Estratto del documento

Il racconto: una forma di seduzione e potere

Il racconto come dispositivo del desiderio

Il narratore instilla il desiderio di ascoltare la storia dell’altro fino alla fine.

Il racconto come esercizio di potere

Il narratore manipola il lettore attraverso il racconto.

Il racconto come tentativo di dare senso

Alla fine di un racconto si cerca di dare un significato a ciò che si è appena letto o visto.

Il racconto come esorcismo della morte

La fine del racconto rappresenta la sperimentazione della fine dell’esistenza fisica.

Il racconto come strumento di trasmissione dell'esperienza

Chi racconta cerca di trasmettere qualcosa.

Il racconto come creazione di mondi possibili

Il mondo creato dall’autore verrà dilazionato e il lettore creerà delle previsioni inconsapevoli sul mondo.

Il racconto come spazio simbolico di incontro

Spazio simbolico di incontro tra logos e eros.

Introduzione all’analisi strutturale dei racconti

Introduzione all’analisi strutturale dei racconti (1966) di Roland Barthes: il racconto può essere supportato dal linguaggio articolato orale e scritto, dall’immagine fissa o in movimento, dal gesto e dalla mescolanza di tutte queste sostanze. Il racconto è presente in tutti i tempi, luoghi, società, comincia con la storia stessa dell’umanità.

Mondi possibili

Ciascun racconto istituisce un mondo possibile, un mondo dotato di coerenza interna alternativo a quello attuale. Non c’è racconto senza azione. L’azione con il suo investimento progettuale rende l’uomo raccontabile, l’uomo che non agisce rende impossibile l’azione.

La logica dei possibili narrativi

La logica dei possibili narrativi (1966) di Claude Bremond: quando il narratore predispone un predicato verbale nel racconto, apre un processo, che sarà poi libero di attualizzare o mantenere allo stato di virtualità.

Lector in fabula

Lector in fabula (1979) di Umberto Eco: il mondo possibile evocato da un racconto dipende sempre dagli atteggiamenti “proposizionali” di qualcuno che lo afferma, lo crede, lo sogna, lo desidera, lo prevede. L’estensione semantica di un racconto non può essere perimetrata in un solo mondo possibile, ma piuttosto assume l’aspetto di una costellazione di tanti mondi possibili quanti sono gli orizzonti del racconto:

  • Quello di codifica il testo (narratore)
  • Quello di chi è codificato nel testo (personaggi)
  • Quello di chi decodifica progressivamente il testo (lettore)

Narratore, personaggi e lettore

Il narratore costituisce progressivamente il plot passando attraverso possibili ripensamenti strategici: apre piste narrative cieche, chiude in corso d’opera piste inizialmente proposte come essenziali, moltiplica oltre misura il numero delle piste. Salvo eccezioni solipsistiche, di norma il plot include un certo numero di personaggi. Il lettore a ogni passo immagina una fabula complessiva non necessariamente identica a quella attuata dal plot.

Fabula e intreccio

Fabula: avvenimenti narrati nel loro ordine cronologico. Intreccio: modo in cui la storia viene narrata. La fabula è ciò che il narratore codifica e il lettore decodifica, non è un dato a priori ma si costituisce per gradi. Per formulare le sue previsioni, il lettore è costretto a uscire temporaneamente dal testo attingendo a un’enciclopedia di “sceneggiature comuni o intertestuali”, strutture cognitive stereotipiche che possono preconfigurare stati temporalmente puntuali (frame) o sequenze che si avvicendano nel tempo in forma di azioni ed eventi (script). Il narratore abile gioca con l’orizzonte di attesa dei suoi lettori e li induce a pensare sceneggiature poi solo parzialmente realizzate dal racconto.

Racconto moderno e oltre

La fabula è chiusa nel racconto moderno, arrivata a compimento, elimina le possibilità immaginate dai lettori. Nel racconto oltre la modernità, la fabula è aperta, il racconto si apre alla compresenza di storie alternative o non compiute, le varie possibilità previsionali sono tutte in grado di rendere coerente l’intera storia.

Epilogo

La chiusa di un racconto ci fa vivere simbolicamente la fine reale della vita:

  • Racconto moderno: l’epilogo compie e sigilla biunivocamente contenuto e forma.
  • Racconto modernista: l’epilogo sigilla simbolicamente il contenuto e forma.
  • Racconto postmoderno: il compimento della forma è condizione necessaria ma non sufficiente al compimento del contenuto.
  • Racconto metamoderno: al compimento della forma non corrisponde necessariamente la chiusura del contenuto.

Tempo e racconto

Tempo e racconto (1983-85) di Paul e Ricœur: noi percepiamo il tempo nella misura in cui siamo in grado di raccontare a noi stessi ciò che accade: il tempo è sostanzialmente narrativo. Il racconto è significativo nella misura in cui misura i tratti dell’esperienza temporale. Il racconto è la rappresentazione di un movimento, dello scorrere del tempo.

Narrative time

Narrative time di Paul e Ricœur: una trama fonda l’azione umana non solo nel tempo ma anche nella memoria. La memoria, di conseguenza, ripete il corso degli eventi secondo un ordine che è l’equivalente del tempo come “estensione” tra un inizio e una fine.

Aristotele e il racconto

Aristotele definisce il racconto come imitazione di un’azione attraverso la compiutezza dei fatti. Il modello di “un fatto dopo l’altro” lascia il posto al modello “un fatto a causa dell’altro”.

Tempo nella fisica e nell'anima

La questione del tempo viene affrontata nella fisica, dove viene messa in relazione con quella del movimento dei corpi e risolta definendo il tempo come il numero del movimento secondo il prima e il poi. Soltanto l’anima o l’intelletto hanno la capacità di numerare, risulta impossibile l’esistenza del tempo senza quella dell’anima.

Le confessioni XI di Sant’Agostino

Agostino si interroga sul tempo, il quale è composto da tre dimensioni: passato, presente e futuro, ma sarebbe più appropriato parlare di presente del passato, presente del presente e presente del futuro, tre tempi che sono nell’intelletto.

  • Presente del passato: la memoria, la rappresentazione presente del passato.
  • Presente del presente: il dato immediato dei sensi, la visione.
  • Presente del futuro: l’attesa, quello che noi ci aspettiamo che il presente diventi.

Presente, passato e futuro esistono solo nel presente del pensiero e il pensiero può articolarsi in visione, memoria e attesa solo assumendo la forma narrativa attraverso il linguaggio, unico strumento di resistenza nei confronti del tempo.

Storia, racconto e narrazione

Figure III. Discorso del racconto (1972) di Genette: è possibile raccontare una storia senza fare alcun riferimento al luogo in cui si è svolta o al luogo dal quale la si racconta, ma non è possibile raccontare una storia senza fare riferimento al tempo, che, anche se non viene indicato esplicitamente, viene evocato dai tempi verbali.

  • Storia: oggetto del racconto, successione degli eventi narrati, il contenuto del testo narrativo.
  • Racconto: è l’enunciato che assume la relazione degli avvenimenti della storia, è il testo nella sua concretezza.
  • Narrazione: atto narrativo che instaura il racconto e veicola la storia. Il narratore assume su di sé un atto narrativo. A differenza degli altri due, l’atto narrativo lascia delle tracce, le troviamo nei pronomi personali e nei verbi.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Claire.97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e altri linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Vittorini Fabio.
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