e bello”

Banquo si interroga sull’aspetto delle 3 streghe. Ci presenta elementi di disturbo in quanto

esseri “Che cosa siete?”

Le tre streghe parlano ed inizia la vera tragedia > profezia.

Senso di riflessione nei personaggi: desiderio di potere

Macbeth: espressione in negativo dei lati più oscuri dell’individuo.

Fase di esitazione di Macbeth quando Duncan lo ha coperto di onori. È la prima volta in cui

Lady Macbeth parla di amore, non reale ma profondo. “Non so” è reticenza, paura di Macbeth

(in riferimento all’omicidio), espressione del suo carattere, non ha perso totalmente la

razionalità e i valori positivi.

“Posso fare solo ciò che è degno di un uomo”: l’omicidio non viene nominato.

Contrapposizione con la ferocia di Lady Macbeth: anima che ha perso la relazione con la realtà

e la bontà umana.

Progettazione dell’assassinio molto determinato nella mente di Lady Macbeth, come se fosse

al di sopra di ogni cosa, e non la sua paura di fallimento.

Lady Macbeth ha la tempra del combattente: “Metterà al mondo dei figli maschi” descritto

come una rara bestialità. Sembra dover rovesciare qualsiasi categoria e stereotipo del tempo

(remissiva, che conosce il suo posto nella società). Ha una posizione predominante rispetto a

Macbeth. Macbeth qualifica l’impresa come “terribile”.

Quando si ripresentano le streghe nel terzo atto, Macbeth dice più di quanto Banquo non

riesce a capire. Banquo cerca sottolineare che lui è diverso, farà tutto ciò che sarà leale e in

linea con la propria natura.

Macbeth è consapevole che l’omicidio è contro natura (si contrappone alla natura).

Lady Macbeth ha addormentato le guardie.

Macbeth ha l’allucinazione del pugnale: paura, incoscienza dilaniata, imminenza della

realizzazione dell’atto.

Ha provato pietà: senso di umanità, di colpa e di rimorso.

Non ha potuto dire “amen”: blasfemia > senso del peccato, riconoscere la sua colpevolezza.

Non ha un momento di pace per essere consapevole di ciò che ha scelto di fare. “L’amen mi

rimase sulla lingua”: Grande senso di colpa, gli impedisce di pronunciare la parola per

chiedere la benedizione.

Da quel momento in poi Macbeth non avrà più pace, né troverà salvezza. Ha perso il sonno.

Fase di una coscienza lacerata.

Lady Macbeth a Macbeth “Sei troppo fragile”.

Paura di rivedere la figura di Duncan e di essere scoperto. Preannuncia che quello è l’inizio di

una serie di omicidi necessari a salvarsi.

“Oceano rosso”: annuncio di ciò che accadrà dopo, ma è anche ciò che ha già commesso.

Tragedia veloce, serie di premonizioni, allusi a ciò che richiamano eventi che stanno per

accadere.

Lady Macbeth sottolinea ancora il candore presente in Macbeth.

Acqua: elemento purificatore, non purifica l’anima, non cancella la colpa (si lava le mani).

2° atto 3° scena

Rottura dell’alta tensione. Figura del portiere, espediente teatrale, che richiama l’elemento

che dice sempre la verità. Dice di essere stanco di fare il portiere ed è simbolo di tutta la

situazione del momento.

Crede di raggiungere una padronanza di sé In realtà inizia un declino > capovolgimento del

carattere del protagonista.

ATTO 3 SCENA 4

Macbeth viene messo in crisi dalla figura di Banquo perché le streghe avevano profetizzato

che sarebbe stato il padre di una dinastia di re. Così ingaggia degli assassini per uccidere

Banquo e suo figlio Fleance.

Presenza di animali in senso metaforico (la natura è presente con suoni e colori) > serpente

giace morto.

In un clima apparentemente festoso di un banchetto appaiono tutti i dubbi di Macbeth,

continua la sua finzione, e durante la cerimonia del brindisi appare l’entità di Banquo (morto)

che rappresenta una proiezione della propria coscienza che si materializza. Nel frattempo,

continua a parlare agli invitati. Anticipa in qualche modo le cure (allusione alla morte di

Banquo). La coscienza ha altri effetti su di lui.

Freddezza di Lady Macbeth durante il senso di colpa di Macbeth (vulnerabile). Mostra ancora il

male. Non tiene conto di ciò che dice il marito: aspetto maschile e violento.

Lady Macbeth mostra la mancanza di virilità di Macbeth, con un continuo rimprovero.

La follia si inizia ad impossessare di Macbeth. Le streghe hanno detto la verità. Macbeth non

ha mai scisso il primo incontro con le streghe da tutti gli elementi successivi: tutto dipende

dalla prima profezia.

Guidato dalla moglie capisce che è una visione quella di Banquo. Però c’è lui un lieve

pentimento (accoltellare alle spalle Banquo).

Scena 5: incontro con le streghe.

Nuovo sortilegio: il libero arbitrio di Macbeth gli ha fatto interpretare male la profezia.

Ora la profezia è realistica, il libero arbitrio è affidato alle streghe.

- inganno da parte delle streghe

- sbeffeggiare Macbeth

- sanno che riusciranno nel loro intento

- eccesso di fiducia è il peggior nemico dei mortali

Macbeth ha manipolato il trono, tutti sospettano, c’è un’agitazione generale dopo la morte di

Duncan. Macbeth continuerà a compiere atti violenti.

Macbeth sta riconoscendo a loro di essere depositarie di verità. Le profezie sono rese

verbalmente a Macbeth: inganno della parola: interpreta la profezia alla lettera. Corruzione

delle streghe.

Lady Macbeth nella 1° scena è presa dalla follia. Da donna risoluta e forte diventa fragile.

Poche persone restano accanto a Macbeth e Lady Macbeth.

Lady Macbeth in preda al sonnambulismo. La donna di compagnia lo riferisce al medico. Entra

Lady Macbeth con camicia bianca e candelabro in mano; finge di lavarsi le mani “Via macchia

maledetta”. Fa il riassunto di ciò che le è accaduto nel sonnambulismo è stata testimone

dell’accaduto e fa diventare il medico testimone della narrazione.

Dracula

La figura di Macbeth e quella di Dracula presentano due diverse deformazioni. La figura di

Macbeth è estremamente destabilizzante. Lui credeva alle parole delle streghe proprio per

mostrare che la razionalità poteva essere soppiantata da quello che è l’elemento esoterico,

soprannaturale. Questa è un’epoca dove il soprannaturale era un elemento fondamentale

dell’epoca. Oltre a quello di Macbeth, un’altra figura fondamentale è quella di Lady Macbeth,

un personaggio estremamente deformato dal punto di vista dei valori e della morale, e quello

che Shakespeare alla fine farà sarà punire Lady Macbeth con l’oblio per poter recuperare quel

senso dell’onore che Macbeth riconquisterà combattendo contro un uomo non nato da donna.

La figura di Dracula non è lontana dagli elementi e i valori già visti in Macbeth, perché è vero

che il romanzo fa parte della tradizione della Transilvania, ma quando Stoker scrive questo

romanzo vuole sottolineare la condizione dello straniero che non appartiene a questa cultura,

infatti l’elemento importante che Stoker sottolineerà sarà quello del linguaggio, quando

appunto Dracula dirà a Jonathan Harker “Io vorrei imparare bene l’inglese perché quando sarò

a Londra non possano gli altri dire “Lui è uno straniero”.

Questo allontanamento dalla società è costituito quindi da diversi elementi, a partire proprio

dal linguaggio, con il tentativo di uniformarsi al mondo umano e cui lui non sente di

appartenere. È quindi vero che abbiamo un senso di deformità all’interno di Dracula, ma c’è

anche un grande senso di umanità. Stoker è stato quindi il primo a rappresentare una

profonda interiorità all’interno del personaggio molto più di quanto si potesse immaginare,

perché cerca di costruire un personaggio che sembra tenere all’umanità stesso, al punto tale

che la sua morte in realtà è una morte voluta.

Importante è all’interno del romanzo la figura di Mina Harker, come Newman, che in qualche

modo rimette insieme le parti del mosaico e la figura di Van Helsing che rappresenta la

scienza, del periodo Vittoriano, che cerca di sconfiggere l’uomo Dracula ma non può.

Ritorniamo ancora una volta alla critica della scienza, una scienza che ha l’arroganza di

spiegare tutto, ma che fondamentalmente dimostrerà di non essere così.

Temi: Lotta tra bene e Male (Dracula).

Elementi San giovannismo: le caratteristiche di Dracula assumono valore in questo senso: i

suoi tratti rappresentano i simboli di fertilità e mascolinità, affascinante nei modi colto.

Ammalia le vittime con lo sguardo e la sua arte oratoria.

Tra preda e predatore si vive quasi un legame ipnotico che si può legare in chiave sessuale.

Qui sua azione infatti è proprio di valore sessuale attraendo le sue figure attraverso il suo

impulso di morte.

CERCA FIGURA DI FRANKENSTEIN

Quello dell’Inghilterra tra 700 e 800 era l’epoca dell’Illuminismo, in cui si ha riscoperta delle

capacità dell’uomo e quindi una maggior fiducia nella ragione attraverso un movimento

culturale e filosofico iniziato nella seconda metà del 17° secolo con temi che anticiperanno

quelli francesi del 700. Una figura importante che ha contribuito alla riscoperta di questi valori

è quella del filosofo di John Locke. Siamo inoltre nell’età vittoriana, società ancora dettata

dalla chiusura patriarcale ed in cui si fa fatica ad avviare un cambiamento radicale. Quella

patriarcale è una società in cui i veri valori sono mascherati ed il potere, l’autorità ed i beni

materiali sono concentrati nelle mani dell’uomo più anziano in cui la trasmissione avviene

esclusivamente per via maschile a vantaggio del primogenito maschio.

Il ruolo della donna - In Inghilterra il 18° secolo è come si è già detto un periodo di profondi

cambiamenti politici e sociali e in cui la condizione della donna borghese si definisce come

uno stato di dipendenza totale dall’uomo sotto cui vive in cambio di protezione. Siamo quindi

in una società in cui le classi medie e professionali inglesi tentano la scalata sociale alla volta

dell’aristocrazia, cercando di accumulare denaro per comprare proprietà terrene. In una tale

società dove il ruolo della donna era definito in relazione a quello degli uomini, soprattutto per

quanto riguarda i concetti di proprietà e di educazione, infatti la donna non poteva possedere

alcun bene e non poteva quindi sperare in un’indipendenza economica per farsi strada da sé e

la sua educazione era interamente improntata ai lavori di casa e al mantenimento della prole;

le venivano addirittura vietati dei libri ed epurate alcune parti da saggi e libri scientifici per

togliere le parti relativi alla sessualità, educandola quindi seguendo gli ideali della donna

angelo, e indirizzandole esclusivamente al lavoro e alla famiglia.

La donna scrittrice in questo panorama si fa portavoce di un sentimento comune, che decide

con coraggio di mettersi contro la società con l’intento di risvegliare le coscienze femminili. Le

più importanti dell’epoca sono la Wollstonecraft, Mary Hays, Jane Austen e Gaskell.

Wollstonecraft

Wollstonecraft è madre di Mary Shelley e moglie di William Godwin. Parla dei diritti della

donna e vuole difenderli; fu chiamata “iena in gonnella” in quanto attaccava ogni forma di

governo e inizialmente conviveva con William Godwin senza averlo sposato (cosa che andava

contro la tradizione del tempo, si sposò tardi con lui e morì di parto dando alla luce proprio M.

Shelley. In Vindication of the rights of woman parla della differenza tra l’uomo e gli altri esseri

viventi e afferma che a distinguerli è la ragione. L’uomo virtuoso è colui che riconosce i valori

morali, che tende al bene e si adopera perché questo si realizzi. Per far ciò egli ha appunto

bisogno della ragione, dell’intelletto e della cultura. È possibile convogliare tutti gli elementi

che appartengono all’uomo verso coloro che stabiliscono le leggi della società. Nella società

persiste ancora la gerarchia (upper class differenziata dalla lower classe per maggior quantità

di denaro) e ci sono pregiudizi che inducono all’oscuramento della ragione. Essa, che

dovrebbe portare l’uomo (essere umano) a comprendere il proprio posto nella società, viene

invece impiegata per giustificare i pregiudizi. C’è ancora mancanza di indipendenza da parte

della donna nella società, dunque lei ha bisogno di dipendere dall’uomo. Ma in realtà l’unico

modo che ha la donna per potersi affermare è essere indipendente. L’opera riceve diverse

critiche e gli intellettuali del tempo si chiedevano come l’autrice potesse auspicare a un

cambiamento della società attraverso un trattato filosofico se gran parte della popolazione

era poco colta e non poteva interpretare il messaggio.

Wollstonecraft non guarda solo alla figura femminile in quanto tale, non fa solo una questione

di gender, ma di un’umanità in una società circoscritta che per cambiare ha bisogno degli

individui e della loro educazione. L’educazione diventa quindi un elemento fondamentale

perno attorno cui ruota tutta la sua ideologia e quella degli intellettuali illuminati come lei che

tentano di trasformare la società, una società in cui dominano ancora i valori tradizionali e c’è

ancora il sistema patriarcale. C’è bisogno qui di un cambiamento di mentalità (punto di vista)

attraverso la cultura (educazione).

Atteggiamento estremamente illuminato attraverso la ragione. Abbiamo una sorta di utopia

all’interno del suo lavoro a causa degli ostacoli difficili da sormontare.

Il marito Godwin scriverà un trattato “political justice” sulla società anche estremamente

utopistico che quindi influenzerà anche il suo lavoro (trattato estremamente complesso e che

abbraccia molti argomenti).

Vindication non è solo rivendicazione ma anche la difesa di un diritto all’interno della società

da parte di un individuo qualunque.

Si rende conto che un trattato filosofico non può essere letto da tutti e quindi ha bisogno di

rendere concreta la sua ideologia con personaggi emblematici e scrive quindi Maria.

1) PERSONAGGI Figure di Maria e Jemima sono quelle più importanti e quelle di Henry

Darnford che funge da intermezzo tra le due storie, propria voler dimostrare che la

discriminazione non riguarda solo le donne, ma anche coloro che non vogliono far parte

della società. Jemima è il primo personaggio che si presenta dotato di una certa

chiusura, misantropia, reticenza e ha difficoltà a parlare con Maria perché non si fidava

di nessuno. L’unico modo per Maria è quello di instaurare un rapporto con Jemima, un

personaggio complesso dei bassifondi londinesi che nel passato ha subito violenze e

stupri, ma che è allo stesso tempo molto sensibile. Intento di creare con lettore una

partecipazione emotiva (educazione del lettore). Si rende conto che l’educazione è alla

portata di tutti; rivolgendosi quindi alla middle classa, a cui lei stessa appartiene, per

creare quella trasformazione da lei stesso auspicata.

2) SETTING esposto da elementi del gotico, in cui l’elemento di chiusura viene enfatizzato

anche se manca il soprannaturale. L’ambiente chiuso sta a rappresentare la chiusura

del personaggio. La Madhouse richiama il Panopticon con un occhio nell’interno della

struttura che sta a rappresentare l’occhio della società.

3) TEMI: Educazione, per lei educare significa essere consapevoli di far parte di un sistema

più ampio e che il proprio ruolo non va dimenticato (quindi non intende L’autonomia è

un altro elemento importante già trattato da Virginia Wolff, intesa come elemento di

affermazione femminile, soprattutto economica. La società patriarcale invece tendeva a

sottomettere la donna al padre e al marito. Nel 900 la sua opera diventerà emblema del

femminismo, termine però che riguarda proprio il 900 e non l’epoca della

Wollstonecraft.

l’educazione come nozionismo, cultura, per acquisire un ruolo fondamentale).

L’educazione femminile nell’epoca era esclusivamente importata al mantenimento

della famiglia e della prole. Addirittura, anche parti di trattati scientifici venivano tolti

affinché l’educazione fosse solo improntata alla religione e alla famiglia; educazione a

una sorta di santità che sottolinea un atteggiamento di controllo da parte della società.

4) FINALE: ci sono due finali uno positivo e uno negativo e uno negativo, uno in cui dopo

essere fuggita con Jemima viene presa e giustiziata e in un altro in cui riesce ad avere

una vita felice.

Solo verso la fine dell’800 le parole della Wollstonecraft ritorneranno come emblema per la

rivendicazione dei diritti.

Non si rivolge solo a lettori ma anche ai legislatori, per cambiare lo stato delle cose. L’unica

arma a disposizione delle donne era la scrittura, perché permette alle autrici di mostrare la

realtà attraverso un altro punto di vista col linguaggio, ma anche come strumento di

affermazione personale.

Personaggi fondamentali per le identificazioni dei lettori con essi

Wollstonecraft era una scrittrice molto attiva in questo senso, tanto che i conservatori la

giudicheranno in maniera negativa. Mary Hays

Amica della Wollstonecraft, Mary Hays ripropone gli schermi dell’amica con un atteggiamento

molto più radicale, rispetto alla prima, visto che la Wollstonecraft cerca di attuare una sorta di

convincimento attraverso varie tappe. Questo atteggiamento di radicalità da parte della Hays

si ritrova nella figura di Raymond.

The Victim of Prejudice viene scritta da Mary Hays nel 1799.

1) PERSONAGGI: Mary Raymond è un’orfana che, dato che la madre era finita in prigione,

viene adottata ed educata da un precettore, Raymond. Da piccola Mary non viene

educata solo alla danza, ma riceve una cultura molto ampia. Per alcuni anni lei

percepisce che lui sia effettivamente il suo vere padre e si trova in una situazione quasi

idilliaca. Pensa al fatto di avere avuto tutti i privilegi, di aver avuto la possibilità di

mettere in mostra la propria semplicità e questo la rende felice. L’educazione è simile a

quella della Wollstonecraft ma qui l’educazione non è da donna a donna ma dall’uomo

con l’intento di fornirle un’idea di trasformazione che deve essere impartita anche dagli

uomini attraverso un loro cambiamento di mentalità.

Poi però arrivano elementi esterni e perturbatori che distruggono il mondo degli ideali di Mary.

Mr. Pelham, uomo facoltoso della upper class, affida i suoi due adolescenti William ed Edmund

a Mr. Raymond affinché facesse loro da precettore. Mary e i due ragazzi crescono in armonia

fino a che Mary e William (il maggiore dei due adolescenti) si innamorano. Cosicché quando

decidono di sposarsi Mr. Raymond dovette dire a Mary che era stata adottata e che non

proveniva dalla upper class e una relazione tra due persone di diversa estrazione sociale non

è assolutamente ammessa nella società. La verità che Mary scopre a poco a poco e a

malincuore è un elemento fondamentale dell’opera. Rimane profondamente delusa. Si scaglia

contro Raymond chiedendosi: ma allora la verità esiste solo dal punto di vista teorico?

Raymond che attraverso l’educazione mi ha insegnato i principi morali non è stato in grado di

impartire la verità?

William è vittima di pregiudizio e questo va a dimostrare come non solo le donne ma anche gli

uomini lo sono a causa del proprio patrimonio, che diventa strumento di difesa di sé

all’interno della società.

3) TEMI: Patrimonio, divisione sociale, morte, un elemento liberatorio, un’uscita di scena con

l’amarezza del lettore che non può vedere un cambiamento all’interno della società.

4) FINALE: è tragico ed è il punto di partenza per domande che rinnovano la sua speranza di

un cambiamento nella società. Mostra una sorta di pessimismo come se la società non è

ancora in grado di cambiare.

Con la Hays vediamo un rovescio della medaglia: la donna parte con il desiderio di

trasformazione, cambiamento e dall’altra l’impossibilità dettata dall’ origine sociale.

Jane Austen

Definita da Walter Scott come la miglior scrittrice dopo Shakespeare.

Era distaccata dalle problematiche della società. Visse tra 700 e 800 e la sua fortuna fu straordinaria

perché il cinema ha dato impulso alle sue opere. Lei ha la capacità di scrivere opere che si avvicinano

alla commedia shakespeariana dove c’è risata ma anche riflessione. Utilizza l’ironia tagliente che fa

della sua scrittura una scrittura poliedrica. Ironizza ogni personaggio, ogni situazione, parlando di tutto

ironizza tutto, si fa beffa del matrimonio pur parlandone. La critica ritiene che lei non si sia mai

interessata agli avvenimenti storici dell’epoca perché riconosce che non è necessario conoscere una

grande varietà di personaggi (es. l’ipocondriaco).

1) PERSONAGGI: Elinor e Marianne. Elinor è quello che la Hays ama di più perché è un personaggio

razionale ed autorevole, con quella autorità che è di gran lunga superiore a quella della madre.

Marianne rappresenta la sensibility, la passione dell’innamoramento, al punto da perdere il lume

della ragione; eccesso criticato perché è il periodo in cui alle donne veniva attribuito un

abbandonamento eccessivo alla sensibility\passione. Ridicolizza i personaggi maschili facendo

emergere quelli femminili. L’unione tra passione e razionalità rappresenta la figura della donna

ideale che può compiere scelte autonome.

2) TEMI: Il matrimonio è l’elemento centrale. Mentre la Wollstonecraft critica il matrimonio come

legal prostituion in quanto fatto solo per interessi economici e perde il suo valore, Austen lo

pone come elemento centrale dei suoi romanzi in cui le sue eroine pensano solo ed

esclusivamente a sistemarsi come nel caso della famiglia Dashwood. Non è l’aspetto irrilevante,

ma è fondamentale come patto sociale che le persone stipulano tra di loro, elemento di

aggregazione. La sua abilità sta non nell’esaltarlo ma nell’ironizzarlo, tanto che vengono

paragonate alle commedie di Shakespeare. Quello che mette in rilievo maggiormente è come

nella società patriarcale dominata dalle donne con tante figlie, l’unico obiettivo sia quello della

sistemazione attraverso il matrimonio. Viene rappresentato e deriso, che non può rappresentare

l’autonomia della donna nella società. Fa netta distinzione tra matrimonio per interesse e

matrimonio per sentimento.

Rivendica qui quello per sentimento perché diventa la conditio sine qua non. Va quindi contro la

società patriarcale diventando quasi sovversiva affermando l’autonomia dell’individuo

attraverso i personaggi.

3) STILE. Utilizza un linguaggio ironico con la capacità di sovvertire l’ordine attraverso l’ordine, è un

relief nel panorama, un momento di sollievo ma non sovverte le situazioni ma l’ordine attraverso

un cambiamento radicale dei personaggi femminili. I personaggi secondari vengono utilizzati per

mostrare la varietà della società e dei personaggi femminili. È un personaggio quindi

estremamente rivoluzionario anche se non con un linguaggio incisivo e diretto della

Wollstonecraft.

La Austen usa l’arma della conversazione: laddove tutto sembra identico, laddove mostra che la società

non è cambiata, in realtà la società la cambia. Il fatto stesso che lei abbia deciso di non sposarsi dopo

l’amore fallito come autrice afferma ancora di più la sua personalità e il suo modo di vedere le cose

(avrebbe potuto anche lei sposarsi e trovare una sistemazione, ma non lo fa vivendo appunto di

scritture).

Sense and sensibility: opera del 1811 che rappresenta il contrasto tra Sense (ragione) e sensibility.

Tratta di un’opposizione tra questi due elementi che sono da ricercare all’interno dell’opera nei

personaggi. SI tratta di un “contrast novel” perché ci sono forze contrastanti, centripete e centrifughe

all’interno del romanzo. Forze centripete perché molte delle vicende si svolgono all’interno di salotti,

nuclei famigliari e le forze centrifughe sono rappresentate da elementi esterni che influiscono sui

personaggi. Lei non si è mai sposata ma ha avuto una storia d’amore che l’ha delusa. Scrive lettere alla

sorella in cui forse ci sono verità dell’autrice che non si potevano comunicare all’esterno. La

respectability era contraddistinta anche da decoro e ricchezza e i suoi personaggi hanno questi valori.

Anche il gossip è un elemento importante perché i luoghi da lei descritti sono in genere chiusi e

circoscritti e la parola richiama il pettegolezzo.

Elizabeth Gaskell

Si passa al suo romanzo 30-40 anni dopo quello della Austen. Elizabeth è una scrittrice di grande

rilievo, soprattutto perché ritrae la figura femminile in un panorama estremamente complesso,

perché il vittorianesimo è un periodo popolare ed impopolare allo stesso tempo in cui le cose

sembrano cambiare perché Vittoria vuole allargare sempre più i suoi confini, impopolare perché se

da una parte c’è questa trasformazione a livello sociale, dall’altra parte abbiamo una

riproposizione di temi che conosciamo da tanto tempo, non cambiati completamente. Questo ci dà

la misura di come i cambiamenti avvengano lentamente. Non è tanto la società che deve

cambiare ma gli individui e la loro mentalità, la cultura. Scrive Ruth.

1) PERSONAGGI: Da una parte abbiamo i personaggi femminili che vogliono apparire aperti,

illuminati che poi in realtà non sono come ad esempio Mrs. Mason e personaggi che

dovrebbero essere la sintesi di una trasformazione che fino ad allora si auspicava e che

l’età vittoriana aveva avvertito ma che poi nei fatti non si realizza, perché tutto ruota

intorno alla figura di Ruth Hilton, 15enne, orfana di madre che dopo la morte del padre (un

modesto agricoltore) viene mandata dal suo tutore (un anonimo guardian) a lavorare come

apprendista nella sartoria di Mrs. Mason, arcigna e sfruttatrice. Ruth subisce un passaggio

fondamentale dalla sua vita precedente al luogo in cui andrà a lavorare (e cioè la sartoria di

Mrs. Mason) che rappresenta l’ingenuità, il candore di una vita serena. Quando è assorta

nei suoi pensieri Ruth è immersa nei suoi ricordi dell’adolescenza vissuta serenamente in

campagna con la sua famiglia (somiglianza con Mary Raymond).

La figura di Mrs. Mason rappresenta la classe borghese, l’imprenditore, la società industriale

che si fa sempre più forte è la mentalità degli imprenditori del tempo che acquistano

grande rilievo. Questa è una connotazione chiara all’interno della società Vittoriana, periodo

destabilizzante, ma che per certi aspetti sembra resistere mantenendo alcuni suoi elementi.

Nella sartoria le donne lavorano per la upper class e realizzano abiti per le donne. La

gerarchizzazione anche in Gaskell è evidente e abbiamo da una parte le sarte e dall’altro

l’upper class. Mrs. Mason all’interno della sartoria si sostituisce a quello che doveva essere

invece una sorta di protettore di Ruth, presenta dei tratti maschili, è elemento intermedio

tra la classe di Ruth e quella di Bellingham che rappresenta la classe aristocratica. Il suo

scopo è quello di fare esclusivamente i propri interessi. C’è un cambiamento totale da parte

dell’autrice che farà in modo che Ruth possa entrare a far parte della società cambiando

identità, da quella che era Ruth Hilton diventa una vedova giovane con un figlio da

accudire, accolta nella casa di Mr. Benson, un pastore che l’accoglie in un momento di

grande difficoltà.

2) TEMI: ascesa della classe borghese e mentalità imprenditoriale, potere economico, identità

all’interno della società e difficoltà di farne parte, conflitto tra appearance e conduct, in una

società dominata dall’apparenza e dall’opinione altrui. All’interno di questo panorama si

inseriscono elementi morali ed etici perché nel momento in cui Ruth farà quella famosa

passeggiata e frequenterà Mr. Bellingham quell’aver visto abbastanza permetterà a Mrs.

Mason di determinare quello che è un cambiamento radicale della vita del personaggio.

Ruth non fu accolto come romanzo positivo. Lo stesso marito della donna non lo accoglie e lo

ritenne non adatto alle giovani dell’epoca. Le donne sono nella sartoria, sono elementi di lavoro e

sono spogliate della loro individualità (hanno abiti anonimi). Questo sottolinea l’appiattimento

della realtà, nessuna di loro si distingue. Ruth viene descritta come una ragazza molto bella ma

anche come ingenua. Passa dalla sartoria alla chiesa dove va a pregare e questo è l’unico

momento di svago. Un giorno però il datore di lavoro, Mrs. Mason, manda le sarte ad un ballo.

Vengono messe in una stanza, pronte ad intervenire in caso di bisogno.

Dynamics of desacralization: interpretazione di desacralizzazione da parte dei vari autori.

Desacralizzare. ridurre il valore della sacralizzazione.

Le cose sono diverse da come sembrano (alterità). Manca qualcosa di forte al centro, non c’è

staticità. Tutto ciò che viene idealizzato assume il concetto di sacro = sacralità di una

struttura sedimentata nel tempo (es. forma patriarcale).

Il concetto di desacralizzazione risale al postmoderno e appartiene anche al critico letterario

(l’opera diventa oggetto di analisi).

Sottolineare la discrepanza tra la realtà e ciò che si mostra (interpretazione diversa di

un’opera).

Gli autori hanno cambiato prospettiva delle cose (rompere lo schema della convenzionalità).

GUYONNE LEDUC: focalizza la sua attenzione nel 18* secolo (1688-1815), definito come

l’epoca d’oro del patriarcato, nella quale l’autorità dell’uomo è riaffermata e la dominazione

dell’uomo è assunta nella famiglia così come nello stato. L’uomo è considerato una sorta di

santuario, entità che non può essere messa in discussione, vuole dimostrare l’uguaglianza tra

i sessi attraverso la desacralizzazione dell’uomo. Fa riferimento al pamphlet di metà secolo di

Sophia intitolato “Woman not inferior to man” del 1739, che era diventato l’epiteto del

prefeminism del tempo. Farà un lavoro prettamente di tipo stilistico o linguistico. Studia la

desacralizzazione stilistica (della forma). La prima forma di espressione avviene attraverso il

linguaggio.

La proprietà diventa un modo di affermazione di sé rispetto allo status quo. L’uomo diventa

una sorta di santuario, non poteva essere messo in dubbio, perché istituzionalizzato nella

famiglia e nella società. La donna diventa oggetto, proprietà di ciascuno.

Sophia pubblicò Pamphlet, letto da uomini e donne, il cambiamento doveva avvenire

dall’unione delle due parti (in Wollstonecraft le opere erano lette solo da ceti alti). Tentativi di

uguaglianza tra i sessi.

Gli avversari di Sophia sono le stesse persone, si discutono entrambe le parti per stabilire la

dialettica all’interno della società.

CRISTOPHER STOKES: esplora il 18° secolo con il tentativo di completare e correggere il lavoro

di John Locke concentrandosi prettamente su un linguaggio di tipo materialistico. Teoria della

mente, tabula rasa: punto di partenza. Man mano che l’uomo accresce la conoscenza impara

idee della tabula rasa.

Analizza quindi il segno, considerato come la parola viene assunta e come questo possa

essere in qualche modo reinterpretato all’interno dell’opera da punti di vista completamente

diversi. Prende come esempi John Tooke e John Stewart, che fanno riferimento alla liricità (?)

della parola (The body of the letter) e all’immaterialità dell’idea (immateriality of the idea),

mostrando quindi una nozione dualistica del linguaggio. Tutti questi elementi si fondono poi

con le idee dell’Illuminismo e che fanno riferimento ai concetti di anti-superstizione anti-

metafisica e anti-religioso e che porta quindi alla desacralizzazione del segno, che non

necessariamente ha una corrispondenza con un’idea.

Ciò che conosciamo dipende dal mondo sensoriale. L’esperienza sensoriale è alla base del

linguaggio. Lo spirito deriva dal respiro: idea classica. Angel\messenger: Mercurio.

Definizione delle cose attraverso le idee. Necessità di uso del linguaggio per l’interazione con

gli altri. Referenzialità del linguaggio si accresce: gold: metallo o sfumatura di colore.

Le idee più importanti dell’oggetto a cui si riferiscono

Segno: rappresentazione sensibile di un’idea non fisica di ciò a cui si riferisce.

Il materialismo del 18° secolo andava oltre una rappresentazione ontologica, svalorizzazione

(che va contro il linguaggio dei poeti). Si ribadisce la necessità di razionalità che deve

governare l’uomo; non può attribuire un linguaggio a senso unico, L’uomo è perfettibile, dal

punto divista delle sue esperienze (concetto innovativo morale, dei valori, delle idee nel 18°

secolo). L’uomo può migliorare sé stesso.

Parlare del linguaggio significava mettere in discussione qualcosa come la religione, criticato

linguaggio non pertinente, utilizzato a proprio scopo. La religione si è appropriata del

linguaggio (usato solo in ambito metafisico)

BARBARA BENEDICT: studiosa di Jane Austen, parla di desacralizzazione all’interno dei romanzi

di Jane Austen per rimettere in gioco il valore dell’individuo, crea una sorta di

contrapposizione tra quello che è il valore dell’individuo e soprattutto la reliquia, l’oggetto e

come essi vengono feticizzati, per mostrare che l’uomo a volte viene reso oggetto

(reificazione). Quindi prendendo spunto dall’importanza degli oggetti all’interno di Jane

Austen, ricalibra il valore di ciascuno “satirizzando la confusione tra materialità e moralità”.

PAOLA PARTENZA: mostra come il concetto di after life viene desacralizzato nella poesia di

Alfred Tennyson, uno dei maggiori esponenti dell’epoca vittoriana. Afterlife vista come alterità

e concepita tradizionalmente con il concetto di redenzione e rifugio e che collide con la

credenza di Tennyson in Processo naturale ed evoluzione genetica. Il valore dell’Afterlife, che

rappresenta la speranza di un futuro migliore, per il credente, viene desacralizzato dal poeta

perché secondo lui la religione è qualche cosa di illusorio. Fa spesso riferimento ad Ulisse,

personaggio che afferma “berrò la vita fino alla parte più limacciosa” per mostrare il lato

positivo della vita vivendola al momento e non aspettando il premio dell’afterlife. Mostrerà

questa sua posizione anche nella figura di Titone, il quale vivrà in una condizione liminale

perché ha chiesto alla Dea l’immortalità e non l’eterna giovinezza, rendendosi conto di non

vivere in una condizione umana e né divina. Quando si rende conto di tutto questo

riapprezzerà il valore dell’individuo affermando: “Io voglio tornare alla Terra”. C’è quindi una

condizione materialistica e positiva della vita. Secondo lui infatti la religione aveva creato

un’illusione negli uomini. Siamo nel periodo in cui gli scritti di Darwin hanno una grande

incisione culturale, e quindi questa destabilizzazione verrà creata da una parte dalla scienza e

dall’altra dalla religione che promette tutto in astratto. Tennyson dirà che la fede o si ha o non

si ha.

Poetry is Tennyson’s response to men’s dream of immortality

JOHN FAWELL metterà in contrapposizione ma anche in relazione Van Gogh e Maupassant,

sottolineando una sorta di eguaglianza appunto tra il pittore e lo scrittore che entrambi

ricevono la temperie culturale decidendo però di affermarsi al materialismo. Entrambi

comunque tornano ad un’ammirazione della natura. Van Gogh non rappresenta la natura in

modo realistico, ma cerca di catturare l’espressione, suggerita amplificando i colori nei suoi

dipinti. Natura che diventa quindi una vera e propria entità e l’intento è quello di

riappropriarsi di essa come punto di riferimento per l’uomo, un Dio su cui tutti fanno

riferimento ma anche all’interno, ma anche dell’intero cosmo.

JENNIFER CARADEC analizza la poesia di Geoffrey Hill, inserendo le immagini di serpenti e

draghi all’interno delle proprie opere. Prende quindi dall’elemento biblico questi elementi per

reinserirli nella propria poesia trasformandoli e mostrando una sorta di materialismo.

ESRA MELIKOGLU ritorna all’elemento darwiniano, reinserendolo all’interno del romanzo

contemporaneo immaginando Darwin nella figura di Adamson. Viene sottolineato il fatto che

la figura di Darwin ha inferto un colpo mortale alla teologia, richiama il concetto di

destabilizzazione del Vittorianesimo tra la religione e la teoria dell’evoluzionismo. Tennyson

aveva scelto di non scegliere tra queste due posizioni.

Dynamics of Desacralization

The idea of Desacralization

The idea of desacralization has become almost commonplace, attributing to the word the rejection of what

is sacred. It’s not connected to theology, it isn’t the relationship human beings have with what can express

a denial of the spiritual part of life. To desacralize implies challenging the sacred or traditional features of an

institution, of tradition; it consists in bringing back to reality and historical truth, what had a religious

significance (so we could talk about desacralizing the myth, the mysteries of religion, the biblical narrative,

propriety, and so on).

"Desacralize", often expresses an attitude of disrespect toward ideas, opinions, institutions or people,

though it is not always based on an denial of its intrinsic sacral character.

The concept of desacralization recalls the idea of anti-sacred, something that artists have continuously tried

to focus on in their works, with the purpose of changing a precise order to create something new, open to

the future, that must be questioned and investigated through their own works which appear distant from any

form of conventionality. The writers, artists and poets analysed in this collection of essays, have become

emblematic of a changed sensibility, of a reflection on nature, language and thought, documenting a sense

of uneasiness and disillusionment for the world around them.

The idea of desacralization made men reconsider life and their role within a universe that, though fictitious,

becomes expressive of political, social or religious macro-structures, which mirror the pain, uncertainty,

deception and loss of faith. The disenchantment expressed by the authors is a means through which the

severe criticism the authors adopt serves to reverse all forms of reification or subordination which human

beings are subjected to, creating a literary universe in which a sort of ideological antiphrasis becomes the

real way to understand and decipher the world in which fictitious or non-fictitious characters live in. Authors

have created new worlds, they narrate various types of desacralization interrogating the nature of novels,

poems or works of art.

“Guyonne Leduc: the Desacralization of MEN”

Guyonne Leduc focuses her attention on the eighteen century, knows as “The Golden Age of Patriarchy”.

Sophia’s pamphlet was published in 1739 and it was named “Woman Not Inferior To Men”. The writer of this

pamphlet wants to share his idea about the female gender inferiority. It received an anonymous answer

written by a man “Man Superior to Women”. This made the writer of the first pamphlet to write a second one

“Woman superior excellence over man”. The identity of the author of these two pamphlet is unknown. Some

thinks that is Lady Mary Montague, because she defended women against Lord Chesterfield’s article on

“Common Sense”, other thinks that is a man. In this period, women were considered week and inferior from

the society because they were men propriety. In her work she refers to men with negative demonstrative

adjective, as “that” or with negative words as “thing” or “dogged” with irony. Even if she was not influenced

by Poulain work “Woman As Good As Men”, we can say that his idea pushed her to desacralize men.

“Christopher Stokes: the Desacralization of SIGN”

Stokes analysed three different theories.

Locke’s theory

The first is by Locke. Locke’s essay “Concerning the Human Understanding” influenced philosophy in

Britain. There was the distinction between simple and complex ideas. He proved that everything could be

created from its premises. Another important thing is his theory about “language”. In his book “Of

Words”, he explained that sensorial experiences are at the root of language. The necessity of words comes

from the conceptions that are hidden in our mind and they require a physical expression in order to be

recorded by us. Therefore, we create signs and then we associate them to ideas. He wants to show how

language can work as communicative system when it corresponds to private experiences. Sensorial

experiences bring men to create their own language even if there are different kind of languages. The sign

has a dualistic view: one is the matter or the letter, the other is the idea, so we can say that the concept of

sign is desacralized.

Tooke’s theory

Tooke wrote “The Diversions Of Purley”. Tooke did not share Locke’s idea about the purpose of language to

communicate thoughts. He thinks that just some type of words have this communicative function, such as

nouns and verbs. The other types of words are just abbreviate signs to make the communication faster and

more efficient. There are eight classes of words but Tooke thinks that most of them are abbreviations of

nouns and verbs. This simplification of language can be considered as a Desacralization.

Stewart’ theory

He is most known for his strange life as “John Walking Stewart”. He thinks that the function of sign is

functional and not representative. He is against the simplification of the sign and he thinks that meaning are

not wrong or right but flexible. His theory is called “real dialectic”. Steward revolution is a project of

emancipation of the mind; this is why it is a Desacralization.

“Barbara Benedict: the Desacralization of OBJECTS”

Barbara Benedict analysed how Jane Austen, her novels, does not write or specify possessions of objects.

She prefers to describe characters instead of describe objects, but when she does, it’s because she wants

to underline the reduction of human subjectivity and morality. The religious world in her work is never

represented. The reification of people through objects do not let them make free choices, so in this way, the

sacred object become profane. In addition, objects have the function of interaction. The idea of using

people as objects it’s synonymous of the loss of subjectivity. We can see the Desacralization of objects in

“Emma”. The idea of having portraits have always been in the mind of aristocratic family. They believe that

these portraits were

symbol of virtue. Austen also wants to criticise the marriage. She thinks that there are two different types of

marriage: marriage of love and marriage of interests.

“Paola Partenza: the Desacralization of AFTERLIFE”

Tennyson was influence by philosophy and scientific thoughts. This period made men reconsider the

questions between religion and science. He desacralized the concept of afterlife. Religious people see the

afterlife as an asylums made of eternal peace but he does not agree with this view. He believes in natural

process and human evolution so defines it as an illusion. Those two different ideas left the humanity sitting

on the fence. From one side he believe in the existence of God, on the other side he knows they cannot

really prove his existence. This belief showed tension in is poetry between the spirit and the manner.

Therefore, he decided to study the origin of life and its reason. He wrote two poems where he explain his

theories: “Nothing Will Die” and “All Things Will Die”. In “All Things Will Die” he says that everything can die,

but if everything dies, no one really dies because the afterlife is made of our spiritual souls. The religion it’s

just something that does not let people live their lives. In “Tythonus” he showed how Tythonus made the

mistake of ask to the Goddess Aurora to live forever instead of eternal youth. In this was the gets old, he

cannot die and he is trapped in the circle of life. His goal is to make people curious and not afraid of

question something. Men have to question everything, in this way they can be independents from the

religion.

“Roger Ebbatson: the Desacralization of RELIGION and the Sacralisation of NATURE”

Roger Ebbatson analysed the life and works of Jefferies. During the Victorian Era by everyone because of

Queen Victoria prudish attitude toward love, life and sex embraced the religion. He analysed how is

presented man’s relationship with the natural world and his desire to move away from the restrictive “circle

of idea”. Richard Jefferies wants to desacralize the religious belief and sacralise the nature in his essay

“One of the new voters”. He described a countryside in summer, the wild life, with butterflies and bees that

fly around, but he also shows how Roger the reaper is not interested in those things. He made his thoughts

based on one and only idea. He believes that artists and writers can give a form to ideas and

supercharging it with meaning (for example Courbet’s painting). At the end, he describes himself

surrounded by nature. He says the only way that let him be unite with nature is trough meditation.

“John Fawell: the Desacralization of RELIGION and the Sacralisation of NATURE”

John Fawell deals about the relationship between art and literature showing how Maupassant and Van

Gogh’s differences are quite similar in their attitude toward nature and in the loss of Christianity.

Maupassant is materialist and incapable of spirituality. He believes that experiences are important because

they will become knowledge. The first form of experience is through senses. Maupassant satires church

and religious people, especially religious extremist because have a closed mind and they do not let men

see other possibilities. The intellectuals want to change the world so they start to attack the religion. This

will open the Modernism era where the science will be side by side with technology. The Desacralization

stands in bringing back the definition of religion and leave it to men because everything has to come back

to nature. He thinks that everything that has a response by the senses is beautiful even if the nature,

sometime, is not beautiful. He influence Van Gogh. Van Gogh has a distort vision of nature because he

represent it through his senses so for him it feels like a dream. His painting is not constructed. Both of them

have desacralized the religion and sacralised the nature in a religious way.

“Jennifer Kilgore: the sacralisation of KNOWLEDGE”

She wants to put us in from of the relationship between sacred and profane. Professor Hossein Nasr was

the first to be invited at a conference that asked to the East culture to be more open to knowledge.

Knowledge is something that makes humanity feel as a part of something. Knowledge also means freedom.

Secularization means progress, just if we context something religious, does not make us atheists but it is

something that helps our faith. David Martin in “On Secularization” said that he was present at this

congress and that science won upon religion. There was a change in God figure. Many did not believe

anymore in a God that punish but in a mercy God. Hill uses serpents and dragons (related to biblical

symbolism) in particular related to apocalypse (as Hobbes did to represent the state in his work “The

Leviathan”. In “Daybook”, he says that these symbols have a positive meaning because in a world

sacralised we need to make reflections so in this way we can become independent from the church.

“Esra Melikoglu: the Desacralization of NATURE”

Esra Melikoglu underlines how Darwin’s theory destroyed the theology ideas. In Byatt’s work, “Morpho

Eugenia” the protagonist incarnates Darwin and is called William Adamson. His last name can remind us to

the son of Adam. This work made Byatt reconsider how men can break tradition through self-determination

and self-realisation. William (the protagonist) refuses the existence of God because he thinks that it is just a

fortress into which rich people can behind. William is part of the lower class, whereas Darwin is part of the

upper class. William would like to be a member of the upper class, but he cannot since he is just a butcher.

Men who do not have knowledge are afraid of God because they think that he is going to punish them but

that is not true, it was just something caused by a brutal authorities. He wants to emancipate himself from

his father (God). There is something in common with the calvinian idea of “I write my own destiny”. William

marries Eugenia. She wants make him embrace the existence of God so he goes to Sir Harold. Sir Harold

agrees about William’s idea about God that has always been a presence in the existence but he doesn’t

share the same idea, cause William shares Feuerbach’s idea that says “Our God is Our self” and that the

existence of God it’s just human need.

APPROFONDIMENTO SUI PRIMI 3 (se chiede uno a scelta)

Guyonne Leduc

"The Stylistic Desacralization of Man in Britain in the Sophia Pamphlets (1739-

1740)"'

In Britain, the long eighteenth century (1688-1815) was the golden age of patriarchy, "the male dominance

over women and children in the family and the subordination of women in society in general,”, that was

founded upon God's direction and woman's natural physical inferiority: it is inherited from Hebrew and early

Christian societies, that rested upon the subordination of women as a punishment for Eve's sin and an

understanding of men's and women's bodies in terms of relative strength and weakness. Two early

prefeminists, Mary Astell and Mary Wollstonecraft, challenged patriarchal society to give enlightened

women a better and more equal place. The period was characterized by "the victory of individualism' which

was "a victory for property, and wives by their very legal definition were propertyless," which meant that

women were the property of their fathers, husbands or masters.” Man was thought of as a kind of

sanctuary ("sacer"), an entity not to he questioned.

At the time of the revival of the "querelle des femmes" in mid-century Britain, in response to lord

Chesterfield's article in Common Sense; or, The Englishman's Journal (1738). the anonymous Sophia

published a pamphlet entitled Woman Not inferior to Man (1739), where she dismisses the idea of innate

female inferiority and criticizes men's power over women. An anonymous answer was written by a male

adversary in Man Superior to Woman (1739), which, in turn, lead Sophia to write Woman's Superior

Excellence over Man in 1740. The controversy was still active in 1751, when all three pamphlets were

republished by Jacob Robinson, under a common title, Beauty's Triumph; or, The Superiority of the Fair

Sex Invincibly Proved.

The Sophia pamphlets will first be presented and questions asked as to the identity/ties of their author/s.

Then her treatment of men and her attacks on them, first direct, then indirect will be considered before

focusing on her treatment of women in order to attack men.

Sophia’s two pamphlets are defined as “Treatises.” The “first essay” is referred as “ingenious” and a “Little

treatise” by hid adversary. Sophia does not hide her sex or her social rank ("a Person of Quality"), nor her

young age ("a young lady"). The addressees are men as well as women who are directly addressed to by

Sophia since she knows her treatises will be of little importance and less consequence if they are not read

by men. Her answer to her adversary is aimed at male readers as she wants to prove his partiality and

error to them. Sophia and her adversary were influenced by the English translation of the Cartesian

Poullain de la Barre's Egalité des deux sexes (1673) translated as The Woman as Good as the Man; or,

The Equallity of Both Sexes in 1677 by Archibald Lovell. Descartes demonstrates the separation of the

body and the mind and, thus, the full autonomy of thought from the sexed body. He "was probably the first

thinker to apply Cartesian skepticism to the question of women." Sophia's borrows many paragraphs in her

tratises from Poullain: she borrows from Poullain some innovative ideas but not all of them, in particular the

inequality between ranks, between human beings and not only between men and women.

Sophia’s identity remains unknown. Some thought that it was Lady Mary Wortley Montagu (1689 - 1762)

because she had reacted to lord Chesterfield's article in Common Sense; or The Englishman's Journal in

1730 and defended women whom she described as rational beings. Reynolds had echoed another

hypothesis suggesting that Lady Sophia Fermor (1721-1745), the daughter of Thomas, the Earl of Pomfret,

could be Sophia. Somebody think that Sophia is a man because it’s unlikely that a woman who felt deeply

about the exclusion of women from all professions would have written like the so-called Sophia. Others

think that Sophia and her adversary are the same person since at the time it was a rhetorical game to write

on both sides of a question, and the Man didn’t expose Sophia’s plagiarism, so he also knew Poullain

works, and her opponent’s logic is weak. It remains impossible to prove either that the author of the three

pamphlets was one and the same person or to reveal Sophia’s and her adversary’s identities.

Sophia's treatment of men is dictated by two elements: her attacks are either to be found in Poullain's

treatise and then developed in her pamphlets, or they are to be read without the French philosopher's

influence.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Letteratura Inglese 2, basato su appunti personali e studio autonomo dei testi consigliati dal docente Partenza: Sguardo e Narrazione, Partenza, Dynamics of desacralization, Partenza, le 4 opere femminili (Ruth, Victim of Prejudice, Sense & Sensibility, Maria or the Wrongs of Woman), Macbeth, Dracula; Università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e comunicazione interculturale
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuzzo24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Partenza Paola.

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Riassunto esame Letteratura inglese, docente P. Partenza, libro consigliato Dynamics Of Desacralization, P. Partenza
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