Che cos'è la geografia umana?
La parola geografia deriva da due parole greche geo + graphia che tradotte significano: scrittura della terra. La geografia umana studia come gli uomini, le società si rapportano con l’ambiente naturale e quindi è diversa dalla geografia fisica che invece studia le componenti naturali come le montagne, i laghi o i fiumi. Seppur due cose diverse, esse non sono mai del tutto separate perché la geografia umana non può ignorare la geografia fisica in quanto tutte le attività umane hanno un rapporto con l’ambiente.
Natura e cultura
Un’altra importante distinzione va fatta fra natura e cultura. La natura è tutto ciò che è estraneo alla creatività dell’uomo, la cultura invece comprende le credenze spirituali, le abitudini e le tradizioni che contraddistinguono un popolo dall’altro. La cultura è una costruzione sociale in continuo cambiamento ed è un qualcosa che gli umani creano ed esprimono.
Per molto tempo in occidente è esistita la tradizione del dualismo fra natura e cultura che portava alla percezione delle due cose come distinte e separate, questa concezione poi fu superata perché se pure l’uomo è più incline alla cultura, fa comunque parte della natura e per molti anni vari teorici hanno studiato il rapporto dell’uomo con la natura dando vita a varie teorie.
Teorie geografiche
La prima teoria è quella del determinismo ambientale portata avanti da Friedrich Ratzel, secondo la quale l’ambiente era responsabile delle differenze fisiche e intellettuali delle persone. Questa teoria poi fu abbandonata in quanto presentava tre elementi di critica: innanzitutto non c’era nessuna dimostrazione scientifica che dimostrava la relazione effetto-causa, non tutti i popoli nelle stesse condizioni ambientali si comportavano allo stesso modo cioè ad esempio non tutti i popoli costieri sono navigatori e infine sembrava essere una giustificazione al colonialismo.
Una seconda teoria è quella del possibilismo di Vidal de Blanche. Secondo il possibilismo l’ambiente offre all’uomo una vasta gamma di possibilità e le società nelle stesse situazioni si comportano in modo diverso a seconda delle loro scelte. La teoria del possibilismo rafforza la consapevolezza dell’azione umana sull’ambiente fino a portare a considerare che la Terra è un sistema integro, complesso e dinamico. La Terra è l’insieme delle componenti sia naturali che culturali che agiscono in modo complesso, è in continuo cambiamento e il sistema culturale è un sottosistema di quello naturale.
Paesaggi culturali
L’azione dell’uomo sull’ambiente porta alla creazione dei paesaggi culturali in cui Humboldt individua tre elementi: la suggestione cioè la bellezza del paesaggio, l’esame scientifico cioè lo studio di quello che c’è stato nelle varie epoche e l’interrelazione cioè la relazione dell’azione umana con l’ambiente naturale. In quanto pergamena che conserva i tratti di ciò che ci è stato nelle varie epoche, in alcuni paesi come l’Italia, esso va tutelato e protetto.
Concetti geografici chiave
Per pensare come un geografo è importante capire i significati di parole come luogo, spazio e territorio. Il luogo è una località che si distingue dalle altre per caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Esso può essere definito in base alla sua posizione geometrica e quindi alla misurazione della longitudine e della latitudine oppure in base al sito o alla posizione geografica.
Il sito è l’insieme delle caratteristiche fisiche di un luogo, la posizione geografica è la situazione, il contesto regionale in cui esso si trova e i rapporti che ha con esso. Lo spazio è percepito come una porzione di superficie terrestre di cui non si sanno le dimensioni. Esso può essere assoluto o relativo. Lo spazio assoluto è percepito come una scatola il cui contenuto, o misure, possono essere conosciute tramite la misurazione con il sistema metrico corrente.
Concetto di spazio
Lo spazio relativo è percepito come una scatola le cui caratteristiche cambiano a seconda del contenuto. Un tipo di spazio relativo è quello relazionale cioè dato dalle interazioni umane che possono essere di tipo sociale, economico, politico o culturale e che contribuiscono alla definizione dello spazio relativo come costruzione sociale. In realtà in geografia sono tutti spazi relativi relazionali in quanto ogni geografia sceglie cosa mettere in scena ed esso è mutevole e soggetto anche all’idea di potere che porta alla creazione della gerarchia dei luoghi.
Diffusione spaziale e globalizzazione
La geografia adotta sempre una prospettiva spaziale studiando fenomeni come la diffusione spaziale e la globalizzazione. La diffusione spaziale rappresenta il movimento di persone, idee o merci da un luogo all’altro. Essa può avvenire in quattro modi: rilocalizzazione, per contagio, gerarchicamente o per stimolo.
Le migrazioni sono l’esempio della rilocalizzazione, la diffusione per contagio avviene quando due individui vengono a contatto fra loro, la diffusione gerarchica avviene dall’alto verso il basso tipo quando un paese segue alcune regole del centro urbanistico e infine la diffusione per stimolo che si verifica quando da un’idea nasce un’altra idea tipo nell’industria dell’automobile.
La globalizzazione è la crescente interdipendenza e interconnessione tra persone e luoghi di tutto il mondo, è il risultato dell’interazione spaziale. Per interazione spaziale si intende la relazione fra due o più soggetti nel corso della quale si scambiano idee, merci, servizi e modificano le loro azioni in relazione alle idee e ai comportamenti reciproci.
Fattori che influenzano l'interazione spaziale
L’interazione spaziale è influenzata da tre fenomeni: la complementarietà, la trasferibilità e l’opportunità alternativa. La complementarietà si verifica quando un luogo o una regione trovano altrove una risposta alla propria esigenza di beni e servizi, creando così una relazione a breve o lunga distanza (es: paesi produttori di caffè come il Brasile contribuiscono a soddisfare la domanda dei principali consumatori come l’Europa).
La trasferibilità è inversamente proporzionale al costo per lo spostamento di un bene. Il bene più facilmente trasferibile è l’informazione grazie a internet. Fra i beni tangibili hanno un alto livello di trasferibilità quelli di valore più elevato come i gioielli perché facilmente trasportabili, a differenza dei mattoni o del fieno che seppur di basso valore hanno comunque una bassa trasferibilità.
L’opportunità alternativa rappresenta l’esistenza di un luogo che a parità di costi di trasferimento possa offrire un bene richiesto a condizioni più vantaggiose. Le innovazioni tecnologiche nei trasporti e nelle comunicazioni hanno reso possibile diminuire l’attrito della distanza, facendo sembrare i luoghi più vicini l’uno all’altro, in termini di tempo e di spazio. Questo processo è chiamato compressione spazio-temporale.
Il concetto di territorio e scala
La parola territorio deriva dalla parola latina territorium (terrere=terrorizzare + terere=arare). Il territorio è lo spazio delle interazioni fra soggetti e dei soggetti con l’ambiente esterno, infatti il territorio richiama i due significati latini perché il motivo per cui si difende un territorio è che esso fornisce le risorse che assicurano sopravvivenza e indipendenza a un gruppo umano.
In geografia è importante il concetto di scala. Ci sono due tipi di scala: cartografica e geografica. La scala cartografica esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e le distanze reali. La scala geografica invece indica il livello di analisi utilizzato per un determinato studio o progetto, ad esempio la casa, un quartiere, la regione, ecc.
Strumenti della geografia
Fra i vari strumenti della geografia ci sono il GPS, il GSI e il telerilevamento e le carte geografiche. Le carte geografiche sono rappresentazioni della Terra o di sue parti in dimensioni ridotte. Le carte geografiche hanno una legenda e una scala. A seconda della porzione di superficie terrestre che si vuole rappresentare, le carte prendono nomi diversi (es: i mappamondi rappresentano il mondo intero).
Le carte generali si distinguono in fisiche che rappresentano i tratti naturali fondamentali e politiche che riportano alcuni tratti fisici, i confini, le città e tutto quello che è opera dell’uomo. Il telerilevamento è uno strumento in grado di percepire informazioni relative a qualcosa che si trova ad una certa distanza date e i geografi utilizzano il telerilevamento per rilevare alcuni fenomeni relativi alla superficie terrestre e raccogliere informazioni su di essi.
Il GPS determina la posizione assoluta di persone, luoghi o elementi della superficie terrestre. Come anche il telerilevamento, il GPS ha semplificato molto il processo di acquisizione di dati relativi alla Terra, ad esempio, esso viene utilizzato per tracciare i confini o le diverse specie di piante. Il GIS serve a migliorare la funzionalità delle carte e delle analisi spaziali di dati georeferenziati, cioè dei dati a cui è attribuita una precisa localizzazione sulla superficie terrestre.
Limiti del GIS
Il GIS è possibile immaginarlo come un database nel quale i dati immagazzinati sono divisi in livelli che possono essere sovrapposti. Tuttavia il GIS ha comunque due punti deboli. Il primo è che per utilizzarlo ci vogliono apposite apparecchiature che costano molto e quindi questo porta ad una limitata accessibilità. Il secondo è legato alla visione del mondo che il GIS propone e che risulta il più delle volte centrata solo sull’Occidente.
Ambiente, società e territorio
L’ecosistema è l’insieme di organismi viventi, delle interazioni tra di essi e con l’ambiente fisico in cui vivono, dei flussi di energia e nutrienti che li attraversano. La complessità di un ecosistema deriva dalla sua biodiversità, cioè dalla varietà di specie contenute in esso. Il 22 maggio è la giornata della biodiversità. Tutte le specie devono convivere affinché nessun equilibrio si spezzi. Le api ad esempio sono ormai poche perché mancano i processi di impollinazione e ciò ha anche un grave impatto economico. La totalità dei vari ecosistemi terrestre, acquatico, ecc., dà vita alla biosfera.
L’ecologia è la scienza che studia le funzioni relazionali tra l’uomo e l’ambiente. Il primo teorico di tale disciplina fu Haeckel che la definì come l’insieme di conoscenze che riguardano l’economia della natura, l’indagine del complesso delle relazioni di un animale con il suo contesto sia inorganico (terra: strato materiale) che organico (relazioni con le specie viventi).
Capitale naturale
Per evidenziare i rapporti che intercorrono fra l’ambiente naturale e le società umane è stato introdotto il concetto di capitale naturale cioè l’insieme di beni e servizi offerti dalla natura che comprende quattro elementi: le risorse rinnovabili, le risorse non rinnovabili, la biodiversità terrestre e i “servizi” resi dagli ecosistemi. Senza il capitale naturale non ci sarebbe vita sulla terra.
Risorse energetiche
Le risorse energetiche non rinnovabili comprendono il petrolio, il carbone e l’uranio. Il petrolio è alla base di molti processi energetici ed è una fonte di energia per i paesi industrializzati che hanno le infrastrutture necessarie per poterlo estrarre, raffinare e trasportare. Dal petrolio derivano la benzina, il riscaldamento degli edifici e la maggior parte degli oggetti in plastica. I maggiori produttori di petrolio a scala globale sono i paesi del Golfo Persico, che ospitano enormi riserve di greggio e che appartengono all’OPEC cioè all’organizzazione che provvede a coordinare la produzione, i prezzi e le concessioni tra i suoi vari membri.
Il carbone deriva dai depositi legnosi di alberi e piante parzialmente decomposte e il suo utilizzo è iniziato con la rivoluzione industriale. Il carbone è il combustibile fossile più abbondante e più diffuso nel mondo. Dopo il petrolio, il carbone è oggi il secondo combustibile fossile per utilizzo nel mondo ma, mentre il petrolio è usato principalmente per il trasporto e il riscaldamento, il carbone è utilizzato per la produzione di energia elettrica. La Cina è il maggior produttore e consumatore di carbone. L’utilizzo dei combustibili fossili costituisce una delle maggiori fonti d’inquinamento per l’aria e contribuisce al fenomeno delle piogge acide.
L’uranio è un elemento naturalmente radioattivo e viene usato soprattutto per la produzione di energia nucleare. La distribuzione geografica delle centrali nucleari è altamente irregolare e fortemente concentrata nei paesi più industrializzati e un incidente all’interno di una centrale potrebbe causare una catastrofe nucleare come quella di Chernobyl.
Fonti energetiche rinnovabili
Le fonti energetiche rinnovabili includono la biomassa, l’energia idroelettrica, l’energia solare ed eolica e l’energia geotermica. La biomassa è l’insieme del materiale organico non fossile di un ecosistema, che comprende la massa animale e vegetale, i suoi scarti e i suoi rifiuti ed è il tipo di risorsa rinnovabile più utilizzata in tutto il mondo. Esistono due maniere per ottenere energia dalle biomasse: una diretta che consiste nel bruciare il materiale non trattato e usare l’energia per il riscaldamento, e una indiretta che comporta la conversione della biomassa in gas o combustibile liquido.
L’energia idroelettrica funziona tramite dighe che nonostante abbiano apportato numerosi benefici come la possibilità di irrigare i campi per tutto l’anno, hanno anche generato diversi problemi ambientali. Le grandi dighe interrompono il corso dei fiumi, alternando così l’ecosistema dei fondali e la costruzione delle dighe ha causato pesanti trasformazioni anche per le popolazioni costrette a spostarsi.
L’energia solare può essere sfruttata attivamente o passivamente. L’accumulo passivo di energia solare sfrutta la forma e l’esposizione di un edificio per catturare la luce del sole, l’accumulo attivo fa uso invece di strumenti come i pannelli solari o le celle fotovoltaiche che immagazzinano e utilizzano l’energia del sole. L’energia eolica anche deriva dal sole e infatti i venti che muovono le pale eoliche sono generati dal riscaldamento irregolare della superficie terrestre.
L’energia geotermica deriva dall’interno della Terra e viene utilizzata tramite turbine. È molto calda ed è difficile da estrarre.
Degrado ambientale
Il degrado ambientale dovuto alle attività umane può essere diretto o indiretto: l’estrazione del petrolio sulla terraferma o in mare costituisce un rischio diretto per le persone e la natura mentre la costruzione di strade in zone montuose e l’approvazione di esse da parte delle politiche governative sono cause indirette di degrado ambientale.
L’effetto serra è un processo che avviene naturalmente e che permette l’esistenza della vita sul nostro pianeta. Le preoccupazioni riguardo all’effetto serra riguardano l’innalzamento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a causa delle attività umane. È ampiamente dimostrato che le nostre attività hanno amplificato l’effetto serra contribuendo così al surriscaldamento globale che porta all’innalzamento del livello del mare.
Uno dei maggiori fattori che contribuisce al surriscaldamento globale è sicuramente l’impronta di carbonio cioè la quantità di anidride carbonica emessa dalle attività umane. Un altro fattore è rappresentato anche dai cambiamenti nell’uso e nella copertura del suolo tramite la bonifica di aree umide o la deforestazione che spesso determina temperature più calde. I paesi sviluppati hanno contribuito in maniera sproporzionata alla concentrazione atmosferica di anidride carbonica e per questo molti ritengono che essi siano obbligati ad attuare misure per diminuire e finalizzare le proprie emissioni.
Numerose conferenze internazionali sul cambiamento climatico si sono svolte con l’obiettivo di trasformare l’economia mondiale basata sull’uso di carbone in una green economy cioè un’economia attenta all’ambiente che promuove la creazione di macchine che inquinano di meno e quindi un’economia sostenibile. Lo sviluppo sostenibile cerca di tenere in conto l’aspetto sociale, ambientale ed economico cambiando il modo di consumare per migliorare le qualità di vita a livello globale e per far sì che le risorse siano di tutti e quindi rendere le risorse un bene comune.
Popolazione e migrazioni
I 7,4 miliardi di persone sulla Terra sono distribuiti in maniera molto disomogenea sulla sua superficie. È importante ricordare che la popolazione sulla Terra sta diventando sempre più urbana e oggi poco più della metà degli abitanti del mondo vive in città.
Quando i geografi vogliono studiare una certa popolazione sul territorio, calcolano la sua densità, che può essere aritmetica, se si considera il semplice rapporto tra la superficie di un’area e il numero dei suoi abitanti, oppure fisiologica, quando lo stesso rapporto viene calcolato considerando solo le terre produttive a livello agricolo.
La fertilità, che in senso generale indica la possibilità di avere dei figli, fa riferimento al numero di nascite all’interno di una determinata popolazione. I principali cambiamenti nella demografia di molte popolazioni, infatti, sono dovuti proprio al numero di nascite (natalità) e di morti (mortalità), entrambi condizionati da fattori biologici, sociali, economici, politici e culturali.
I demografi misurano la fertilità principalmente utilizzando due indicatori: il tasso di natalità cioè il numero annuo di nati vivi ogni...
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